La presentazione nei giorni scorsi del rendiconto sociale INPS 2022 ha assunto un particolare significato soprattutto come rendiconto di fine mandato del Comitato Regionale Puglia guidato da Giuseppe Deleonardis.

“Senz’altro positivo - sottolinea Deleonardis – di questi quattro anni in cui ci siamo trovati, in due di essi, in una fase molto delicata per la pandemia.

E’ un bilancio positivo al di là di alcune… chiacchiere che hanno tentato negli anni scorsi di demonizzare spesso l'Istituto, invece abbiamo riversate sull'INPS tutta una serie di importanti prestazioni a cominciare dalla cassa integrazione.

Il mio giudizio è fortemente positivo anche se è rimasto il cruccio su un’attività che avevamo chiesto alla Regione Puglia, l'internalizzazione o la convenzione sulle prestazioni delle invalidità civili affinché i servizi venissero svolti direttamente non più dalle ASL, che oggi lo svolgono con le Commissioni di lavoro esterno, ma dall’INPS con evidenti riduzioni economici ma soprattutto di tempi”.

Ma dopo l’attività positiva dell'Inps parliamo di migranti, extracomunitari e caporalato. La domanda è: ma il caporalato è stato sconfitto, se ne parla sempre di meno.

“No, il caporalato c’è, è forte ed è aumentato. Si è allentata invece l'attenzione da parte delle istituzioni anche a livello regionale: la legge 28 

non ha funzionato e non sta funzionando anche in termini di controllo. La legge 28 prevedeva il blocco dei finanziamenti a chi non ha il contratto nazionale integrativo. Noi abbiamo in giro una diffusione delle evasioni contrattuali ai salari contrattuali. Abbiamo salari che non vanno oltre i 35/40€ mediamente con i soggetti più fragili come donne e immigrati a fronte di 7/8 ore di lavoro nel migliore dei casi.

No, confermo  - continua Deleonardis - che la situazione è peggiorata perché se noi vediamo il quadro complessivamente con la 199 con i primi cinque articoli che riguardano i vari interventi della legge, sono pochissime le aziende che sono state denunciate dal punto di vista penale o hanno avuto arresti o hanno avuto condanne sono proprio pochissime. Eppure i dati ispettivi parlano chiaro: l'agricoltura la fa da padrona quindi i dati dimostrano che l'attività ispettiva è molto esigua, parliamo neanche dell’1% delle imprese sulle 16.800 imprese che dai dati INPS abbiamo stimato registrate”.

Ma allora mancano le ispezioni ed i controlli, grandi sono le situazioni di inadempienze contrattuali e conseguentemente forte il  lavoro nero: quindi è un fenomeno principalmente culturale che va combattuto non solo con le leggi, ma va ripresa l'idea dei diritti dalla cultura dei diritti.

 

 

È stata inviata oggi 29 Dicembre 2023 alla Commissione europea la richiesta di pagamento della quinta rata del PNRR italiano.

Tra i 52 obiettivi inseriti nella rata, del valore complessivo di 10,6 miliardi di euro, figurano importanti investimenti nei comparti dell’agricoltura, per aumentare l’efficienza dei sistemi di irrigazione e per implementare la produzione di energia verde, del settore idrico, con nuove opere per il potenziamento delle condotte, dei sistemi di depurazione e per la riduzione delle perdite di rete, dell’ambiente, con la realizzazione di nuovi impianti e l’ammodernamento di quelli esistenti per la valorizzazione dei rifiuti, del trasporto pubblico locale, con il rafforzamento del parco autobus a emissioni zero e di metropolitane, tram e bus rapid transit, delle infrastrutture, con l’elettrificazione della linea ferroviaria del Mezzogiorno e con l’alta velocità lungo la tratta Salerno-Reggio Calabria, della cultura, con l’efficientamento energetico di cinema, teatri e musei, della scuola, con la realizzazione di nuovi plessi ad alta efficienza energetica, del patrimonio immobiliare pubblico, con la costruzione di nuovi edifici dell’amministrazione della giustizia e l’ammodernamento di quelli esistenti, della sanità, con l’implementazione di moderni sistemi di cura legati alla telemedicina, della Pubblica Amministrazione, con interventi per la transizione al digitale, e dell’università, con l’assegnazione di borse di studio e il finanziamento di progetti di ricerca. 

In tema di riforme sono stati raggiunti importanti obiettivi, come la piena operatività del sistema nazionale di e-procurement per l’acquisizione di beni, servizi e informazioni in via telematica, la riorganizzazione del sistema scolastico, l’entrata in vigore delle misure legate alla concorrenza e al quadro legislativo degli appalti pubblici.

In linea con quanto avvenuto con le precedenti richieste di pagamento, il versamento dell’importo dovuto, che si aggiungerà ai 101,9 miliardi di euro delle prime quattro rate, dovrebbe avvenire nei prossimi mesi, al termine del consueto iter di valutazione previsto dalle procedure europee e finalizzato a verificare l'effettivo raggiungimento degli obiettivi e delle milestones previste. L’Italia, come accaduto per la quarta rata, è il primo Stato membro Ue a chiedere formalmente anche il pagamento della quinta rata del PNRR.

Con una performance economica in continua crescita, testimoniata dal + 29,5% di export del settore serico italiano nel I semestre 2022 rispetto allo stesso periodo 2021, in linea con il trend pre-pandemia (dati forniti dall’Ufficio Seta Italia), l’industria della seta italiana, si conferma un’eccellenza del Made in Italy, sebbene utilizzi come materiale di partenza fibra e tessuti importati dall’estero.

Proprio per contribuire a risolvere, almeno parzialmente, questa contraddizione, e reintrodurre la gelsibachicoltura, un’attività dalla grande tradizione quasi scomparsa dal territorio italiano, è stato sviluppato il progetto SERINNOVATION. A cinque anni dalla fondazione del Gruppo Operativo, che è stato coordinato scientificamente dal CREA con il suo centro di Agricoltura e Ambiente, sono stati presentati i risultati di progetto.

“Innovazione e sostenibilità, versatilità ed economia circolare, senza dimenticare  una importante  integrazione al reddito degli agricoltori. Ecco le caratteristiche della nuova filiera della seta Italiana che CREA e tante aziende stanno avviando, per ora in Veneto, ma presto replicabile anche nel resto del Paese. Seguiremo con attenzione sotto il profilo istituzionale questo progetto ambizioso, che può favorire il rilancio di tanti nostri territori agricoli e la voglia di fare delle nostre imprese”. Così Luca De Carlo, Presidente della IX Commissione permanente del Senato, in occasione del convegno conclusivo del progetto “Serinnovation”.

La sfida principale è consistita nella ricostituzione di una filiera, in cui alcuni passaggi tecnologici erano andati perduti, a dispetto della grande eredità culturale e del passato plurisecolare. 

Sono state, in particolare, affrontate quelle criticità (basso valore di mercato del bozzolo e alti costi di produzione), che ne hanno determinato la scomparsa,  valorizzando il patrimonio di risorse genetiche vegetali e la tradizione agricola e paesaggistica ad essa collegata, all’insegna però dell’innovazione, della sostenibilità, della competitività, della creatività delle industrie coinvolte e della tracciabilità, per una filiera della seta 100% italiana.

Le attività condotte fin qui hanno consentito di mettere a punto una completa serie di processi agroindustriali della seta italiana, dalla produzione delle uova fino a quella del  bozzolo certificato.

Un nuovo modello produttivo, quindi, che includa anche un processo di tracciabilità e che sia sostenibile per l’ambiente, all’insegna dell’ economia circolare e replicabile.

