Torna dopo un anno impedito dalla pandemia Notti Sacre, la rassegna di arte, musica, pensiero, preghiera, spettacolo, giunta alla undicesima edizione, organizzata dalla Diocesi di Bari-Bitonto,  nelle chiese del centro storico di Bari, a partire da sabato 25 settembre fino a domenica 3 ottobre.

 “In noi è forte il desiderio di tornare a partecipare all’incontro comunitario, alla condivisione del tempo sociale, alla necessità di sperimentare percorsi nuovi fondati sulla fiducia reciproca e sull’amore, -  scrive nel messaggio di saluto Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari-Bitonto-. Notti Sacre è in questo nostro cammino comunitario e sociale. Le arti, la musica, la preghiera sono porte che si aprono alla sacralità della vita. Il ritrovarci, sia pur a piccoli passi, nella bellezza delle nostre Chiese, è cominciare a tracciare la strada comune che parte dalle radici della nostra fede cristiana e cerca di rinnovarsi, di cambiare, di rinascere a nuova vita con l’aiuto di Cristo”.

“La nostra soddisfazione per questa undicesima edizione è rappresentata dal riconoscimento del Ministero dello Spettacolo che ci ha inseriti nel FUS. Dopo aver raggiunto il traguardo del decimo anno nel 2019,  riprenderemo ad ascoltare musica nelle Chiese storiche di Bari Vecchia; visiteremo una mostra in S. Teresa dei Maschi; conosceremo dal vivo alcuni autori e i loro libri che ci parleranno di ripresa e di sfide da affrontare. - ha commentato Don Antonio Parisi, Direttore Artistico”.

“Notti Sacre è un’opportunità culturale e turistica che in armonia con il  quadro delle iniziative del Comune di Bari  promuove ed esalta la bellezza della città di Bari, ha commentato l’Assessore alla Cultura e al Turismo, Ines Pierucci”.

Come sempre il piatto forte di questi nove giorni è rappresentato dalla musica. Il coro e la cappella di S. Teresa dei Maschi diretti dal maestro Sabino Manzo faranno ascoltare la Messa in si minore del grande Bach; si esibirà anche la giovane orchestra dei ragazzi diretti da Teresa Satalino. È prevista la presenza del Coro Giovanile Pugliese formato da giovani coristi provenienti da varie città pugliesi, diretto dal maestro Luigi Leo.

Come nelle precedenti edizioni, la rassegna accoglierà anche musicisti provenienti dalla Germania, dalla Hochschule di Ratisbona, dalla Russia, insieme ad alcuni esecutori provenienti da Bologna e da Napoli, da Lecce, da Acerenza, da Faenza. E naturalmente una folta presenza dei musicisti locali, ormai diventati una presenza stabile e importante della Rassegna.

Voci, strumenti, libri, autori, musiche antiche e moderne composte da autori viventi e alcune prime esecuzioni: la Rassegna offre spazio a tutti.

Ma procediamo con ordine.

 

