Finalmente, quest’anno, dopo 2 anni di stop, causa Pandemia, l’AFT (Accademia Federiciana per la Trombosi e per le scienza cardiovascolari) ed APTEA (Associazione Per Trombosi E Anticoagulati, di Bari) hanno promosso sotto lo stimolo e l’entusiasmo del prof. Carlo Patrono (Università Cattolica di Roma), il Convegno attuale “L’Acido acetilsalicilico ha 125 anni: ASA 2022”, che rappresenta il miglior contributo di informazioni relativo all’uso appropriato e non, dell’ASA nella prevenzione primaria e secondaria della trombosi arteriosa (infarto, ictus, arteriopatie periferiche, aterotrombosi) e infine,la prevenzione di una particolare forma di cancro del Colon.

L’Abstract Book rappresenta un grande sforzo compiuto dai relatori, quasi tutti, nel preparare un ampio riassunto delle loro relazioni sull’ASPIRINA, nella prevenzione, soprattutto secondaria, delle malattie cardiocerebrovascolari e nel cancro del colon

Siamo grati fortemente al prof. Carlo Patrono che ci ha proposto questo tema di grandissimo interesse il “125^ anniversario di ASA”, un farmaco sempre attuale, che ancora presenta il suo fascino, non solo farmacologicamente, ma soprattutto nella pratica clinica continua di milioni di persone che dipendono da tale farmaco, soprattutto nella prevenzione degli eventi cardiovascolari successivi alla rivascolarizzazione delle arterie coronariche dopo stent (PCI), all’infarto, all’ictus, alle arteriopatie periferiche e quindi, alle complicanze dell’aterotrombosi.

L’ASA è impiegata da sola o in certe situazioni e momenti, associata ad altri farmaci antiaggreganti più recenti come il clopidogrel, il prasugrel, il ticagrelor nella combinazione di doppia aggregazione (DAPT) o in quella associata all’anticoagulante orale diretto antiXa, rivaroxaban, come discuteremo ampiamente nelle due giornate dedicate al tema.

Questo convegno è particolarmente disegnato per esprimere democraticamente le differenti opinioni sull’impiego dell’ASA da sola o associata (DAPT) o persino sostituita da qualcuno dei nuovi antiaggreganti.

Il prof. Carlo Patrono ha voluto dare ampio spazio e tempo al dibattito costruendo le tavole rotonde in maniera da condividere le prospettive dell’impiego dell’ASA, tenendo presente l’efficacia antitrombotica dei farmaci (da soli o associati) e l’effetto collaterale importante, il rischio di sanguinamento sempre presente con questi farmaci.

L’ultima parte del Convegno è dedicata alla profilassi non farmacologica delle malattie cardiovascolari e in ultima analisi delle malattie non trasmissibili (ipertensione,diabete, obesità, malattie cardiorespiratorie e tumori).

Infatti, un’alimentazione adeguata e corretta (come quella mediterranea) un’attività fisica variegata, ma sufficiente, contrapposta alla sedentarietà , iniziata fin dai primi anni di vita, uno stile di vita appropriato (ad evitare fumo, alcool a dosi non sane e lo stress psico-fisico) potrebbero, in definitiva, rappresentare la prevenzione primaria non farmacologica e forse evitare nel tempo patologie successive malattie croniche invalidanti, di cui ci occupiamo tanto, nella pratica clinica.

E’ stato redatto un abstract book che contiene un sunto allargato di tutte le relazioni presentate al convegno, che si è pregiato di raccontare la storia illuminante e preziosa dell’Aspirina, una specie di Amarcord, attraverso una prospettiva sul primo ottavo di millennio di ricerca dell’ASA, eseguita in un lungo capitolo affascinante del libro curato dal prof. Giovanni de Gaetano, con la collaborazione di Chiara Cerletti dell’Istituto Neuromed, Pozzilli (Is)

Infine, non meno pregevole e accurata la storia dell’acido acetilsalicilico sin dalla nascita in un laboratorio di chimica della Bayer, da parte di chi ha vissuto la vita del marketing per 40 anni, il dr. Umberto Palazzo, ora curatore della comunicazione e dei progetti della stessa AFT.

L’assessore regionale alla Sanità e il direttore del Dipartimento Salute regionale, Vito Montanaro, hanno convocato, quest’oggi, nel padiglione 152 della Fiera del Levante di Bari, tutte le Aziende del Sistema Sanitario regionale (SSR)  per dare maggiore impulso alle ASL, A.O.U. e I.R.C.C.S pubblici nell’attuazione delle politiche di riqualificazione della spesa per farmaci, dispositivi medici e ausili protesici.

Rispetto a tale spesa, già a partire dal 2017, la Giunta Regionale ha approvato numerosi provvedimenti di indirizzo e programmazione (in ultimo, nel 2022, le D.G.R. n. 314/2022, D.G.R. n. 132/2022 e D.G.R. n. 133/2022) con espresse indicazioni strategiche e operative per le Aziende sanitarie finalizzate a riallineare i dati di spesa e consumo della Puglia con quelli della media nazionale 

Le azioni sono state incentrate principalmente sul miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva, sul potenziamento delle gare centralizzate di appalto tramite il Soggetto Aggregatore Regionale e sull’utilizzo dei cruscotti informatizzati di monitoraggio, implementati nel sistema informativo regionale Edotto. 

Nel corso dell’incontro, al quale hanno partecipato i vertici dirigenziali delle Aziende del SSR, il dirigente della Sezione Farmaceutica regionale, Paolo Stella, ha illustrato i dati aggiornati di spesa e consumo dei farmaci, dispositivi medici e assistenza protesica, evidenziando gli indici di scostamento per ogni Azienda del SSR rispetto agli obiettivi di riduzione assegnati dalla Giunta, e richiamando le principali linee strategiche con chiare indicazioni sulle priorità di azione.

Il messaggio dato alle Direzioni generali delle Aziende del SSR da parte dell’ Assessore alla Sanità e del Direttore del Dipartimento Salute regionale è stato quello di sollecitare la concreta attuazione delle politiche di contenimento della spesa disposte dalla Giunta Regione per ottenere i risparmi attesi.

Prende forma  la strategia di potenziamento della rete ospedaliera in Puglia, in attuazione del Regolamento regionale di riordino del sistema ospedaliero”. Ne dà notizia l’assessore alla Sanità della Regione Puglia, Rocco Palese, all’indomani della seduta della Giunta regionale che ha dato via libera alla prima fase di riorganizzazione della rete ospedaliera.

“Si tratta – commenta l’assessore Palese – dell’avvio di un percorso di rivisitazione dell’intera rete, secondo tre precisi step. Innanzitutto si è inteso rideterminare  il numero dei posti letto delle strutture pubbliche e private accreditate, sulla scorta di una redistribuzione dei medesimi già previsti da atti di precedenti programmazione, al fine di qualificare ulteriormente l’offerta assistenziale. Inoltre,  si è inteso intervenire su una delle priorità del Servizio Sanitario Regionale, ovvero la definizione di  strategie di decongestionamento dei Pronto soccorso, attribuendo almeno un modulo di n. 10 posti letto  del codice disciplina di Medicina e Chirurgia d'accettazione e d'urgenza  ai Dea di Secondo Livello e agli Ospedali di Primo livello (con un numero di accessi giornalieri significativo). Il percorso di riorganizzazione proseguirà, per le successive due fasi, con l’attribuzione dei posti letto per singola struttura, da realizzarsi entro il 30 giugno prossimo, a seguito di apposite interlocuzioni con le direzioni strategiche, dando priorità alle strutture pubbliche e,  in subordine, alle strutture private accreditate. Come terzo step si provvederà con la stesura di un unico provvedimento di riordino della rete ospedaliera”.