Premio Nazionale per l’innovazione, trionfo della Puglia nelle categorie Industrial e Cleantech&Energy
 
I Team Foreverland e Preinvel si aggiudicano i premi del PNI 2023 concluso oggi a Milano 
 
Delli Noci: vince la Puglia dell’Innovazione
 
 
 
La Puglia trionfa anche quest’anno al Premio Nazionale per l’Innovazione, la principale competizione italiana tra piani d’impresa innovativa organizzata dall’Associazione Italiana degli Incubatori Universitari e delle Business Plan Competition PNI Cube. 
Due team: Foreverland e Preinvel, vincitori rispettivamente del primo e del terzo posto alla Start Cup Puglia 2023, il Premio regionale dell’innovazione organizzato da ARTI – Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione, in collaborazione con Regione Puglia, PNI e Comitato Promotore, hanno trionfato anche al Premio nazionale per l’Innovazione che si è svolto il 30 novembre e il 1° dicembre a Milano nella sede della Regione Lombardia.
Quattro le categorie in gara (Industrial, Life Science-MedTech, Ict, IREN Cleantech&Energy,) nelle quali i 70 team provenienti da sette regioni italiane si sono sfidati a colpi di pitch nel corso della finale del 30 novembre riducendosi a 16 super finalisti per la giornata del 1° dicembre. 
Alla competizione hanno partecipato tutti i vincitori di Start Cup Puglia 2023: Foreverland; My Bon; Ember Laptops; Preinvel; Flying Demon.
 
Il team Foreverland, vincitore della categoria Industrial, è composto da Giuseppe D'Alessandro, Massimo Sabatini, Riccardo Bottiroli e Massimo Brochetta ed è supportato dall’Università di Bari. Ha ideato e prodotto il primo cioccolato mediterraneo senza cacao prodotto con una riduzione dell’80% delle emissioni di CO2 e del 90% del consumo di acqua rispetto al cacao, utilizzando carrube italiane. 
Il team di Preinvel, vincitore della categoria Cleantech&Energy è composto da: Angelo Di Noi; Francesco Ribezzo; Rocco Rizzo; Gaetano Di Bari; Gioele Rampinelli; Gino Tafuto; Nicola Francesco Ventafridda; Laura Aquaro e Simone De Donno ed è anch’esso supportato dall’Università di Bari. Ha progettato e brevettato il primo filtro fluido dinamico capace di abbattere le emissioni industriali utilizzando gli effetti filtranti dei flussi di aria. La tecnologia si basa sul principio di Bernoulli per generare aree di alta depressione e catturare polveri fini inferiori a 0.5 micron prodotte da attività civili ed industriali. Una tecnologia con costi di manutenzione prossimi allo zero, poiché non prevede sistemi di cattura meccanici o elettrici. Entrambi i team hanno vinto un premio da 25mila euro.
 
La Puglia quest’anno, ha raccolto ottimi risultati vincendo anche diversi premi speciali. 
Foreverland ha vinto anche il premio speciale Unicredit Start Lab (accesso alla piattaforma e programma di mentoring) Preinvel ha vinto anche il premio Nobento e iVision per la miglior startup sostenibile (10mila euro) e la menzione Encubator (accesso diretto alla semifinale dell’edizione 2023-2024 il 18 gennaio a Milano) altre due startup pugliesi AGR-E e Servati hanno vinto la borsa di studio per un soggiorno/scambio in Francia “Premio Young Entrepreneur Program-YEP”.
 
“La Puglia e il suo ecosistema dell’Innovazione - ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia Alessandro Delli Noci -  portano a casa un grande risultato di cui non possiamo che essere orgogliosi. Questo fermento straordinario che oggi presentiamo al Paese intero è frutto di anni di lavoro, che ha coinvolto attivamente la Regione Puglia con misure e azioni specifiche capaci di dare un forte impulso alla creazione di startup e Pmi innovative. Un lavoro sinergico, di una squadra di cui fanno parte il sistema delle imprese, le Università, i centri di ricerca e i distretti tecnologici. I miei complimenti ai vincitori, la Puglia è orgogliosa di voi!”. 
 
Con le startup anche Stefano Marastoni di ARTI, responsabile Area Potenziamento del SIR e innovazione nelle imprese e referente della Start Cup Puglia, che ha sostenuto i finalisti pugliesi attraverso sessioni di accompagnamento alla formulazione del piano di impresa.
“Anche quest’anno la Puglia è in finale e trionfa al PNI - spiega Marastoni - in 16 edizioni della nostra Start Cup abbiamo sviluppato due qualità principali: la prima è quella di accompagnare idee di business early stage  verso la formulazione di un progetto imprenditoriale vero e proprio, la seconda è la capacità di selezionare i progetti più innovativi che riescono a competere anche a livello nazionale”.
 
Il Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), promosso da PNICube è organizzato, in questa edizione del 2023, in collaborazione con Regione Lombardia e le Università Milano-Bicocca, Politecnico di Milano, Università Bocconi e Università Statale di Milano, coordinate dall’ecosistema pubblico-privato “MUSA” con la main partnership del Gruppo Iren, di Nobento-iVision, di Gilead e di AlmavivA.
 
Dalla prima edizione del 2003, sono 1.088 i progetti di startup innovative ad aver preso parte al PNI, con una media di oltre 50 l’anno. Ad oggi più del 50% dei progetti si sono trasformati in imprese innovative operanti sui mercati. La Giuria, oltre ai quattro premi da 25.000 euro ciascuno, ha decretato un vincitore assoluto che ha vinto la Coppa dei Campioni, si tratta della startup Focoos AI di startcup Piemonte e Valle d’Aosta supportata dal Politecnico di Torino.

Pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia l’aggiornamento dell’Elenco regionale dei
Prodotti Agroalimentari Tradizionali - anno 2023. Canosa di Puglia, Lizzano e Pulsano, Altamura e
Gravina in Puglia, Guagnano, Martina Franca, Grottaglie... sono queste le nuove tappe delle
tradizioni pugliesi in tavola.
La Puglia è una regione ricca di saperi e sapori, culla della cultura contadina e scrigno di tradizioni
centenarie. Le tavole imbandite delle nonne – ed oggi di padri, madri, nipoti – allietano le riunioni famigliari,
soprattutto nel caloroso clima di festa di questi giorni natalizi. Cartellate, parmigiane, dolcetti di pasta di
mandorle o la minestra verde di Santo Stefano; numerosi sono i prodotti che, da tradizione, sono preparati
in questo periodo nelle cucine pugliesi.
Ma quando un alimento è “tradizione”? Quando richiama un ricordo, ci riporta all’infanzia o a momenti
felici; quando si tramanda di generazione in generazione, passando di madre in figlia, di padre in figlio. E,
formalmente, un prodotto può essere chiamato “tradizionale” quando viene riconosciuto come Prodotto
Agroalimentare Tradizionale (PAT), riconoscimento introdotto in Italia nel 1998 (D.Lgs. 173/1998) e
attribuito a quei prodotti presenti in modo omogeneo e continuo sul territorio da almeno 25 anni.
La Puglia conta già 349 prodotti che possono vantare il riconoscimento di tradizionalità e, il 15 dicembre
scorso, la Regione Puglia – nello specifico l’ufficio per il Servizio Associazionismo Qualità e Mercati del
Dipartimento di Agricoltura, Sviluppo Rurale e Ambientale – ha promulgato una lista di sedici prodotti
regionali candidati a diventare nuovi PAT di Puglia. Un elenco ricco e variegato, che attraversa l’intero
territorio regionale.
Questo viaggio tra sapori e tradizioni inizia con l’“Olio extravergine di oliva coratina”, l’oro verde di Puglia
coltivato nelle campagne delle province di Bari e Barletta-Andria-Trani; sempre in queste zone, a Canosa di
Puglia, si può degustare il sapore tradizionale del “Pane a prosciutto” e degli “Strascinati di grano arso”,
entrambi candidati nella sezione dedicata alle paste fresche e prodotti della panetteria, biscotteria,
pasticceria e confetteria.
Attraversando il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, il percorso giunge ad Altamura e Gravina in Puglia, patrie
del “Finocchio selvatico”, specie edule spontanea tipica di questi territori, regina di ricette e preparazioni
tradizionali e, oggi, candidata a nuovo PAT di Puglia. Le strade della provincia di Taranto, invece, ci
accompagnano alla scoperta della “Capriata alla Martinese” (a Martina Franca) – preparazione a base di
fave e lambascioni – delle “Favespizzutate” (a Grottaglie), del “
Fucazzieddo cu la mustarda ti cucùzza” edella “Puccia allaspasa” (a Lizzano e Pulsano).
L’ultima tappa di questo viaggio tra le tradizioni è Guagnano,
nel Salento, dove il pasto si conclude con un assaggio di “Uva cardinal di Guagnano”.
?
 
