Le gioie di Rosa" è il brand estivo che ha letteralmente spopolato nelle sfilate estive nel barese. Il merito è della stilista Rosa Di Berardino che con pazienza ed entusiasmo, si è avvicinata al on semplice terrno del fashion. Oggi Rosa Di Berardino che ha riscosso ampi consensi di critica e pubblico nel tarantino, a Modugno e nella provincia di Bari disegna abiti casual ed anche eleganti e per cerimonia. Non solo. Ma la barese firma con sapienza borse, gioielli ed articoli da regalo."Sono contenta di questi risultati che sinceramente non mi aspettavo. Devo dire grazie alla mia famiglia, al pubblico e chi mi ha aoutato nel tempo. Occorre molta dedizione associata alla sapienza e soprattutto accuratezza nella scelta delle materie prime e del design". Prossimamente la Di Berardino ha in programma partecipazioni non solo nella nostra regione, ma anche in Sicilia e in particolare nel messinese, Palermo ed Agrigento.
Anci Puglia e i sindaci pugliesi hanno preso parte alla 42ª Assemblea Anci svoltasi dal 12 al 14 novembre a BolognaFiere, in un’edizione da record: oltre 20mila presenze complessive, 5mila sindaci accreditati, 14 ministri, 90 relatori, 100 eventi paralleli, più di 200 giornalisti e la partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presente per il decimo anno consecutivo.
La delegazione pugliese – circa 200 tra sindaci, amministratori e funzionari comunali – ha animato lo stand regionale, trasformandolo in un luogo vivo di confronto, relazioni istituzionali e scambio di buone pratiche. Una presenza compatta che ha testimoniato ancora una volta la forza del “Sistema Puglia”.
Lo stand, messo a disposizione dalla Regione Puglia e condiviso con Anci Puglia e Autorità Idrica Pugliese, ha ospitato numerose attività: lo sportello informativo dell’AIP dedicato all’acqua pubblica e alla nuova gestione del Servizio Idrico Integrato; la valorizzazione delle buone pratiche dei Comuni pugliesi; la presentazione delle iniziative Anci Puglia 2025, con particolare attenzione a formazione e Servizio Civile Universale e lo spazio dedicato alle tre città pugliesi candidate a Capitale Italiana della Cultura 2028 – Galatina, Gravina in Puglia e Vieste. Immancabile il tradizionale momento conviviale con la degustazione di prodotti tipici, occasione di promozione del territorio e sostegno simbolico alla candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale UNESCO. Per la Regione Puglia presente il Responsabile Comunicazione Istituzionale Rocco De Franchi.
La giornata del 13 novembre ha visto una forte e qualificata presenza pugliese nelle sessioni tematiche e nella plenaria.
Nel panel “Diritto all’abitare, dovere di rigenerare”, il Sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna ha portato la propria esperienza di riqualificazione e ristrutturazione del patrimonio comunale. Nel dibattito “Un nuovo patto per la sicurezza urbana”, il Sindaco di Bari Vito Leccese ha evidenziato la necessità di un piano nazionale di sicurezza integrata, fondato sulla collaborazione tra istituzioni. Nel pomeriggio, all’evento “Dai piccoli Comuni alle grandi città: un piano per l’energia”, la Sindaca di Andria e Vicepresidente Anci Puglia Giovanna Bruno ha illustrato l’esperienza andriese della pianificazione energetica pluriennale, in un contesto di crescente povertà energetica. L’incontro è stato concluso dal Vicepresidente della Commissione Europea Raffaele Fitto, che ha annunciato la prossima presentazione della nuova Agenda europea per le città, sottolineando il ruolo decisivo dei Comuni nel PNRR, l’importanza di utilizzare efficacemente le risorse europee e il lavoro in corso su casa, coesione e aree interne.
La Presidente di Anci Puglia, Fiorenza Pascazio ha partecipato agli eventi dedicati al progetto Cap4City e alla gestione dei rifiuti urbani (CONAI), mentre il Vicepresidente vicario Michele Sperti ha rappresentato Anci Puglia all’incontro ANAC sulle buone pratiche amministrative e sul principio di integrità, nell’ambito della collaborazione consolidata con l’Autorità, promossa dal Segretario regionale Alfredo Mignozzi.
“Insieme per il bene comune” è stato il tema guida dell’Assemblea, che ha dedicato tre giorni a innovazione, sostenibilità, coesione sociale, PNRR, trasformazione della PA, welfare e sicurezza urbana, intrecciando la voce dei Comuni con quella delle istituzioni nazionali ed europee.
Le giornate di Bologna hanno confermato il ruolo centrale del “Sistema Puglia”, capace di contribuire con idee, competenze e responsabilità allo sviluppo dei territori.
Appuntamento alla prossima Assemblea ANCI nel 2026 a Verona.
Il Programma Regionale PR Puglia FESR–FSE+ 2021–2027 raggiunge il primo target ufficiale di spesa previsto a dicembre 2025.
La spesa pubblica complessivamente certificata ammonta a 485.542.911,53 euro, di cui 325.496.610 euro a valere sul FESR e 160.046.301 euro sul FSE+ (di cui 317.637.270 euro in quota UE complessiva).
“Il raggiungimento del target di spesa fissato per dicembre 2025 – sottolinea il presidente della Regione Michele Emiliano - rappresenta una conferma tangibile della solidità del nostro sistema regionale e della sua capacità di trasformare le risorse europee in interventi concreti per la collettività.
Il nostro è un cantiere sempre aperto: dal sostegno alla competitività delle imprese, agli investimenti strategici nell'economia verde, dal diritto allo studio agli interventi per il welfare e la sanità.
La conferma della nostra capacità di spesa è il risultato di una visione strategica che mette al centro l'innovazione, la competitività e l’inclusione sociale, consolidando la Puglia come un modello virtuoso nella gestione dei fondi comunitari a beneficio di cittadini, imprese e istituzioni locali”.
Sul versante della competitività e dell’innovazione – spiega Pasquale Orlando, dirigente della Programmazione unitaria - (Asse I, 153,19 milioni complessivi certificati), contribuiscono gli strumenti finanziari e gli interventi per l’accesso al credito e al capitale, le misure di sostegno alla creazione e sviluppo di nuove imprese, così come gli investimenti in ricerca e innovazione delle imprese. Contribuiscono alla certificazione anche gli investimenti nella trasformazione digitale della pubblica amministrazione e dei servizi regionali.
Per l’Economia verde (Asse II, 128,83 milioni complessivi certificati), particolare rilievo è dato dagli interventi del servizio idrico integrato, con specifico riferimento alla riduzione delle perdite di rete, alla qualificazione delle infrastrutture di approvvigionamento e al miglioramento di reti fognarie e della depurazione.
Nell’ambito del benessere e salute risultano certificate spese per il potenziamento delle infrastrutture sanitarie per un importo pari a 22,109 milioni di euro.
Per il Fondo sociale europeo FSE+, la spesa certificata riguarda il rafforzamento del diritto allo studio con particolare riferimento agli studenti universitari, così come le misure per i servizi educativi e di conciliazione, tra cui i buoni educativi rivolti ai bambini nella fascia di età 0–3 anni (Asse VI , 86.063 milioni certificati).
Nell’ambito del welfare (Asse VIII, 69,878 milioni complessivi certificati), la spesa riguarda alcune misure di welfare territoriale, tra cui i buoni servizio per minori, anziani e disabili volti a qualificare ulteriormente la rete dei servizi di prossimità rivolti alle fasce più fragili della popolazione pugliese”.
