Il professor Angelo Frascarelli, docente dell’Università di Perugia, è il nuovo presidente di Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare. La sua nomina ha ottenuto il 28 luglio il parere favorevole della Camera dei Deputati e il 4 agosto quella del Senato. A breve il suo incarico diventerà operativo con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Angelo Frascarelli, nato a Treia, a Macerata, ha 59 anni. Laureato con lode in Scienze Agrarie presso l’Università degli Studi di Perugia nel 1987, è professore presso la Facoltà di Agraria dello stesso Ateneo. La sua attività didattica vede l’insegnamento di Economia e Politica Agraria al Corso di Laurea in Scienze Agrarie e Ambientali e l’insegnamento di Politica Agroalimentare al Corso di Laurea Magistrale in Sviluppo Rurale Sostenibile. Intensa la sua attività di ricerca e di divulgazione. E’ considerato uno dei massimi esperti sui temi della Politica Agricola Comunitaria. E’ stato Direttore del Centro per lo Sviluppo Agricolo e Rurale (Ce.S.A.R.) dal 2003 ad oggi ed ha curato il coordinamento e la realizzazione di numerosi progetti; è stato anche presidente delle Opere Pie Riunite di Perugia. Un umbro, insomma, ormai a tutti gli effetti.

“Agricoltura, ambiente ed alimentazione sono settori sempre più importanti per l’Economia e per la Società italiana e la ricerca scientifica, l’innovazione, la formazione e la divulgazione in questi ambiti vedono nel CREA il naturale riferimento nazionale, per la notevole competenza del suo personale, tanto è vero che il CREA sta coordinando due dei più importanti progetti di ricerca scientifica in materia: il BIOTECH, con l’obiettivo di produrre piante di più elevata qualità e con maggior tolleranza a stress biotici e abiotici e l’AGRIDIGIT, per un’agricoltura di precisione, mediante la digitalizzazione dei sistemi, consentendo di analizzare la realtà agricola e naturale nel dettaglio, supportando il monitoraggio e prevedendone le evoluzioni”.

Così il neopresidente CREA Carlo Gaudio all’insediamento del cda avvenuto oggi e che chiude la lunga fase di gestione commissariale, durata oltre un anno e mezzo .

 Sono ricostituiti, dunque, gli organi del più importante ente italiano di ricerca sull’agroalimentare italiano CREA e si torna ad una gestione ordinaria che permette di guardare al futuro.

Il Cda, presieduto appunto da Carlo Gaudio, professore ordinario della Sapienza di Roma e fino a ieri subcommissario dell'Ente per l'attività scientifica e per il coordinamento con i centri di ricerca, è composto da: Alberto Basset, professore ordinario di Ecologia presso l'Università del Salento di Lecce e presidente della Società Italiana di Ecologia; Stefania De Pascale, professore ordinario di Orticoltura e floricoltura presso l'Università Federico II di Napoli e componente del Consiglio scientifico del Crea; Enrica Onorati, Assessore all'Agricoltura della Regione Lazio (designata dalla Conferenza Stato Regioni); Domenico Perrone, I tecnologo Crea Difesa e Certificazione (eletto dai ricercatori e tecnologi CREA).

Un segnale indubbiamente positivo per il Crea che può lavorare, con più serenità e con prospettive di più ampio respiro, per un forte rilancio della ricerca in ambito agroalimentare.

Quando sabato sera, il 6 giugno scorso Vittorio Fiìì, presidente dell'ARPTRA mi ha telefonato comunicandomi l’avvenuto decesso del dr. Giuseppe Laccone, sono stato per oltre due ore a sfogliare, mentalmente, gli ultimi 40 anni della mia vita.

Si perché sono stati tanti gli anni trascorsi lavorando con la presenza, l’amicizia e la collaborazione del dr.Giuseppe Laccone.

Era il 1981 quando direttore del Codita, Consorzio di Difesa delle Produzioni Intensive della Provincia di Taranto, mi fu “assegnato” per le attività di Lotta Guidata che iniziavano in quell’anno con il coordinamento della Regione Puglia, il dr. Giuseppe Laccone, allora funzionario dell’Osservatorio Regionale Malattie delle Piante.

Sulle prime non capii perché mi fu “assegnato” Laccone che conoscevo solo perché aveva scritto alcuni articoli su Puglia Agricola l’unico settimanale regionale sull’agricoltura, l’alimentazione e l’ambiente dell'epoca che realizzato realizzato con la direzione responsabile di mio padre Salvatore.