Oltre le già citate, “Fico d’India”, “Nespolo invernale”, “Smirnio”, “Cocule di patate”, “Melanzane arrostite”,
“Pasta con i fagiolini” e “Patate e carciofi al forno” sono le nuove proposte che completano l’elenco dei PAT
di Puglia che finiranno nel prossimo aggiornamento nazionale.
Le schede necessarie per candidare dieci dei sedici nuovi PAT approvati dalla Regione (“Fucazzieddo cu la
mustarda ti cucùzza”, “Fico d’India”, “Finocchio selvatico”, “Smirnio”, “Capriata alla martinese”, “Cocule di
patate”, “Fave spizzutate”, “Melanzane arrostite”, “Pasta con i fagiolini” e “Patate e carciofi al forno”) sono
state preparate e presentate dai progetti BiodiverSO Karpos (
https://karpos.biodiversitapuglia.it/) eBiodiverSO Veg (
https://veg.biodiversitapuglia.it/).
I contenuti di alcune schede presentate sono stati raccolti dagli studenti del corso di Colture ortive tenuto
dal prof. Pietro Santamaria: Antonella Torsella (“Fucazzieddo cu la mustarda di cucuzza”), Davide Natale
(“Cocule di patate”), Francesco Moliterni (“Patate e carciofi al forno”), Mariachiara Brittannico (“Fave
spizzutate”) e Michela Cataldi (“Finocchio selvatico”).
 

 

Nella giornata odierna il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha promulgato la L.R. 37, “Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2024 e bilancio pluriennale 2024–2026 della Regione Puglia (legge di stabilità regionale 2024)”, e la L.R. 38, “Bilancio di previsione della Regione Puglia per l’esercizio finanziario 2024 e pluriennale 2024-2026”. Il testo di entrambe le leggi è stato inviato al Bollettino Regionale per la pubblicazione.

“Le nostre politiche di bilancio mirano a garantire i servizi essenziali per la comunità, tutelare i diritti, senza distinzioni e senza lasciare indietro nessuno e a dare un impulso concreto allo sviluppo dei territori e delle attività produttive che sono il cuore pulsante della nostra Regione”, ha commentato il presidente Michele Emiliano.

Tra le misure del bilancio di previsione della Regione Puglia per l’esercizio finanziario 2024 e pluriennale 2024-2026, l’esenzione IRAP per gli enti del terzo settore e lo stanziamento di un milione di euro per una nuova misura con programmi di microfinanza, inclusi quelli relativi al microcredito sociale, quale strumento di lotta alla povertà e all’esclusione sociale attraverso servizi finanziari e non finanziari destinati alla copertura di spese mediche, canoni di locazione, spese per l'accesso all'istruzione scolastica e tariffe per l'accesso a servizi di trasporto ed energetici.

In materia di sanità, la Legge di Bilancio pugliese stanzia 50 milioni di euro, che vanno a incrementare la dotazione complessiva del Servizio sanitario regionale. Finanziate, inoltre, le scuole di specializzazioni mediche di Lecce e di Taranto, con uno stanziamento, rispettivamente, di 5 milioni e 700 mila euro e di 1 milione e 900 mila euro. Confermata anche per il prossimo anno la dotazione di 5 milioni di euro destinata al sostegno delle famiglie con persone autistiche.

Al trasporto pubblico locale è destinata una dotazione di 165 milioni di euro; incrementato a 13 milioni di euro il finanziamento per il trasporto degli studenti disabili. Con un milione di euro è stata implementata la dotazione finanziaria che potenzia i servizi legati alla mobilità ampliando le risorse per i collegamenti turistici regionali, per confermare il collegamento via autobus tra l’aeroporto internazionale di Bari e il sistema turistico del Gargano denominato “Gargano Easy To Reach”. Il servizio verrà esteso anche ad altre destinazioni pugliesi, favorendo i collegamenti da e per gli aeroporti regionali di Bari, Brindisi e Foggia.

Previsto uno stanziamento di 400 mila euro per rafforzare le azioni contro la violenza di genere mediante un programma di sostegno ai centri antiviolenza e di formazione specializzata per forze dell’ordine, magistrati e medici.

In programma, inoltre, l’istituzione della Filiera del Coraggio, premio annuale per le imprese che scelgono di opporsi a qualsiasi condotta estorsiva o ad altre modalità di penetrazione criminale nelle relazioni economiche 

Nella giornata di oggi il presidente Emiliano ha, inoltre, emanato il R.R. 15, “Regolamento per la disciplina dell’assunzione o del rimborso degli oneri di difesa in favore dei dipendenti e degli amministratori della Regione Puglia coinvolti in procedimenti giudiziari per responsabilità civile, penale o amministrativa-contabile”. Il testo è stato inviato al Bollettino Regionale per la pubblicazione.

Il R.R. 15 prevede la possibilità di riconoscere ai dipendenti e degli amministratori della Regione Puglia gli oneri di patrocinio legale in caso di apertura di un procedimento di responsabilità civile, penale o amministrativa-contabile per fatti o atti direttamente connessi all’espletamento del servizio e all’adempimento dei compiti d’ufficio o all’esercizio del mandato. a condizione che non sussista conflitto di interessi con l’Ente.

Prevista esclusione dal rimborso degli oneri di difesa per il dipendente o l’amministratore che omette la preventiva comunicazione all’Amministrazione regionale dell’esistenza del procedimento di responsabilità civile, penale, amministrativo-contabile in cui è coinvolto. Analogamente escluso il patrocinio legale per i dipendenti e gli amministratori beneficiari di una polizza assicurativa stipulata per la copertura dei rischi relativi alle spese sostenute per la difesa nei giudizi promossi nei loro confronti, in conseguenza di atti e fatti direttamente connessi all’espletamento del servizio e/o all’adempimento dei compiti istituzionali (art. 5).

Nonostante la minaccia del clima con 96 eventi estremi in 1 anno e uno scenario internazionale complesso, l’agricoltura e l’agroalimentare pugliesi guadagnano il 24% in più di Produzione Lorda Vendibile che sfiora i 4 miliardi di eur, pur perdendo il 34% in quantità della produzione, grazie alle ottime performance de settore olivicolo e oleario e dell’ortofrutta che fanno recuperare terreno rispetto all’annata agraria precedente. E’ quanto emerge dall’analisi dei dati settore per settore di Coldiretti Puglia, diffusa in occasione del bilancio dell’annata agraria di fine anno, con un 2023 difficile sul fronte dell’andamento climatico folle con il conseguente attacco di virus e insetti alieni, sotto la minaccia della fauna selvatica e stretto nella morsa del difficile scenario internazionale e di manovre speculative che incidono sull’agroalimentare Made in Puglia.  

L’aumento in valore dell’agroalimentare pugliese è determinato principalmente dall’andamento del settore olivicolo e oleario, con il raccolto delle olive in Puglia cresciuto del 50% rispetto all’anno precedente, a fronte di quello nazionale e mondiale che è crollato, facendo schizzare i prezzi dell’olio extravergine del +49,3%. Performance positive in valore anche per l’ortofrutta, con l’uva da tavola che al netto del calo delle quantità ha guadagnato in termini di valore, ma in generale ortaggi e frutta pugliese hanno registrato prezzi medi in campagna migliori alle annate precedenti per la diminuzione delle quantità, mentre un frutto su dieci è scomparso dalle tavole dei cittadini che hanno tagliato gli acquisti (-10%) crollati ai minimi da inizio secolo, sulla base dei dati Cso Italy, secondo cui i consumatori hanno ridotto del 25% le quantità di angurie, del 15% i meloni, del 14% le arance, del 5% le fragole ma il taglio ha riguardato anche gli ortaggi (-6%).

