Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha partecipato  a Taranto, in occasione della Giornata mondiale del cuore, alla cerimonia promossa dal Comitato “12 giugno” presieduta dall’ex operaio Ilva Cosimo Semeraro, in memoria delle vittime del Lavoro, del Dovere e del Volontariato.

Il presidente Emiliano, insieme alle autorità militari civili e religiose e a circa 500 studenti, ha raggiunto il IV sporgente del porto, dove persero la vita in circostanze analoghe i gruisti Francesco Zaccaria e Cosimo Massaro: in quel punto, alle 12,00 è stata lanciata in mare una corona di fiori, in onore dei caduti sul lavoro. 

“In Italia – ha affermato Emiliano - il numero di morti sul lavoro è altissimo, c’è una difficoltà da parte degli Ispettorati del Lavoro a controllare e a pretendere l’applicazione dei dispositivi di sicurezza. In questo momento di crisi per le aziende, il controllo diventa ancora più faticoso. E questo vale anche per Arcelor Mittal, sebbene lo Stato stia provvedendo con somme enormi per cercare di migliorare tutti questi elementi”.

“Però – ha proseguito Emiliano - il numero degli ispettori del lavoro è troppo ridotto. Talvolta, la considerazione dell’interesse economico prevale sulla prevenzione del rischio. La conseguenza sono i fatti come quelli che stiamo ricordando oggi. Non è possibile che per andare a lavorare, si esca di casa come se si andasse in guerra: le fabbriche e i luoghi dove si lavora non sono campi di battaglia”.

“È chiaro che il lavoro è sempre un rischio. Durante la pandemia abbiamo avuto tante situazioni di sanitari che per la stanchezza, lo stress hanno perso la vita, e queste cose sono successe anche qui in provincia di Taranto. C’è una dimensione imprevedibile – ha concluso Emiliano - ma tutto ciò che può essere previsto deve essere fatto, perché noi verifichiamo che, spesso e volentieri, c’è una trascuratezza generale che non può essere più accettata”.

Rispondendo alle domande dei giornalisti sulla situazione dell’ex Ilva, il presidente Emiliano ha affermato: “Stiamo combattendo da anni una battaglia complicata. Abbiamo candidato Taranto come capitale dell’idrogeno italiano. Speriamo che la completa decarbonizzazione di questa fabbrica, che è condivisa dall’Europa e che porterà a Taranto finanziamenti importantissimi, possa realizzarsi in tempi brevi”.

La Commissione europea ha dato il via libera alla seconda rata di finanziamenti per l'Italia da 21 miliardi di euro dal Recovery fund.

Da Bruxelles è arrivata oggi, martedì 27 settembre, la valutazione preliminare positiva della richiesta avanzata da Roma, certificando il raggiungimento dei 45 obiettivi previsti nel PNRR per il primo semestre del 2022.

“Ancora una volta buone notizie per l'Italia. La Commissione ritiene che l'Italia abbia compiuto progressi sufficienti nell'attuazione del suo piano PNRR per ricevere un secondo pagamento da NextGenerationEU. Dopo il via libera degli Stati membri, l'Italia riceverà 21 miliardi di euro. L'Italia sta dimostrando un continuo e importante impulso alle riforme in settori chiave, come il pubblico impiego e gli appalti pubblici. Congratulazioni, Italia, e continua a lavorare bene! La Commissione è al vostro fianco", queste le parole della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

 

Pirelli investe sulla Puglia e sulle competenze digitali dei suoi giovani aprendo a Bari un nuovo centro per lo sviluppo di software e soluzioni digitali. Il progetto nasce da un incontro costruttivo tra pubblico e privato e prevede 50 nuove assunzioni entro il 2025 fra neolaureati e manager specializzati nello sviluppo di software, in particolare in computer science, software engineering, data science, intelligenza artificiale, machine learning e smart manufacturing. Le nuove figure professionali andranno ad aggiungersi alle circa 160 persone che oggi lavorano nel team Digital Pirelli in Italia, con l’obiettivo di una maggiore internalizzazione di competenze digitali sulle aree più strategiche e differenzianti della strategia aziendale.

Il nuovo “Digital Solutions Center” di Pirelli è stato presentato oggi a Bari nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il Presidente della Regione Puglia, il Vice Presidente Esecutivo e Amministratore Delegato di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, e l’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia. L’incontro ha inoltre visto la partecipazione del Chief Digital Officer di Pirelli, Pier Paolo Tamma, e dei rappresentanti degli atenei baresi, con i quali Pirelli sta attivando programmi di collaborazione nell’ambito del nuovo progetto. 

Il centro, per la cui realizzazione è stata presentata una domanda di agevolazione alla Regione, attraverso la misura Contratti di Programma, consentirà a Pirelli di rafforzare le attività di sviluppo di software, altamente strategiche nell’ambito della Digital Transformation da tempo intrapresa dall’azienda, e di valorizzare le competenze di un territorio divenuto oggi uno dei maggiori poli italiani nello sviluppo digitale. Il progetto prevede un investimento pari a 9 milioni tra il 2022 e giugno 2024, di cui una parte potrà essere finanziata dalla Regione Puglia in base ai progetti che Pirelli realizzerà.

 

Il Digital Solutions Center - situato in via Mazzitelli, nel quartiere Poggiofranco - andrà ad affiancare e a rafforzare le unità operative Digital Pirelli concentrandosi sullo sviluppo di software e algoritmi di Machine Learning e Artificial Intelligence a supporto delle aree di Sales & Marketing, Sviluppo Prodotto, Smart Manufacturing & Industrial IOT, Integrated Business Planning e abilitando lo sviluppo di nuovi Prodotti e Servizi Digitali per il mondo Tyre. Oggi la funzione Digital di Pirelli conta a livello globale circa 500 persone, distribuite tra l’Headquarters italiano, le diverse unità nelle macro aree in cui è presente l’azienda in tutto il mondo attraverso i suoi 18 stabilimenti in 12 Paesi e il Service Operation Center con copertura worldwide localizzato a Craiova, in Romania.

 

Bari, un polo universitario di eccellenza

 

Per valorizzare i giovani talenti del capoluogo pugliese, diventato in breve tempo un bacino di competenze legate a innovative discipline quali Data Science, Intelligenza Artificiale e Cyber Security, Pirelli ha avviato un programma di collaborazione con l’Università di Bari – in particolare con il suo Corso di Laurea in Computer Science e Data Science - e con il Politecnico di Bari – che ha tra i suoi corsi una Laurea in Ingegneria informatica e Trasformazione Digitale - che prevede la realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo congiunti e iniziative quali career day, seminari e hackaton, oltre a programmi di stage e tirocini e borse di studio.

Lo sviluppo del nuovo centro consolida i legami tra Pirelli e il mondo universitario e rafforza il suo modello di open innovation che oggi vede l’azienda al lavoro su circa 40 progetti con 12 Università. Le collaborazioni dell’area Digital con il mondo accademico integrano e completano quelle della Ricerca & Sviluppo di Pirelli, con i suoi 13 centri di ricerca interni che occupano oltre 2mila persone a livello mondiale. In Italia, in particolare, Pirelli già collabora attivamente con Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Università Bocconi, Università Cattolica, Università degli Studi di Torino,Università degli Studi di Pisa e Università degli Studi di Milano Bicocca.