“Dunque – sottolinea l’assessore – prevediamo di incrementare i posti di terapia intensiva, di riconvertire una quota parte dei posti letto in area medica in semintensiva e di potenziare il numero di quelli per acuti, per la riabilitazione e la lungodegenza, sulla base della valutazione epidemiologica dei bisogni della salute dei cittadini pugliesi. Questo ci consentirà, tra le altre cose, di perseguire e raggiungere gli obiettivi indicati nel regolamento ministeriale in materia di standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera. Vorrei, inoltre, sottolineare che il piano di riorganizzazione che abbiamo avviato riguarda, altresì, l‘istituto I.R.C.C.S. ‘S. De Bellis’. Su proposta della direzione strategica dell’Istituto De Bellis, è previsto un incremento dei posti letto al fine di implementare la chirurgia bariatrica ed efficientare il percorso terapeutico dei soggetti obesi, con l’istituzione del “Centro di Riferimento Regionale per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali” presso la Unità Operativa “Inlammatory Bowel Diseases” (IBD) dell’IRCCS di Castellana Grotte.  Per gli Ospedali Riuniti di Foggia accogliamo la richiesta di rimodulazione dei posti di riabilitazione, prevedendo espressamente i posti letto codice 28 e codice 7,5, nonché incrementando i  posti letto di neurologia della stroke unit, modello avanzato di trattamento dei disturbi cerebrovascolari. Istituiamo, inoltre, presso l’Ospedale di San Severo l’Unità di Neurologia con una stroke unit di primo livello. Il nostro obiettivo è quello di migliorare, secondo i principi della sostenibilità sociale, economica e finanziaria, tutto il sistema sanitario regionale al fine di renderlo quanto più rispondente ai bisogni dei cittadini in termini di qualità, sicurezza ed efficienza".

Negli uffici dell’hub vaccinale della Fiera del Levante di Bari, alla presenza del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, dell’assessore alla Salute Rocco Palese e del direttore del Dipartimento Salute Vito Montanaro, sono stati firmati i nuovi contratti dei direttori generali delle aziende sanitarie pugliesi.

“Da mercoledì 16 febbraio – ha dichiarato Emiliano - tutte le aziende ospedaliere della Puglia vedranno o confermati o avvicendati i loro direttori generali. Oggi abbiamo fatto una riunione di partenza con l’assessore Rocco Palese, abbiamo assegnato gli obiettivi e sollecitato gli adempimenti. Si tratta di una squadra quasi totalmente confermata rispetto agli anni passati, nei quali ho svolto direttamente la funzione di assessore alla sanità. Anni molto positivi: eravamo l’ultima regione italiana per i livelli essenziali di assistenza per qualità sanitarie e adesso siamo tra le prime dieci.

Un salto di qualità molto importante che però deve continuare, perché sono in corso assunzioni di personale importantissime grazie ai risparmi di spesa che abbiamo in molti settori, in questo modo potremo dare il giusto sostengo a tutto il personale che in questi due anni di Covid non solo ha sostenuto il peso della pandemia, ma ha consentito di effettuare questo salto di qualità alla Regione Puglia”.

“La Puglia - ha concluso il presidente Emiliano – è la Regione che ha meno arretrato di interventi chirurgici rispetto alle altre regioni italiane a causa del Covid. Risultato che dobbiamo al lavoro durissimo fatto dai nostri medici, dai nostri infermieri e dai nostri operatori sanitari.

Dal 16 si ricomincia con ancora più determinazione e maggiore forza, perché la squadra funziona ma può fare molto meglio”. 

I contratti firmati sono: Giovanni Migliore, Direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Policlinico” di Bari; Antonio Sanguedolce, Direttore generale dell’ASL BA; Flavio Mario Roseto, Direttore generale dell’ASL BR; Tiziana di Matteo, Direttore generale dell’ASL BT; Vito Gregorio Colacicco, Direttore Generale dell’ASL TA; Stefano Rossi, direttore generale Azienda Ospedaliera V. Fazzi di Lecce; Alessandro Delle Donne, direttore generale Istituto tumori Giovanni Paolo II BARI; Giuseppe Pasqualone, commissario Azienda Ospedaliera Policlinico Riuniti Foggia; Tommaso Antonio Stallone, direttore generale Irccs De Bellis Castellana Grotte; Michele Pelillo, commissario per Ospedale S. Cataldo di Taranto. 

“È stata una giornata di lavoro con i direttori generali, con il Presidente e con il capo del Dipartimento – ha spiegato l’assessore Palese - Abbiamo fatto una riflessione lunga, a 360 gradi, su cui si sono create le basi per iniziare anche a ragionare sul post pandemia, su quello che sarà l’attuazione del PNRR e su una serie di obiettivi tra cui il controllo della spesa farmaceutica e il controllo della mobilità passiva. Sono gli elementi essenziali per tornare in equilibrio e per poter consentire al sistema sanitario pugliese di avere molte più prestazioni e molto più personale”.

Per Montanaro “la squadra è solida. Siamo riusciti a raggiungere obiettivi fondamentali in questi anni. Tutti insieme, dalla stessa linea di partenza, dobbiamo pianificare e programmare le azioni per il cambiamento del sistema sanitario regionale dei prossimi 5-10 anni”.

Alla ASL di Bari quasi 12mila somministrazioni nelle ultime 24 ore, più di 316mila dall’inizio del mese di gennaio. La campagna anticovid continua ad avanzare in modo costante, grazie ad una solida organizzazione che sinora ha permesso di raggiungere la quota ragguardevole di 2 milioni e 820.609 vaccini somministrati. Crescono soprattutto i richiami, ad oggi 684.482, per la popolazione over 12 che ha completato il ciclo vaccinale da almeno quattro mesi. Quasi il 79% dei residenti, infatti, ha ricevuto la dose booster e, tra gli over 50, si sfiora il 90%. La copertura più alta è stata raggiunta tra gli ultraottantenni di Bari e provincia: il 95% è protetto con il richiamo.In questa fase i centri vaccinali sono particolarmente impegnati nel garantire la massima copertura possibile alla fascia pediatrica 5-11 anni. La ASL Bari, tra quest’ultima parte di gennaio e la prima metà di febbraio, ha in programma circa 120 sedute dedicate (per prime e seconde dosi) distribuite su 24 punti vaccinali in tutto il territorio provinciale. Con 51.580 dosi somministrate alla fascia 5-11 anni e 212.349 al target 12-19 anni, la campagna corre velocemente verso il doppio obiettivo di mettere in sicurezza la scuola e, con essa, anche la parte più giovane della popolazione. Bambine e bambini 5-11enni sono già protetti al 50% (con prima dose), mentre il target 12-19 è al 95% in tutta la provincia (e 91% con ciclo completo) e ha raggiunto un eccellente 99% nella città di Bari.

ASL BAT

Il 46% della popolazione di età compresa tra i 5 e gli 11 anni della provincia BAT ha già ricevuto la prima dose di vaccino (pari a 11.631 bambini) mente il 13% ha ricevuto anche la seconda dose (pari a 3.196 bambini).Nella fascia di età 12-19 invece l'86 per cento ha ricevuto la prima dose, il 78 per cento ha ricevuto la seconda e il 19% ha completato il ciclo vaccinale con la terza dose.

ASL BRINDISI

Nella ASL di Brindisi, ieri, sono state somministrate circa 4.000 dosi di vaccino anti Covid e fra queste 409 nel centro vaccinale di Bozzano a Brindisi, 323 da Conforama a Fasano, 303 nella scuola primaria di San Donaci, 281 nel palazzetto dello sport di Ceglie Messapica, 298 nel pressostatico di San Vito dei Normanni, 362 nella struttura tensostatica di Oria, 398 nel poliambulatorio territoriale di Francavilla Fontana; 25 sono state le vaccinazioni a domicilio effettuate dalla Asl e 272 quelle in ambulatorio a cura dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. Le vaccinazioni pediatriche, nella giornata di ieri, sono state 658.    

ASL FOGGIA

In provincia di Foggia sono state somministrate dall’avvio della campagna vaccinale anticovid 1.268.608 dosi. 

Sono 269.445 le dosi somministrate da Medici di Medicina Generale e Pediatri di libera scelta, 7.263 presso le farmacie convenzionate. Le restanti, presso gli hub e i Punti Vaccinali del territorio.

Hanno ricevuto la terza dose di richiamo 289.527 persone. 

Ad oggi hanno ricevuto la prima dose 10.602 bambine e bambini di età compresa tra 5 e 11 anni e 39.742 giovani di età compresa tra 12 e 19 anni.

ASL LECCE

Sono 7537 (di cui 465 prime dosi, 1510 seconde dosi e 5562 terze dosi) le vaccinazioni effettuate ieri in ASL Lecce tra Punti vaccinali di popolazione, Scuole, Farmacie e Medici di Medicina generale. 

Tra queste: 1114 nella Caserma Zappalà, 266 nel Museo S. Castromediano, 180 nel Centro polivalente di Galatina, 260 nell'Hub di Nardò, 461 nel Complesso Euroitalia di Casarano, 449 nel Pta (Ex Ospedale) di Gagliano del Capo, 400 nella Palestra del Liceo Scienze Umane “Q. Ennio” di Gallipoli, 175 nell'Ospedale di Casarano, 330 nell'Hub di Poggiardo, 364 nel Pta (Ex Ospedale) di Maglie, 277 nella RSSA comunale di Martano, 144 nel Pta (Ex Ospedale) di Campi, 101 nel Dea Vito Fazzi, 118 nel Capannone ex Acait di Tricase, 1070 dai Medici di Medicina generale, in ambulatorio e a domicilio.