Il progetto DEMETRA prevede la realizzazione di due prototipi a basso costo, modulari e scalabili: una piattaforma industriale per la produzione su larga scala di alimenti freschi nelle cosiddette fattorie urbane (urban farm); una piattaforma per usi domestici, più compatta e destinata a mense, ristoranti, condomini, o RSA. Questo mini-impianto di comunità è pensato per fornire proteine animali e vegetali fresche e di qualità direttamente agli utenti e può essere utilizzato anche da ristoratori o agriturismi per promuovere una produzione a chilometro zero (from farm to fork). Entrambi i sistemi saranno realizzati su scala prototipale e dimostrativa (con un livello di maturità tecnologica TRL7) e saranno testati presso IRCI Spa, partner industriale specializzato in impianti idroponici e acquaponici. La versione domestica sarà una miniatura del modello industriale, con un numero ridotto di sottosistemi. Successivamente, le sperimentazioni proseguiranno nel sottosuolo della città di Napoli: il modello industriale sarà infatti installato in una cavità della Galleria Borbonica.
“Per la coltivazione stiamo pensando al peperoncino, una pianta semplice da gestire, resistente alle malattie e le cui fibre possono essere impiegate nella produzione di biopackaging alimentare che servirà al confezionamento e alla vendita degli alimenti prodotti nell’impianto”, spiega il referente ENEA del progetto Salvatore Dimatteo, ricercatore del Laboratorio di Bioeconomia circolare rigenerativa. “Per quanto riguarda la specie ittica - prosegue - l’attenzione è concentrata sull’anguilla come possibile candidato, per la sua elevata capacità di adattamento”.
Il progetto prevede l’adozione delle migliori pratiche di gestione per garantire il benessere delle specie animali, che sarà costantemente monitorato attraverso sensori IoT e tecnologie di controllo avanzate. Questi sistemi integreranno diverse funzioni chiave: allerta precoce sulla qualità dell’acqua, decisioni automatiche e intelligenti per la somministrazione di alimenti e nutrienti, previsione di malattie di pesci e piante, verifica della sicurezza alimentare e controllo e diagnosi a distanza.
L’impianto funzionerà secondo il principio della circolarità, a zero scarti, per cui le deiezioni dei pesci in allevamento diventeranno i nutrienti fondamentali per la crescita dei vegetali. In questo sistema, elementi come l’azoto e il fosforo, derivanti sia dalle escrezioni e deiezioni dei pesci sia dalla decomposizione del mangime non ingerito, saranno depurati grazie a un biofiltro in cui sono presenti colonie batteriche che avvieranno il processo di nitrificazione che porterà alla formazione di nitrati, poi assimilati dalle piante. I filtri e l’aerazione avranno l’ulteriore funzione di diminuire il più possibile la quantità di solidi sospesi, per mantenere una qualità accettabile dell’acqua ed evitare situazioni di scarsa ossigenazione.
Il sistema acquaponico sarà completamente autosostenibile grazie a un sistema di raccolta e stoccaggio delle acque piovane in grado di ridurre fino al 90% il consumo d’acqua rispetto all’agricoltura tradizionale; inoltre, non richiederà l’uso di sostanze chimiche come pesticidi o erbicidi, migliorando così la protezione dell’ambiente e la sicurezza alimentare.
Sul fronte energetico la piattaforma acquaponica del progetto DEMETRA impiegherà un sistema per la generazione e l’immagazzinamento di energia elettrica da fotovoltaico che servirà ad alimentare le forniture di acqua e aria e i sistemi di illuminazione, che saranno basso consumo energetico.
Il prototipo sarà dotato anche di un sistema di coltivazione di microalghe (Spirulina e Chlorella), che possono svolgere funzioni chiave all’interno di un sistema acquaponico, come il miglioramento della qualità dell’acqua. “Oltre alla coltivazione di microalghe, miriamo a integrare anche l’allevamento di insetti, come la tarma della farina, il Tenebrio molitor, per produrre farine proteiche da utilizzare nell’alimentazione dei pesci”, aggiunge Dimatteo.
Il progetto DEMETRA prevede anche la progettazione di una piccola bioraffineria per la produzione di composti bioattivi estratti dagli scarti di verdure, pesce, insetti e alghe. “Queste molecole potranno poi essere impiegate per creare nuovi alimenti funzionali adatti a contrastare ipercolesterolemia, tiroidismo e ipertensione”, conclude il ricercatore ENEA
È nei campi assolati della Puglia, regione ubicata nel Sud, dell’Italia, che inizia il viaggio di Granoro, uno dei principali produttori italiani di pasta 100% made in Puglia. Un viaggio fatto di passione, innovazione e attenzione alla sostenibilità, fin dalla nascita dell’azienda.
Dal 19 al 23 ottobre questa storia di eccellenza farà tappa al Salone Internazionale dell’Alimentazione (SIAL) di Parigi, una delle vetrine più importanti al mondo per il settore agroalimentare, dove Granoro si presenterà con le sue linee premium e biologiche. Nell’ambito di uno degli eventi più prestigiosi al mondo per i professionisti del food&beverage, il Pastificio sarà presente nella Hall 1 Pavilion E046 con un obiettivo chiaro: testimoniare il proprio impegno concreto verso un futuro più verde e tracciabile, attraverso i suoi prodotti.
Al centro di questa partecipazione c’è infatti la linea “Granoro Dedicato”, una pasta prodotta esclusivamente con grano 100% coltivato in Puglia, risultato di un progetto di filiera che mette al centro il territorio, i suoi agricoltori e le pratiche sostenibili che rispettano la terra.
Questa stretta collaborazione permette di garantire un prodotto di altissima qualità, tracciabile dal campo alla tavola grazie alla tecnologia blockchain e alla soluzione My Story™ di DNV. Inquadrando il QR code presente sulle confezioni di pasta, i consumatori possono immergersi nell'esplorazione di ogni fase della produzione e risalire a informazioni fondamentali, dalla geolocalizzazione del campo di provenienza, alla raccolta del grano. Un gesto semplice, come scansionare un codice, si trasforma in un viaggio che rivela l’origine del grano e la cura dietro ogni pacco di pasta.
La storia della Linea GranoroDedicato non racconta solo il gusto di una terra, ma anche il rispetto dell’ambiente da cui proviene.
Il profondo impegno di Granoro nel ridurre il proprio impatto ambientale si manifesta, quindi, attraverso scelte e azioni concrete. Tra queste, figura anche il packaging della linea “Dedicato” e Biologica, entrambe realizzate in carta riciclabile - Aticelca® 501 certificata FSC, proveniente da foreste gestite responsabilmente. Questa soluzione consente di ridurre l'uso della plastica del 35% per ogni confezione e diminuire le emissioni in atmosfera di CO2.
Accanto a “Dedicato”, Granoro presenterà con orgoglio anche la sua “Linea Bio”, realizzata con grano duro biologico coltivato in Italia. Questa linea non solo è emblema di una pasta di alta qualità, ma celebra anche la riscoperta di grani antichi, unendo storicità e innovazione per offrire un prodotto che tutela la biodiversità e le tradizioni agricole italiane. È un ritorno alle origini, ma con uno sguardo rivolto al futuro: una postura che è nel DNA dell’azienda orientata alla ricerca del meglio per costruire un domani virtuoso, partendo dall’eredità.
Il SIAL di Parigi è un palcoscenico internazionale a cui l’azienda partecipa dalle primissime edizioni. I mercati mondiali, infatti, riconoscono l’impegno di Granoro e rispondono con entusiasmo. Michele Dell’Aquila, export manager dell’azienda, esprime tutta la sua soddisfazione: «L'export ha registrato una crescita significativa nei primi otto mesi del 2024 con un incremento complessivo del 18% sui mercati esteri. Questo trend positivo coinvolge i nostri marchi principali, come i Classici, la Linea Dedicato, la Linea Biologica e il Gluten Free. Tutte hanno evidenziato ottime performance nell’ultimo anno, confermando l'interesse crescente degli amanti della pasta per prodotti di alta qualità e ottenuti nel rispetto della sostenibilità energetica e ambientale».