Presidente della Regione Puglia, “Marco Tronchetti Provera e la Pirelli sono uno di quei rarissimi punti di riferimento che questo Paese può offrire, da sempre attenti alle innovazioni tecnologiche e capaci di avere le giuste intuizioni su cosa accade nel mondo e di cosa il mondo ha bisogno. Oggi hanno avuto l’intuizione e la voglia di confrontarsi con la realtà pugliese, coinvolgendo lo straordinario capitale umano che sono i nostri studenti, i nostri ragazzi del Sud, spina dorsale del Paese. Siamo sicuri che con questo progetto riusciremo a trattenerli qui, permettendo loro di esprimere le grandi potenzialità e competenze acquisite in una terra che ha nel suo Dna l’innovazione e il rispetto delle regole.

Marco Tronchetti Provera, Vice Presidente Esecutivo e Amministratore Delegato di Pirelli“Siamo orgogliosi di presentare la nuova sede di Pirelli a Bari, nel cuore del Sud, in un luogo così fertile di conoscenza digitale e di giovani talenti con voglia di imparare, crescere e fare. Ringrazio la Regione Puglia per il sostegno, certo che questo nuovo centro consentirà all’azienda, così come al territorio, di portare valore in termini economici, culturali e sociali”.

Assessore regionale allo Sviluppo economico, “Si conferma il trend di crescita delle imprese nel settore dell’innovazione che decidono di investire in Puglia e di posizionare qui da noi i loro hub strategici più importanti. Questo importante progetto di un’azienda solida e strutturata come Pirelli, la cui presenza in Puglia è frutto di un lavoro sinergico tra pubblico e privato, conferma la capacità della nostra regione di essere una terra attrattiva e al passo coi tempi”.

Stefano Bronzini, Rettore Uniba, “Pirelli e la Puglia si erano già incontrate sin da quando la nave posa cavi collegò la Puglia con le isole Tremiti. Allora la scommessa del visionario fondatore della ditta Pirelli, erano le telecomunicazioni. Giunse dopo la svolta che ha fatto grande nel mondo la Pirelli. Oggi, dopo quasi 150 anni, sapere che la prestigiosa azienda ha deciso di essere in Puglia è una notizia molto importante. Lo è anche per la nostra Università pronta a emulare lo sguardo visionario che guidò l’ingegnere Giovanni Battista Pirelli per essere protagonista della crescita civile, sociale e economica del Paese. Dopotutto il palazzo in via Garruba, dove si svolgono le lezioni di lingue, è stato un deposito proprio della Pirelli. Siamo sulla buona strada!” 

Francesco Cupertino, Rettore Politecnico di Bari “L’investimento di Pirelli a Bari conferma che la Puglia, con le sue molteplici risorse, diventa sempre più attrattiva nei confronti dell’industria. L’automotive, in particolare, rappresenta un settore fondamentale per la nostra regione e il Politecnico di Bari, che è stato istituito per sostenere lo sviluppo del territorio, ha sempre seguito la sua evoluzione, adeguando le competenze dei laureati e la ricerca scientifica. Siamo dunque felici di essere parte di questa evoluzione al fianco di un player di così alto profilo, che ha riposto la sua fiducia in noi”.

Non solo strumento politico e culturale, fonte di piacere e condivisione, simbolo di cultura e tradizioni: il cibo protagonista di Terra Madre Salone del Gusto è anche promotore di integrazione, reinserimento e giustizia sociale.

 

«Il fronte delle cooperative sociali legate al ciclo del cibo, dalla sua produzione e trasformazione, alla ristorazione, fino al recupero degli sprechi e dell’educazione alimentare, rappresenta un'avanguardia civica. Per la nostra associazione queste realtà sono un punto di azione fondamentale, oltre che soggetti attraverso cui costruire vere e proprie comunità» spiega Raoul Tiraboschi, vicepresidente di Slow Food Italia. 

 

Le cooperative sociali: valori, esperienze e obiettivi 

 

Partiamo da Agrigento, in Sicilia, dove vive e lavora Mareme Cisse, senegalese di nascita e agrigentina di adozione. Arrivata in Italia nel 2004, ha scelto di dedicarsi alla cucina: oggi guida il ristorante Ginger - people&food, progetto della cooperativa sociale Al Kharub. «Nel ristorante trovano occupazione più di dieci ragazzi che hanno bisogno di essere inclusi e aiutati non solo attraverso il cibo e la cucina, ma nel contesto sociale agrigentino» ha spiegato Mareme. Già vincitrice del Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo e del programma Cuochi d’Italia, fa parte della rete dell'Alleanza Slow Food dei cuochi, proponendo una cucina innovativa espressione di tradizioni multiculturali, dalla Sicilia al Senegal, attraverso la valorizzazione dei prodotti e dei Presìdi del territorio. A Terra Madre ha presentato il Couscous Sama Gergent, rinominato “La mia Agrigento”, con agnello sambucano, prugne al Cerasuolo di Vittoria, mandorle e miele della Valle dei templi.

Nelle colline marchigiane che separano Corridonia da Monte San Giusto, in provincia di Macerata, si estende l’azienda agricola San Michele Arcangelo. Nata nel 2007, offre opportunità di lavoro a giovani provenienti da percorsi educativi e terapeutici. L’azienda agricola comprende 4 ettari di frutteti e 10 di vigneto, dai quali si producono composte, sottoli e sottaceti e vini. «Questi ragazzi, grazie all’agricoltura, trovano una porta per reinserirsi nel mondo del lavoro. La produzione vitivinicola è stata l’ultimo traguardo raggiunto» ha spiegato il presidente Marco Villani

 

L’Inchiostro Società Cooperativa Sociale è un ente di formazione basato a Soncino, in provincia di Cremona, ma anche molto di più: nel loro ristorante didattico si mixano conoscenza del territorio, ricerca di materie prime, ma anche innovazione e sperimentazione culinaria. Ne è un esempio l’invenzione di un torrone, prodotto tipico della zona, realizzato con la radice amara di Soncino (incluso sull’Arca del Gusto di Slow Food), un lungo fittone amarognolo da sempre considerato un piatto povero.
«Negli ultimi mesi abbiamo lanciato il progetto Dituttaaltrapasta, sviluppato per supportare la formazione lavorativa di ragazzi disabili - precisa Alessio Gratta. Li assumiamo come dipendenti per almeno 2 anni, periodo in cui hanno modo di sviluppare diverse competenze e capire quali sono le più adatte per loro. Non parliamo solo di mansioni agroalimentari: si cimentano anche nel servizio delivery, nella logistica, o nell’e-commerce per la vendita online: in questo modo riescono a costruire un loro portfolio utile per presentarsi alle aziende».