Annata da dimenticare in Puglia per la vendemmia che paga il conto degli eventi estremi e degli attacchi di peronospora che hanno caratterizzato il 2023, per cui le quantità risultano crollate in media del 32% con punte fino al 90% in alcuni areali, mentre sono aumentati in misura esponenziale i costi di produzione. L’impennata del costo del vetro cavo per le bottiglie che hanno fatto segnare un aumento che ha raggiunto il 58% nell’arco di 18 mesi mette a rischio la competitività del vino italiano sul mercato nazionale ed estero dove per la prima volta dopo oltre un decennio sono calate le vendite del vino Made in Italy in valore (-1%), dopo che Coldiretti e Filiera Italia avevano evidenziato l’anomalia in riferimento all’avvio dell’istruttoria da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per una presunta intesa restrittiva della concorrenza nella vendita delle bottiglie di vetro.

Nel 2023 il raccolto di grano duro pugliese per la pasta non ha prodotto secondo le aspettative – continua Coldiretti Puglia – ma comunque è stato in aumento rispetto al crollo dell’anno scorso. Di fatto l'andamento climatico ha divorato parte del lavoro di un anno degli agricoltori che quest’anno hanno speso per produrre grano fino a 300 euro ad ettaro in più, rispetto ai periodi pre-conflitto in Ucraina, ma al contempo hanno subito il taglio dei compensi che sono scesi del 40 % rispetto allo scorso anno.  Sotto accusa le manovre speculative con un deciso aumento delle importazioni di grano duro dal Canada  che ha invece più che quadruplicano le esportazioni in Italia di grano trattato con glifosate secondo modalità vietate a livello nazionale.

Gli effetti delle bizzarrie dello scenario internazionale si sono fatti sentire poco sulle esportazioni che segnano l’aumento di un timido 4,3% dei vini, di un consistente 23% dell’olio e del 10% della pasta, secondo i dati Istat da gennaio a settembre 2023, incidendo però pesantemente – spiega Coldiretti Puglia - sui costi di produzione che le imprese agricole hanno dovuto sostenere.

“L’agroalimentare ha dimostrato concretamente la propria capacità di saper cogliere l’opportunità del Pnrr con richieste di investimenti superiori alla dotazione e l’incremento dei fondi va nella direzione auspicata di aumentare la produzione in settori cardine, dalla pasta alla carne, dal latte all’olio, dalla frutta alla verdura e “raffreddare” il carovita che pesa sulle tasche dei cittadini”, afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia, nel sottolineare che “il raddoppio dei fondi per l’agroalimentare con 2 miliardi in più stanziati per gli accordi nella filiera e 850 milioni aggiuntivi per il fotovoltaico sui tetti di stalle e cascine è importante per salvare la spesa delle famiglie italiane e sostenere l’approvvigionamento energetico del Paese di fronte alle tensioni internazionali provocate dalla guerra su cibo e bollette”.

“Un’occasione unica, che non va sprecata per far crescere e garantire una più equa distribuzione del valore lungo la filiera, dal produttore al consumatore. In tale ottica i contratti di filiera – aggiunge il direttore regionale Pietro Piccioni – sono fondamentali per lo sviluppo di prodotti 100% italiani per dare opportunità di lavoro e far crescere l’agroalimentare Made in Italy, in un contesto di grande instabilità internazionale. Ma il contributo allo sviluppo non si limita all’alimentare, ma cresce anche la produzione energetica agricola grazie agli accordi siglati dalla Coldiretti”.

Agonia lenta e al momento introvertibile per il settore lattiero, con 333 stalle chiuse in Puglia da dicembre 2019 a giugno 2023, una perdita incolmabile causata dall’aumento dei costi di produzione e gestione, a cui non corrisponde più una equa remunerazione del prezzo del latte alla stalla, che non può andare sotto i costi di produzione calcolati da Ismea, quando nella forbice tra produzione e consumo ci sono margini da recuperare per garantire un prezzo giusto e onesto che tenga conto dei costi degli allevatori e la necessaria qualità da assicurare ai consumatori. Occorre fare ricorso al decreto legislativo in attuazione della Direttiva UE sulle pratiche commerciali sleali, fortemente voluto dalla Coldiretti, che prevede lo stop a 16 pratiche sleali che vanno dal rispetto dei termini di pagamento, non oltre 30 giorni per i prodotti deperibili, al divieto di modifiche unilaterali dei contratti e di aste on line al doppio ribasso, dalle limitazioni delle vendite sottocosto alla fine dei pagamenti non connessi alle vendite fino ai contratti rigorosamente scritti, ma anche che i prezzi riconosciuti agli agricoltori ed agli allevatori non siano inferiori ai costi di produzione. Con 3 DOP (canestrato pugliese, mozzarella di Gioia del Colle e mozzarella di bufala) e quasi 20 formaggi riconosciuti tradizionali dal MIPAAF (burrata, cacio, caciocavallo, caciocavallo podolico dauno, cacioricotta, cacioricotta caprino orsarese, caprino, giuncata, manteca, mozzarella o fior di latte, pallone di Gravina, pecorino, pecorino di Maglie, pecorino foggiano, scamorza, scamorza di pecora, vaccino) – insiste Coldiretti Puglia – il settore lattiero–caseario garantisce primati a livello nazionale e Sigilli della biodiversità dal valore indiscutibile.

Sul fronte della pesca, sono quasi 500 i pescherecci pugliesi che saranno “affondati” dalle nuove linee europee che prevedono la scomparsa della pesca a strascico, il settore più produttivo della marineria, con un impatto devastante sull’economia, sull’occupazione e sui consumi. La misura comunitaria più dirompente – sottolinea Coldiretti Impresapesca Puglia – è il divieto del sistema di pesca a strascico che rappresenta in termini di produzione ben il 65% del pescato nazionale, operando di media non più di 130 giorni all’anno, secondo l’analisi di Coldiretti Impresapesca. Ma le nuove linee prevedono anche la restrizione delle aree di pesca con tagli fino al 30% di quelle attuali, denuncia Coldiretti Impresapesca, con scadenze ravvicinate nel 2024, 2027 per concludersi nel 2030.

Il settore della pesca e dell’acquacoltura in Puglia – conclude Coldiretti Puglia – vale 225milioni di euro, secondo i dati CREA, con una flotta operante lungo le coste pugliesi costituita da 1.455 battelli che rappresenta il 12,3% del totale nazionale, il 10,5% del tonnellaggio e il 12% della potenza motore, con le aree vocate di  Manfredonia, Molfetta, sud Barese, Salento, dove il pescato più importante è costituito da gamberi, scampi, merluzzi, oltre agli allevamenti in mare aperto di spigole, ombrine e orate.

 

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, in qualità di Commissario di governo per il
contrasto del dissesto idrogeologico nella Regione Puglia, ha espresso parere favorevole all’intesa
con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica in merito alla gestione degli interventi di
mitigazione del dissesto idrogeologico sul territorio pugliese ammessi a finanziamento per il 2023.
I tre interventi finanziati riguardano i Comuni di Alberobello (riduzione del rischio idraulico sul
territorio presso la strada statale 172 in contrada Popoleto), Matino (mitigazione del rischio
idrogeologico dell’abitato) e Motta Montecorvino (consolidamento geotecnico del centro abitato in
località Bicocca).
L’importo complessivo del finanziamento, a carico del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza
energetica, è di 11.400.000 euro.
 