Il Programma

 Si leverà il sipario sulla undicesima  edizione di Notti Sacre sabato 25 settembre,  alle ore 19 nella Chiesa di San Domenico con il concerto di musica antica “Polifonia europea, tra sacro e profano”, del gruppo  Allabastrina Choir&Consort.  Seguirà in Cattedralealle ore 21 in occasione di Dante700 “E l’altro ciel di bel sereno addorno”. Nella Chiesa del Gesù,  domenica 26 settembre alle ore 19,00 “La musica al tempo dei Borboni: un ponte tra il Regno di Napoli e il Viceregno del Perù” di Ignazio Gerusalemme e José de Orejón y Aparicio. Alla Vallisa alle ore 20 andrà in scena “L’avvenire è una grande parola”,  al Pianoforte Annarosa Partipilo  e alla  viola Giuliana De Siato. Si terminerà in Cattedrale alle ore 21 con  “Quattro stagioni di Vivaldi e brani di Piazzolla”.   Lunedì 27 settembre alle ore 19 si aprirà la stupenda terrazza della chiesa del Carmine  al dialogo letterario dentro e oltre la pandemia “Il futuro in una stanza” di Daniele Maria Pegorari e Valeria Traversi. Nella piazzetta S. Marco alle ore 20 si reciterà il consueto rosario per la Beata Elia di San Clemente, guidato da mons. Alberto D’Urso. Nella Basilica di San Nicola alle ore 21 il Concerto per organo con Stefan Baier,  Rettore della HfKM di Ratisbona. Martedì 28 settembre alle ore 19 alla Madonna degli Angeli  ci sarà il concerto per organo e violino “Barocco e Romanticismo – confronto tra due linguaggi”.  Alla Vallisa  alle ore 20,00 il Concerto  di bayan - fisarmonica russa "Le ali dell'anima". Infine, in Cattedrale alle ore 21 il Concerto Meditazione “Rinascere…Cantando la speranza”. Mercoledì  29 settembre alle ore 19 si parte a  Santa Scolastica con “Le Ultime Sette Parole di Cristo” di Franz Joseph Haydn op.51  per Quartetto d’archi (1787). Nella Chiesa del Gesù alle ore 20 si narrerà Italo Calvino “Come i sogni, le città”. Nella Basilica di S. Nicola alle ore 21 Musica sacra e strumentale da  manoscritti di inediti di Domenico Sarro (Trani 1679 – Napoli 1744) e Leonardo Leo (San Vito dei Normanni 1694 – Napoli 1744)Giovedì 30 settembre alle ore 19,  a Madonna degli Angeli, “Canne al vento di Levante Organo e Sax, suoni antichi e moderni dal classico al jazz”. Alle ore 20 si torna sul terrazzo del Carmine per la presentazione di “Ostinate e Ribelli” di Francesco Minervini.  Poi alle ore 21 a S. Domenico l'Ensemble Concentus propone un percorso musicale attraverso la storia dei pellegrinaggi medievali “Ierusalem mirabilis et beata” .       

Venerdì 1 ottobre alle ore 18 in Cattedrale si esibirà l’Orchestra della Città Metropolitana di Bari con “Ludwig V. Beethoven (1770-1827),  Concerto per violino e orchestra in Re maggiore, op. 61- allegro ma non troppo – larghetto – rondò: allegro”.  Alle  ore 19  nella Chiesa del Gesù   “Shalom Pax Salam (Suite – prima esecuzione assoluta) di Giovanni Tamborrino, il testo poetico è di Enzo Quarto. Alle ore 20 al terrazzo Carmine, Maria Luisa Sgobba, presidente UCSI Puglia, dialogherà con il  direttore della Caritas della Diocesi di Bari-Bitonto don Vito Piccinonna  e alcuni volontari, sui dati di questa profonda crisi sociale; “Chiese Chiuse…Chiesa aperta” è il titolo della pubblicazione. Sabato 2 ottobre ore 19,00 a S. Domenico si parte alla riscoperta dei preziosi Corali di Bettona (Umbria, XV secolo), Inni e antifone, riprodotte in prima esecuzione moderna, dopo secoli di oblio. Alle ore 20,00 sulla terrazza del Carmine incontro con l’Acqueotto Pugliese “La risorsa acqua durante la pandemia”. Alle ore 21,00 in cattedrale la Notte Sacra termina con  “Così è la notte” per coro e pianoforte, Musica di Gaetano Panariello. Domenica 3 ottobre alle ore 18,30 nella Chiesa S. Domenico  sarà celebrata da mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari-Bitonto,  la messa  conclusiva per coro e orchestra campionata, sulle musiche  di Miro Abbaticchio,  Coro Dilecta Musica,  diretto da Enzo Damiani. Nella Chiesa di S. Domenico alle  ore 20 “Conversazione con mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto su “Vescovi Preti Laici si raccontano”. Notti Sacre si concluderà alle ore  21 in Cattedrale di Bari  con “Johann Sebastian Bach Messa in Si minore BWV 232”.