 

Il progetto Youth & Food


Terra Madre è stata anche l’occasione per il primo incontro tra i protagonisti del progetto Youth&Food - Il cibo come veicolo di inclusione, che attualmente coinvolge a Torino e Agrigento 30 minori stranieri non accompagnati provenienti da diverse aree del mondo. Il progetto, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, intende favorire l’inserimento lavorativo e sociale di questi ragazzi. Il progetto è stato avviato solo qualche mese fa ma già oggi ad Agrigento i giovani sono impegnati nella produzione di miele e nella viticoltura, mentre a Torino, oltre alle lezioni di cucina italiana e di panificazione, si sta svolgendo un corso di cucina etnica che li ha portati a riscoprire innanzitutto le loro tradizioni gastronomiche.

La legalità come strumento, non come fine


A Terra Madre l’inclusione sociale è stata anche al centro di dibattiti e incontri, come il laboratorio gastronomico e culturale organizzato dallo spazio Puglia in cui è intervenuto Pietro Fragrasso, presidente della cooperativa sociale Pietra di Scarto. Partendo da un bene confiscato dalla mafia, dopo undici anni ha recuperato ulivi della varietà cerignola che erano stati abbandonati, trasformando il bunker un tempo utilizzato per il traffico internazionale di droga nel luogo dove realizzare una filiera del pomodoro solidale. «La legalità è uno strumento, non un fine – ha spiegato Fragrasso –. Per questo la nostra cooperativa si impegna nella promozione della giustizia sociale ed economica attraverso la diffusione di una cultura dell’antimafia, la pratica di un’agricoltura sostenibile, l’educazione alla legalità e al consumo critico».

A dialogare con lui Leonardo Palmisano, dirigente d’impresa, scrittore e autore di inchieste che presiede la società cooperativa Radici Future Produzioni: «Con la nostra cooperativa, che nasce in valle d’Itria, lavoriamo a stretto contatto con i ragazzi che sono ancora dentro il circuito penale. In questo modo hanno l’occasione di confrontarsi con chi il caporalato lo ha combattuto e lo combatte ogni giorno – ha aggiunto Palmisano –. Non mancano poi i momenti di formazione nelle scuole, dove siamo felici di aver scoperto un rinnovato interesse per la terra e una crescente volontà di promuovere le realtà produttive che ne esaltano i frutti. Per noi Slow Food è un punto di riferimento morale in cui convivono imprese virtuose, e qui a Terra Madre troviamo l’Italia più bella, quella che lotta insieme a noi per dare ai braccianti un futuro migliore».

La biodiversità italiana riparte dalla ricerca: è nato il primo settembre scorso, con la partecipazione del CREA, il National Biodiversity Future Center (NBFC), la più poderosa iniziativa di ricerca e innovazione sulla biodiversità mai tentata in Italia.

Il progetto NBFC si focalizza sul tema prioritario a livello nazionale e internazionale della biodiversità attraverso una rete, coordinata dal CNR e composta da 48 partner, scelti tra Università, Organismi di Ricerca, Fondazioni e Imprese, in base alla loro comprovata leadership scientifica, tecnologica, etica e di mercato. Il progetto prevede un finanziamento di oltre 320 milioni di euro per i primi tre anni (2023-2025) ed il coinvolgimento di oltre 1.300 ricercatori degli Enti partner. 

Il contributo del CREA risulterà rilevante per monitorare, preservare, ripristinare e valorizzare la biodiversità negli ecosistemi terrestri della Penisola. “Il nostro centro di ricerca, infatti – dichiara Pio Federico Roversi, Direttore del CREA Difesa e Certificazione - ha manifestato sin dagli inizi un forte interesse per le attività promosse all’interno del NBFC e in questo contesto ha trovato una propria peculiare collocazione come ente affiliato allo Spoke 3 Assessing and monitoring terrestrial and freshwater biodiversity and its evolution: from taxonomy to genomics and citizen science, assumendo il ruolo di capofila per il CREA.

 Oltre al Centro di ricerca Difesa e Certificazione per il CREA partecipano i Centri Foreste e Legno, Cerealicoltura e Colture Industriali, Politiche e Bioeconomia, ognuno apportando le proprie specificità nelle linee di ricerca individuate dal progetto. Con le premesse descritte e con le competenze dei nostri Centri, siamo pronti all’avvio di questa storica iniziativa”.

In particolare, il CREA ricoprirà un ruolo cardine per fornire strumenti innovativi ed efficaci al mondo della ricerca, ai cittadini e ai decisori politici, così da metterli in condizione di conoscere e contrastare l’erosione della diversità biologica, quantificare i servizi ecosistemici e realizzare azioni volte alla conservazione e al ripristino della biodiversità in tutto il Mediterraneo. Inoltre, si lavorerà all’individuazione di soluzioni innovative per raggiungere i target del Green Deal in materia di biodiversità.

Il pubblico sarà coinvolto in iniziative di citizen science per la tutela di specie e habitat protetti, incentrate sulla valorizzazione e lo sviluppo delle collezioni museologiche. Ampio spazio sarà dedicato alle attività di formazione e informazione per il trasferimento dei risultati della ricerca agli stakeholder.

 

 

Puglia, Emilia Romagna, Veneto e Provincia Autonoma di Trento al lavoro, insieme alle associazioni di categoria, per dare vita al Contratto di filiera del Ciliegio.

L’accordo è stato presentato ufficialmente nella sede del Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia, con in collegamento da remoto il presidente del Consorzio della Ciliegia della Susina e della Frutta Tipica di Vignola, Andrea Bernardi, il direttore Consorzio Melinda sca, Paolo Gerevini, il direttore del Consorzio Ciliegia di Vignola Igp, Walter Monari, e il presidente del Consorzio Ciliegia di Marostica Igp, Giuseppe Zuech.

Insieme, da nord a sud, queste realtà territoriali rappresentano oltre l’80% della produzione di ciliegie di qualità in Italia. Il nuovo accordo di filiera ha lo scopo di rilanciare la cerasicoltura italiana, per ristrutturare gli impianti di produzione, per ammodernare le strutture di lavorazione, per promuovere i marchi, per effettuare attività di ricerca mirata al miglioramento della produzione. L’obiettivo finale è dare il giusto valore a tutte le componenti della filiera. Il Contratto di filiera prevede investimenti che vanno da un minimo di 4 milioni a un massimo di 50, con importi finanziabili a singolo soggetto di minimo 400 mila euro.

I contratti di filiera e di distretto, come illustrato dal vicedirettore Confagricoltura Bari Gianni Porcelli, sono uno strumento di sostegno dalle politiche agroindustriali, istituito dall’articolo 66 della legge 27 del dicembre 2002, n.289 e gestito dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Sono finanziati programmi di investimento integrati proposti da aziende del settore appartenenti a una filiera o a un distretto. La scadenza per prendere parte al contratto di filiera Ciliegio è fissata al 24 ottobre 2022.