 

In provincia di Lecce il 53.1% della fascia 5-11 anni ha ricevuto la prima dose di vaccino antiCovid e il 23.4% ha completato la vaccinazione. Sono 33.260 le vaccinazioni pediatriche effettuate finora.

ASL TARANTO

La campagna vaccinale in ASL Taranto ha registrato ieri il totale di 6.386 dosi somministrate: 839 prime dosi, delle quali 502 pediatriche; 1.175 seconde dosi, delle quali 406 pediatriche; 4.372 dosi di richiamo.  

Nello specifico, a Taranto 611 dosi sono state somministrate presso la SVAM, di cui 238 pediatriche, e 998 presso l’Arsenale della Marina Militare; 736 dosi a Ginosa e 841 a Manduria. Per le dosi pediatriche, 144 sono state somministrate a Grottaglie, 280 a Martina e 170 a Massafra. Sono state somministrate 1.175 dosi nelle farmacie 

 

Da lunedì 24 gennaio la Puglia, dopo la firma della nuova ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, é in zona gialla.

“Il passaggio in zona gialla oltre a rendere obbligatorio di nuovo l’uso di mascherine all’aperto ad eccezione dei bambini sotto i sei anni e di chi fa sport, prevede un massimo di 4 persone per tavolo al chiuso in bar, ristoranti e agriturismi. 

La ripresa dei contagi per la variante Omicron rischia di peggiorare nel 2022 la situazione già difficile del settore agrituristico – aggiunge Coldiretti Puglia - con le aziende che hanno perso nell’ultimo anno il 27% delle presenze rispetto a prima della pandemia nel 2019, soprattutto per effetto del crollo degli stranieri ma anche degli italiani. Ammontano ad oltre 200 milioni le perdite che hanno colpito i consumi nelle attività di ristorazione – aggiunge Coldiretti Puglia - ma anche per l’acquisto di cibo di strada e souvenir agroalimentari delle vacanze nel 2021. 

Il turismo in Puglia impatta per 6,5 miliardi sui consumi finali, pari al 12,3% sui consumi totali – insiste Coldiretti Puglia – una ricchezza straordinaria a cui contribuisce il turismo esperienziale negli agriturismi, come dimostrato dalla quota percentuale di soddisfazione nel rapporto con il territorio. Ai primi posti di gradimento c’è l’offerta di olio di qualità all’85%, di prodotti agroalimentari all’83, paesaggi e colori per il 75%, l’ospitalità al 72% e l’offerta vitivinicola al 70%, 

La Puglia – sottolinea la Coldiretti regionale - è fortemente dipendente dall’estero per il flusso turistico con oltre 3,8 milioni di pernottamenti di turisti stranieri che la scorsa estate hanno dovuto rinunciare a venire in Puglia per effetto delle limitazioni e alle preoccupazioni per la diffusione del contagio. L’assenza di stranieri in vacanza in Puglia  grava sull’ospitalità turistica nelle mete più gettonate che risentono notevolmente della loro mancanza anche perché – sottolinea Coldiretti Puglia – i turisti dall’estero da paesi come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna o la Cina hanno tradizionalmente una elevata capacità di spesa abilitate; 52 in altre strutture sanitarie. I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta hanno somministrato 1.285 dosi nei propri ambulatori, di cui 30 pediatriche, e 94 a domicilio.

 

La Struttura del Commissario per l'emergenza Covid-19, d’intesa con il Ministero della Salute e sentito l’Ordine dei Farmacisti, ha raggiunto l’accordo con FederFarma, AssoFarm e FarmacieUnite circa la vendita delle mascherine Ffp2 a prezzo calmierato presso le farmacie aderenti. Il prezzo concordato è pari a 0,75 Euro per unità.

L’accordo sarà siglato a breve e le adesioni saranno sottoscritte attraverso il sistema tessera sanitaria.

Sul fronte della campagna vaccinale, invece, nel mese di dicembre il numero di somministrazioni effettuate è stato di 14,5 milioni. Per il mese di gennaio 2022, alla luce dei risultati positivi fatti registrare dalle Regioni/Province autonome nel periodo delle festività natalizie e di fine anno, con punte di quasi 650 mila somministrazioni giornaliere, si potranno raggiungere i 15 milioni di somministrazioni.
Il fabbisogno di vaccini per il mese di gennaio verrà assicurato dalle dosi di Pfizer e Moderna nella disponibilità della Struttura Commissariale. Nel complesso, i quantitativi sono in grado di esprimere una potenzialità di 26 milioni di somministrazioni. 3 Gennaio 2022.

La Giunta ha designato oggi i direttori generali e i commissari delle aziende ed enti del Servizio sanitario regionale:

per la Asl Bat: designata Tiziana Di Matteo, già direttrice amministrativa del Policlinico di Bari;

per la Asl Brindisi: designato Flavio Roseto, già direttore della Sanitaservice Brindisi;

per la Asl Bari: confermato dg Antonio Sanguedolce;

per la Asl Taranto: designato Gregorio Colacicco, già direttore sanitario;

per la azienda ospedaliera Policlinico Consorziale di Bari: confermato dg Giovanni Migliore

per l’Irccs Oncologico Giovanni Paolo II di Bari: confermato dg Alessandro Delle Donne;

per l’istituenda azienda ospedaliera “Vito Fazzi” di Lecce: designato Stefano Rossi già dg Asl Taranto;

per l’istituenda azienda “zero” (accentrerà le funzioni amministrative e di gara): designato commissario Giuseppe Pasqualone, già dg Asl Brindisi;

per l’istituenda azienda ospedaliera “San Cataldo” di Taranto: designato commissario Michele Pelillo;

per l’Irccs “De Bellis” di Castellana (Ba): confermato Dg Tommaso Stallone;

per l’istituenda azienda per la prevenzione (accentrerà i Dipartimenti di prevenzione): designato commissario Pietro Quinto.

 “La vaccinazione che oggi avviene con la collaborazione di tutte le università pugliesi ci consentirà di fare a tutto il personale le terze dosi, ma anche le prime, per chi non l’avesse ancora fatta. Il vaccino è un’arma formidabile che non ha rischi particolari, non diversi da quelli di altri medicinali che prendiamo normalmente, soprattutto aiuta tutta la nostra società a continuare la vita normalmente, in particolare la scuola, le università e tutti i luoghi della formazione che altrimenti rischiano di paralizzarsi con danni gravissimi per tutti i nostri ragazzi e le nostre ragazze” dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

 

È partita oggi in Puglia la somministrazione delle terze dosi di vaccino anti Covid per il personale universitario over 40. Al Policlinico di Bari, negli  ambulatori vaccinali predisposti per docenti e amministrativi dell’Università di Bari e del Politecnico di Bari, sono stati vaccinati con la dose booster i primi 400 soggetti. Complessivamente sono 6mila i dipendenti dell’università “Aldo Moro” e del politecnico  ai quali sarà somministrata la terza dose al Policlinico di Bari. L’ultima circolare regionale, infatti, ha dato priorità al personale scolastico e universitario.

 

“Oggi abbiamo un'arma importante che ha già dato i suoi frutti: il vaccino. Consapevoli dei suoi risultati dobbiamo continuare su questa strada. L'università di Puglia si è dovuta adattare alla situazione e si è adattata brillantemente, perché non possiamo permetterci di rischiare. Vogliamo l'università in presenza – commenta l’assessore alla Formazione, all'Istruzione e all'Università della Regione Puglia, Sebastiano Leo - Non possiamo escludere la sicurezza del personale e dei ragazzi. La vaccinazione è un atto democratico che salvaguardia tutti noi, le nostre famiglie. La lotta contro il Covid non è finita. Dobbiamo avere massima prudenza e non dobbiamo abbassare la guardia. Per questa ragione è stato ritenuto necessario il richiamo vaccinale che consentirà una copertura durante tutto l'anno universitario. L'Università di Puglia è pronta per la terza dose”.

 

“Il Policlinico di Bari assicura, oltre alle vaccinazioni agli operatori sanitari e ai pazienti fragili, anche le dosi booster per il personale universitario e offre così un importante contributo al pieno godimento del diritto allo studio affinché i due Atenei possano continuare a garantire lezioni ed esami in presenza – spiega il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore – Solo attraverso la vaccinazione possiamo mettere in sicurezza il sistema formativo per i nostri giovani e consolidare il risultato record in termini di immunizzazioni raggiunto complessivamente dalla Regione Puglia”.