 

Da al 25 Settembre al 9 Ottobre a Santa Teresa dei Maschi sarà possibile visitare la “Mostra Regeneratio/Natus Iterum” - Direzione artistica Miguel Gomez.

 

Si accede agli eventi con prenotazione obbligatoria tramite la piattaforma http://METOOO.it e con  green pass.

Per info rivolgersi al 3917951137.

Con l’inaugurazione del Cineporto, apriamo in città un luogo per chi ama il cinema, per chi lavora in questo settore, per chi ha idee e creatività. Questa città bellissima si arricchisce di uno spazio importante di cultura, voluto fortemente dalla Regione Puglia e Apulia Film Commission”. Queste le parole del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che questa mattina nella città jonica, ha scoperto la targa del nuovo spazio.

A presentare la nuova struttura accanto al Governatore Loredana Capone, Assessore Industrie Culturali   e Turistiche della Regione Puglia, il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, la Presidente di Apulia Film Commission Simonetta Dellomonaco, il Direttore di Apulia Film Commission Antonio Parente, l’attore Michele Riondino dell’Associazione AFO6 e Direttore Artistico del Cineporto e il Presidente dell’Associazione AFO6 Gianni Raimondi.

“Taranto è una delle città più belle di Puglia – ha commentato l’Assessore Loredana Capone - il suo mare, il porto, il centro storico, i monumenti, il MarTa, il suo tessuto imprenditoriale, i suoi talenti. Una città ricca di storia e di cultura che troppo spesso, però, balza agli onori della cronaca solo per l’enorme ferita che si porta dentro. Ma Taranto non è solo Ilva, Taranto è molto di più e merita giustizia. Per questa ragione, con il presidente Emiliano, abbiamo voluto trasferirvi Medimex, la più importante Fiera regionale dedicata alla musica e agli operatori di tutta la filiera. Per questo oggi inauriamo la sede del Cineporto. L’abbiamo voluto, è stato un grande lavoro di squadra, e adesso che ci siamo l’emozione non si tiene. Sarà luogo di inclusione, di riduzione delle distanze, di immaginazione di spazi e tempi migliori. Il nostro augurio alla comunità tarantina, perché possa costruire un futuro diverso, fare della cultura una pratica quotidiana e un’opportunità di rilancio di questo meraviglioso territorio”. 

L’arrivo costante di tante produzioni cinematografiche nazionali e internazionali che hanno scelto la Puglia e, in particolare, il territorio jonico come location ideale per le loro produzioni audiovisive, ha dimostrato che anche Taranto aveva bisogno di un contenitore che potesse accogliere e soddisfare al meglio tutte le esigenze produttive. In questi anni Apulia Film Commission, referente della Regione Puglia del comparto audiovisivo, ha svolto un grande lavoro per valorizzare le unicità di ogni provincia, creando Cineporti a Bari, a Lecce e a Foggia.

Per il Sindaco Rinaldo Melucci: “Oggi compiamo insieme un altro passo affatto trascurabile nella direzione della diversificazione produttiva e della promozione positiva del nostro territorio. La struttura del Cineporto ci consentirà di accrescere la competitività e l’attrattività di Taranto nei confronti dell’industria cinematografica e presto il Comune di Taranto sarà formalmente socio di Apulia Film Commission. Confidiamo che anche il protocollo che stiamo sottoscrivendo con la bella realtà di Afo6 si dimostri utile a sviluppare professionalità, progetti sociali e grandi eventi in questo frangente”.

Già da tempo l’Associazione AFO6 di Taranto, aveva avviato una serie di importanti collaborazioni con la Fondazione Regionale attraverso la realizzazione del Cinzella Festival, inserito nella rete dei Festival di AFC, con la sua singolare dualità di musica e cinema. La partnership di questi ultimi tre anni tra AFO6 e AFC, si concretizza questa volta con la nascita del Cineporto nella città di Taranto, proprio nel momento in cui la città è stata al centro di set cinematografici internazionali.