Partecipare al SIAL è da sempre per Granoro una tappa fondamentale del suo viaggio verso il consolidamento del suo ruolo di ambasciatore della qualità italiana e pugliese. Un momento per salutare i clienti a cui è legata da anni di grande collaborazione commerciale e incontrare nuovi clienti che giungono da ogni parte del mondo.
Un viaggio per raccontarsi e conquistare nuovi mercati e palati, con la stessa dedizione e amore verso il territorio che da sempre guidano e contraddistinguono l’azienda nelle sue scelte.
La Giunta ha attribuito un contributo economico straordinario di 230.000 euro all’Agenzia Territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti (AGER Puglia) per completare l’intervento urgente e straordinario di rimozione dei rifiuti nell’area di insediamento migranti sito presso la località Torretta Antonacci (Fg) al fine di rimuovere i rischi igienico sanitari che possono seriamente minare lasalute dei migranti ospitati e garantire il ripristino delle condizioni ambientali dei luoghi.
SICUREZZA DEL CITTADINO
La Giunta ha attribuito un contributo economico straordinario, per l’importo complessivo di 100.000 euro, in favore del Comune di Foggia, al fine di potenziare il presidio del territorio per la prevenzione e il contrasto della microcriminalità, attraverso la dotazione di sistemi tecnologicamente avanzati di videosorveglianza.
PAESAGGIO
La Giunta ha rilasciato il rilascio il provvedimento di Autorizzazione Paesaggistica per il progetto di completamento del sistema idrico integrato nei comuni di Porto Cesareo e Nardò (Le), che prevede interventi di completamento della rete fognaria a servizio dell’area urbana di località quali Torre Lapillo, Villaggio Boncore e Scala di Furno. Le opere in progetto prevedono in particolare la posa di circa 56 km di condotte, di otto impianti di sollevamento e di circa 1800 pozzetti.
SANITA’Approvato in Giunta l’accordo per proseguire le attività di screening per la diagnosi precoce del tumore al colon retto presso la rete delle farmacie convenzionate.
Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha emanato oggi 18 dicembre l’Ordinanza n. 586 avente ad oggetto “Misure collegate all’Adozione del Piano di emergenza per il superamento della crisi idrica 2025-2026 nel comparto potabile e alla Dichiarazione dello stato di emergenza regionale per rischio da deficit idrico”, le cui disposizioni avranno durata corrispondente allo Stato di emergenza regionale per rischio da deficit idrico, cioè fino al 29 ottobre 2026.
Con l’Ordinanza si dispone il divieto di utilizzare acqua destinata al consumo umano, erogata mediante impianto di acquedotto che riveste carattere di pubblico interesse, per usi impropri come l’innaffiamento di giardini e prati, il lavaggio di cortili, piazzali e similari, il riempimento di piscine, vasche. Il divieto si rende necessario per garantire la continuità del servizio idrico e la tutela delle utenze prioritarie.
Tenuto conto dell’innalzamento ad “elevato” del livello di severità idrica per il comparto potabile della Regione Puglia, come dichiarato nella seduta del 23 settembre 2025 dell’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici dell’Autorità di Bacino del Distretto dell’Appennino Meridionale, si concede deroga al limite di eccedenza per il prelievo di acqua destinata al consumo umano da tutte le opere di derivazione delle acque sotterranee, distribuite dagli acquedotti che rivestono pubblico interesse, elencate nell’Allegato 1 al DPGR n. 575/2023, classificate in priorità “P1 – indispensabili per l’approvvigionamento idrico ordinario”, ai sensi di quanto previsto dall’art. 20 comma 1 lettera k) della LR n. 7/2025, e si dispone che le Aziende Sanitarie Locali sottopongano a controlli tali opere per accertare che siano rispettati i parametri previsti dal D.lgs. n.18/2023 per le acque destinate al consumo umano. I controlli devono essere eseguiti nei punti di consegna delle acque fornite attraverso le reti di distribuzione gestite dal Soggetto gestore del Servizio Idrico Integrato-Acquedotto Pugliese spa.
Inoltre le Aziende Sanitarie Locali dovranno provvedere ad avviare una campagna di monitoraggio dei parametri previsti dal D.lgs. n. 18/2023 presso le opere di derivazione delle acque sotterranee destinate al consumo umano, distribuite dagli acquedotti che rivestono pubblico interesse, elencate nell’Allegato 1 al DPGR n. 575/2023, classificate in priorità “P2 – sanabili e non, ad uso occasionale emergenziale”, secondo l’ordine di priorità comunicato dal Soggetto gestore del Servizio Idrico Integrato-Acquedotto Pugliese spa. Gli esiti della campagna di monitoraggio dovranno essere trasmessi alla Regione Puglia, all’Autorità Idrica Pugliese e ad Acquedotto Pugliese S.p.A. Sulla base degli esiti della campagna di monitoraggio, poi, Autorità Idrica Pugliese e Acquedotto Pugliese S.p.A. provvederanno alla selezione delle opere di derivazione classificate in priorità P2, per le quali sarà formulata istanza di attivazione alla Regione Puglia.
L’Ordinanza, contingibile e urgente, è emanata in coerenza con il “Piano di emergenza per il superamento della crisi idrica 2025-2026 nel comparto potabile”, adottato con DGR n. 1584/2025, e in seguito al DPGR n. 545/2025 “Dichiarazione dello stato di emergenza regionale per rischio da deficit idrico”.
Via libera dalla Giunta regionale allo schema di accordo di collaborazione tra Regione Puglia e la Prefettura di Barletta Andria Trani finalizzato alla realizzazione di attività di interesse comune per la prevenzione dell’inquinamento da smembramento e abbandono di carcasse di veicoli rubati.
Tale fenomeno non solo determina una situazione di degrado collegata all’abbandono illecito delle carcasse delle auto rubate ma presenta spiccati profili di rilevanza ambientale, in quanto le sostanze che si sprigionano in seguito agli incendi che spesso interessano i resti delle vetture e quelle che, in ogni caso, possono fuoriuscire dai veicoli abbandonati, con il rischio di contaminazione del suolo, del sottosuolo e delle falde acquifere, e conseguenti danni per tutto l’ecosistema.
L’accordo, che prevede una durata di diciotto mesi, comporta l’implementazione di azioni di prevenzione e repressione del fenomeno tramite l’impiego di dispositivi di videosorveglianza. La Regione procederà all’affidamento, secondo le norme previste, del servizio di noleggio degli apparati necessari per un sistema integrato di videosorveglianza e lettura targhe.
Per l’assessora regionale all’Ambiente l’accordo rappresenta un unicum a livello regionale e nazionale, nonché un passo significativo nel contrasto a un fenomeno che unisce degrado ambientale e criminalità, con ricadute dirette sulla salute delle comunità. La piena sinergia tra istituzioni regionali, Prefettura, Forze dell’ordine e territori è un elemento imprescindibile per prevenire e reprimere questo fenomeno. L’attivazione di un sistema integrato di videosorveglianza e lettura targhe rafforza la capacità di monitoraggio e di intervento, consentendo un’azione coordinata e più efficace nel tutelare l’ambiente, preservare le risorse naturali e garantire la sicurezza dei cittadini. La collaborazione interistituzionale si conferma uno strumento essenziale di lavoro per contrastare un fenomeno criminale che minaccia il territorio e l’ecosistema, affermando il valore della legalità come condizione fondamentale per la protezione dell’ambiente e della salute umana.
Il noleggio delle apparecchiature, previsto per 12 mesi e prorogabile nei limiti della disponibilità finanziaria complessiva di 150.000 euro, comprende la fornitura, la gestione e la manutenzione dell’infrastruttura hardware necessaria ad accertare i reati legati all’abbandono delle carcasse d’auto.