 

““Il vaccino è lo strumento per contenere l'espansione del fenomeno pandemico - afferma il rettore dell’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’, Stefano Bronzini - Grazie alla collaborazione tra Università di Bari e Regione Puglia il personale universitario potrà  ricevere la terza dose del vaccino anti-SARS-COV-2. Confido in una ampia adesione per  garantire una maggiore sicurezza per le attività in presenza e anche per difendere quella socialità riconquistata che rappresenta un elemento importante per la qualità della vita universitaria".

 

 “Aderiamo con convinzione a questa nuova e importante fase della campagna vaccinale, così come abbiamo fatto fin dall’inizio. Il Politecnico di Bari è parte attiva di un sistema universitario regionale e nazionale che ha il compito di sostenere la ripartenza del Territorio e del Paese e, per riuscirci, abbiamo bisogno di mantenere tutte le attività in presenza. Dobbiamo scongiurare il rischio di nuove restrizioni, che vanificherebbero il grande sforzo che tutti abbiamo fatto fino a questo momento” dichiara il rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino.

 

“L’Università del Salento – dichiara il rettore dell’Università del Salento, Fabio Pollice - è già all’opera per organizzare al meglio questa nuova tappa della campagna vaccinale, strumento essenziale per tornare a vivere in presenza e in sicurezza prima di tutto le attività didattiche, così preziose per i nostri studenti. Grazie al lavoro di tutte le Istituzioni coinvolte nella lotta alla pandemia, si avvicina sempre di più, dunque, l’auspicato ritorno alla normalità. Normalità che aiuterà la nostra comunità accademica a rinnovare il proprio impegno, in termini di risorse ed energie, per fare del nostro territorio, proprio in ambito sanitario, un polo di eccellenza a livello internazionale”.

 

“L’Università di Foggia è accanto al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e sostiene in pieno tutte le politiche regionali relative al potenziamento della vaccinazione. I nostri Hub sono nel pieno dell’attività, vacciniamo oltre settecento persone al giorno. Riteniamo che il green pass, quindi il vaccino, sia l’unico strumento per contenere la diffusione del contagio e come istituzione intendiamo agevolare e incentivare tutte le iniziative per la lotta al Covid-19. La Regione Puglia sta dimostrando grandi capacità organizzative mettendo in campo straordinarie risorse, e la campagna di vaccinazione procede nel migliore dei modi. Il sostegno da parte dell’Università sarà sempre più concreto e tangibile con i numeri delle vaccinazioni. Siamo già alla fascia degli over 40, segno che la risposta c’è e si rafforzerà sempre di più nei prossimi giorni. Abbiamo intenzione di continuare la didattica in presenza e pertanto rafforzeremo ogni giorno il nostro invito alla vaccinazione” dichiara il rettore dell’Università di Foggia, Pierpaolo Limone.

 

Per il rettore della Lum, Antonello Garzoni: “L’avvio della campagna vaccinale per il personale universitario pugliese rappresenta una grande occasione per consolidare la sicurezza degli atenei pugliesi e consentirci il contatto diretto con i nostri studenti che resta una condizione imprescindibile per svolgere appieno la nostra missione”.

In Italia è scattato quasi un allarme alimentare al giorno con ben 297 notifiche inviate all’Unione Europea durante il 2020, delle quali solo 56 (19%) hanno riguardato prodotti con origine nazionale, mentre 160 provenivano da altri Stati dell’Unione Europea (54%) e 81 da Paesi extracomunitari (27%). E’ quanto emerge dal dossier Coldiretti su “La black list dei cibi più pericolosi” presentato dalla Coldiretti (www.coldiretti.it) al XIX Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’alimentazione sulla base delle rilevazioni dell’ultimo rapporto del Sistema di allerta rapido europeo (RASFF), che registra gli allarmi per rischi alimentari verificati a causa di residui chimici, micotossine, metalli pesanti, inquinanti microbiologici, diossine o additivi e coloranti nell’Unione Europea nel 2020.

In Italia – sottolinea la Coldiretti - oltre otto allarmi alimentari su dieci sono dunque scattati a causa di cibi pericolosi provenienti dall’estero (81%).

Dai semi di sesamo dell’India di moda per le insalatone salutiste alla carne di pollo low cost dalla Polonia, dalla frutta e verdura turca al pepe nero brasiliano salgono sul podio della “black list” dei prodotti alimentari più pericolosi per la salute rilevati nella Ue, nella quale rientrano anche le arachidi da Usa e Argentina, i pistacchi turchi ed iraniani e le ostriche francesi, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Rassf. In generale in testa alla classifica dei Paesi dai quali giungono i cibi più contaminati ci sono l’India, responsabile del 12% degli allarmi alimentari scattati in Europa, la Turchia con il 10% e la Polonia (10%) ma preoccupazioni - continua la Coldiretti - arrivano anche dalla Francia (6%), dall’Olanda (6%) e dalla Cina (6%).

 

Un’emergenza quindi che – sottolinea la Coldiretti – non riguarda solo i Paesi in via di sviluppo ma che, per effetto della globalizzazione degli scambi e della competizione al ribasso sui prezzi, si estende anche a quelli più ricchi. I pericoli maggiori – continua la Coldiretti – sono venuti dai semi di sesamo dell’India, molto di moda nelle insalate salutistiche, a causa della presenza di ossido di etilene, e dalla carne di pollo polacca con la salmonella, ma sul podio del rischio c’è anche la frutta e verdura importata dalla Turchia per la presenza di residui di pesticidi. Nella black list alimentare – precisa la Coldiretti – ci sono poi il pepe nero brasiliano a rischio salmonella, i fichi secchi dalla Turchia per l’elevato contenuto in aflatossine cancerogene come pure le arachidi da Usa e Argentina, i pistacchi turchi ed iraniani mentre le ostriche francesi sono state individuate contaminazioni da norovirus responsabili di gastroenteriti.

 

Non si tratta peraltro di quantità trascurabili con l’Italia che ha importato 7 milioni di euro di semi di sesamo dall’India nel 2020 per un totale di quasi 5 milioni di chili mentre dalla Polonia sono arrivati ben 14 milioni di chili di carne di pollo per un importo di oltre 20 milioni di euro e l’importazione di frutta e verdura dalla Turchia ha raggiunto addirittura 416 milioni di euro, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Istat.

 

Non sorprende dunque che l’87% degli italiani voglia il divieto di ingresso nei mercati nazionali dei prodotti provenienti da paesi privi di regole sociali, di sicurezza e sanitarie analoghe a quelle italiane e della Ue, secondo l’analisi Coldiretti/Censis. Secondo la stragrande maggioranza dei cittadini è inutile imporre alle imprese italiane leggi sempre più severe se poi si consente ad imprese spregiudicate o a interi settori produttivi di altri paesi senza legislazioni analoghe di invadere il mercato italiano con prezzi stracciati, magari sfruttando il ricorso a lavoro semischiavistico o minorile o, anche, a produzioni senza rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale.

 

“Occorre garantire che le importazioni di prodotti da paesi terzi rispettino gli stessi standard sociali, sanitari e ambientali delle produzioni italiane ed europee” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare l’importanza che l’Ue assicuri il principio di reciprocità nei rapporti commerciali.

 

 

 I CIBI PIU’ PERICOLOSI                         PAESE                      MOTIVAZIONE

  • semi di sesamo (296 casi)                        India                           Ossido di etilene
  • carne di pollo (273)                                    Polonia                     Salmonella
  • frutta e verdura (190)                                 Turchia                      Pesticidi
  • pepe nero (61)                                            Brasile                       Salmonella
  • fichi secchi (58)                                          Turchia                      Aflatossine
  • arachidi (49)                                                Usa                            Aflatossine
  • Pistacchi (39)                                              Turchia                      Aflatossine
  • Ostriche (33)                                               Francia                      Norovirus
  • Pistacchi (29)                                              Iran                            Aflatossine
  • Arachidi (29)                                               Argentina                  Aflatossine

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Rapporto Rassf 2021

Da oggi pomeriggio le persone nate prima del 31 dicembre 1961 (over 60) possono prenotare la terza dose di richiamo del vaccino anti-Covid purché siano passati almeno sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale. E quindi secondo questo schema:

Ultima dose > Terza dose

Marzo e Aprile 2021 > Ottobre 2021
Maggio 2021 > Novembre 2021
Giugno 2021 > Dicembre 2021
Luglio 2021 > Gennaio 2022
Agosto 2021 > Febbraio 2022
Settembre 2021 > Marzo 2022
Ottobre 2021 > Aprile 2022
Novembre 2021 > Maggio 2022
Dicembre 2021 > Giugno 2022

La prenotazione può avvenire tramite:
- la piattaforma La Puglia ti vaccina (lapugliativaccina.regione.puglia.it)
- gli sportelli del Centro unico prenotazioni - CUP
- le farmacie accreditate al servizio FarmaCUP

È possibile ricevere la dose aggiuntiva anche presentandosi, senza prenotazione, in una delle sedi vaccinali pugliesi nelle giornate e negli orari indicati in calendario. (https://www.regione.puglia.it/web/speciale-coronavirus/vaccino-anti-covid/sedi-vaccinali).