Il motivo di questa assegnazione stava nel fatto che nessuno degli altri 4 Condifesa “voleva” Giuseppe Laccone perché, benché fosse un tecnico preparato e di alto livello, aveva precedentemente dato “fastidio” ad alcuni per il suo modo di fare, e non aveva voluto approvare tecnicamente alcune pratiche di difesa fitosanitaria (cioè distribuzione e consumo di prodotti fitosanitari) in base ad una legge regionale dell’epoca.

Capii subito che “tipo” era Giuseppe Laccone, tecnico preparatissimo e tecnicamente rigoroso che non scendeva a compromessi con nessuno neanche con i dirigenti regionali e con le aziende di fitofarmaci.

Ci intendemmo quasi subito realizzando una tale mole di lavoro che portammo nel giro di qualche anno nelle campagne di tutta la Puglia (anche come Assocodipuglia) prima la Lotta Guidata poi la Difesa Integrata e quindi Biologica, oltre ad una serie di progetti come quello comunitario sul "Miglioramento della Qualità dell’Olio di Oliva”.

Inoltre é stato un grande maestro verso tantissimi giovani agronomi e tecnici agricoli, iniziando dai miei collaboratori, che li portati in oltre quarant'anni ad essere i protagonisti tecnici dell'agricoltura regionale.

Il tutto anche e/o soprattutto con una intensa comunicazione e divulgazione su carta stampata, radio e soprattutto televisione. Chi non ricorda la trasmissione che ho realizzato per 25 anni sull’emittente Telenorba: Agri7, sette giorni di agricoltura che comprendeva la rubrica “La Difesa delle Colture” con il dr. Giuseppe Laccone.

Tanti sono stati i servizi, i reportage, le inchieste e le indagini su tutte le malattie delle piante e le avversità  in agricoltura, ma soprattutto in viticoltura e olivicoltura, su numerose testate giornalistiche e trasmissioni su emittenti televisive che ho realizzato anche dopo la conclusione di Agri7. Il dr. Laccone era lì sempre con me a divulgare notizie e informazioni di carattere tecnico e fitopatologico.

Quarant’anni “insieme” dunque, anche con qualche diversità di vedute, ma sempre in un clima di correttezza ed educazione ed alla fine anche di grande affetto. Grazie dottor Laccone. (RDP)

 

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Nella foto: il dr. Giuseppe Laccone con Pasquale Carmignano responsabile dei servizi tecnici e fitopatologici     nbn  del Codita.

Il 4 Marzo sarà ricordato a Bari il prof. Franco Scaramuzzi con una giornata intitolata "I talenti pugliesi della ricerca nel settore oleario".

Il giorno dell’Epifania 2020, a Firenze, è mancato all’affetto dei suoi cari il Professor Franco Scaramuzzi. Era nato a Ferrara il 26 dicembre 1926.

Accademico dei Georgofili dal 1958, era stato chiamato a far parte del Consiglio Accademico nel 1979. Fu eletto Presidente nel 1986 e fu rieletto per 8 volte consecutive, rimanendo in carica per 28 anni.

Era Presidente quando, nel 1993, l’Accademia fu distrutta da un’autobomba attribuita alla mafia ed egli svolse un lavoro determinante per la sua ricostruzione. Attualmente ricopriva la carica di Presidente Onorario.

La notizia della morte del Prof. Franco Scaramuzzi mi ha molto colpito in quanto l’ho sempre ritenuto qualificatissimo punto di riferimento per le sorti e lo sviluppo dell’Agricoltura, l’Alimentazione e l’Ambiente della Puglia, in Italia e nel mondo.

Non posso dimenticare quando nel marzo 2009, mi conferì, su proposta del Prof. Marzi, il titolo di Accademico dei Georgofili.

Di seguito riportiamo, tratto dai Georgofili.info, quanto ha rappresentato in tutti i contesti e latitudini il Prof. Scaramuzzi.

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Franco Scaramuzzi si era laureato a Bari in Scienze Agrarie nel novembre 1948, con il massimo dei voti e lode. Grazie a una borsa di studio del Ministero per l’Agricoltura e le Foreste, avviò subito (dall’inizio del gennaio 1949) la propria attività accademica, anche come Assistente volontario presso l’apprezzato Istituto di Coltivazioni Arboree dell’Università di Firenze.

Nel 1954 vinse il concorso nazionale alla libera docenza in Coltivazioni Arboree. Nel 1959 vinse il concorso nazionale per l’omonima cattedra presso l’Università di Pisa. Nel 1969 fu chiamato dall’Università di Firenze a coprire il posto che era stato del suo Maestro, Alessandro Morettini.

Nel 1971 costituì a Firenze il nuovo Centro (poi divenuto Istituto) del CNR per gli Studi sulla Propagazione delle Specie Legnose, che diresse fino al 1979.

