SI VOLTA PAGINA DA GENNAIO 2024 PER I CONSORZI DI BONIFICA COMMISSARIATI

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E’ di qualche giorno fa la notizia ufficiale che si spera metta fine al commissariamento dei Consorzi di bonifica pugliesi, Arneo, Terre d’Apulia, Ugento Li Foggi, Stornara e Tara. La riorganizzazione dei 4 enti consortili, commissariati dal 2017, li restituirà dal 1° Gennaio 2024 all’usuale gestione democratica, fondata sull’autogoverno e la sussidiarietà, indispensabili condizioni per garantire efficienza operativa ed equilibrio economico. 

“Per il mio modus operandi, dice Pentassuglia, l’Assessore Regionale all’Agricoltura, la delibera è già tardiva, nel senso che il depauperamento di personale e i ritardi accumulati dai consorzi commissariati nell'emettere gli avvisi e fare pulizia della debitoria della creditoria ci ha portato a sei mesi di ritardo. Per me il consorzio unico doveva partire già dal 1º gennaio di quest'anno”.

Ma le organizzazioni professionali agricole aprono le polemiche perché, dicono, non sono stati coinvolte.  “Il confronto ci sarà, dice Pentassuglia, ma io dovevo ottemperare per la mia parte di delega a quello che la legge uno del 2017. Siccome le leggi sono fatte per essere rispettate e io, a differenza di altri, non ho voluto né rinviare né sospendere le attività né evitare di parlarne, i problemi sono tutti sul tavolo. È molto chiara qual è la situazione la debitoria. Il fondo di svalutazione crediti che abbiamo determinato con un'implementazione in bilancio. Sono chiare le operazioni che sto facendo di finanziamento della parte progettuale che nessuno mai ha utilizzato perché senza progetti non si possono fare le opere e con le opere di risanamento e di rifunzionalizzazione i consorzi possono ottemperare alla loro mission.

Se a questo si aggiunge che non ho voluto sospendere gli avvisi perché la sospensione dei pagamenti significa pagare domani e come è successo in passato, l'accumulo di cinque, sette, dieci anni significa un aggravio per il sistema di impresa.

Quindi possiamo discutere del consorzio unico, perché se qualcuno che chiede di farmi due sui quattro commissariati io non ho problemi sul numero, mi interessa capire come noi gestiamo in maniera puntuale non solo la risorsa idrica ma i rapporti con le aziende con un rapporto di chiarezza sulle cose da fare e sugli investimenti perché vorrei mettere in bonis l'attività poi sarà autogoverno lo decideranno le agricole, sarà una gestione mista.

Ho sempre detto che il modello non mi appassiona, ma continuare a parlare nei termini di cui si è discusso in passato dei Consorzi salvo che poi abbiamo dato acqua e servizi al sistema di impresa in assenza di altro, penso non sia più utile ed opportuna nessuna maniera responsabile. Dobbiamo portare avanti quello che per legge era stato deciso”.