Le attrezzature saranno successivamente trasferite in uso alla Prefettura di Barletta-Andria-Trani, che le renderà disponibili alle Forze di polizia indicate nell’accordo (Carabinieri, Questura e Guardia di finanza). Il sistema di videosorveglianza sarà integrato tra i diversi corpi di polizia, con immagini accessibili tramite collegamento alle rispettive sale operative.
Dalla comicità di Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo al flauto di Silvia Careddu, dal piano di Costanza Principe al “Rock ‘n Rock” delle Alter Echo, passando per le musiche di Gaia Gentile, del violinista Riccardo Zamuner e i Virtuosi di San Severo e tanto altro ancora.
Sono solo alcuni degli ospiti della stagione concertistica 2025/2026 dell’Orchestra da Camera “Note di Puglia”, che questa mattina, a Molfetta, ha annunciato il programma degli eventi dei prossimi mesi nell’auditorium Madonna della Rosa. Un percorso musicale che punta a distinguersi per qualità artistica, prestigio degli ospiti e attenzione alla valorizzazione del patrimonio musicale nazionale e internazionale.
«La presentazione della nuova stagione concertistica rappresenta per “Note di Puglia” un momento di profonda soddisfazione e di grande responsabilità – sottolinea Antonella Spagnoletti, presidente del sodalizio musicale -. Il riconoscimento ottenuto dal Ministero della Cultura come Centro di Produzione Musicale testimonia il valore del lavoro svolto in questi anni e la solidità di una visione che ha messo al centro la qualità artistica, l’impronta culturale del territorio e un modello organizzativo al femminile capace di affermarsi a livello nazionale. Questa stagione 2025/2026 nasce da un impegno corale, da una squadra che ha creduto nella possibilità di proporre a Molfetta e alla Puglia una programmazione di respiro internazionale. I nomi che compongono il cartellone, la varietà dei linguaggi musicali e la presenza di artisti di comprovata eccellenza testimoniano la volontà di crescere, aprirci, innovare, pur rimanendo fedeli alla nostra identità e alla nostra missione: promuovere l’arte musicale come motore di cultura, inclusione e sviluppo. Siamo orgogliose di presentare una stagione che incarna questi valori e che conferma Note di Puglia come un riferimento credibile, autorevole e necessario nel panorama musicale italiano».
Ad inaugurare, questa sera, la stagione sarà la direttrice artistica Anna Tifu, violinista di fama internazionale, con il suo Tango Quartet, formato da Massimiliano Pitocco (bandoneon), Romeo Scaccia (pianoforte) e Gianluigi Pennino (contrabbasso), con un omaggio al musicista argentino Astor Piazzolla, padre del Tango Nuevo.
«È con profonda emozione e orgoglio che presento la nuova stagione di Note di Puglia – è il commento di Anna Tifu -. La soddisfazione è doppia: da un lato la gioia di condividere con il pubblico una programmazione di altissimo livello, dall’altro il riconoscimento ufficiale da parte del Ministero della Cultura, che ha conferito a Note di Puglia lo status di Centro di Produzione Musicale. Titolo prestigioso che ci conferma come punto di riferimento nazionale e internazionale per la diffusione e la valorizzazione della musica. La stagione vedrà protagonisti nomi di fama mondiale, artisti che hanno calcato i palcoscenici più importanti e che porteranno in Puglia il respiro universale della grande musica. Sarà un viaggio attraverso generi e linguaggi diversi, con interpreti capaci di emozionare e rendere ogni concerto un’esperienza unica. Sono particolarmente felice di inaugurare questa stagione con il mio ensemble».
Protagonisti della stagione saranno, oltre agli artisti già citati, il violoncellista Enrico Dindo; Federico Bordignon e Alessandra Pizzi, per lo spettacolo teatrale “L’amico ritrovato” in occasione della Giornata della Memoria; il pianista Giuseppe Andaloro; il Cinquetto, gruppo musicale formato da cinque professori d'orchestra del teatro San Carlo di Napoli; il Coro Lirico “Città di Bitonto”; Quartetto Adorno; Grittani Ensemble, per la Giornata Internazionale del Jazz. Spazio anche alle produzioni classiche con l'orchestra da camera "Note di Puglia". Una stagione ricca e intenda organizzata dal direttivo del sodalizio artistico composto anche da Simonetta Noviello, Brigida Mattiace, Alessia Porcelli e Giorgia Noviello.
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Trenta responsabili della comunicazione dei fondi europei da 16 paesi dell’Unione sono stati oggi a Bari per un seminario tecnico ospitato e organizzato dalla Struttura speciale della Comunicazione istituzionale della Regione Puglia. L’introduzione alla giornata di studi è stata affidata ad Alexander Ferstl della Commissione europea, Rocco De Franchi, direttore della Struttura regionale speciale Comunicazione istituzionale e a Pasquale Orlando, responsabile della Struttura speciale regionale Autorità di gestione POR.
“L’incontro di oggi – ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – arriva dopo la notizia di ieri sui risultati della spesa dei fondi comunitari, che vede la Regione Puglia ai primi posti in Europa. E il risultato è stato confermato proprio da uno dei portali della comunicazione dei fondi europei, il Cohesion Data della Commissione europea. Ora sta a noi, sul territorio, comunicare bene le opportunità che arrivano da questi finanziamenti per la crescita di imprese ed enti locali e con benefici diretti per il welfare, l’istruzione e la formazione dei cittadini e dei lavoratori. Lavoriamo duramente per raggiungere questi obiettivi e i risultati si vedono e sono riconosciuti a livello europeo.”
“E’ stata una bellissima occasione per la nostra regione, un riconoscimento al lavoro di tutti e la possibilità di uno scambio proficuo di esperienze – ha aggiunto Rocco De Franchi -. Il fatto che sia stata scelta la Puglia per organizzare il seminario dà l’idea del buon lavoro fatto finora sia in tema di rapidità ed efficacia della spesa dei fondi europei che di comunicazione istituzionale. Un’occasione importante che porta finalmente la Puglia e Bari al centro dell’Europa.”
“La comunicazione è un aspetto molto importante delle politiche di coesione – ha affermato Pasquale Orlando-, perché tende a rendere visibile e concreto l’intervento dell’Ue e della Commissione europea su un tema particolarmente importante che è quello dello sviluppo dei territori e delle politiche di riduzione dei divari interni di sviluppo. La politica di coesione ha un ruolo importante oggi nel superare gli effetti negativi della pandemia e della guerra e nel favorire i processi di transizione ecologica, digitale ed energetica. La comunicazione rende visibile ai cittadini europei il ruolo e l’intervento dell’Unione europea per costruire un futuro migliore.”
Un team di ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche di Palermo, composto da studiosi dell’Istituto di biofisica (Cnr-Ibf) e dell’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica (Cnr-Irib), ha sviluppato una metodologia innovativa che potrebbe fornire un’alternativa immunoterapica nella cura delle allergie. Lo studio, pubblicato sulla rivista ACS Omega, descrive una metodologia che permette di sfruttare le nanoparticelle estratte da microalghe come vettore di trasporto cellulare per un allergene della Parietaria judaica, una pianta molto diffusa anche in Europa, che ha un’incidenza importante nelle allergie ai pollini.
La ricerca in vitro ha consentito di mimetizzare l’allergene all’interno delle vescicole extracellulari, allo scopo di fornire un’alternativa immunoterapica nella cura delle allergie. Queste vescicole, anche dette nanoalgosomi, sono particelle derivate da cellule conosciute anche per la loro capacità di veicolare materiali biologici. “I nanoalgosomi, non tossici per il nostro organismo, provengono da ceppi di microalghe prelevate in ambiente marino, che sono poi state mantenute in coltura nel laboratorio, in un ambiente protetto. Per la biotecnologia di caricamento dell’allergene abbiamo utilizzato la tecnica dell’estrusione, un metodo attraverso il quale vengono generate deformazioni meccaniche che non compromettono l’integrità delle vescicole”, spiega Mauro Manno, ricercatore del Cnr-Ibf e coordinatore dello studio, al quale hanno partecipato anche Antonella Bongiovanni e Paolo Colombo, responsabili dei laboratori del Cnr-Irib coinvolti nella ricerca.