 

Al PACT, nel Dipartimento Cultura e Turismo di Regione Puglia, si è inaugurata l’esposizione intitolata “Illustrazioni” e si è presentata l’opera “L’abbraccio” entrambe a firma del Maestro putignanese Nicola Genco. “Illustrazioni”, mostra a cura di Rosalinda Romanelli, raccoglie trentasei stampe da illustrazioni originali, realizzate in varie tecniche, a partire dagli anni ’90 sino all’anno in corso, raffiguranti il fermento letto dall’autore nelle manifestazioni culturali pugliesi. Ad ispirare i colori e le matite dell’artista sono stati l’Europa Jazz Festival, il Talos di Ruvo di Puglia, il Carnevale di Putignano insieme al folklore dell’Accademia delle Corna, Borgo in Fiore per arrivare alle recenti iniziative legate al progetto Le Strade delle Fiaba.

Sono particolarmente orgoglioso e felice per aver avuto la possibilità di riempire di colore gli spazi del Dipartimento Cultura della Regione Puglia con delle illustrazioni che vogliono trasmettere la gioia e la freschezza del disegno manuale in antitesi alla nuova, comunque interessante, invasione dell’AI anche nel campo artistico” dichiara  Nicola Genco, autore delle opere.

“Un’antologia di 36 raffinatissime immagini per raccontare l'attività ventennale di Nicola Genco come illustratore. Le radici del suo personale repertorio iconografico affondano nella longeva tradizione culturale della sua terra, dalla quale fioriscono immagini leggere come piume, dense come i racconti che sottendono. Impalpabili acquerelli, corposi pastelli si traducono così in illustrazioni sognanti ed equilibrate, narrative e sintetiche, filtrate dalla raffinatezza di un inconfondibile segno pulito e incisivo” è il commento diRosalinda Romanelli, curatrice dell’esposizione.

L’incontro odierno, al quale hanno preso parte la Consigliera delegata alla Cultura Grazia di Bari ed il Direttore del Dipartimento Aldo Patruno, è stato anche il momento per presentare alla stampa, a tutti i dipendenti e collaboratori che vivono quotidianamente gli uffici e gli ambienti attigui agli spazi interessati dalla mostra, oltre che ai visitatori esterni, l’opera in terracotta “L’abbraccio”, sempre a firma del Maestro Nicola Genco. Prossimi al periodo delle festività natalizie, straziante quanto conturbante nelle sue forme e disposizione, l’opera, un presepe contemporaneo, raffigura la Sacra Famiglia in un abbraccio turbato e affannato, rimandando alle sofferenze delle famiglie dilaniate dalle guerre, delle migrazioni e dai drammatici naufragi che colpiscono loro lungo le tratte mediterranee.  

Di seguito il commento di Grazia Di Bari, Consigliera delegata alle Politiche Culturali, Patrimonio Materiale e Immateriale e Valorizzazione dei Borghi delle Regione Puglia: “Nicola Genco è un artista poliedrico, che da sempre usa diversi materiali per le sue creazioni, spaziando dalla pittura alla scultura, all’illustrazione. L’Abbraccio rappresenta la ‘Sacra Famiglia’, e in un momento come questo un gesto così profondo, diventa anche una richiesta di aiuto. Pensiamo alle famiglie che sono distrutte dalle guerre, o dai naufragi o dalle migrazioni. Un’installazione che fa riflettere ed emozionare, così come emozionano le illustrazioni dedicate al patrimonio culturale pugliese, con manifestazioni uniche nella loro autenticità. Voglio ringraziare ancora una volta Nicola Genco, di cui abbiamo potuto ammirare mostre e opere, ogni volta in grado di farci immergere in una dimensione diversa e ricca di suggestioni” .

Giusto lunedì scorso abbiamo inaugurato qui sulla facciata del Polo Arti Cultura Turismo l’installazione “Radici e Ali”, dedicata ad Alessandro Leogrande ad opera dell’artista Jasmine Pignatelli. Nei corridoi del Dipartimento campeggiano permanentemente opere frutto di progetti di cooperazione realizzati con il sostegno della Fondazione Pino Pascali, mi riferisco in particolare alle opere realizzate a margine delle residenze d’artista organizzate dal progetto CraftLab dell’Interreg Grecia Italia. Ora tagliamo il nastro ad una mostra temporanea del Maestro Genco, che con i suoi tratti e forme vuole restituire e rimandare ad alcune delle manifestazioni culturali più emozionanti del panorama pugliese, oltre che suggestionare e far riflettere con il suo nuovo struggente presepe. Questo è quello che vuole essere il PACT, oltre che il motore amministrativo del settore culturale e della promozione turistica per la Puglia, un autentico incubatore e una vetrina di arte viva che, insieme ai Poli Biblio Museali, sia di riferimento per artisti e pubblico. Tengo a ringraziare il Maestro Nicola Genco per aver concesso alla libera fruizione un’esposizione che ci consente di ripercorrere parte della sua carriera artistica trentennale, approdata negli ultimi mesi fino a Castel Sant’Angelo a Roma in un ideale gemellaggio con Monte Sant’Angelo, candidata a Capitale Italiana della Cultura “ è il pensiero di Aldo Patruno, Direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura, Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia

L’esposizione “Illustrazioni”, insieme all’opera “L’abbraccio”, saranno accessibili liberamente al pubblico, per i corridoi e l’arena del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura, Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia, presso la Fiera del Levante (Padiglione 107), dal lunedì al venerdì, nelle fasce orarie d’ufficio comprese tra le 10am-1pm e 2pm-5pm. Si suggerisce di anticipare la visita scrivendo un’email alla casella di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

Biografia

Nicola Genco, nato a Putignano (BA) nel 1959, dove vive e lavora. Illustratore, designer, scultore, Genco è un artista poliedrico. In tutte le sue creazioni è sempre palese l’interesse per i diversi aspetti della natura, così come il rapporto vivo e forte con la materia; frammenti di mondi diversi attraverso la sintesi creativa danno vita a opere d'arte caratterizzate dalla ibridazione di più materiali. Ha presentato le sue opere in diverse manifestazioni e rassegne di arte contemporanea in Italia e all’estero, in molti musei pubblici e gallerie private. Tra le ultime esposizioni “Angeli” per Castel Sant’Angelo a Roma che avrà un seguito a Monte Sant’Angelo in Puglia nel 2024.

 

Giornale on line

Trenta responsabili della comunicazione dei fondi europei da 16 paesi dell’Unione sono stati oggi a Bari per un seminario tecnico ospitato e organizzato dalla Struttura speciale della Comunicazione istituzionale della Regione Puglia. L’introduzione alla giornata di studi è stata affidata ad Alexander Ferstl della Commissione europea, Rocco De Franchi, direttore della Struttura regionale speciale Comunicazione istituzionale e a Pasquale Orlando, responsabile della Struttura speciale regionale Autorità di gestione POR.

“L’incontro di oggi – ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – arriva dopo la notizia di ieri sui risultati della spesa dei fondi comunitari, che vede la Regione Puglia ai primi posti in Europa. E il risultato è stato confermato proprio da uno dei portali della comunicazione dei fondi europei, il Cohesion Data della Commissione europea. Ora sta a noi, sul territorio, comunicare bene le opportunità che arrivano da questi finanziamenti per la crescita di imprese ed enti locali e con benefici diretti per il welfare, l’istruzione e la formazione dei cittadini e dei lavoratori. Lavoriamo duramente per raggiungere questi obiettivi e i risultati si vedono e sono riconosciuti a livello europeo.” 

“E’ stata una bellissima occasione per la nostra regione, un riconoscimento al lavoro di tutti e la possibilità di uno scambio proficuo di esperienze – ha aggiunto Rocco De Franchi -. Il fatto che sia stata scelta la Puglia per organizzare il seminario dà l’idea del buon lavoro fatto finora sia in tema di rapidità ed efficacia della spesa dei fondi europei che di comunicazione istituzionale. Un’occasione importante che porta finalmente la Puglia e Bari al centro dell’Europa.”