 

“Il Contratto di filiera del Ciliegio ci permette di valorizzare due areali importantissimi tra la Bat e il Sud Est Barese, votati alla coltivazione delle ciliegie. Lo facciamo in un’ottica di sinergia multi regionale – ha ricordato l’assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia - guardando ai mercati in maniera diversa. Io ringrazio tutti coloro che stanno mettendo in campo questo lavoro di collaborazione integrata. Dobbiamo unire le forze e traguardare risultati che nessuno dà per scontato. Questo è un punto di partenza rispetto ad un tema che il Mipaaf mette in atto: noi ci crediamo molto ai contratti di filiera. È strategico lavorare sulla programmazione dei nuovi sistemi di impianto, sull’agricoltura di precisione, quindi su nuove cultivar, primizie e tardive, cambiare gli impianti perché non si abbia tutto il prodotto in un periodo concentrato nel tempo. Con questo contratto di filiera dedicato al Ciliegio facciamo massa critica, senza demolire la storia dei prodotti, cogliendo un’opportunità che va data al sistema agroalimentare, in questo caso alla filiera cerasicola”. 

L'assessore all'Agricoltura dell'Emilia Romagna, Alessio Mammi, rivolgendosi all’assessore regionale Pentassuglia, ha ringraziato sottolineando che, “con questo progetto, state dimostrando di essere un esempio per il Paese, anche per altre filiere frutticole. Il mio ringraziamento va alla Regione Puglia, a tutte le regioni coinvolte e naturalmente alle imprese, protagoniste di questa operazione. “Questo progetto - ha proseguito - è molto bello perché ha una strategia di medio lungo periodo” perché “punta sugli investimenti aziendali, sulla ricerca che va implementata. Dobbiamo investire sulla valorizzazione, sulla conoscenza e promozione sul mercato. È quindi un progetto completo, strutturale, non spot e la sua forza sta nell’unità di intenti della filiera, unità della produzione, trasformazione e commercializzazione, unità tra territori”. 

Anche Romano Masè, dirigente Generale del Dipartimento Agricoltura Provincia di Trento, intervenuto in video conferenza, ha rivolto il suo ringraziamento alle Regione Puglia, alle associazioni e ai presidenti dei consorzi coinvolti. Il suo apprezzamento è per un’azione che coinvolge quattro regioni creando “connessione tra territori e realtà diverse. Una connessione virtuale tra eccellenze. I contratti di filiera danno l’opportunità di fare sinergia e noi, come Paese, ne abbiamo davvero bisogno. Bene, quindi – conclude - che attori diversi, insieme al sostegno delle amministrazioni, sappiano sviluppare queste progettualità”. 

“Grazie alla Regione che ci ospita e agli interventi di altre regioni, oltre al partenariato che ha deciso di avallare questo progetto – ha ricordato il presidente provinciale di Confagricoltura Bari - Bat Massimiliano Del Core -, abbiamo colto la necessità e l’opportunità di recuperare il passo per il settore produttivo in difficoltà anche alla luce di quanto è stato fatto altrove. L’obiettivo che tutti abbiamo è che il comparto cerasicolo affronti con nuova energia il mercato”.

Alla presentazione del Contratto di Filiera Ciliegio hanno preso parte Giuseppe Di Noia, presidente provinciale CIA, Tommaso Gigante, vicepresidente Copagri Puglia e Vincenzo Patruno, presidente Fedagri Confcooperative Puglia.

Si svolgerà a Bari dal 12 al 14 settembre prossimi il 77° Congresso Nazionale ATI, Associazione Termotecnica Italiana, una intensa tre giorni sul tema “La sfida per il nuovo modello energetico Nazionale, tra decarbonizzazione, Comunita? Energetiche e diversificazione delle fonti di energia”. L’evento e? organizzato in sinergia con l’ Universita? del Salento e il Politecnico di Bari e vedra? la partecipazione di esperti del settore da tutta Italia e dall’Europa, che si confronteranno sullo stato dell’arte, l’innovazione, gli scenari futuri.

Focus su temi di grande attualita?, quindi, come: la riconversione energetica e ambientale dei Grandi Impianti Industriali; le Energy Smart Communities e gli ecosistemi energetici; il piano REPowerEU ovvero l’energia sicura, sostenibile e a prezzi accessibili per l’Europa; le Hydrogen Valley italiane; i nuovi sviluppi dell'energia nucleare; la sicurezza e resilienza delle infrastrutture energetiche e dell'approvvigionamento energetico.

Il Congresso ATI, che vuole essere un significativo momento di riflessione, confronto e crescita, dedicato agli associati ma anche a tutti i cittadini sensibili al tema dell’energia, vedra? la partecipazione di Enti Europei, governativi e territoriali, del mondo produttivo e industriale, delle realta? sociali ed economiche, dei Distretti dell'Energia e dell'Ambiente, della Comunita? Universitaria, insieme all'ENEA e al CNR.
L’evento rappresenta, quindi, un’ occasione strategica per discutere di transizione energetica e di scelte possibili, delineando scenari futuri ed ipotizzando le conseguenze sul nostro sistema industriale e economico, in particolare alla luce dei delicati e instabili scenari geopolitici che si vanno delineando di giorno in giorno.

“Parlare di energia oggi non vuol dire piu? rivolgersi ad un gruppo piu? o meno esteso di addetti ai lavori, ma significa, invece, far partecipare la collettivita? alla sfida piu? importante che siamo chiamati ad affrontare: l’approvvigionamento energetico nel rispetto dell’ambiente.” - spiegano Antonio Ficarella e Riccardo Amirante di ATI, rispettivamente Presidente Comitato Organizzatore e Presidente Comitato Scientifico, che sottolineano: “Il delicatissimo scenario geopolitico, con la guerra in Ucraina e le tensioni mondiali, ha reso ora piu? che mai impellente il ripensamento delle tematiche energetiche: lo spettro del ritorno al carbone stride atrocemente con gli obiettivi che il mondo si e? prefisso nell’Agenda 2030 sullo Sviluppo Sostenibile. S’impone un dovere morale per tutti coloro che lavorano nel settore dell’energia: uscire dalle fonti fossili il piu? presto possibile, per favorire la riduzione dell’emissione di CO2, spingere sempre di piu? verso le energie rinnovabili. E andare verso le comunita? energetiche nel nome sostenibilita? ambientale, lasciando da parte gli egoismi per agire concretamente per il benessere del nostro pianeta.”.

“Ci rivolgeremo ad una platea altamente qualificata, quindi, ma anche e, soprattutto –spiegano da ATI- , ai tanti cittadini sensibili a queste tematiche e rispettosi dell’ambiente, che ci verranno a trovare nella tavola rotonda di apertura, in cui i temi in gioco, di scottante attualita?, saranno illustrati in tutte le loro declinazioni semantiche, con un approccio sicuramente divulgativo per garantire la fruibilita? dell’evento anche a chi non ha una laurea in ingegneria, ma la concreta voglia di impegnarsi nel proprio piccolo, perche? dalle azioni di ognuno di noi parte il cambiamento globale.”

Con questa ferma convinzione, si e? pensato di strutturare in due parti il programma: nella giornata inaugurale di lunedi? 12 settembre nella splendida location del Teatro Kursaal Santa Lucia di Bari, a partire dalla 16, dopo i saluti Istituzionali, si terra? una tavola rotonda sul tema dell’energia a cui prenderanno parte nomi di spicco del settore. Nei giorni 13 e 14 il Congresso si spostera? al Politecnico di Bari per gli interventi scientifici previsti dal programma.