Questo settore dell’immunoterapia, che prevede la somministrazione di un vaccino antiallergico, impone alti standard di sicurezza, poiché i pazienti allergici al principio attivo utilizzato possono manifestare reazioni dovute alla presenza di anticorpi. “Siamo riusciti a nascondere l’allergene all’interno delle vescicole, rendendolo di fatto invisibile fino al momento del rilascio, per un trasporto controllato e senza effetti collaterali: l’invisibilità è la condizione necessaria per scongiurare la reazione allergica e consentire agli allergeni di andare a stimolare la tolleranza immunitaria nell’organismo. Quest’ultimo aspetto sarà oggetto di una fase successiva del nostro studio”, conclude Manno.
La prospettiva di mimetizzare un allergene in ambito clinico, oltre a fornire l’opportunità di migliorare la sicurezza delle formulazioni terapeutiche in immunoterapia, potrà vedere uno sviluppo applicativo anche in altri settori come quello nutraceutico o cosmetico.
La Giunta regionale della Puglia ha approvato lo schema di Accordo tra la Regione Puglia e il Comando Regione Carabinieri Forestale “Puglia”, volto a rafforzare la sorveglianza, la prevenzione e la tutela ambientale all’interno delle aree naturali protette regionali.
L’intesa, che avrà validità per il biennio 2025-2026, prevede un contributo complessivo regionale di 350.000 euro destinato al Comando dei Carabinieri Forestali, per sostenere le attività operative di controllo, monitoraggio e valorizzazione delle aree protette e della Rete Natura 2000.
Attraverso questa collaborazione, la Regione Puglia intende potenziare le azioni di prevenzione degli incendi boschivi, la vigilanza sul rispetto delle norme di tutela ambientale e la salvaguardia della fauna selvatica, garantendo un presidio capillare su tutto il territorio.
L’accordo prevede anche iniziative congiunte di educazione e sensibilizzazione ambientale, volte a promuovere una maggiore consapevolezza tra i cittadini sulla necessità di preservare il patrimonio naturale regionale.
Per l’assessora all’Ambiente della Regione Puglia questo accordo consolida una collaborazione strategica con i Carabinieri Forestali, che da sempre garantiscono un presidio essenziale per la tutela dell’ambiente e del patrimonio naturale della Puglia. L’intesa rafforza la capacità della Regione di agire in modo coordinato per la conservazione delle aree protette e la prevenzione dei rischi ambientali, unendo competenze, risorse e impegno a servizio della collettività. Si tratta di un passo importante nella direzione di una gestione responsabile e integrata del territorio, in linea con gli obiettivi di sostenibilità e tutela della biodiversità che la Regione Puglia persegue con continuità.
La cooperazione tra Regione e Comando Forestale rappresenta un modello di collaborazione interistituzionale, finalizzato a un controllo più efficace del territorio e alla gestione sostenibile delle risorse naturali, nell’ottica della prevenzione dei rischi ambientali e del mantenimento della biodiversità.
Alla fine dello scorso mese di luglio c’è stato un evento a Noicattaro, in provincia di Bari, denominato “Regina di Puglia” che ha visto coinvolti i territori dei comuni di Noicattaro, Rutigliano, Turi, Mola di Bari, Castellaneta, Grottaglie, Aldelfia e Casamassima, che sono i maggiori produttori di uva da tavola e che ha portato i sindaci a sottoscrivere un protocollo di collaborazione.
La firma dell’intesa è avvenuta nell’ambito del convegno ”Uva da Tavola: una eccellenza tra tradizione e innovazione” che ha visto la partecipazione anche dell’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Donato Pentassuglia che ha definito l’iniziativa un “Progetto Culturale” perché, ha detto, “ho visto un'attenzione a legare la produzione al territorio ed i sindaci hanno tutta la volontà di mettersi insieme a promuovere i loro territori che producono l’uva da tavola. Inoltre, ha continuato Pentassuglia, oggi abbiamo le prime gemme e le prime lavorazioni di uve apirene pugliesi che sono frutto dell'investimento di privati ma anche di risorse pubbliche che il CREA e il CNR hanno messo a disposizione e stiamo lavorando in una fase diciamo abbastanza silenziosa ma tranquilla dove gli operatori sono diventati davvero protagonisti di questa evoluzione culturale”.
“L'anno prossimo, ha sottolineato l’Assessore, saremo al MacFrut come Regione Puglia con una produzione dove siamo i primi e porteremo questo tipo di risultato alla ribalta internazionale e non solo lì. Uva da tavola, piano agrumicolo e piano olivicolo: al MacFrut porteremo le nuove produzioni, le nuove cultivar, i nuovi sistemi d'impianto per l’agricoltura di precisione: cioè per me è questo l'avanzamento culturale, non piangersi addosso e determinare una riconversione graduale pur nel rispetto delle specificità e nel rischio d'impresa”.
Un paese dove solo nel 2024 si è “giocato” più di 157 miliardi di euro con almeno 18 milioni di italiani che nell’ultimo anno hanno “tentato la fortuna” nell’azzardo, con la speranza di cambiare la vita tra videopoker, slot-machine, gratta e vinci, sale bingo. E dove i giocatori patologici sono 1 milione e 500 mila (3% della popolazione maggiorenne) e un milione e 400 mila quelli a rischio moderato 1 milione e 400 mila (2,8%). In tutto, quindi, 2 milioni e 900 mila persone. E quando il gioco si fa duro, le mafie iniziano a giocare e a vincere. Analizzando le relazioni della Direzione Nazionale Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia, pubblicate tra il 2010 e il 2024, risultano 147 clan censiti che hanno operato in attività di business sia illegali che legali, con il coinvolgimento di 25 Procure Antimafia. La fotografia che emerge mostra come gli interessi della criminalità organizzata riguarda in modo diffuso l’intero territorio nazionale. Sono infatti 16 le regioni coinvolte da inchieste sull’azzardo che hanno visto la presenza di clan mafiosi. Benvenuti ad Azzardomafie, il dossier di Libera, curato da Toni Mira, Maria Josè Fava, Gianpiero Cioffredi e Peppe Ruggiero, una fotografia con numeri, storie e affari del Paese tra gioco legale e gioco criminale.