“La dose di richiamo - dichiara l’assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco - è importante per rafforzare la protezione data dalla vaccinazione e prolungarne l’effetto nel tempo. Il coronavirus circolerà ancora a lungo: meglio essere protetti contro un virus così insidioso”.

 

La pandemia di coronavirus (Covid-19) ha messo a dura prova i sistemi sanitari europei, rivelando lacune nel modo in cui vengono affrontate le emergenze di salute pubblica. Il Parlamento europeo ha costantemente promosso una politica comunitaria coerente in materia di salute pubblica. La pandemia mostra l'importanza del coordinamento tra i paesi europei per proteggere la salute delle persone, sia durante una crisi che in tempi normali in cui possiamo affrontare le condizioni di salute sottostanti, investire in sistemi sanitari forti e formare gli operatori sanitari. La proposta della Commissione europea per un nuovo programma sanitario dell'UE, EU4Health, mira a colmare queste lacune. Le tre priorità principali di EU4Health sono: affrontare le minacce sanitarie transfrontaliere; rendere disponibili e abbordabili i farmaci; e rafforzare i sistemi sanitari. Con EU4Health, l'UE investirà 5,3 miliardi di euro a prezzi correnti in azioni con un valore aggiunto dell'UE. EU4Health aprirà la strada a un'Unione europea della salute investendo in priorità sanitarie urgenti: la risposta alla crisi COVID-19 e il rafforzamento della resilienza dell'UE alle minacce sanitarie transfrontaliere, il piano europeo per combattere il cancro e la strategia farmaceutica per l'Europa. L'Unione europea della sanità migliorerà la protezione, la prevenzione, la preparazione e la risposta ai rischi per la salute umana a livello dell'UE.

Alcuni giorni or sono è stato firmato a Roma un Protocollo d’Intesa tra il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli e il Commissario Generale per la partecipazione dell’Italia a Expo Dubai 2020.

I temi al centro dell’intesa sono stati soprattutto la tutela della salute, del diritto ad un'alimentazione adeguata, sicura e senza sprechi, che persegue modelli sostenibili e innovativi di produzione agricola.

L'accordo è stato sottoscritto durante l'evento preparatorio di Maker Faire Rome - The European Edition "Buono! Storie italiane di agricoltura, territori e cibo sostenibili", promosso e organizzato dalla Camera di Commercio di Roma e realizzato in collaborazione con il Santa Chiara Lab - Università di Siena, nel quadro del percorso di avvicinamento al Food Systems Summit dell'Onu, i cui risultati verranno valorizzati nel quadro degli eventi che l'Italia organizzerà con Organizzazioni internazionali, a partire dall'Unione europea.


Il Protocollo firmato mira a valorizzare la partecipazione dell'Italia all'Esposizione Universale di Dubai, al via il primo di ottobre prossimo, attraverso la promozione dei modelli innovativi al servizio del cibo per comunicare bellezza e sostenibilita?, in linea con il claim che caratterizza la partecipazione italiana a Dubai "La Bellezza unisce le Persone".

 

Innovazione e sostenibilità

Con l'accordo sottoscritto - ha aggiunto Patuanelli - vogliamo portare anche all'Expo di Dubai i tre pilastri necessari per far compiere al settore primario un passo avanti verso l'innovazione, chiave di volta per la sostenibilità della produzione agroalimentare: educazione, protezione del sistema agroalimentare e ambiente. Promuovere presso le nuove generazioni un approccio salutare alla cultura del cibo, alla dieta mediterranea e alla sostenibilità è una sfida che non possiamo perdere. 

 C'è una crescente domanda di cibo italiano nel mondo – ha continuato Patuanelli - e proprio la localizzazione della prossima Esposizione Universale crea un'occasione formidabile per far conosce la distintività e l'originalità delle nostre produzioni agro-alimentari.

 Dal canto suo il Commissario Generale Italia per Expo Dubai Paolo Glisenti ha dichiarato che nel primo evento globale dopo la pandemia, bisogna mostrare al mondo  le innovazioni della nostra agricoltura nella gestione delle risorse naturali - suolo e acqua, prima di tutto - è una grande opportunità per riaffermare l'alta qualità delle produzioni alimentari italiane che oggi tutelano salute e ambiente.

 Con il MIPAAF, in linea con la strategia Farm to Fork dell'Unione Europea, daremo dimostrazione – ha aggiunto Glisenti - di come qualità nutrizionale e tracciabilità degli alimenti non soltanto certificano l'eccellenza della 'dieta mediterranea', ma sono fattori imprescindibili di difesa della biodiversità naturale, di sostenibilità dei sistemi sanitari e di neutralità climatica.

 Il Mipaaf, in particolare, promuoverà il lavoro del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA), principale Ente di ricerca italiano dedicato alle filiere agroalimentari, nonché hub per catalizzare su Dubai le migliori idee progettuali di ricerca italiane in campo agroalimentare.

 Cibo & Salute

Valorizzare e diffondere un modello di consumo sostenibile in grado di assicurare la sicurezza alimentare, promuovere stili di vita sani, condividere buone pratiche alimentari e la distintività del sistema agroalimentare italiano, ha aggiunto il Ministro Patuanelli, non significa solo contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dall'Agenda 2030 dell'ONU e quelli stabiliti dalla Commissione Europea nel Green Deal ma anche incidere in maniera determinante nell'indirizzare più velocemente il comparto produttivo nel processo di transizione ecologica ormai in atto.

 

 

Dieta Mediterranea

 

Sarà data visibilita? internazionale alla Dieta Mediterranea, e all'approccio salutare alla cultura del cibo che essa rappresenta, attraverso una narrazione interattiva e pratica rivolta in particolar modo ai consumatori giovani e all'acquacoltura, che rappresenta uno degli strumenti per far fronte alle sfide della sostenibilita? delle produzioni.


Il Ministero e il Commissariato si impegnano a coinvolgere istituzioni, nazionali e internazionali, le organizzazioni multilaterali, le universita?, i centri di ricerca, le start-up e le imprese del territorio nazionale, valorizzando le migliori pratiche e i processi di produzione agricola sostenibile e incentivando l'orientamento dei piu? giovani alle nuove professioni e competenze in agricoltura e in ambito "green economy".

 

Il Protocollo prevede altresi? la programmazione di iniziative congiunte indirizzate a presentare ad Expo Dubai modelli di "imprenditoria collaborativa" operanti nei settori dell'agricoltura 4.0 e di precisione e dell'economia circolare. 

 

"L'Italia - ha concluso Glisenti - grazie al protocollo d'intesa siglato con Prima, partenariato che promuove la ricerca e l'innovazione agroalimentare nel Mediterraneo, intende portare all'attenzione internazionale le migliori pratiche dell'innovazione in atto nell'area euro-mediterranea per quanto riguarda la gestione delle risorse idriche, i sistemi alimentari, l'agricoltura di precisione insieme alle competenze italiane nel settore agroalimentare e in generale nella gestione del suolo.

 

Alimentazione e Metabolismo

Ma c’è cibo e cibo, c’è alimento e alimento e non tutto quello che mangiamo è buono, sano e fa bene, anche perché non bisogna trascurare l’importante funzione che riveste nel nostro corpo il metabolismo.

Come spiega nelle sue conferenze ed i suoi libri il prof Antonio Moschetta professore ordinario di Medicina Interna all'Università di Bari e con l’AIRC studia le relazioni tra nutrizione, metabolismo e alcuni tumori, per metabolismo si intende "il complesso di trasformazioni biochimiche e di scambi energetici, regolati da reazioni enzimatiche, che avvengono nelle cellule e assicurano le attività vitali degli organismi". Il termine "metabolismo" ha origine dal greco antico e significa "trasformazione".

La medicina contemporanea si confronta sempre più di frequente con una tipologia di persone, il cosiddetto soggetto "metabolico" o "dismetabolico", che può andare incontro nel tempo a importanti problemi di salute.