Si parte alle 16 di lunedi? 12 settembre con il benvenuto a cura del Presidente ATI, Livio De Santoli. A seguire interverranno la Senatrice Assuntela Messina, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio per l'Innovazione tecnologica e la transizione digitale; il Presidente Regione Puglia Michele Emiliano; il Presidente Regione Basilicata Vito Bardi; la Presidente del Consiglio Regionale Loredana Capone; l’Assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia Alessandro Delli Noci, l’Assessora all’Ambiente della Regione Puglia Anna Grazia Maraschio; l’Assessora ai Trasporti e Mobilita? sostenibile della Regione Puglia Anna Maurodinoia; il Sindaco di Bari e della Citta? Metropolitana Antonio Decaro; il Direttore Generale del CTI Comitato Termotecnico Italiano Antonio Panvini.

Dopo una KeyNote a cura di Christos Markides – Professor of Clean Energy Technology presso l’Imperial College di Londra, si prosegue con la tavola rotonda sul tema: “Il Sistema Paese per l’Energia: tra decarbonizzazione dei grandi impianti industriali, Smart Energy Communities, Sostenibilita? e sicurezza delle fonti di energia”, a cui prenderanno parte, tra gli altri: il Presidente ARTI - Agenzia Regionale per la Tecnologia e l'Innovazione, Vito Albino; la Direttora del Dipartimento Sviluppo Economico Gianna Elisa Berlingerio; il Direttore Qualita? di Acciaierie d’Italia Adolfo Buffo; il Delegato SET (Strategic Energy Technology) del Ministero della Transizione Ecologica, Marcello Capra; il Direttore Confindustria Puglia Vittoriano Colangiuli; il Programme Officer and Policy Officer dell’European Commission, Pietro De Bonis; il Direttore Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili ENEA Giorgio Graditi, il Presidente Acquedotto Pugliese Domenico Laforgia; infine Lorenzo Perego, Operations and Engineering manager di KSB.

 

Potrà sembrare strano o incredibile, ma le campagne elettorali che si sono svolte nell’antica Roma hanno delle peculiarità in parte assolutamente differenti da quelle odierne, in parte simili in riferimento alle tecniche per l’ottenimento delle preferenze. Il primo passo, certamente diverso  era l’iscrizione nella lista dei consules, i consoli, che poteva avvenire solo se l‘aspirante candidato era in possesso dei seguenti requisiti: a) essere cittadino romano regolarmente registrato nel census, un elenco dei cittadini e dei loro beni, in parte simile alla nostra anagrafe; b) avere compiuto 42 anni; c) avere ricoperto precedentemente il compito di quaestor (ruolo con competenze amministrative, supervisore finanziario), di aedilis (magistrato addetto alla cura delle strade, degli edifici, dei costumi alla sorveglianza dei mercanti ed altro) o di praetor (con funzioni giudiziarie nelle questioni civili); c) non avere altre cariche; d) non essere sottoposto ad alcun procedimento penale.

Per finanziare la campagna elettorale era necessario poter contare su almeno un milione di sesterzi, più o meno due milioni di euro. Per raccogliere questa cifra, il candidato faceva ricorso al patrimonio familiare agli amici e ad una clientela, nell’ambito della quale erano inclusi anche uomini d’affari che speravano, in cambio, di riceverne dei benefici. Per questi motivi, il candidato appartenente ad una famiglia ricca e potente era molto avvantaggiato ma rispetto a chi non aveva antenati consoli che potessero dar lustro alla sua candidatura.

In riferimento alla propaganda elettorale, molti particolari sono comuni ai tempi attuale. Il tutto iniziava con la petitio (richiesta), espletata mediante l’ambitus, un giro del candidato sia in città sia nelle zone rurali circostanti. Questa iniziativa aveva il fine di sollecitare i cittadini al voto ed era tanto più di successo, quanto più il candidato si rivelava attivo e presente tra la gente. Quindi, durante la campagna elettorale, era indispensabile mostrarsi il più possibile in pubblico, magari accompagnati da numerosi sostenitori e specialmente nel foro; inoltre, chi aspirava ad una carica cercava di arrivare anche prima dell’alba per occupare il posto migliore o mandava qualcuno di sua fiducia: a tale scopo, non era raro prendere in affitto una casa nelle vicinanze per tutto il tempo precedente le elezioni. L’azione più fondamentale che il candidato doveva fare in mezzo alla folla, era la prensatio, cioè la stratta di mano, con cui salutava i potenziali elettori, chiamanti anche ciascuno con il proprio nome grazie nomenclator, uno schiavo addetto proprio a questo compito. Durante gli incontri con i cittadini, il candidato menzionava i meriti passati, faceva promesse e non dimenticava i favori (banchetti, giochi, tutela di interessi privati, ecc.) che avrebbe fatto salendo alla carica desiderata. Nei confronti degli avversari non c’erano mezzi termini, anzi!  Era contemplato, addirittura usuale il ricorso ad accuse, anche insussistenti, spesso pesanti, in termini di lussuria, sperpero di denaro, ecc.. Come attualmente, nella propaganda a voce, fatta in giro per la città e nelle campagne, si affiancava quella scritta, con l’uso dei programmata, dei veri e propri manifesti dipinti sui muri dagli scriptores, professionisti del mestiere. Per preparare i programmata entravano in azione prima gli scalari, cioè i portatori di scale che consentivano ai dealbatores di stendere la calce sulla parete per preparare la superficie su cui gli scriptores dovevano poi dipingere l’annuncio elettorale; poiché i messaggi elettorali venivano stesi di notte, era indispensabile la presenza dei lanternarii, che avevano il compito di far luce agli scriptores coadiuvati a loro volta dagli adstantes, ovvero degli assistenti cui spettava il compito di portare secchi e pennelli e di fare contemporaneamente da palo contro eventuali malintenzionati. Poiché probabilmente non c’erano muri o superfici espressamente scelte, come succede invece oggi, è verosimile che i fabbricati posti sulle vie principali della città o lungo le strade di accesso ad essa fossero i preferiti. All’epoca, nemmeno le tombe erano rispettate dalla pubblicità scritta: difatti, su alcune epigrafi funerarie sono stati inviti a non utilizzarli per scopi elettorali, evocando l’insuccesso del candidato alle elezioni. A votazione terminata, era poi possibile trovare scritte con i risultati (soprattutto se favorevoli al candidato) vicino ai programmata.

Molti programmata elettorali sono stati trovati a Pompei, ancora scritti sulle mura degli edifici della città. Ogni gruppo di interesse aveva il suo candidato, che sosteneva con vari slogan, generalmente volti a metterne in luce le buone qualità e la serietà. Siccome questi messaggi non erano graffiti, ma testi tracciati col colore (il rosso o il nero), le scritte sulle pareti erano dette tituli picti, ovvero titoli dipinti. Sempre a Pompei, nella casa di Eumachia, è stato scoperto questo slogan elettorale: Cuspium Pansam ardilem aurifices universi rogant,  ovvero che “gli orefici sostengono Gaio Cuspio Pansa come magistrato”. Ancora un altro, Enium Sabinum aedilem pomari rogant, cioè Marco Enio Sabino è appoggiato dai venditori di frutta (pomari) di Pompei. In un terzo testo, è scritto Iulium Polybium aedilem oro vos faciatis. Panem bonum fert, vi prego di eleggere come edile Giulio Polibio: sa fare bene il pane.