La mancanza di un luogo dove le produzioni potessero trovare uffici casting, deposito, preparazione provini, sala trucco attrezzata e in più un posto dove fruire del prodotto cinematografico era quantomeno indispensabile. Per questo Regione Puglia e Apulia Film Commission hanno deciso di puntare su questa nuova struttura che abbraccia il bellissimo territorio jonico.

“L’apertura di un Cineporto a Taranto – ricorda Simonetta Dellomonaco, Presidente dell’Apulia Film Commission - rappresenta una nuova partenza per il cinema pugliese. Questo territorio è prezioso non solo come location cinematografica ma anche per la crescita del comparto cine-audiovisivo. Taranto è ricca di bravi professionisti, maestranze e artisti del settore, in grado di contribuire significativamente allo sviluppo cinematografico regionale. Abbiamo impiegato molti sforzi per stabilire un presidio AFC a Taranto, ma grazie al contributo delle associazioni, dell’amministrazione comunale e del prezioso apporto di AFO6 con cui collaboriamo da tempo per il Cinzella Festival, alla fine siamo riusciti a partire”.

L’inaugurazione parziale riguarda il primo piano della struttura (sede degli uffici e delle sale tecniche), mentre al piano terra sono ancora in corso i lavori. Il Cineporto, inserito all’interno di un grande contenitore denominato dall’Associazione AFO6 “Spazioporto”, sarà il cuore logistico delle attività della Fondazione AFC nonché un contenitore di eventi culturali per tutto l’anno, con attività legate al mondo cinematografico, teatrale e musicale e sarà realizzato in parte con il patrocinio e il supporto economico di Apulia Film Commission 

“Continua l’attività di rafforzamento e radicamento dell’industria del Cinema in Puglia e nei suoi territori, assecondando le vocazioni all’interno di una strategia definita e pianificata – sottolinea Antonio Parente, Direttore generale di Apulia Film Commission-. Mai come in questo momento, la connessione con Taranto e i suoi operatori si rileva importante, necessaria, strategica. È un periodo intenso di lavoro che comincia a dare i sui frutti e tante saranno le novità e gli output che la Film commission, che mi onoro di dirigere, fornirà nelle prossime settimane, frutto di un enorme lavoro che farà come sempre del bene al nostro settore e, più ingenerale, all’economia e al lavoro di moltissimi”.

 

 

 

L’associazione AFO6 ha individuato un capannone di 500 mq totali, nato negli Anni ‘20 come deposito di carrozze. La struttura è collocata in via Niceforo Foca (Zona Porta Napoli, nei pressi del porto e della stazione di Taranto) tra la città vecchia e il quartiere Tamburi, un luogo simbolo vicino al porto di Taranto, da valorizzare per lo sviluppo futuro della città.

Il Presidente dell’Associazione AFO6, Giovanni Raimondi, da tempo sottolinea l’importanza di questa operazione: “Il Cineporto di Taranto è un’altra storia bella, una storia di emancipazione dalla “monocultura dell’acciaio” e riconversione culturale che parte della comunità tarantina ha deciso di intraprendere già da anni e che ha bisogno del deciso sostegno istituzionale per attuarsi. Con la consapevolezza che la strada verso la normalità è ancora lunga, perché a Taranto basta una giornata di vento per trasformare anche le storie belle in storie sotto la polvere”.

 

L’area è dotata di sala riunioni, sala casting, area trucco e parrucco, sala posa, sala broadcasting (web radio e tv) segreteria, magazzino, attrezzeria, sala conferenze, area proiezioni, area ristoro, area espositiva e sale coworking. Oltre all’assistenza alle produzioni, ci sarà la possibilità di organizzare proiezioni, incontri, presentazioni in grado di rendere vivo lo spazio per tutta la settimana grazie all’Area cinema, concerti e spettacoli attrezzata di un palco, uno spazio di circa 200 mq in grado di raccogliere spettatori in piedi e seduti (con un sistema di sedute removibili) e di offrire un fitto calendario di eventi musicali, teatrali e cinematografici.