La sindrome metabolica, dice Moschetta, non è una patologia, bensì una condizione di rischio clinico. Cinque sono i parametri su cui concordano gli esperti per individuare il soggetto "metabolico": ipertensione arteriosa con un PA > 130-135/80-85 mmHg; ipertrigliceridemia con valori dei trigliceridi nel sangue superiori a 150mg/dl; ipocolesterolemia HDL con la frazione di colesterolo HDL ("colesterolo buono") maggiore di 40 mg/dl nell'uomo e 50 mg/dl nella donna; iperglicemia a digiuno con la glicemia a digiuno maggiore o uguale a 100 mg/dl; circonferenza dell'addome: > 80 cm nella donna e > 94 cm nell'uomo.

 

 

 

 

 

Ovviamente ci vuole un’alimentazione sana e una costante attività fisica. Ma sulla dieta vale la pena precisare alcuni aspetti. A contare, infatti, è soprattutto, anche se non solo, la capacità di alcuni alimenti di indurre nel sangue picchi d’insulina, l’ormone del pancreas che serve a sfruttare l’energia dello zucchero. Quindi sul banco degli imputati a tavola andrebbero messi soprattutto gli zuccheri semplici e altri alimenti caratterizzati da alto indice glicemico, quindi in grado di indurre una secrezione significativa di quest’ormone pancreatico.

 

Ma ridurre i consigli dietetici a questo sarebbe sbagliato: per una buona salute in generale, e in particolare per la prevenzione dei tumori è bene anche limitare carni rosse e soprattutto carni lavorate. Allora che cosa mangiare per tenere alla larga la sindrome metabolica? Il corpus degli studi analizzati con profondità e chiarezza dal prof. Moschetta conducono tutti alla dieta mediterranea, che il professore esamina alla luce dei principali studi degli ultimi decenni.

Curare l'obesità, continua Moschetta, è l'obiettivo primario per contrastare la sindrome metabolica. Mentre un tempo si individuava il soggetto obeso tramite il BMI (Body Mass Index o indice di massa corporea), ottenuto dividendo il peso per il quadrato dell'altezza, oggi si ricorre a un parametro antropometrico molto più semplice da determinare e nello stesso tempo più significativo: la circonferenza addominale, misurata tramite un comune metro da sarto.

Per contrastare l'aumento di peso e lo sviluppo di tessuto adiposo bianco (il più pericoloso) è bene seguire uno stile di vita salutare che comprenda attività fisica aerobica e dieta bilanciata (di frequente si rende necessaria una restrizione calorica).

In particolare, la cosiddetta dieta mediterranea, ricca di frutta e verdura e povera di carboidrati semplici e di carne rossa, è considerata dai nutrizionisti particolarmente efficace nell'aiutare le persone a controllare il peso corporeo. Alcuni alimenti, come l'olio extravergine d'oliva e il pesce, sono considerati, nelle giuste dosi, come protettivi della salute.

Alimenti e Nutriceutica

La medicina contemporanea tende a considerare anche alcuni alimenti alla stregua di veri e propri farmaci e su tale ipotesi è nata una nuova branca medica che prende il nome di “nutriceutica”.

Dice il prof. Moschetta: un ruolo importante nell'assimilazione degli alimenti lo gioca la flora intestinale. I batteri che colonizzano il nostro intestino formano infatti un vero e proprio organo supplementare, il cosiddetto microbiota, che regola molte reazioni chimiche all'interno del nostro organismo e la cui alterazione può provocare importanti malattie. Il microbiota può arrivare a pesare anche due chilogrammi.

Infine va ricordato che il metabolismo e l'alimentazione interagiscono con la costituzione genetica dell'individuo ("nutrigenomica") e con i ritmi circadiani.

L’Olio Extravergine di Oliva

 

E’ stato moltissime volte, anche se qualche rimasto inaascoltato, che particolare importanza riveste nella Dieta Mediterranea l’olio extravergine di oliva, a proposito del quale viene sottolineato dal prof. Moschetta che l’ideale sarebbe poter disporre della cultivar più adatta alla singola persona. Insomma un ottimo olio di oliva pugliese può avere ricadute positive diverse su una persona rispetto a un ottimo olio di oliva ottenuto in un’altra regione, ovviamente sempre made in Italy.

 

Scenari e prospettive

 

Il Santa Chiara Lab dell’Università di Siena ha realizzato di recente un’indagine sugli scenari post pandemia dal titolo “Scenari e prospettive delle imprese agroalimentari fra sostenibilità e innovazione” con al centro il  futuro delle imprese agrifood italiane.

 

Il sistema agroalimentare italiano non potrà prescindere dal puntare in modo deciso sulla sostenibilità e sull'innovazione organizzativa e tecnologica. È questo uno dei risultati più rilevanti emersi dall’indagine a cui hanno risposto più di 100 aziende e istituzioni come il Sustainable Development Solutions, Network (SDSN), Fondazione BCFNColumbia Center on Sustainable Investment (CCSI), ENEACommissariato Generale di Sezione dell’Italia per Expo 2020 Dubai e con il patrocinio di ASVIS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile e la partecipazione di Associazioni e Organizzazioni Professionali Agricole.

 

I risultati dell’indagine, ha dichiarato Angelo Riccaboni presidente del Santa Chiara Lab, danno indicazioni molto chiare, alcune delle quali risultano stringenti: il 90% dei rispondenti richiede di avere una governance internazionale più ampia e più forte che controlli la produzione sostenibile degli alimenti; la sicurezza alimentare, cioè la possibilità di fornire il cibo nella quantità e nella qualità desiderata, assume una rilevanza cruciale; l’innovazione tecnologica e organizzativa rappresenta per il 70% dei rispondenti il motore per il futuro del settore.

 

Dal quadro che emerge risulta dunque chiaro che il sistema agrifood italiano del futuro dovrà affrontare delle trasformazioni profonde che non possono prescindere dal forte legame con i principi della sostenibilità e dell’innovazione.

 

ROBERTO DE PETRO

 

INNOVAZIONE E SOSTENIBILITA’ ALIMENTARE

 

OVVERO TECNOLOGIA, SALUTE E NUTRIZIONE

 

 

Alcuni giorni or sono è stato firmato a Roma un Protocollo d’Intesa tra il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli e il Commissario Generale per la partecipazione dell’Italia a Expo Dubai 2020.

 

I temi al centro dell’intesa sono stati soprattutto la tutela della salute, del diritto ad un'alimentazione adeguata, sicura e senza sprechi, che persegue modelli sostenibili e innovativi di produzione agricola.

 

L'accordo è stato sottoscritto durante l'evento preparatorio di Maker Faire Rome - The European Edition "Buono! Storie italiane di agricoltura, territori e cibo sostenibili", promosso e organizzato dalla Camera di Commercio di Roma e realizzato in collaborazione con il Santa Chiara Lab - Università di Siena, nel quadro del percorso di avvicinamento al Food Systems Summit dell'Onu, i cui risultati verranno valorizzati nel quadro degli eventi che l'Italia organizzerà con Organizzazioni internazionali, a partire dall'Unione europea.


Il Protocollo firmato mira a valorizzare la partecipazione dell'Italia all'Esposizione Universale di Dubai, al via il primo di ottobre prossimo, attraverso la promozione dei modelli innovativi al servizio del cibo per comunicare bellezza e sostenibilita?, in linea con il claim che caratterizza la partecipazione italiana a Dubai "La Bellezza unisce le Persone".

 

Innovazione e sostenibilità

 

Con l'accordo sottoscritto - ha aggiunto Patuanelli - vogliamo portare anche all'Expo di Dubai i tre pilastri necessari per far compiere al settore primario un passo avanti verso l'innovazione, chiave di volta per la sostenibilità della produzione agroalimentare: educazione, protezione del sistema agroalimentare e ambiente. Promuovere presso le nuove generazioni un approccio salutare alla cultura del cibo, alla dieta mediterranea e alla sostenibilità è una sfida che non possiamo perdere. 

 

C'è una crescente domanda di cibo italiano nel mondo – ha continuato Patuanelli - e proprio la localizzazione della prossima Esposizione Universale crea un'occasione formidabile per far conosce la distintività e l'originalità delle nostre produzioni agro-alimentari.

 

Dal canto suo il Commissario Generale Italia per Expo Dubai Paolo Glisenti ha dichiarato che nel primo evento globale dopo la pandemia, bisogna mostrare al mondo  le innovazioni della nostra agricoltura nella gestione delle risorse naturali - suolo e acqua, prima di tutto - è una grande opportunità per riaffermare l'alta qualità delle produzioni alimentari italiane che oggi tutelano salute e ambiente.