In conclusione, almeno le strategie che attuavano nelle campagne elettorali per la conquista dei voti non sembrano essere cambiate poi di tanto nei millenni. Certamente gli antichi Romani erano sicuramente meno martellati di noi, in quanto non esistevano altri mezzi di comunicazione come la radio, la tv e quant’altro, ma una cosa è certa: se fossero esistite, sicuramente anche loro le avrebbero utilizzate.

Pasquale Montemurro già Professore Ordinario UNIBA

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"Per consentire ai nostri agricoltori di garantire a sicurezza alimentare dei cittadini europei, alla luce delle condizioni meteorologiche avverse e della siccità straordinaria degli ultimi mesi, la Commissione Ue deve intervenire con risposte forti". Così l'eurodeputato Paolo De Castro, è intervenuto alla Assemblea plenaria di Strasburgo.


"Dopo le conseguenze delle misure di contrasto al covid, devastanti per alcuni settori, e l’impennata dei prezzi delle materie prime conseguenti all’invasione russa - ha spiegato De Castro - le avversità climatiche e la prolungata siccità hanno messo in ginocchio l’intero comparto agroalimentare, soprattutto nelle regioni mediterranee".

"È il momento di risposte forti - ha aggiunto l'europarlamentare PD - perché i nostri agricoltori continuino a garantire, prima di tutto, la sicurezza alimentare ai cittadini e consumatori dell'Unione. Per questo, apprezziamo le deroghe ai requisiti della Politica agricola comune, volte a incrementare il nostro potenziale produttivo. Tuttavia, non capiamo come questa scelta della Commissione, possa conciliarsi con misure auto-lesioniste, come la proposta di regolamento sui fitofarmaci che, senza offrire alternative concrete all’uso della chimica, porterebbe a perdite fino a un quinto delle nostre produzioni".
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"L’Unione europea - ha concluso De Castro - deve mettere a disposizione dei nostri agricoltori tutti gli strumenti necessari per continuare a produrre cibo sufficiente, sostenibile e di qualità, anche di fronte alle estreme difficoltà che affrontano; non fissare obiettivi irrealizzabili, se non a spese di produttori e consumatori".

Dalle infezioni batteriche e virali, con particolare attenzione all’emergenza pandemica Covid-19, alle malattie neurologiche e cardiovascolari, dal cancro alle malattie rare, fino alla scoperta di nuovi medicinali grazie all’intelligenza artificiale. Sono queste solo alcune delle tematiche che saranno affrontate nel corso della XXVII edizione del congresso “National Meeting on Medicinal Chemistry” (NMMC27), il principale evento scientifico della comunità dei chimici farmaceutici italiani, accademici e industriali. L’evento si svolgerà a Bari, nell’Università degli Studi “Aldo Moro” dall’11 al 14 settembre 2022.

Un incontro con la stampa si terrà lunedì 12 settembre alle ore 11.00 nella saletta attigua alla sala “Aldo Moro” (Aula Magna) della Facoltà di Giurisprudenza, al piano terra, ingresso scala C, in piazza Cesare Battisti 1.

Il congresso di livello internazionale,  che riunirà esperti di spicco di varie discipline accademiche, torna a Bari dopo 28 anni, ed è questa volta congiunto con la XIV edizione dello “Young Medicinal Chemists’ Symposium” (NPCF14). La precedente edizione del 1994 fu organizzata dal compianto professor Vincenzo Tortorella, preside della Facoltà di Farmacia barese per lunghi anni (1975-2005) ed eminente studioso di chimica farmaceutica.

Hanno organizzato il congresso la Divisione di Chimica Farmaceutica della Società Chimica Italiana (DCF-SCI) in collaborazione con il Dipartimento di Farmacia-Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi Aldo Moro, sede del Comitato organizzatore locale. Il congresso ha ricevuto il patrocinio gratuito dell’Ordine interprovinciale dei Farmacisti di Bari e Barletta-Andria-Trani.

Il congresso si terrà nelle aule dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e “Vincenzo Starace”, a Palazzo Del Prete, in Piazza Cesare Battisti.

Cliccando sul sito web https://www.nmmc2022.com/ è possibile accedere al programma, con notizie relative ad argomenti, relatori, eventi culturali e organizzazione.

Circa 300 sono i delegati (oltre 10% stranieri; circa 30% di giovani under-35) di provenienza accademica (università, enti di ricerca) e industriale che parteciperanno al congresso. Dall’organizzazione e dagli sponsor saranno assegnate 43 borse di studio a giovani ricercatori.

 

Il congresso, con cinque relazioni plenarie e dieci keynote di eminenti scienziati europei, oltre che di circa cinquanta “comunicazioni orali” ed un’ampia sessione poster, affronterà argomenti di frontiera nell’ambito della ricerca e sviluppo dei farmaci nelle principali aree terapeutiche: dalle infezioni batteriche e virali, con particolare attenzione all’emergenza pandemica Covid-19, alle malattie neurologiche e cardiovascolari, al cancro e alle malattie rare. In cinque sessioni scientifiche saranno presentate le applicazioni alla drug discovery di tecniche di intelligenza artificiale e i recenti progressi nelle tecnologie chimiche e biofisiche sostenibili. Il meeting, svolto in presenza dopo due anni di attività a distanza, rappresenterà una preziosa opportunità per stabilire e rafforzare reti di collaborazione scientifica interdisciplinare, fattore chiave per affrontare con successo le sfide della scoperta di nuove terapie farmacologiche intelligenti.

Nell’ambito del congresso sono previste iniziative di networking e di public engagement. Si segnala, in particolare, la tavola rotonda aperta al pubblico (che si terrà il 12 settembre dalle ore 18.00 alle 19.00, in lingua italiana) sul tema “Malattia di Lafora: dalla ricerca di farmaci ai diritti dei pazienti. Per una stretta cooperazione tra ricerca e assistenza”, con la partecipazione di medici, farmacisti, altro personale sanitario, associazioni di pazienti e ricercatori.

Nel corso di questa edizione del congresso sarà conferita, ad uno studioso distintosi per il contributo alla crescita della comunità farmaceutica, la medaglia in memoria del professor Luigi Musajo, pugliese di origine (nato a Locorotondo) e professore di Chimica farmaceutica dell’Ateneo di Bari nel decennio 1932-1942, pioniere della moderna chimica farmaceutica. La Divisione di Chimica Farmaceutica premierà due ricercatori dell’accademia e dell’industria per l’eccellenza dei lavori scientifici e due tesi di dottorato di ricerca conseguito nell’anno 2021. Durante il congresso sarà ricordata la figura del professor Vincenzo Tortorella, fondatore e promotore della comunità scientifica farmaceutica italiana ed europea.