 

Altra nota importante è che si stanno stringendo importanti collaborazioni anche per l’avvio di Laboratori     e Residenze Artistiche come la “Palestra per Attori”, formazione gratuita con “Artisti 7607”. L’idea della Palestra nasce dai laboratori annuali di “Artisti 7607” con l’attore Elio Germano ed è alla base dei successivi laboratori di Artisti 7607 con la presenza di tanti attori italiani. Parte attiva e promotore di questo progetto è Michele Riondino, Direttore Artistico dell’Associazione AFO6 e del Cineporto e del Cinzella Festival: “Sono anni che ormai lo sosteniamo: il futuro del nostro territorio si può concretizzare solo attraverso lo sviluppo di grosse progettualità – dice Riondino-. Sono anni che ci impegniamo per fare in modo che alla nostra città venga restituita la credibilità che merita. Abbiamo messo a disposizione della cosiddetta riconversione tutto il nostro sapere, le nostre forze, il nostro tempo, e finalmente grazie all’impegno e alla fiducia che Apulia Film Commission ci ha concesso è arrivato il momento che a Taranto si insedi l’unica fabbrica che concepiamo: quella dei sogni. Il cinema è un’industria e con il Cineporto di Taranto noi di Afo6 con Apulia Film Commission vogliamo capitalizzare la bellezza della nostra città attraverso l’arte e la cultura. Dicevamo Taranto ribellati, noi lo abbiamo fatto. Basta con la monocultura dell’acciaio, la nostra industria da oggi fabbricherà solo bellezza”.

 

Lo Spazioporto sarà a breve operativo, per proporsi come contenitore attrattivo in grado di soddisfare il rilancio culturale e la riqualificazione urbanistica di una delle zone periferiche della città di Taranto, rilanciando il concetto di collaborazione e sostenibilità.

 

SCHEDA SPAZIOPORTO

 

L’associazione AFO6 ha individuato un vecchio capannone di 500 mq totali, nato negli anni ‘20 come deposito di carrozze, strutturato con 300 mq al piano terra e 200 mq di area soppalcata.

Il locale è sito tra Via Niceforo Foca e Via Costantinopoli, Zona Porta Napoli, nei pressi del porto e della stazione di Taranto tra la città vecchia e il quartiere Tamburi,

L’area è dotata di sala riunioni, sala casting, area trucco e parrucco, segreteria, magazzino, attrezzeria, sala conferenze, area proiezioni.

Oltre all’assistenza alle produzioni ci sarà la possibilità di organizzare proiezioni, incontri, presentazioni in grado di rendere vivo lo spazio per tutta la settimana.

 

Queste le attività presenti all’interno dello Spazioporto:

 

-           l’Area cinema /concerti / spettacoli con un palco ( 4 m x 8 m x 0,60 m ), camerini, impianto audio e luci residente, schermo di proiezione a scomparsa, proiettore, uno spazio di circa 200 mq in grado di raccogliere 300 spettatori in piedi e 90 seduti ( sistema di sedute removibili ) e di offrire un fitto calendario di eventi musicali, teatrali e cinematografici.

 

  • Area ristoro con bar / ristorante in grado di promuovere la sostenibilità ambientale e il consumo di prodotti biologici, a chilometro zero e la responsabilità alimentare (alimentazione vegetariana / vegana).

 

  • Web radio : studio attrezzato per trasmissioni radio broadcasting

 

  • Web TV : studio fotografico - TV attrezzato per riprese e montaggio video e web broadcasting

 

  • Area espositiva : 200 mq tecnicamente attrezzata per mostre fotografiche, esposizioni n  nb 

 

  • Coworking: sala convegni, sala conferenze, sala multimediale, uffici, supporto logistico per le diverse realtà associative e culturali operanti sul territorio

Corre l’anno 1673 e nel Regno di Napoli ci sono due importanti casate: Il Ducato di Noja e la Contea di Conversano. Confinanti come territori, ma sempre in rivalità negli interessi, i Duchi di Noja e i Conti di Conversano sono sempre in guerra tra loro.