“Il dossier - commenta Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera- ci restituisce l’immagine di un Paese in bilico: da un lato, la voglia di riscatto sociale e di un benessere per molti irraggiungibile; dall’altro, un meccanismo che, legale o illegale che sia, continua a speculare sulla vita delle persone. Si dimentica che dietro ogni slot, dietro ogni casella argentata del gratta-e-vinci o piattaforma online, ci sono esseri umani in difficoltà. Ci sono adolescenti che scommettono di nascosto, anziani che si giocano la pensione, famiglie che si sfaldano nel silenzio. Dobbiamo smascherare l’inganno. Perché in fondo il gioco d’azzardo — qualunque forma assuma — rischia di essere sempre e comunque un grande imbroglio ai danni dei cittadini. La politica parla di regolamentazione, ma troppo spesso resta prigioniera della logica del profitto “
Ad Azzardomafie i clan fanno il loro gioco. Sale Bingo, scommesse clandestine, videopoker, slot machine. Il mondo del gioco d’azzardo non attira solo l’interesse della criminalità organizzata: è un vero e proprio affare. Una delle voci più remunerative del bilancio mafioso. Una “grande roulette” dove si ricicla denaro derivante da altri traffici; si impongono beni e servizi (per esempio le slot machine) agli esercenti dei locali; si estorce denaro ai giocatori fortunati o lo si presta a usura a quelli sfortunati; si truffa lo Stato manomettendo gli apparecchi di gioco o semplicemente si investe con società formalmente legali. E i numeri parlano chiaro per la Puglia: analizzando le relazioni della Direzione Nazionale Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia, pubblicate tra il 2010 e il 2024, risultano 22 clan censiti che hanno operato in attività di business sia illegali che legali, quinta regione d’Italia. Al “tavolo verde” vincono i soliti noti, dagli appartenenti ai clan della mafia barese a quelli della mafia foggiana. Del resto con l’azzardo gli “affari” sono altamente remunerativi. La conferma arriva dai dati forniti dal Generale della Guardia di Finanza, Nicola Altiero, vicedirettore operativo della Dia: “un euro investito dalle mafie nel narcotraffico produce profitti per 6-7 euro, uno investito nell’azzardo 8-9, con molti meno rischi”. Emblematica una intercettazione presente nell’ordinanza dell’operazione Galassia, avviata nel 2018 e coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, che ha integrato diversi procedimenti condotti dalle Procure di Reggio Calabria, Bari e Catania, un vero e proprio «compendio investigativo» sulla struttura e le funzioni di un network criminale composto da tutte le matrici mafiose italiane: dalla ‘ndrangheta alla camorra, da cosa nostra alla criminalità organizzata pugliese. La Puglia era presente con la storica famiglia dei Martiradonna, componente a sua volta del clan Capriati di Bari, Nell’intercettazione riportata nell’ordinanza di custodia cautelare Galassia, emerge una conversazione tra l’imprenditore Martiradonna e il boss Giuseppe Capriati. L’imprenditore espone la sua visione su come poter sfruttare questo business, arrivando persino a criticare quella che definisce la visione “antica” del boss. Martiradonna dice: “Io cerco i nuovi adepti nelle migliori università mondiali, tu vai ancora alla ricerca di quattro scemi in mezzo alla strada che vanno a fare così ‘bam, bam!’. Io cerco quelli che fanno così ‘pin, pin!’, che cliccano, quelli che cliccano e movimentano denaro: è tutta questione di indice e di competenze tecniche. E in Puglia che si registra la prima vittima innocente delle azzardomafie. Dieci anni fa, esattamente il 5 marzo 2015, una bomba con un chilo di tritolo, “pari a 20 granate da guerra” la definirono i magistrati della Dda di Bari, viene fatta esplodere davanti alla vetrata della sala giochi Green Table ad Altamura. Il locale è affollato, soprattutto da giovani che stanno guardando una partita in tv. E gli effetti sono gravissimi, davvero una strage. Vengono feriti otto ragazzi. Il più grave è Domenico Martimucci, 26 anni, Domi per gli amici, soprannominato “piccolo Zidane” per la sua bravura al calcio. Domi rimane in coma cinque mesi ma il 1° agosto muore dopo un’interminabile agonia. Intanto il 20 giugno i carabinieri avevano arrestato quattro esponenti del clan D’Ambrosio, compreso il boss Mario D’Ambrosio. L’impeccabile lavoro dei militari coordinati dai bravissimi e motivati pm della Dda, Giuseppe Gatti e Sergio Nitti, fa emergere in poco tempo che Domi è stato ucciso da chi fa affari sull’azzardo. Ucciso da una bomba nella guerra per il mercato delle slot, ma anche per creare terrore.
Complessivamente, al 2024, secondo i dati dell’Agenzia Nazionale dei beni sequestrati e confiscati (ANBSC), tra le 125 aziende confiscate alle mafie appartenenti al settore “Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento”, più della metà – 70 – riguardano sale gioco e scommesse. In Puglia sono sei le sale gioco confiscate. Nel periodo 2023-2025 sono state emesse 15 interdittive antimafia da sei prefetture del Nord, Centro e Sud, tra cui quella di Foggia (10 nel 2023, 2 nel 2024, 3 nel 2025). Altre 7 sono state confermate dai Tar e dal Consiglio di Stato, che hanno respinto i ricorsi dei titolari del le aziende colpite dai provvedimenti. Tre volte il Tar della Puglia hanno dato ragione alle Prefetture con questa motivazione “Il settore del gioco e alle scommesse illegali, sulla base delle plurime fonti giudiziarie indicate nell’interdittiva, costituisce da sempre un settore di elezione per la criminalità mafiosa, essendo una notevole fonte di approvvigionamento delle organizza zioni criminali”
Il mondo dell’azzardo. Il grande affare del gioco d’azzardo non si ferma né rallenta. Si continua a giocare tanto, ci si indebita con ripercussioni sociali, economiche e sanitarie. A confermarlo sono i dati ufficiali del Ministero dell’Economia, che mostrano una crescita costante e impressionante destinata a proseguire anche nel 2025. In Puglia si spende per il gioco d’ azzardo una cifra pari a 11 miliardi e 844 milioni (4 miliardi e 289 milioni di giocato fisico e 7 miliardi e 555 milioni di giocato online), la Puglia con 3.057 euro. In media in Puglia si spende 3.057 euro per abitante anno bambini compresi (va ricordato che l’azzardo è vietato fino a 18 anni). A Bari complessivamente si gioca per tentare la fortuna una cifra pari 1.077.058.126 euro, seguita da Taranto con 707.556.039 euro, Foggia con 411.821.938 euro, Lecce con 407.019.219 euro. Chiudono Brindisi con 279.241.692 euro e Barletta con 250.464.416 euro.
Come Libera abbiamo analizzato le leggi regionali in vigore a luglio 2025, esaminando per ciascuna Regione una serie di elementi chiave. A ogni voce, abbiamo assegnato una valutazione sulla base della sua efficacia nel contrastare il gioco d’azzardo patologico e a ciascun elemento abbiamo attribuito un giudizio sintetico per rendere facilmente comprensibile il livello di efficacia della misura adottata individuando il verde come misura efficace, da sostenere e rafforzare. La legge regionale 43 del 2013 con modifiche e integrazioni della legge 21 del 2019, colloca la Puglia al terzo posto tra le regioni italiane per la regolamentazione del gioco d’azzardo. La normativa regionale ha ottenuto sei “semafori verdi” grazie a misure significative come: l’introduzione di un marchio “No Slot” per i locali che scelgono di non installare apparecchi da gioco; la previsione di incentivi per i gestori che decidono di non avere gli apparecchi nel proprio locale, l’obbligo di formazione per i gestori; la previsione di fondi per la prevenzione. Nonostante questi passi avanti, la normativa presenta ancora alcune lacune che riteniamo rilevanti. In particolare: la necessità di estendere la validità delle norme anche alle nuove licenze; aumentare l’elenco dei luoghi sensibili; portare per qualsiasi comune, aldilà del numero di abitanti, la distanza minima dai luoghi sensibile a 500 metri.
“Eppure, lo Stato- conclude Luigi Ciotti- sembra guardare altrove: ai proventi che incassa grazie alle tasse sul gioco. Soldi che solo in minima parte vengono reinvestiti in percorsi di prevenzione terapia e reinserimento per le vittime di questa dipendenza silenziosa e sottovalutata. C’è una grave contraddizione etica in tutto questo. Occorrono politiche che mettano al centro la salute della gente, non il guadagno delle aziende o dell’erario! Chiunque tragga profitto dall’azzardo, sia gli attori privati che il settore pubblico, ha una responsabilità morale nel limitarne gli effetti nocivi. Serve più prevenzione nelle scuole, servono spazi di sostegno psicologico nei territori, forma zione per gli operatori. Serve soprattutto un cambio di sguardo: considerare il giocatore non come un colpevole, ma come la vittima di un sistema che alimenta certe fragilità per ricavarne un tornaconto economico.”