«Un riconoscimento di grande significato per il nostro Centro e per chi lavora ed ha lavorato negli anni passati per questo risultato, in un momento di rinnovato interesse per il comparto vivaistico forestale e per la realizzazione di nuovi boschi o la ricostituzione di quelli danneggiati e degradati, nel quadro delle linee operative individuate dalla Strategia per le risorse genetiche forestali per l’Europa e dalla Strategia Nazionale Forestale. Conservazione e uso sostenibile delle risorse genetiche forestali nazionali sono attività fondamentali per le foreste, alle quali siamo lieti di poter contribuire assieme ai diversi enti individuati dal decreto». Così Piermaria Corona, Direttore del Centro di ricerca Foreste e Legno del CREA, commenta la recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 141 del 18/06/2022, decreto interministeriale del 31/03/2022) individua nel CREA Foreste e Legno uno dei Centri nazionali per lo studio e la conservazione della biodiversità forestale.

Secondo il Decreto interministeriale del MITE e del Mipaaf, infatti, i centri nazionali dovranno occuparsi del monitoraggio del patrimonio genetico forestale nazionale e dello stato di salute degli ecosistemi forestali nonché della conservazione e del mantenimento della biodiversità autoctona, in un’ottica di valorizzazione del patrimonio boschivo nazionale, riconosciuto sempre più un’eccellenza a livello internazionale.

Il contributo del CREA. Presso le sedi del Centro Foreste e Legno di Arezzo, Casale Monferrato, Roma, Rende e Trento vengono da tempo svolte attività di raccolta e conservazione di germoplasma di numerose specie e provenienze arboree forestali, importanti per la salvaguardia e la tutela della biodiversità a livello nazionale ed internazionale. Per il solo salice e pioppo (generi Salix e Populus) sono conservate, ad esempio, circa 2400 accessioni, mentre per altre specie di interesse forestale il Centro ha realizzato diverse centinaia di parcelle tra collezioni di germoplasma, campi sperimentali comparativi di provenienze, discendenze e cloni.

Secondo il nuovo Decreto, il Centro dovrà assicurare e perseguire l'approvvigionamento e la conservazione sia di specie e provenienze forestali importanti per la salvaguardia della biodiversità di almeno una zona omogenea dal punto di vista ecologico  sia delle specie più rappresentative e di quelle endemiche degli ecosistemi forestali presenti, nonché la cura di specifiche attività di studio e modalità di conservazione del germoplasma forestale di importanza scientifica e di riferimento nazionale.

Il Consiglio di Amministrazione del Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino (DAJS), recentemente rinnovato nelle Assemblee parziali e generali, ha confermato all'unanimità ieri, venerdì 15 luglio, Pantaleo Piccinno nel ruolo di Presidente.

L’ingegnere e imprenditore agricolo guiderà anche per il prossimo triennio il Consiglio di amministrazione del DAJS che sarà composto da Stefano Minerva (presidente della Provincia di Lecce), Carlo Salvemini (sindaco di Lecce), Marco Pagano (in rappresentanza della Camera di Commercio di Brindisi) e dagli imprenditori Alessandro CandidoAlfonso CavalloGiuseppe CoppolaDonato TaurinoWalter Ingrosso.

Il Distretto Agroalimentare di qualità Jonico Salentino è una società consortile mista a maggioranza privata composta da circa 300 imprese delle tre province di Lecce, Brindisi e Taranto oltre ad enti territoriali quali Comuni, Province, Camere di commercio e Università pugliesi.

In questi anni abbiamo creato basi solide per avviare la rigenerazione agricola e ambientale del Salento colpito da Xylella fastidiosa - commenta il presidente Piccinno - i risultati in termini di risorse economiche raggiunte sono straordinari: circa 200 aziende finanziate e programmi di promozione e di ricerca che lasceranno il segno nel territorio salentino. Il Distretto si è ritagliato un ruolo di regista delle buone politiche di sviluppo sul territorio accompagnando, con le proprie competenze tecniche e progettuali, le imprese e le organizzazioni di rappresentanza e le istituzioni. Non da ultimo il grande successo ottenuto con il Centro di eccellenza sulla vitivinicoltura che si realizzerà a Campi Salentina con fondi del PNRR”.

Parte dunque una nuova fase, incalza Piccinno. “Il distretto consoliderà il suo ruolo sul territorio e costruirà nuove opportunità fornendo idee, visioni e progetti per la rigenerazione delle tre province salentine. La prima azione di governo sarà un adeguamento dello Statuto che consenta al DAJS una rappresentanza nei suoi organi sociali che sia vera espressione dell’accresciuto numero di aziende e dell’intero territorio. Siamo pronti a nuove sfide - conclude Piccinno - ed a fornire risposte sempre più celeri alle esigenze del Salento”.

 

Alle 18,25 del 30 settembre 2022, dalla nuova pista dell’aeroporto “Gino Lisa” di Foggia è decollato il primo volo di linea per Milano della compagnia Lumiwings.

“Il volo Foggia-Milano sembrava un sogno solo pochi anni fa, adesso è realtà”, ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano -  Una realtà che collega una delle più importanti città della Puglia e d’Italia con la capitale economica del paese. La Regione Puglia lo aveva detto e lo ha fatto”.

Tra i primi passeggeri a bordo anche il vicepresidente della Regione Puglia Raffaele Piemontese: “Prendo il primo volo Foggia-Milano con dentro lo zaino la speranza che le ambizioni di un territorio più vasto della provincia di Foggia si manifestino con tanta determinazione da diradare tutte le minacce e i punti di debolezza.
Questo è il primo giorno di un percorso che, come tutti i percorsi di impresa, comincia in un quadro di opportunità e minacce, punti di forza e di debolezza. La Regione Puglia ha fatto tutto quello che poteva fare e anche più per accrescere i punti di forza e valorizzare le opportunità di un aeroporto a servizio di territori e comunità che ambiscono a moltiplicare le proprie connessioni.
Di sicuro noi continueremo a fare la nostra parte”.

Per l’assessora regionale al Welfare Rosa Barone “quella di oggi è una giornata che la Capitanata non dimenticherà: ci sono voluti 11 anni per tornare a far “vivere” il cielo sopra Foggia. Una giornata importante per l’intera Puglia: da oggi tutta la nostra regione è più ricca. Ricca di opportunità, di possibili connessioni lavorative, di possibilità di viaggi e di scoperte. È una vittoria, in primis, di tutti i cittadini di questa splendida terra e poi della bella politica che si è spesa per questo risultato.

Ora tocca a noi. Torniamo a viaggiare e a guardare al futuro con maggiore ottimismo. Il futuro è qui”.

 

Inaugurata nei pressi della baia di Portoselvaggio una struttura per l’informazione e la promozione turistica e per servizi di soccorso, oltre che servizi igienici, per i turisti fruitori dell’area.

Sorge sul lato della spiaggetta che si “incontra” alla fine del vialone dell’ingresso di Torre Uluzzo), e realizzata grazie al finanziamento di circa 50 mila euro del Psr 2014/2020 (Azione 1, Intervento 1.3 “Centri per la Qualità”).