 

Con il MIPAAF, in linea con la strategia Farm to Fork dell'Unione Europea, daremo dimostrazione – ha aggiunto Glisenti - di come qualità nutrizionale e tracciabilità degli alimenti non soltanto certificano l'eccellenza della 'dieta mediterranea', ma sono fattori imprescindibili di difesa della biodiversità naturale, di sostenibilità dei sistemi sanitari e di neutralità climatica.

 
Il Mipaaf, in particolare, promuoverà il lavoro del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA), principale Ente di ricerca italiano dedicato alle filiere agroalimentari, nonché hub per catalizzare su Dubai le migliori idee progettuali di ricerca italiane in campo agroalimentare.

 

Cibo & Salute

 

Valorizzare e diffondere un modello di consumo sostenibile in grado di assicurare la sicurezza alimentare, promuovere stili di vita sani, condividere buone pratiche alimentari e la distintività del sistema agroalimentare italiano, ha aggiunto il Ministro Patuanelli, non significa solo contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dall'Agenda 2030 dell'ONU e quelli stabiliti dalla Commissione Europea nel Green Deal ma anche incidere in maniera determinante nell'indirizzare più velocemente il comparto produttivo nel processo di transizione ecologica ormai in atto.

 

 

Dieta Mediterranea

 

Sarà data visibilita? internazionale alla Dieta Mediterranea, e all'approccio salutare alla cultura del cibo che essa rappresenta, attraverso una narrazione interattiva e pratica rivolta in particolar modo ai consumatori giovani e all'acquacoltura, che rappresenta uno degli strumenti per far fronte alle sfide della sostenibilita? delle produzioni.


Il Ministero e il Commissariato si impegnano a coinvolgere istituzioni, nazionali e internazionali, le organizzazioni multilaterali, le universita?, i centri di ricerca, le start-up e le imprese del territorio nazionale, valorizzando le migliori pratiche e i processi di produzione agricola sostenibile e incentivando l'orientamento dei piu? giovani alle nuove professioni e competenze in agricoltura e in ambito "green economy".

 

Il Protocollo prevede altresi? la programmazione di iniziative congiunte indirizzate a presentare ad Expo Dubai modelli di "imprenditoria collaborativa" operanti nei settori dell'agricoltura 4.0 e di precisione e dell'economia circolare. 

 

"L'Italia - ha concluso Glisenti - grazie al protocollo d'intesa siglato con Prima, partenariato che promuove la ricerca e l'innovazione agroalimentare nel Mediterraneo, intende portare all'attenzione internazionale le migliori pratiche dell'innovazione in atto nell'area euro-mediterranea per quanto riguarda la gestione delle risorse idriche, i sistemi alimentari, l'agricoltura di precisione insieme alle competenze italiane nel settore agroalimentare e in generale nella gestione del suolo.

 

Alimentazione e Metabolismo

Ma c’è cibo e cibo, c’è alimento e alimento e non tutto quello che mangiamo è buono, sano e fa bene, anche perché non bisogna trascurare l’importante funzione che riveste nel nostro corpo il metabolismo.

Come spiega nelle sue conferenze ed i suoi libri il prof Antonio Moschetta professore ordinario di Medicina Interna all'Università di Bari e con l’AIRC studia le relazioni tra nutrizione, metabolismo e alcuni tumori, per metabolismo si intende "il complesso di trasformazioni biochimiche e di scambi energetici, regolati da reazioni enzimatiche, che avvengono nelle cellule e assicurano le attività vitali degli organismi". Il termine "metabolismo" ha origine dal greco antico e significa "trasformazione".

La medicina contemporanea si confronta sempre più di frequente con una tipologia di persone, il cosiddetto soggetto "metabolico" o "dismetabolico", che può andare incontro nel tempo a importanti problemi di salute.

La sindrome metabolica, dice Moschetta, non è una patologia, bensì una condizione di rischio clinico. Cinque sono i parametri su cui concordano gli esperti per individuare il soggetto "metabolico": ipertensione arteriosa con un PA > 130-135/80-85 mmHg; ipertrigliceridemia con valori dei trigliceridi nel sangue superiori a 150mg/dl; ipocolesterolemia HDL con la frazione di colesterolo HDL ("colesterolo buono") maggiore di 40 mg/dl nell'uomo e 50 mg/dl nella donna; iperglicemia a digiuno con la glicemia a digiuno maggiore o uguale a 100 mg/dl; circonferenza dell'addome: > 80 cm nella donna e > 94 cm nell'uomo.

 

 

 

 

 

Ovviamente ci vuole un’alimentazione sana e una costante attività fisica. Ma sulla dieta vale la pena precisare alcuni aspetti. A contare, infatti, è soprattutto, anche se non solo, la capacità di alcuni alimenti di indurre nel sangue picchi d’insulina, l’ormone del pancreas che serve a sfruttare l’energia dello zucchero. Quindi sul banco degli imputati a tavola andrebbero messi soprattutto gli zuccheri semplici e altri alimenti caratterizzati da alto indice glicemico, quindi in grado di indurre una secrezione significativa di quest’ormone pancreatico.

 

Ma ridurre i consigli dietetici a questo sarebbe sbagliato: per una buona salute in generale, e in particolare per la prevenzione dei tumori è bene anche limitare carni rosse e soprattutto carni lavorate. Allora che cosa mangiare per tenere alla larga la sindrome metabolica? Il corpus degli studi analizzati con profondità e chiarezza dal prof. Moschetta conducono tutti alla dieta mediterranea, che il professore esamina alla luce dei principali studi degli ultimi decenni.

Curare l'obesità, continua Moschetta, è l'obiettivo primario per contrastare la sindrome metabolica. Mentre un tempo si individuava il soggetto obeso tramite il BMI (Body Mass Index o indice di massa corporea), ottenuto dividendo il peso per il quadrato dell'altezza, oggi si ricorre a un parametro antropometrico molto più semplice da determinare e nello stesso tempo più significativo: la circonferenza addominale, misurata tramite un comune metro da sarto.

Per contrastare l'aumento di peso e lo sviluppo di tessuto adiposo bianco (il più pericoloso) è bene seguire uno stile di vita salutare che comprenda attività fisica aerobica e dieta bilanciata (di frequente si rende necessaria una restrizione calorica).

In particolare, la cosiddetta dieta mediterranea, ricca di frutta e verdura e povera di carboidrati semplici e di carne rossa, è considerata dai nutrizionisti particolarmente efficace nell'aiutare le persone a controllare il peso corporeo. Alcuni alimenti, come l'olio extravergine d'oliva e il pesce, sono considerati, nelle giuste dosi, come protettivi della salute.

Alimenti e Nutriceutica

La medicina contemporanea tende a considerare anche alcuni alimenti alla stregua di veri e propri farmaci e su tale ipotesi è nata una nuova branca medica che prende il nome di “nutriceutica”.

Dice il prof. Moschetta: un ruolo importante nell'assimilazione degli alimenti lo gioca la flora intestinale. I batteri che colonizzano il nostro intestino formano infatti un vero e proprio organo supplementare, il cosiddetto microbiota, che regola molte reazioni chimiche all'interno del nostro organismo e la cui alterazione può provocare importanti malattie. Il microbiota può arrivare a pesare anche due chilogrammi.

Infine va ricordato che il metabolismo e l'alimentazione interagiscono con la costituzione genetica dell'individuo ("nutrigenomica") e con i ritmi circadiani.

L’Olio Extravergine di Oliva

 

E’ stato moltissime volte, anche se qualche rimasto inaascoltato, che particolare importanza riveste nella Dieta Mediterranea l’olio extravergine di oliva, a proposito del quale viene sottolineato dal prof. Moschetta che l’ideale sarebbe poter disporre della cultivar più adatta alla singola persona. Insomma un ottimo olio di oliva pugliese può avere ricadute positive diverse su una persona rispetto a un ottimo olio di oliva ottenuto in un’altra regione, ovviamente sempre made in Italy.

 

Scenari e prospettive

 

Il Santa Chiara Lab dell’Università di Siena ha realizzato di recente un’indagine sugli scenari post pandemia dal titolo “Scenari e prospettive delle imprese agroalimentari fra sostenibilità e innovazione” con al centro il  futuro delle imprese agrifood italiane.