Le proposte di Libera. Davanti a questo scenario, la risposta del lo Stato continua a essere deficitaria. Anno dopo anno la legislazione resta frammenta ria, incoerente, asimmetrica e ambivalente, lasciando il comparto confuso e rendendo più sfumato il confine tra legale e illegale. Le norme contenute nella legge di Bilancio 2025 sul gioco d’azzardo ignorano i danni sociali, sanitari ed economici legati al settore. Si continua ad ampliare l’offerta di giochi e a ridurre gli strumenti di prevenzione e cura, generando un ulteriore squilibrio che, di fatto, favorisce le mafie. Per stabilire un nuovo equilibrio serve un intervento articolato che consenta di: Mantenere uno spazio di autonomia degli Enti locali, per regolamentare in modo più restrittivo l’azzardo, sulla base di esigenze ed emergenze territoriali; Impedire realmente ogni tipo di pubblicità del gioco d’azzardo; Evitare la compartecipazione alle Regioni e agli Enti locali del 5% del gettito delle slot e delle videolottery; Ricostituire l’Osservatorio per il contra sto alla diffusione del gioco d’azzardo e al fenomeno della dipendenza grave presso il Ministero della Salute; Non aumentare l’offerta di giochi da parte dello Stato, neanche giustificandola con il bisogno di raccogliere fondi per emergenze o calamità naturali; Aumentare la rete di controlli tra concessionari, gestori, produttori ed esercenti; Non prorogare le concessioni e rimetterle, seppur con estremo ritardo, nuovamente a bando
Il patrimonio culturale e naturalistico della Puglia diventa sempre più fruibile e al passo con la tecnologia. Il 29 giugno a Bari alla Casa delle Arti Kursaal Santalucia, ore 15, la Regione Puglia presenta la piattaforma innovativa DueMari Virtual Tour, che permetterà di scoprire e visitare il territorio con dei virtual tour immersivi.
Merito del Progetto DueMari - Next Generation Tourism Development, finanziato dal Programma Interreg IPA CBC Italia-Albania-Montenegro di cui Regione Puglia - Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio e InnovaPuglia, la società in house per lo sviluppo dell’ICT della Regione, sono promotori, insieme a partner molisani, albanesi e montenegrini.
L’obiettivo è valorizzare punti di interesse turistico e culturale fornendo agli operatori strumenti digitali innovativi. Un attento lavoro di mappatura del territorio, dal Gargano al Salento, sulle coste e nelle aree interne, di raccolta dati storici, fotografici, che ad oggi conta 150 luoghi pilota, fra beni simbolo della Puglia e siti Unesco ma anche piccoli borghi e realtà minori lontane dai grandi flussi turistici, che continuerà a crescere e ad essere implementato.
In particolare, InnovaPuglia ha progettato e realizzato una nuova struttura tecnologica in grado di accogliere ed organizzare i virtual tour in itinerari tematici virtuali, non solo interni ai territori dei partner ma anche transfrontalieri. Inoltre la piattaforma garantisce un’elevata interoperabilità: tutti i tour realizzati saranno integrati all'interno dell'Ecosistema Digitale Turismo Cultura della Regione Puglia.
Il Progetto DueMari ha interessato anche la formazione di operatori turistici e culturali, tra febbraio e marzo scorsi si sono tenuti dei workshop di storytelling digitale, organizzati con il supporto di Tecnopolis PST a Mesagne, Trani e Bari, e rivolti ad acquisire nozioni teoriche e strumenti pratici utili a dialogare con il proprio target, trasferendo il valore di storie, tradizioni, cultura e vita sociale di una destinazione turistico-culturale.
Questo evento costituisce la tappa finale del #DueMariTour, un ciclo di sei incontri territoriali per la restituzione dei risultati di progetto, nei quali il Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio ha mostrato le funzionalità della piattaforma e le potenzialità offerte agli stakeholders pubblici e privati.
I Virtual Tour sono uno strumento di promozione territoriale che Regione Puglia utilizzerà sui propri canali istituzionali e metterà a disposizione di operatori pubblici e privati, per rendere sempre più visibile e attrattivo il patrimonio regionale, 365 giorni l’anno.
Nonostante il Climate Risk Index, calcolato e diffuso dall’organizzazione Germanwatch e che determina l’esposizione dei vari Paesi agli eventi meteorologici estremi sulla base dei dati del più recente trentennio, ponga l’Italia al sedicesimo posto, seconda in Europa dietro la Francia (dodicesima), l’analisi di alcuni indicatori ci pongono come il Paese più esposto del Vecchio Continente.
Lo studio è dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, che segnala come sulle quattro posizioni, che ci separano dai cugini d’Oltralpe, ad incidere principalmente sia il numero di persone coinvolte in disastri naturali (Francia 50°, Italia 122°), ma gli eventi, che hanno colpito il nostro territorio siano più letali a causa della densità abitativa (il territorio francese ha una superficie superiore del 124% a quella italiana, ma gli abitanti sono solo il 14% in più) e della morfologia lungo la Penisola, estremamente più complessa, avendo l’Italia solo il 23% di pianura contro l’oltre 60% aldilà delle Alpi: così, quando un evento estremo si abbatte su una zona montana del nostro Paese, dove la manutenzione è peraltro sempre minore, gli effetti nefasti si ripercuotono inevitabilmente anche a valle, dove si concentra la maggior parte della popolazione e delle attività.
Proseguendo con le cifre, secondo ESWD (European Severe Weather Database), gli eventi meteorologici anomali (grandine grossa, piogge intense, tornado), che ripetutamente si registrano lungo la Penisola, hanno colpito negli scorsi 12 mesi ben 2248 località italiane; la siccità (severa-estrema), invece, ha pesantemente interessato circa 1 milione e mezzo di abitanti nei recenti 24 mesi dopo che nel biennio precedente (2021-2023), ai tempi della “grande sete” del Nord, aveva coinvolto quasi 4 milioni e mezzo di persone (fonte: elaborazione ANBI su dati CNR).
“Di fronte a questi dati possiamo affermare che l’Italia è la nazione europea, che più paga per gli effetti disastrosi della crisi climatica sia per la posizione geografica nel mar Mediterraneo, sia per la morfologia complessa del territorio, ma anche per il progressivo abbandono delle aree in altitudine e l’eccessiva antropizzazione delle zone di pianura, accompagnata da un’inarrestabile cementificazione del suolo” commenta Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI.
Emblematici sono gli attualissimi esempi di Basilicata e Puglia, che da due anni stanno combattendo una battaglia impari contro gli stravolgimenti climatici.
La Basilicata, conosciuta come una terra ricca d’acqua, sta ormai esaurendo le scorte idriche:negli invasi lucani rimangono solamente 84 milioni di metri cubi d’acqua di risorsa, quando il solo bacino di monte Cotugno sarebbe autorizzato a trattenerne ben 273 milioni. Tale crisi idrica ha costretto, così com’era già accaduto lo scorso anno con il prosciugamento dell’invaso di Camastra, il gestore del servizio idrico integrato (Acquedotto Lucano) ad effettuare turnazioni, riduzione di pressione e sospensione dell’ erogazione d’acqua potabile nelle ore notturne (anche fino a 12 ore), in oltre 20 comuni del Potentino (San Martino d’Agri, Sant’Arcangelo, Spinoso, Montemurro, Brindisi Montagna, Tramutola, San Fele, Viggiano, Grumento Nova, Atella, Pignola, Potenza, Fardella, Rionero in Vulture, Rapolla, Acerenza, Castelgrande, Melfi, Forenza, Ruvo del Monte, Filiano, Lagonegro, Brienza, Venosa cui aggiungere Pisticci, nel Materano), interessando circa 100.000 abitanti, cioè il 30% della popolazione potentina. E’ la peggiore crisi idrica in Basilicata ed è strettamente legata alla scarsità di pioggia (non come lo scorso anno quando le difficoltà erano imputabili anche alla mancanza di connessioni con gli altri sistemi idrici del bacino di Camastra).