“La comunicazione è un aspetto molto importante delle politiche di coesione – ha affermato Pasquale Orlando-, perché tende a rendere visibile e concreto l’intervento dell’Ue e della Commissione europea su un tema particolarmente importante che è quello dello sviluppo dei territori e delle politiche di riduzione dei divari interni di sviluppo. La politica di coesione ha un ruolo importante oggi nel superare gli effetti negativi della pandemia e della guerra e nel favorire i processi di transizione ecologica, digitale ed energetica. La comunicazione rende visibile ai cittadini europei il ruolo e l’intervento dell’Unione europea per costruire un futuro migliore.” 



Il bilancio del sistema sanitario regionale, dopo anni di difficoltà, è stato adottato in pareggio senza prevedere perdite e senza coperture da parte del bilancio regionale. Questo è stato il risultato delle attività di governo della spesa delle singole aziende ed enti del SSR, tenuto conto delle linee guida operative della Sezione Bilancio della Sanità e degli specifici obiettivi impartiti dal Dipartimento Salute e delle delibere di Giunta relative ai tetti di spesa e degli obiettivi di razionalizzazione della spesa sanitaria.

“Ringraziamo – hanno detto il presidente Michele Emiliano e l’assessore Rocco Palese - tutti i Direttori e i Dirigenti delle Aziende e del Dipartimento Salute che hanno lavorato con impegno per questo risultato negli ultimi mesi.

Con il richiamo al rispetto degli indirizzi assegnati ed al rispetto dei tetti di spesa, con l’obiettivo di perseguire ulteriori risparmi in materia di spesa farmaceutica utili per il sostegno del necessario ed ulteriore piano assunzionale, siamo sicuri che il sistema sanitario stia facendo la sua parte per garantire ai pugliesi servizi di qualità sull’intero territorio regionale, rispettando i vincoli di spesa pur in una stagione di aumenti di prezzi per prestazioni e servizi che ha colpito pesantemente il settore, in via di uscita anche dalla crisi causata dalla pandemia”

Per il bilancio della sanità si è tenuto conto della stima di incremento della quota del fondo sanitario per il 2024, pur evidenziando che la gran parte dell’incremento è destinato ai rinnovi contrattuali del personale, come da indicazioni ministeriali, per l’introduzione dei nuovi Lea e l’abbattimento delle liste di attesa.

Per quanto riguarda gli obiettivi di contenimento della spesa è stato previsto:

-       La conferma per le ASL dei tetti invalicabili in materia di acquisto di prestazioni sanitarie da privati;

-       Specifico e realistico obiettivo di contenimento della spesa farmaceutica e per dispositivi medici;

-       Il contenimento della spesa in materia di società in house, manutenzioni, noleggi, leasing, partenariato pubblico privato;

-       Azzeramento degli investimenti senza specifici finanziamenti in conto capitale, per quali la Regione sta valutando alternative linee di finanziamento;

-       Per la spesa del personale conferma del piano assunzionale come da delibere di Giunta.

Il bilancio comprende anche:

-       Le somme del piano assunzionale attraverso la quota vincolata dello Stato del finanziamento ex D.M. Salute del 23 dicembre 2022 “Riparto delle risorse per il potenziamento dell’assistenza territoriale”;

-       La quota per abbattimento liste di attesa e le disposizioni previste dalla Legge Finanziaria 2024 in corso di approvazione dal Parlamento Italiano;

Il bilancio della sanità non include i costi della Legge 210/1992, “Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati”, preso atto che la spesa non riguarda il perimetro e la materia sanitaria  e preso atto della non copertura da parte dello Stato della spesa di propria competenza. Questo nelle more di un eventuale stanziamento regionale: le ASL, al fine di una corretta rappresentazione dei ricavi e costi sanitari, hanno così proceduto ad elidere la voce dai bilanci di previsione, per la quale si dovrà verificare anche l’erogazione finanziaria agli assistiti.

Il Dipartimento Salute procederà trimestralmente al monitoraggio dello stato di avanzamento al budget per riallibrare, ove necessario, le voci di spesa.

 

«Un riconoscimento di grande significato per il nostro Centro e per chi lavora ed ha lavorato negli anni passati per questo risultato, in un momento di rinnovato interesse per il comparto vivaistico forestale e per la realizzazione di nuovi boschi o la ricostituzione di quelli danneggiati e degradati, nel quadro delle linee operative individuate dalla Strategia per le risorse genetiche forestali per l’Europa e dalla Strategia Nazionale Forestale. Conservazione e uso sostenibile delle risorse genetiche forestali nazionali sono attività fondamentali per le foreste, alle quali siamo lieti di poter contribuire assieme ai diversi enti individuati dal decreto». Così Piermaria Corona, Direttore del Centro di ricerca Foreste e Legno del CREA, commenta la recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 141 del 18/06/2022, decreto interministeriale del 31/03/2022) individua nel CREA Foreste e Legno uno dei Centri nazionali per lo studio e la conservazione della biodiversità forestale.

Secondo il Decreto interministeriale del MITE e del Mipaaf, infatti, i centri nazionali dovranno occuparsi del monitoraggio del patrimonio genetico forestale nazionale e dello stato di salute degli ecosistemi forestali nonché della conservazione e del mantenimento della biodiversità autoctona, in un’ottica di valorizzazione del patrimonio boschivo nazionale, riconosciuto sempre più un’eccellenza a livello internazionale.

Il contributo del CREA. Presso le sedi del Centro Foreste e Legno di Arezzo, Casale Monferrato, Roma, Rende e Trento vengono da tempo svolte attività di raccolta e conservazione di germoplasma di numerose specie e provenienze arboree forestali, importanti per la salvaguardia e la tutela della biodiversità a livello nazionale ed internazionale. Per il solo salice e pioppo (generi Salix e Populus) sono conservate, ad esempio, circa 2400 accessioni, mentre per altre specie di interesse forestale il Centro ha realizzato diverse centinaia di parcelle tra collezioni di germoplasma, campi sperimentali comparativi di provenienze, discendenze e cloni.

Secondo il nuovo Decreto, il Centro dovrà assicurare e perseguire l'approvvigionamento e la conservazione sia di specie e provenienze forestali importanti per la salvaguardia della biodiversità di almeno una zona omogenea dal punto di vista ecologico  sia delle specie più rappresentative e di quelle endemiche degli ecosistemi forestali presenti, nonché la cura di specifiche attività di studio e modalità di conservazione del germoplasma forestale di importanza scientifica e di riferimento nazionale.

Alla fine dello scorso mese di luglio c’è stato un evento a Noicattaro, in provincia di Bari, denominato “Regina di Puglia” che ha visto coinvolti i territori dei comuni di Noicattaro, Rutigliano, Turi, Mola di Bari, Castellaneta, Grottaglie, Aldelfia e Casamassima, che sono i maggiori produttori di uva da tavola e che ha portato i sindaci a sottoscrivere un protocollo di collaborazione.

 La firma dell’intesa è avvenuta nell’ambito del convegno ”Uva da Tavola: una eccellenza tra tradizione e innovazione” che ha visto la partecipazione anche dell’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Donato Pentassuglia che ha definito l’iniziativa un “Progetto Culturale” perché, ha detto, “ho visto un'attenzione a legare la produzione al territorio ed i sindaci hanno tutta la volontà di mettersi insieme a promuovere i loro territori che producono l’uva da tavola. Inoltre, ha continuato Pentassuglia,  oggi abbiamo le prime gemme e le prime lavorazioni di uve apirene pugliesi che sono frutto dell'investimento di privati ma anche di risorse pubbliche che il CREA e il  CNR hanno messo a disposizione e stiamo lavorando in una fase diciamo abbastanza silenziosa ma tranquilla dove gli operatori sono diventati davvero protagonisti di questa evoluzione culturale”.

“L'anno prossimo, ha sottolineato l’Assessore, saremo al MacFrut come Regione Puglia con una produzione dove siamo i primi e porteremo questo tipo di risultato alla ribalta internazionale e non solo lì. Uva da tavola, piano agrumicolo e piano olivicolo: al MacFrut porteremo le nuove produzioni, le nuove cultivar, i nuovi sistemi d'impianto per l’agricoltura di precisione: cioè per me è questo l'avanzamento culturale, non piangersi addosso e determinare una riconversione graduale pur nel rispetto delle specificità e nel rischio d'impresa”.