Il “Casus belli” che li porterà al duello, viene dato dalla proprietà di un bosco nelle campagne tra Rutigliano, Conversano e Casamassima: il “Bosco di Pannicelli” che viene acquistato dal Duca di Noja, ma in quel momento è sotto la giurisdizione del Conte di Conversano che non accetta di lasciare il bosco nelle mani del suo rivale.

Questo affronto non piace al Duca che dà mandato ai suoi uomini di prendere un vinaio di Castellana Grotte, grande amico del Conte, e di tagliargli orecchie e naso.

Il Conte, infuriato da questo modo di fare del Duca, rimugina odio cercando il modo per attuare la sua vendetta. Decide così, di sorprendere il Duca mentre dorme nella sua camera da letto, insieme a sua moglie, la Duchessa Donna Teresa del Giudice. Qualche mese dopo questi eventi, il Duca Giovanni Carafa muore di crepacuore nel castello di Bari dov’erasi rifugiato.

Gli subentra il fratello Francesco Maria Carafa che rileva il titolo di Duca di Noja e che si reca subito dall’Intendente di Terra di Bari, rappresentante del Re di Napoli, perché intervenga per porre fine al contenzioso. L’Intendente dichiara di non avere armi per poter intervenire, lanciando come una pietra nello stagno, l’ipotesi di un Duello. Sebbene all’epoca fosse l’unico modo per risolvere simili contenziosi, la Chiesa Cattolica bandiva lo spargimento di sangue, pena la sottrazione di tutti gli averi, la cancellazione dei titoli nobiliari, fino a ridurli alla povertà assoluta.

Per la rabbia che si porta dentro, il Conte di Conversano trasferitosi a Norimberga in Germania, dov’erasi rifugiato per sfuggire agli strali della legge, decide di risolvere il problema e con un colpo di mano promulga un “Bando” di sfida all’ormai Duca di Noja don Francesco Maria Carafa.

A questo punto il Duca si vede “costretto” a rispondere alla chiamata e dà mandato ai suoi servi di organizzare il viaggio, un cammino lungo e non privo di difficoltà.

Finalmente arriva il giorno designato per questo famigerato Duello: è il 5 di Novembre del 1673.

Al Lazzaretto, laddove si svolse il particolare duello con spada e pugnale, cosa mai vista prima nelle terre germaniche, si radunano migliaia di persone giunte da ogni dove, nobiltà e popolo dell’Alemagna e dei dintorni.

Devon battersi tanto, sino “all’ultimo sangue”, ovvero fino a che uno di essi rimanesse morto sul campo dello scontro. Ad intercessione di ragguardevoli cavalieri e la mediazione del Borgomastro, del Giudice e dei Padrini di entrambi, viene stabilito che il duello cessi quando uno dei due venga ferito, passando così al “primo sangue”.

Il Duello può avere inizio.

Gli assalti sono molto violenti, il Duca con la spada strappa la camicia al Conte ma non lo ferisce. Dopo il cambio della camicia il Duello ricomincia, ma diventa sempre meno duro tanto che, quando il Conte ferisce al braccio destro l’avversario, si reca da lui sconfortato quasi chiedendogli scusa per quello che è successo. Il Duca, pur ferito, vuole continuare ma non riesce più ad impugnare la spada e, soprattutto per rispetto della parola data, lo scontro qui viene fermato.

Mentre la storia dei tempi racconta quanto appena descritto, le terre del barese vedono protagonisti di una storia d’amore, simile all’opera Shakespeariana di Romeo e Giulietta, Dorotea sorella del Conte di Conversano e Rodolfo fratello del Duca di Noja. Lei destinata a diventare suora e lui avviato alla carriera militare.

Ma il destino ha in serbo grosse novità rispetto a quello prefissato dalle famiglie.

Si innamorano perdutamente tanto che lui, ne organizza un “Rapimento”. Una notte, in accordo con lei, si introduce nel Convento di San Benedetto e la rapisce.