Anche la Puglia, che nel fine settimana è stata interessata da piogge localmente molto intense soprattutto sul Barese, non riesce ad intravedere la luce in fondo al tunnel dell’emergenza idricacon il rischio, anche qui, che presto a pagare le conseguenze di tale situazione possa essere anche la popolazione, vedendo razionata l’acqua dai rubinetti dopo che un prezzo altissimo è già stato pagato dagli agricoltori, che hanno dovuto rinunciare per carenza idrica alle colture più redditizie. L’invaso di Occhito, il principale di questo territorio, ormai contiene solamente quello, che tecnicamente viene definito “volume morto” (attualmente ci sono 40,67 milioni di metri cubi ed il “volume morto” è fissato a mln. mc. 40), nonostante l’acqua del bacino, già quasi prosciugato nel 2024, sia stata per tutto l’anno riservata al solo uso civile.
In Sardegna, i bacini trattengono solo il 37% dell’acqua invasabile ed il deficit sul 2024 è di ben 54 milioni di metri cubi: è il dato peggiore da almeno 15 anni. A Nord-Ovest, nella Nurra, mancano all’appello oltre 100 milioni di metri cubi d’acqua e quella, che rimane costituisce appena il 5,88% dei volumi autorizzati. E’ crisi anche nell’Alto Cixerri (gli invasi contengono complessivamente solo il 7,27% della capacità) e nel sistema idrico di Posada (la diga Maccheronis trattiene soltanto il 7,85% della risorsa possibile). Positivo è invece il bilancio idrico nell’Ogliastra (invasi al 76,59%) e nell’Alto Taloro ( 61,69%).
Nel Centro Italia, in Abruzzo i livelli idrometrici dei fiumi sono in calo: Il Pescara registra un’altezza idrometrica, inferiore di cm. 10 rispetto allo scorso anno e di cm. 20 rispetto al 2023.
Nel Lazio, la prolungata stabilità atmosferica non favorisce una ripresa dei livelli idrometrici nei laghi naturali, che continuano ad abbassarsi: i due laghi vulcanici dei Castelli Romani decrescono di ulteriori 2 centimetri nella scorsa settimana; la gravità della condizione di questi due “monumenti naturali”, alimentati esclusivamente da acque meteoriche e da fonti sotterranee perché privi di immissari, è chiaramente evidenziata dall’avanzamento della linea di costa e ben testimoniata dai numeri: in soli due anni il livello del lago di Albano si è ridotto di m.1,10 mentre la decrescita di Nemi è stimabile in cm.84 (fonte: elaborazione ANBI su dati AUBAC) . Anche i laghi “viterbesi” di Vico e Bolsena registrano una settimanale decrescita, rispettivamente di cm. 2 e cm. 1; in aumento è la portata del fiume Tevere, mentre diminuiscono i flussi negli alvei di Aniene e Velino.
In Umbria, il mese di ottobre è stato decisamente secco: mediamente sulla regione sono caduti circa mm. 42 di pioggia con un deficit di oltre il 60% rispetto al consueto. L’altezza idrometrica del lago Trasimeno cresce di 2 centimetri, mentre si registra una riduzione dei flussi nel fiume Topino.
Nelle Marche sono sempre più scarse le portate dei fiumi Potenza, Nera, Esino e Sentino, che registrano livelli tra i più bassi del recente decennio.
In Toscana, la tregua dal maltempo ha riguardato anche quelle province settentrionali, recentemente interessate da piogge molto intense; passata la piena, la portata del fiume Serchio è tornata al di sotto dei valori medi del periodo, mentre in calo sono anche Arno ed Ombrone.
Anche in Liguria, dopo la crescita dei livelli fluviali registrata a seguito delle abbondanti piogge delle scorse settimane sul Levante, tornano a ridursi i flussi nei corsi d’acqua, scendendo in alcuni casi anche al di sotto delle medie di riferimento (Magra ed Entella).
Nell’Italia settentrionale il nuovo anno idrologico è iniziato all’insegna della scarsità di precipitazioni su diverse regioni.
Decrescenti sono i livelli idrometrici dei grandi laghi del Nord: Maggiore (ora al 91,3% di riempimento), Lario (42,9%) Sebino (55,7%) e Benaco (65,7%, unico sopra media).
Si riduce in Valle d’Aosta la portata della Dora Baltea (ora sotto media), mentre in aumento è quella del torrente Lys; sulla regione le piogge di Ottobre sono state in linea con i valori tipici della stagione.
Decisamente scarsi sono i flussi idrici nei fiumi del Piemonte, dove le piogge di Ottobre sono state inferiori del 64% alla media: da segnalare le “performances” negative di Tanaro, la cui portata è dell’80% inferiore alla norma, Stura di Lanzo (-65%) e Toce (-64%).
In Lombardia le riserve idriche, stoccate nei bacini, ammontano a 1512,1 milioni di metri cubi: un quantitativo di risorsa inferiore del 2,7% alla media storica, ma quasi -20% rispetto al 2024.
Deficitarie sono le portate nella gran parte dei fiumi in Veneto. La scarsità dei flussi risulta più evidente in Brenta (-43%), Bacchiglione (-51%), Muson dei Sassi (-42%), Piave (-42%), Adige (-27%). Sulla regione, il mese di ottobre è stato meno piovoso del normale (-37%) con deficit più marcati sul bacino del Piave (-59%), mentre sui bacini di Lemene, Tagliamento, Pianura tra Livenza e Piave, il bilancio pluviometrico risulta positivo. Il serbatoio del Corlo (bacino Brenta) trattiene quasi il 55% d’ acqua in meno rispetto alla media (fonte: ARPAV).
In Emilia Romagna sono in calo e fortemente deficitarie le portate dei fiumi appenninici: Reno ( -78%), Secchia (-80%), Enza (-59%); scendono addirittura al di sotto dei valori minimi storici, i flussi nell’alveo del Taro (-80% sulla media).
Ben al di sotto delle medie stagionali sono infine le portate del fiume Po: nella stazione alessandrina di Isola S. Antonio i flussi sono del 69% meno del consueto, mentre nella ferrarese Pontelagoscuro il deficit è del 49% (fonte: ARPAE).
Il dramma ambientale, economico e sociale che ha provocato la Xylella fastidiosa, il batterio fitopatogeno che ha distrutto milioni di ulivi nel Salento, è descritto nella “testimonianza” di Roberto De Petro, noto giornalista e divulgatore specializzato in agricoltura, alimentazione e ambiente pubblicato nei giorni scorsi (ed. Contecom – Bari).
Non è un thriller, né un’inchiesta giornalistica ma il racconto di quanto successo dedicato non agli agricoltori ed ai tecnici del settore, ma ai consumatori, alla gente comune, a coloro che ogni giorno scelgono l’olio d’oliva senza immaginare le battaglie, le sofferenze e le responsabilità che si celano dietro e dentro una bottiglia di olio.
Perché ciò che è accaduto in Puglia riguarda tutti: riguarda il rapporto con l’ambiente, le scelte politiche, il futuro dell’agricoltura e la salvaguardia di un patrimonio che non è solo dei pugliesi, ma dell’umanità intera.
“Comprendere la storia della Xylella fastidiosa, sottolinea Roberto De Petro, significa non solo aprire le responsabilità di quanto accaduto ma aprire gli occhi su una crisi che non è stata solo una questione locale, ma globale “perché dietro ogni albero abbattuto c’è una storia, dietro ogni goccia d’olio c’è un sacrificio”.
Questa “testimonianza” è un viaggio tra scienza e politica, tra economia e tradizione, tra dolore e speranza, tra errori e decisioni sbagliate. È un invito a non dimenticare e, soprattutto, a prestare sempre attenzione a quanto la Xylella, con le sue subspecie, possa ancora danneggiare oltre all’ulivo anche la vite e le produzioni le nostre pregiate produzioni frutticole.