 “Il CREA deve essere il cervello del Masaf. Bisogna accelerare il processo di condivisione dei dati, di ricerca e innovazione. Il centenario della Stazione Sperimentale di Viticoltura a Conegliano Venetodimostra quanto sia fondamentale partire dal nostro glorioso passato per essere competitivi e vincenti nel futuro. Con il Governo Meloni abbiamo rimesso l’agricoltura al centro del dibattito politico. Avremo il massimo del sostegno economico degli ultimi trent’anni passando da 3,53 mld a 6,58 mld per gli investimenti in agricoltura”. Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che ha poi aggiunto: “Occorre attuare a una seria alleanza con le altre Nazioni produttrici di vino e prodotti di qualità. Stiamo lavorando a questo, già al prossimo Vinitaly, su nostro invito, dovrebbero essere presenti in questa edizione, i ministri di altri Stati con l’obiettivo di proporre un patto chiaro: garantire la difesa del vino. Perché occorre informare e non condizionare il mercato. L’Italia è la dimostrazione che le paventate criticità in termini salutistici sul vino sono infondate”.

Il centenario La viticoltura ve­neta e poi nazionale hanno beneficiato della ricerca condotta negli Istituti del Ministero dell’Agricoltura, fino ai giorni d’oggi, dove, su tutti, tre consorzi del Triveneto, quali Prosecco DOC, Prosecco Superiore Conegliano-Valdobbiade­ne e Pinot Grigio delle Venezie, producono ed esportano in tutto il mondo oltre 1 miliardo di bottiglie, superando di gran lunga lo Champagne. Nel 2022 le esportazioni dell’Italia di vino hanno raggiunto gli 8 miliardi di euro, valore in crescita del 9,3% rispetto al 2021. Il peso del settore sulle esportazioni agroalimentari complessive dell’Italia è pari al 13,6% nel 2022 e il valore della filiera ammonta a 13,8 Miliardi di € di fatturato complessivo (>10% del fatturato agroalimentare).

"In questo secolo di vita,- spiega Riccardo Velasco, direttore del CREA Viticoltura ed Enologia - il nostro Centro ha contribuito a tutti i grandi cambiamenti, dalla lotta alla fillossera ed alle crittogame che hanno quasi cancellato la vite dall'Europa, fino alle più recenti innovazioni tecnologiche e biotecnologiche. Le attività di conservazione e recupero della biodiversità viticola, il miglioramento genetico tradizionale e biotecnologico, lo sviluppo e le applicazioni di equilibrati protocolli ecosostenibili, la robotica e la bioinformatica, la genomica e la metabolomica della vite definiscono il nostro profilo moderno e trainante per un ulteriore salto di qualità della vitivinicoltura italiana. L’accorpamento delle sei sedi coordinate dal Centro di Conegliano in alcune tra le più importanti regioni vitivinicole – continua Velasco - costituisce un patrimonio di grande affidabilità per il CREA. La massa critica importante che abbiamo costituito ha portato tutta la filiera ad un livello di qualità della ricerca e dei servizi resi al mondo produttivo ad un livello nettamente superiore rispetto al passato. Abbiamo imparato a fare sistema e il coordinamento di Conegliano è cresciuto di pari passo, beneficiandone a sua volta. Oltre alle attività consolidate del Centro, quali la certificazione sanitaria e dei materiali vivaistici, la ricostruzione dei pedigree e la collezione varietale, che esprime la maggiore biodiversità viticola dell’intero territorio nazionale, le competenze chimiche e fisiologiche della coltura sono accompagnate oggi dalle tecnologie più avanzate a 360°”.

Le innovazioni scientifiche del centro di ricerca

Miglioramento genetico Tra i più importanti settori in cui il Centro primeggia, alcuni sono nati quasi da zero o poco più, ma sono cresciuti in maniera esponenziale. Tra questi, il Centro dispone del più grande (dimensionalmente) piano di miglioramento genetico in Italia, probabilmente in Europa. Da Nord a Sud oltre 20.000 genotipi sono in corso di valutazione per resistenze alle maggiori malattie fungine e per la qualità degli incroci tra varietà autoctone (Glera, Sangiovese, Primitivo, Cesanese per fare degli esempi molto conosciuti) e vitigni resistenti di ultima generazione.

Biotecnologie applicate Altro settore di grande interesse sono le biotecnologie applicate alla vite, in particolare finalizzate all’ottenimento di portainnesti resistenti allo stress idrico e vitigni resilienti alle maggiori malattie fungine, allo scopo di ottenere piante che richiedano minori trattamenti e/o superino situazioni di stress idrico. Vari esperimenti di tecniche di evoluzione assistita (TEA) e cis-genesi hanno prodotto piantine in vitro pronte per i primi test in campo, non appena saranno stabiliti i criteri e individuate le località ideali in accordo con le regioni interessate.

Viticoltura digitale Le più avanzate applicazioni tecnologiche, dalle apparecchiature meteo e software predittivi, alla sensoristica prossimale (nel terreno o sulla pianta) e distale (droni e satelliti) sono in corso di sperimentazione in numerosi progetti con aziende di medio-grandi dimensioni e consorzi di rilevanza nazionale.

Fitoplasmosi e controllo alternativo dei maggiori patogeni Nel Centro esiste uno dei gruppi più competenti nella lotta alle fitoplasmosi della vite, flavescenza dorata e legno nero, che flagellano tutt’oggi il Nord Italia. Il nostro Centro è parte integrante della task force istituita dal Ministero per controllare la malattia e trovare soluzioni praticabili ed ecocompatibili. Con pari intensità, lavoriamo da tempo anche nella gestione sostenibile del vigneto con la regione Veneto, sia per contenere l’uso del rame e dello zolfo entro i parametri richiesti, che per limitare l’uso dei pesticidi riducendolo ai minimi termini. Abbiamo, poi, realizzato la più grande banca dati dei microrganismi del terreno ed epifiti (conviventi sulla pianta) potenziali protettori della pianta dai patogeni fungini (mal dell’esca).

Metabolomica della vite Le capacità di analisi chimiche dettagliate, soprattutto di una visione olistica (in contemporanea di tutti i metaboliti) dei componenti di un prodotto, come ad esempio l’acino della vite ed il vino, rendono i contenuti scomponibili nei dettagli e fruibili grazie alle strumentazioni disponibili ad oggi anche presso il nostro Centro. Tutto ciò può garantire un supporto fondamentale nelle analisi dei prodotti delle nuove varietà resistenti ma anche per le collaborazioni con la Repressione Frodi (ICQRF) con cui lavoriamo attivamente per prevenire l’entrata in commercio di prodotti caratterizzanti il territorio, come il Pinot Grigio delle Venezie o il Primitivo di Puglia, contaminati da prodotti non consoni alla qualità e purezza del prodotto.

La storia nel 1923, nacque la Stazione Sperimentale di Viticoltura: Ente Consortile autonomo costituito presso la Scuola Enologica per sostenere la viticoltura locale. Nel 1930 venne ufficializzata come Regia Stazione Sperimentale di Viticoltura ed Enologia. Nel 1933 venne posta la prima pietra della attuale sede e fra i primi interventi ci furono l’impianto sia di una collezione ampelografica - che comprendeva centinaia di vitigni da vino, da tavola, portinnesti e Ibridi Produttori Diretti (IPD), poi ampliata nel tempo – sia di numerosi vigneti sperimentali, preziosi per la ricostituzione viticola del Veneto e delle regioni limitrofe. 

Nel 1967, divenne uno degli Istituti Sperimentali del Ministero dell’Agricoltura, con il nome di Istituto Sperimentale per la viticoltura, di pari grado degli Istituti scientifici universitari, articolato in 3 sezioni operative (Asti, Arezzo e Bari) che facevano riferimento alla sede centrale di Conegliano. Intanto, l'Istituto veniva investito di nuovi compiti: il Servizio Repressione frodi fino al 1986, il rilascio dei certificati di analisi per il vino destinato all'esportazione fino al 1995, il controllo della produzione ed il commercio dei materiali di propagazione della vite (Servizio Controllo Vivai).