Si recano a San Vito di Polignano dove, in una Chiesa, c’è ad attenderli un frate che, benedicendoli, li unisce in matrimonio.

Questa bella “storia vera” è stata raccontata nel musical IL DUELLO DI NORIMBERGA, pregevole spettacolo tenutosi a Noicàttaro in provincia di Bari.

Ideatore, produttore, regista, musicante e scrittore delle liriche, oltre ad essere coordinatore dell’intero progetto è stato Nicola Suglia.

Le musiche travolgenti, la metrica e le liriche che lasciano ben intendere il significato di ogni singolo brano, le scenografie dirette da Stefano Merlo e i costumi disegnati e realizzati da Angela Gassi che ben si allineano al periodo storico del Duello, sono stati elementi importanti del successo di questa opera rock, cantata tutta dal vivo. Il racconto della storia del territorio nel periodo del fine 1600, portato sul palcoscenico per lanciare un messaggio fatto di pace e non di sfida, di amore e non di odio, di collaborazione e non di competizione. 

Col suo motto Nicola Suglia ha sottolineato che "si vive di collaborazioni, perché da soli non si va da nessuna parte!" e questo ha fatto si che tutto lo spettacolo funzionasse nel migliore dei modi. 

Il suo braccio destro, Gianclaudio Madio, presidente di Kumanta Accademy, arrangiatore e vocal coach, che ha vestito anche i panni del Conte don Giulio Antonio Acquaviva d’Aragona, ha sfidato a duello don Francesco Maria Carafa della Stadera, magistralmente rappresentato dallo stesso Nicola Suglia. 

Katy Desario, apprezzatissima cantante di fama nazionale, ma sempre in giro con tournée anche all'estero, ha vestito i panni della duchessa Donna Teresa Del Giudice. E poi, Francesco Strambelli nei panni dell’Intendente di Terra di Bari, protagonista in tanti musical con compagnie regionali. Maria Laura Masotti e Daniele Ernani che hanno ben saputo interpretare i ruoli di Dorotea e di Rodolfo. A questi cantanti, il regista Nicola Suglia ha scelto di aggiungere Daniele Ciavarella, attore professionista nel ruolo di Narratore, una figura “trasparente” ai personaggi, ma significativa per il pubblico, che con la sua eleganza e la sua voce baritonale, ha dato un tocco di classe all’opera moderna Il Duello di Norimberga. 

Alla fine sono stati tutti questi ingredienti, sapientemente amalgamati da Nicola Suglia che, dopo tante notti passate a scrivere e a musicare l’opera, hanno tirato fuori un ottimo risultato, pronto ad approdare sui palcoscenici di altre città.

 

“L’impegno a sostegno della più grande istituzione culturale della Puglia è molto intenso. La Regione Puglia deve però sostenere contemporaneamente tutta una serie di istituzioni nell’intera regione.

La Fondazione Petruzzelli ha sede a Bari, ma riverbera comunque la sua attività in tutta la Puglia. Quest’anno ha collaborato intensamente anche con il festival di Martina Franca. Più in generale ci auguriamo che diventi sempre di più un’istituzione di tutta la Regione. In questo modo le grandi qualità artistiche e organizzative della Fondazione potranno interagire con le altre istituzioni musicali della Regione, per portarci ai livelli che meritiamo, perché possiamo dire di avere ricostruito questo teatro, di avere salvato la Fondazione da tante problematiche che si erano verificate in passato e adesso dobbiamo ricavare da tutto questo lavoro e da tutti questi sacrifici il risultato culturale e turistico che ci aspettiamo”.

Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intervenendo alla presentazione della stagione d’Opera 2020 del Teatro Petruzzelli di Bari. insieme al sindaco e presidente della Fondazione, Antonio Decaro e al sovrintendente Massimo Biscardi.

 

La moda italiana dal cuore artigiano va alla conquista del mercato cinese.

meteo

 

mediapresstv
PIANETA TERRA
Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere aggiornamenti e novità