Collaborò con numerose Istituzioni e Centri di ricerca in tutti i Paesi Europei, nonché in America (Canada, Stati Uniti, America Latina), in Australia, in numerosi Paesi dell’Africa e dell’Asia (Medio Oriente, India, Indocina, Giappone, Cina). La sua attività scientifica fu dedicata soprattutto al miglioramento genetico e alla propagazione delle specie legnose, con particolare riguardo a temi di biologia applicata. Pubblicò centinaia di lavori e fu relatore a molti congressi scientifici in tutto il mondo.

Il Presidente della Repubblica, nel 1983 lo insignì di medaglia d’oro quale “Benemerito per la Scuola e la Cultura” e nel 1998 gli conferì la massima onorificenza dell’ordine al merito della Repubblica Italiana (“Cavaliere di Gran Croce”).

Nel 1972 fu eletto rappresentante dei Professori ordinari nel Consiglio Nazionale delle Ricerche. Fu eletto nel CUN (Comitato Universitario Nazionale) per due legislature, dal 1979 al 1986, quale rappresentante dei Professori ordinari delle Facoltà di Agraria italiane.

Dal novembre 1979 fu Rettore dell’Università di Firenze, fu poi rieletto e mantenne tale carica per 12 anni consecutivi. L’Ateneo gli conferì una medaglia d’oro.

Membro di numerose Accademie italiane e straniere, tra le quali l’Accademia delle Scienze Agrarie dell’Unione Sovietica (oggi della Russia). Fu socio fondatore e Presidente Generale della Società Orticola Italiana dal 1974 al 1985, Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino dal 1982 al 1990, Presidente della International Society for Horticultural Sciences dal 1990 al 1991 (della quale diventò “Honorary Member”).

Diresse per molti anni la «Rivista dell’Ortoflorofrutticoltura Italiana», trasformandola in «Advances in Horticultural Science» (interamente in lingua inglese). L’Istituto Agronomico per l’Oltremare lo chiamò, nella sua Sede di Firenze a far parte del Comitato direttivo, affidandogli anche la Presidenza per un breve periodo.

Nel 2000, anno di fondazione dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, fu eletto Membro del Comitato di Indirizzo e, dal 2009 al 2014, del Consiglio di Amministrazione dello stesso Ente.

L’Accademia dei Georgofili nell’ottobre del 2000, chiamò a Firenze le Accademie di Agricoltura Europee e ottenne la costituzione della UEAA (Unione Europea delle Accademie per l’agricoltura). L’Istituzione fu affidata dal primo anno all’iniziatore Franco Scaramuzzi. Nello stesso periodo, a Bologna, i Georgofili proposero e ottennero la costituzione della UNASA (Unione nazionale delle Accademie di Scienze Agrarie).

Scaramuzzi divenne Accademico dei Georgofili nel 1958 e fu chiamato a far parte del Consiglio Accademico dal 1979. Fu eletto Presidente nel 1986 e fu rieletto per otto volte consecutive, rimanendo in carica per 28 anni.  Dal 2014, fu nominato Presidente Onorario dei Georgofili e continuò a partecipare alle attività del Consiglio, mantendo la sua residenza di lavoro nella Sede Accademica.

Sulla vita di Franco Scaramuzzi, il giornalista Maurizio Naldini ha scritto il libro “50 anni a Firenze. Appunti di storia contemporanea per una biografia di Franco Scaramuzzi”, pubblicato nel novembre 2006 dall’Editore Polistampa. Sempre Naldini, dieci anni dopo, ha scritto un secondo libro “Il tempo delle idee. Fra l’80° e il 90° anno di Franco Scaramuzzi”, pubblicato nel dicembre 2016 dallo stesso editore. Nell’aprile 2018, Filiberto Loreti e Rolando Guerriero hanno scritto e pubblicato un libro dedicato al professor Scaramuzzi, che insegnò per 12 anni (1959-1970) all’Istituto di Coltivazioni dell’Università di Pisa: “Il Giovane professore” (edito da Campano Edizioni).

Nel 2014 la Regione Toscana gli conferì la medaglia d’oro Pegaso “per aver dedicato la propria vita allo studio, alla ricerca scientifica e all’organizzazione delle attività accademiche”. Dalla Confederazione Italiana Agricoltori gli è stato conferito in Campidoglio il premio nazionale “Bandiera Verde 2014” per l’attenzione costante verso i problemi dell’agricoltura e per il contributo di elaborazione e ricerca svolta anche attraverso l’Accademia dei Georgofili. L’Accademia degli Incamminati, nel settembre 2017 gli ha consegnato, nella Sede di Modigliana, il “Vincastro d'Argento” come “Premio a la vita”.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha partecipato questa mattina all’inaugurazione dei pannelli per il concorso delle opere d’arte per l’Aula Magna della Corte d’Appello e di Assise del Palazzo di Giustizia di Bari.