Nel 1981 venne creata e messa a disposizione dal Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, una collezione di oltre 600 vecchi vitigni (in collaborazione con il CNR e diverse università italiane).  Nel 2005 l'Istituto Sperimentale per la Viticoltura confluiva nel Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CRA), divenendo dal 2015 Centro per la Ricerca in Viticoltura (CRA-VIT). Nel 2017, con l’ultima riforma, il Centro acquisiva anche la ricerca in enologia e le diverse sezioni operative periferiche (Asti, Arezzo, Velletri, Turi e Gorizia) assumendo il nome di Centro di ricerca Viticoltura ed Enologia (CREA-VE).

“Celebrare i 100 anni di storia della sede CREA di Conegliano – ha dichiarato il prof. Mario Pezzotti, Commissario Straordinario CREA - significa non solo ripercorrere la storia della viticoltura italiana, ma anche ricordare quanto la ricerca abbia supportato e continui a supportare questo settore che rappresenta, come nessun altro, il made in Italy agroalimentare nel mondo e che ha bisogno di innovazione per essere resiliente in campo e sempre competitivo sui mercati”. 

 

Il patrimonio culturale e naturalistico della Puglia diventa sempre più fruibile e al passo con la tecnologia. Il 29 giugno a Bari alla Casa delle Arti Kursaal Santalucia, ore 15, la Regione Puglia presenta la piattaforma innovativa DueMari Virtual Tour, che permetterà di scoprire e visitare il territorio con dei virtual tour immersivi.

Merito del Progetto DueMari - Next Generation Tourism Development, finanziato dal Programma Interreg IPA CBC Italia-Albania-Montenegro di cui Regione Puglia - Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio e InnovaPuglia, la società in house per lo sviluppo dell’ICT della Regione, sono promotori, insieme a partner molisani, albanesi e montenegrini. 

L’obiettivo è valorizzare punti di interesse turistico e culturale fornendo agli operatori strumenti digitali innovativi. Un attento lavoro di mappatura del territorio, dal Gargano al Salento, sulle coste e nelle aree interne, di raccolta dati storici, fotografici, che ad oggi conta 150 luoghi pilota, fra beni simbolo della Puglia e siti Unesco ma anche piccoli borghi e realtà minori lontane dai grandi flussi turistici, che continuerà a crescere e ad essere implementato.

In particolare, InnovaPuglia ha progettato e realizzato una nuova struttura tecnologica in grado di accogliere ed organizzare i virtual tour in itinerari tematici virtuali, non solo interni ai territori dei partner ma anche transfrontalieri. Inoltre la piattaforma garantisce un’elevata interoperabilità: tutti i tour realizzati saranno integrati all'interno dell'Ecosistema Digitale Turismo Cultura della Regione Puglia.

Il Progetto DueMari ha interessato anche la formazione di operatori turistici e culturali, tra febbraio e marzo scorsi si sono tenuti dei workshop di storytelling digitale, organizzati con il supporto di Tecnopolis PST a Mesagne, Trani e Bari, e rivolti ad acquisire nozioni teoriche e strumenti pratici utili a dialogare con il proprio target, trasferendo il valore di storie, tradizioni, cultura e vita sociale di una destinazione turistico-culturale.

Questo evento costituisce la tappa finale del #DueMariTour, un ciclo di sei incontri territoriali per la restituzione dei risultati di progetto, nei quali il Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio ha mostrato le funzionalità della piattaforma e le potenzialità offerte agli stakeholders pubblici e privati.

I Virtual Tour sono uno strumento di promozione territoriale che Regione Puglia utilizzerà sui propri canali istituzionali e metterà a disposizione di operatori pubblici e privati, per rendere sempre più visibile e attrattivo il patrimonio regionale, 365 giorni l’anno. 

 

E’ di qualche giorno fa la notizia ufficiale che si spera metta fine al commissariamento dei Consorzi di bonifica pugliesi, Arneo, Terre d’Apulia, Ugento Li Foggi, Stornara e Tara. La riorganizzazione dei 4 enti consortili, commissariati dal 2017, li restituirà dal 1° Gennaio 2024 all’usuale gestione democratica, fondata sull’autogoverno e la sussidiarietà, indispensabili condizioni per garantire efficienza operativa ed equilibrio economico. 

“Per il mio modus operandi, dice Pentassuglia, l’Assessore Regionale all’Agricoltura, la delibera è già tardiva, nel senso che il depauperamento di personale e i ritardi accumulati dai consorzi commissariati nell'emettere gli avvisi e fare pulizia della debitoria della creditoria ci ha portato a sei mesi di ritardo. Per me il consorzio unico doveva partire già dal 1º gennaio di quest'anno”.

Ma le organizzazioni professionali agricole aprono le polemiche perché, dicono, non sono stati coinvolte.  “Il confronto ci sarà, dice Pentassuglia, ma io dovevo ottemperare per la mia parte di delega a quello che la legge uno del 2017. Siccome le leggi sono fatte per essere rispettate e io, a differenza di altri, non ho voluto né rinviare né sospendere le attività né evitare di parlarne, i problemi sono tutti sul tavolo. È molto chiara qual è la situazione la debitoria. Il fondo di svalutazione crediti che abbiamo determinato con un'implementazione in bilancio. Sono chiare le operazioni che sto facendo di finanziamento della parte progettuale che nessuno mai ha utilizzato perché senza progetti non si possono fare le opere e con le opere di risanamento e di rifunzionalizzazione i consorzi possono ottemperare alla loro mission.

Se a questo si aggiunge che non ho voluto sospendere gli avvisi perché la sospensione dei pagamenti significa pagare domani e come è successo in passato, l'accumulo di cinque, sette, dieci anni significa un aggravio per il sistema di impresa.

Quindi possiamo discutere del consorzio unico, perché se qualcuno che chiede di farmi due sui quattro commissariati io non ho problemi sul numero, mi interessa capire come noi gestiamo in maniera puntuale non solo la risorsa idrica ma i rapporti con le aziende con un rapporto di chiarezza sulle cose da fare e sugli investimenti perché vorrei mettere in bonis l'attività poi sarà autogoverno lo decideranno le agricole, sarà una gestione mista.

Ho sempre detto che il modello non mi appassiona, ma continuare a parlare nei termini di cui si è discusso in passato dei Consorzi salvo che poi abbiamo dato acqua e servizi al sistema di impresa in assenza di altro, penso non sia più utile ed opportuna nessuna maniera responsabile. Dobbiamo portare avanti quello che per legge era stato deciso”.

 

I fattori relativi al clima e al suolo stanno acquisendo un ruolo sempre più importante e cruciale nell’ambito delle performance produttive della vite e della sua resistenza nei confronti degli stress sia biotici che abiotici. Il cambiamento climatico, ormai conclamato, li sta rendendo ancora più critici di un tempo tanto da aumentare la fragilità dei vigneti odierni.

Nel testo vengono analizzati gli effetti esercitati dai fattori ambientali (clima e suolo agrario) su produttività e qualità delle uve e viene descritta la difesa contro le principali avversità di origine sia animale che crittogamica, con particolare enfasi sulla gestione biologica del vigneto.

In parallelo si evidenziano possibili soluzioni, talvolta semplici e prontamente attuabili altre più complesse ed articolate, da utilizzare al fine di salvaguardare l’efficienza del vigneto e produrre con costanza uve sane e con una composizione ottimale.

 

Indice: Clima: come è cambiato in questi ultimi decenni -  Cambiamento climatico e anomalie viticole - Gelo ed eccessi idrici - Stress  estivi - Rischio eolico ed inquinanti - La gestione dei rischi atmosferici in agricoltura - Carenze ed eccessi nutrizionali - Avversità di natura edafica - La difesa fitoiatrica nella vite da vino in agricoltura biologica.

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