L’intervento, di fatto, sostanzia la strategia di sviluppo locale del Gal Terra d’Arneo all’interno del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Puglia. Si tratta, peraltro, di uno dei tre progetti finanziati dal Gal con 250 mila euro complessivi su altrettanti fronti cruciali per l’economia locale (gli altri due sono l’adeguamento del molo di Santa Caterina e l’allargamento della Vetrina del Gusto). A tagliare il nastro il presidente del Gal Terra d’Arneo Cosimo Durante, il sindaco Pippi Mellone e l’assessore al Turismo e alle Politiche Comunitarie Giuseppe Alemanno.

“Un presidio di questo tipo, in un’area tra le più belle e frequentate del Salento e della Puglia – ha detto Cosimo Durante – era assolutamente necessario. Accanto, ad esempio, al già collaudato sistema di mobilità interna e sostenibile nell’area parco che abbiamo utilizzato per raggiungere la baia. Il Gal è orgoglioso di contribuire allo sviluppo di un territorio molto vivace come quello neretino con tre finanziamenti che sono strategici per l’economia locale: turismo, pesca e valorizzazione dei prodotti locali”.

In dettaglio, sono stati installati tre moduli (superficie complessiva poco più di 56 metri quadri) con i servizi igienici, il punto informativo e di primo soccorso e un punto di promozione di prodotti locali confezionati. Ovviamente, funzionalità ed estetica di spazi e forme sono state armonizzate con il contesto paesaggistico e con una visione di sostenibilità ambientale. L’installazione è a carattere stagionale e i moduli sono strutturalmente autonomi e facilmente trasportabili. Il primo modulo è quello riservato al primo soccorso sanitario e all’assistenza sanitaria di base. Il secondo ospita i servizi igienici per uomini, donne e persone con disabilità. Il terzo modulo è un “hub” destinato a essere un punto di riferimento per l’accoglienza all’interno del parco. Vi trovano spazio una serie di contenuti e prodotti a carattere turistico-culturale finalizzati alla fruizione e conoscenza del parco e del territorio in generale. I servizi sono gestiti da Salento Open Tour e sono immediatamente attivi da oggi.

“Dal Gal Terra d’Arneo –ha aggiunto Pippi Mellone – passano sempre opportunità importanti e questi sono progetti con cui rilanciamo il nostro impegno sul centro storico, sulle marine e sul parco. Tre asset fondamentali in cui crediamo molto e su cui continueremo a investire nei prossimi anni. A Portoselvaggio, in particolare, diamo una risposta in termini di servizi ai bagnanti e a tutti coloro che frequentano il parco”.

“Mancava nella baia di Portoselvaggio – ha concluso Giuseppe Alemanno – un presidio per servizi di informazione, di soccorso e anche di promozione delle tipicità locali. Una struttura funzionale e nello stesso tempo pienamente rispettosa del contesto, visto che è stata posta molta attenzione all’estetica, ai materiali e agli spazi. Un modo per migliorare l’accoglienza turistica senza alterare gli equilibri sempre molto delicati del nostro parco”.

“Tutelare l’agricoltura per difendere il territorio” è l’ambizioso tema al centro del IV Congresso della Copagri Puglia, che si terrà martedì 4 ottobre, dalle ore 9:30 presso la Masseria Pietrasole di Bari, situata sulla Strada Scanzano 243, Complanare Ovest SS 100.

“La difesa del territorio, argomento che è sempre più spesso all’attenzione dei media e dell’opinione pubblica, anche e soprattutto in ragione delle nefaste conseguenze del dissesto idrogeologico e del consumo di suolo, è legata a doppio filo all’attività antropica svolta dagli agricoltori, che sono le vere e proprie sentinelle della terra, con un ruolo fondamentale e insostituibile anche per il contrasto allo spopolamento delle aree rurali e per la difesa della biodiversità”, spiega il presidente della Copagri Puglia Michele Palermo, la cui relazione aprirà i lavori congressuali a partire dalle ore 10:00.

Al Congresso, al quale porteranno il loro autorevole contributo i massimi vertici dei sindacati agricoli e delle associazioni datoriali regionali, interverranno inoltre, fra gli altri, l’assessore regionale all’agricoltura Donato Pentassuglia, il sindaco di Bari Antonio Decaro e il presidente della Copagri nazionale Franco Verrascina, che si confronteranno insieme ai numerosi delegati presenti sulle possibili strategie da mettere in atto per tutelare e promuovere il lavoro dei produttori agricoli pugliesi.

Proprio i frutti del grande lavoro dei produttori agricoli pugliesi saranno i protagonisti della “piazza Copagri” situata all’esterno dello spazio nel quale si terrà il Congresso, dove sarà presentata e offerta in degustazione un’ampia selezione dell’enogastronomia locale; tutti i presenti, infatti, potranno toccare con mano la grandissima varietà e l’elevata qualità delle produzioni agroalimentari della Puglia, dal vino all’olio, dai formaggi ai salumi, senza dimenticare l’ortofrutta e le tipicità culinarie più conosciute della Regione. Il programma completo dei lavori è consultabile cliccando qui.

Nell’ultimo decennio, nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite da vino sono stati inseriti 169 nuovi vitigni, di cui ben 112 autoctoni. Ciò sottolinea l’importanza che questi ultimi rivestono nel panorama viticolo italiano, sia per meglio valorizzare il legame “vitigno autoctono - paesaggio” che per differenziare l’offerta enologica e conservare la biodiversità, fondamentale nel contrastare l’erosione genetica per futuri programmi di miglioramento.

Il volume descrive 126 vitigni, originari di specifici territori di tutte le regioni italiane e a diffusione limitata, ovvero non superiore a 200 ettari di superficie coltivata, organizzati in schede di sintesi. Oltre alla caratterizzazione morfologica ed attitudinale, ciascuno di essi è accompagnato da informazioni storiche, nonché da una appropriata documentazione fotografica.

Anche se solo una parte dei vitigni autoctoni è per ora coltivata per produrre uva da vino, il libro vuole essere un primo, originale compendio sulle principali entità genetiche viticole a limitata diffusione ed impiego presenti in tutti i territori italiani, e rappresentare un compagno per eventuali viaggi verso la scoperta di vini diversi o anche unici dell’Italia intera.

Indice: Vitigni di: Piemonte - Valle d'Aosta - Liguria - Lombardia - Trentino - Alto Adige - Veneto - Friuli-Venezia Giulia - Emilia-Romagna - Toscana - Umbria - Marche - Lazio - Abruzzo - Molise - Campania - Puglia - Basilicata - Calabria - Sicilia - Sardegna.

I Edizione

€ 42,00 - Edagricole di New Business Media srl

ISBN: 978-88-506-5625-7

Pagine 308 - formato 23 x 26,5 cm

Tel. 051.65751 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.   -  www.edagricole.it

A CURA DI

Alberto Palliotti è professore di Viticoltura presso l’Università degli Studi di Perugia.

Oriana Silvestroni è professore di Viticoltura presso l’Università Politecnica delle Marche.

Stefano Poni è professore di Viticoltura presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.

 

 

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