 

Le opere, dei fratelli Francesco e Raffaele Spizzico, sono state donate dalla famiglia alla Regione e sono ora esposte nel Palazzo della Presidenza della Giunta Regionale.

Con il motto “Venerdì” i due pannelli che misurano 80x240 cm in carta su legno, furono presentati dai fratelli Spizzico in occasione del concorso per la selezione delle opere destinate al Palazzo di Giustizia di Bari.

Sono stati presenti con Emiliano: il nipote Gianvito Spizzico, Gianvito Mastroleo della fondazione “Di Vagno”, la storica dell’Arte Lia De Venere, la restauratrice Daniela Distefano, gli assessori del Comune di Bari Ines Pierucci e Carla Palone e i dirigenti regionali che hanno curato l'acquisizione delle opere al patrimonio regionale.

 

Nel corso della cerimonia, c’è stato un reading di Gianpiero Borgia con testi tratti da "Aprile a New York" di Michele Dell'aquila che descrivono vita e opere di Spizzico.

 

Nel pannello 2 sono ritratte le personificazioni femminili dei diversi rami del diritto. Ogni figura, dal lungo collo e dal corpo molto slanciato – è assisa all’interno di una nicchia e tienei in mano un libro (il codice) e un oggetto che ne definisce l’identità, tra cui le manette, la borsa di monete o il martello. Le loro vesti variamente colorate sono caratterizzate da larghi panneggi dalle pieghe aguzze sottolineate da lumeggia ture, che sembrano richiamare esempi di pittura bizantineggiante del XIII secolo.

 

Il pannello 2B-I presenta la maestosa, regale figura stante della Giustizia che domina la composizione. I suoi abiti sono sfarzosi, porta sul capo una corona, è dotata di grandissime ali e regge nella destra una statuetta. E’ un’iconografica inconsueta della Giustizia.

 

“Quando l’architetto Spizzico mi ha proposto di regalare alla Regione queste opere – ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – ha capito che la commissione che aggiudicò all’epoca le decorazioni di Palazzo di Giustizia, senza nulla togliere ai vincitori, forse è andata un po’ di corsa. Perché queste di Spizzico sono opere straordinarie e siamo orgogliosissimi di poterle esporre qui, questa è la prima puntata, direi il detonatore perchè vorremmo riepilogare, con l’aiuto del Comune di Bari, la memoria della bottega Spizzico , per aprire un anno di memoria e di stimolo agli artisti locali”.

 

“E’ un dono – ha commentato ancora Emiliano nella pubblicazione che ha accompagnato la cerimonia - che mostra la generosità e la sensibilità della famiglia Spizzico e, nel contempo, diventa un riconoscimento importante al ruolo che sta svolgendo la Regione Puglia nel veicolare uno sviluppo fondato su una vera e propria fioritura di iniziative culturali legate all’arte, al cinema, al teatro, alla musica, alla letteratura e in generale alla bellezza.

Noi siamo consapevoli di avere nell’arte e nella cultura risorse importanti che devono trovare la capacità di pensarsi come sistema per poter far decollare questo territorio verso il futuro auspicato. Tutti noi dobbiamo essere impegnati a promuovere un’idea della cultura che sia volano di sviluppo e di crescita sociale e civile.

Le opere dei fratelli Spizzico rappresentano per noi, il segno tangibile di una comunità che si ritrova; un dono importante che ci ricorda il dovere del custodire, di aver cura, il bisogno di riscoprire che il contenuto della passione politica è la ricerca della bellezza.

Solo al bello possiamo arrenderci. Un grazie riconoscente, quindi, alla famiglia Spizzico perché attraverso queste due opere d’arte ci lascia un’orma di sapere, d

conoscenza e di bellezza che sopravvivrà nel tempo”.

 

Si è spento, prematuramente, Cosimo Lacirignola, Segretario Generale del CIHEAM, Organizzazione intergovernativa euromediterranea alla quale ha dedicato per oltre trent’anni, con passione e grande entusiasmo, gran parte della sua vita professionale.

Sarà presentato ufficialmente martedì 19 dicembre 2017 il nuovo consiglio provinciale, sezione BAT, dell’Onav, guidato dalla nuova delegata Francesca de Leonardis.

L’intero versante occidentale della provincia di Taranto è stato incluso nelle aree colpite dalla calamità del gelo.

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