 

Il sistema agroalimentare italiano non potrà prescindere dal puntare in modo deciso sulla sostenibilità e sull'innovazione organizzativa e tecnologica. È questo uno dei risultati più rilevanti emersi dall’indagine a cui hanno risposto più di 100 aziende e istituzioni come il Sustainable Development Solutions, Network (SDSN), Fondazione BCFNColumbia Center on Sustainable Investment (CCSI), ENEACommissariato Generale di Sezione dell’Italia per Expo 2020 Dubai e con il patrocinio di ASVIS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile e la partecipazione di Associazioni e Organizzazioni Professionali Agricole.

 

I risultati dell’indagine, ha dichiarato Angelo Riccaboni presidente del Santa Chiara Lab, danno indicazioni molto chiare, alcune delle quali risultano stringenti: il 90% dei rispondenti richiede di avere una governance internazionale più ampia e più forte che controlli la produzione sostenibile degli alimenti; la sicurezza alimentare, cioè la possibilità di fornire il cibo nella quantità e nella qualità desiderata, assume una rilevanza cruciale; l’innovazione tecnologica e organizzativa rappresenta per il 70% dei rispondenti il motore per il futuro del settore.

Dal quadro che emerge risulta dunque chiaro che il sistema agrifood italiano del futuro dovrà affrontare delle trasformazioni profonde che non possono prescindere dal forte legame con i principi della sostenibilità e dell’innovazione.

 

 

 

Ministero della Salute

DIREZIONE GENERALE DELLA PREVENZIONE SANITARIA

 

A

Assessorati alla Sanità Regioni Statuto Ordinario e Speciale

L_O_R_O_ _S_E_D_I_ _

Assessorati alla Sanità Province Autonome Trento e Bolzano

L_O_R_O_ _S_E_D_I_ _

Per cc

Ufficio di Gabinetto

Sede

Protezione Civile

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Ministero Economia e Finanze

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Ministero Sviluppo Economico

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Ministero Infrastrutture e

Trasporti

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Ministero Del Lavoro e Politiche Sociali

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Ministero dei Beni e Delle Attività Culturali e del Turismo

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Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

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Ministero della Difesa Ispettorato Generale della Sanità Militare

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Ministero dell’Istruzione

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Ministero dell’Università e della Ricerca

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Ministero dell’Interno

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Ministero della Giustizia

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Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria

Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento

Ministero Della Giustizia

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Ministero dello Sviluppo Economico

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Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

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Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

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Presidenza Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie

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Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI)

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U.S.M.A.F. – S.A.S.N. Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera

LORO SEDI

Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute

Conferenza Episcopale Italiana

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Don Massimo Angelelli

Direttore Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute

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Federazione Nazionale Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri

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FNOPI Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche

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FNOPO Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica

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FOFI Federazione Ordini Farmacisti Italiani

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Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico DGDMF

SEDE

Federazione Nazionale Ordini dei TSRM e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Azienda Ospedaliera - Polo Universitario Ospedale Luigi Sacco

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Comando Carabinieri Tutela della Salute – NAS

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Istituto Superiore di Sanità

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Istituto Nazionale per le Malattie Infettive – IRCCS “Lazzaro Spallanzani”

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Centro Internazionale Radio Medico (CIRM)

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Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà (INMP)

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Federazione delle Società Medico-Scientifiche Italiane (FISM)

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Confartigianato

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Centro Nazionale Sangue

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Centro Nazionale Trapianti

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COMMISSARIO STRAORDINARIO PER L’EMERGENZA COVID 19

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CONFCOMMERCIO

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Ente Nazionale per l’Aviazione Civile - ENAC

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TRENITALIA

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ITALO - Nuovo Trasporto Viaggiatori SpA

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Direzione Generale Programmazione Sanitaria DGPROGS

SEDE

SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali

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Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria (Simspe-onlus)

Via Santa Maria della Grotticella 65/B

01100 Viterbo

Ordine Nazionale dei Biologi

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ANTEV Associazione Nazionale Tecnici Verificatori - PRESIDENTE Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva

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Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali

AGENAS

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Federazione Nazionale degli Ordini dei CHIMICI e dei FISICI

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Dipartimento Per Le Politiche Della Famiglia ROMA

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Regione Veneto – Assessorato alla sanità

Direzione Regionale Prevenzione

Coordinamento Interregionale della Prevenzione

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O G G E T T O: Allerta internazionale variante Delta: incremento dei casi COVID-19 in diversi Paesi Europei.

Nelle ultime ore diversi Paesi Europei hanno segnalato un incremento dei casi confermati COVID-19 da variante B1.617.2 (variante Delta).

Le autorità sanitarie finlandesi riferiscono di numerosi casi di COVID-19 tra i circa 4500 tifosi di UEFA EURO 2020 di ritorno dalle partite in Russia.

La maggior parte del traffico di ritorno in Finlandia ha avuto luogo tra il 21 e il 25 giugno 2021. A partire dal 1° luglio 2021, sono stati notificati 481 casi confermati tra i passeggeri di ritorno dalle partite a San Pietroburgo e 165 casi secondari.

L’analisi di un sottoinsieme di campioni prelevati dai casi di tifosi positivi, ha confermato la presenza di variante Delta in tutti i casi finora sequenziati.

Le autorità sanitarie dei Paesi Bassi riportano un notevole aumento di infezioni da COVID-19 tra studenti di ritorno da Palma di Maiorca (Spagna) e dall’Algarve (Portogallo) dopo una breve vacanza.

Tra l'8 e il 13 giugno 2021, sono stati registrati 81 casi su 16 voli di ritorno da Palma di Maiorca, e 60 casi su 14 voli provenienti da Faro, in Portogallo. Nello stesso periodo il sistema di sorveglianza generale dei Paesi Bassi, ha rilevato 205 casi in persone di età tra i 15 e i 19 anni con una storia di viaggio recente in Spagna o Portogallo.

In queste destinazioni sono probabili contatti stretti e frequenti con altri individui della stessa fascia d'età, e considerando che la maggior parte di loro non è (ancora) vaccinata, i rischi di trasmissione potrebbero essere alti.

Le autorità sanitarie spagnole hanno notificato un ampio focolaio di COVID-19 tra gli studenti spagnoli di ritorno dalle Isole Baleari.

All’8 luglio sono stati registrati 3.073 casi positivi e 8.656 contatti con un collegamento a Maiorca e 1.965 casi con 5.824 contatti con collegamento ad altre destinazioni (tra cui principalmente Minorca, Tenerife, Salou, Lloret de mar e Malaga). Il sequenziamento è in corso; l'analisi preliminare ha mostrato, per la maggior parte dei campioni, la presenza di variante Alfa e, in numero inferiore, di variante Delta.

Tutti i casi primari hanno riferito la partecipazione ad attività di svago, come eventi organizzati su larga scala (concerti, feste), frequentazione di hotel, pub, club e altri luoghi con interazioni sociali strette e prolungate senza seguire misure di prevenzione. Sono stati identificati almeno 726 casi secondari, che hanno colpito anche persone di età più avanzata.

Diversi paesi europei hanno identificato casi tra i giovani cittadini che avevano viaggiato verso queste destinazioni.

La Spagna segnala, inoltre, un notevole aumento dei casi con un’incidenza cumulativa negli scorsi 14 giorni di 252/100.000 casi confermati, con valori di incidenza cumulativa in 14 giorni che raggiungo 800/100.000 nella fascia d’età tra i 12 e i 29 anni. La maggior parte dei nuovi casi identificati si stanno verificando nella popolazione giovane non vaccinata, in molti casi legati ad eventi di svago super-diffusivi in ambienti chiusi, dove grandi gruppi di persone provenienti da luoghi diversi (sia spagnoli che stranieri) trascorrono insieme molto tempo senza seguire le previste misure di prevenzione. Altre fasce d'età iniziano ad essere interessate da questo aumento, soprattutto quelle in cui la vaccinazione non è ancora completa. 4

 

Le autorità sanitarie spagnole stanno valutando nuove restrizioni nelle diverse comunità autonome per controllare la situazione e raccomandano di cancellare tutti i viaggi di questo tipo con destinazione Maiorca.

Attuale situazione europea

Sulla base dei dati forniti dagli Stati membri, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) pubblica una mappa degli Stati membri dell'UE, suddivisa per regioni (Figura 1), che mostra i livelli di rischio nelle diverse regioni europee utilizzando un sistema a semaforo. Sono inclusi nella mappa anche i dati di Islanda, Liechtenstein e Norvegia.

La mappa si basa sui dati comunicati ogni martedì dagli Stati membri dell'UE al database del Sistema di sorveglianza europeo (TESSy) ed è pubblicata dall'ECDC ogni giovedì, a sostegno della raccomandazione del Consiglio europeo su un approccio coordinato alla restrizione della libera circolazione in risposta alla pandemia di COVID-191, adottata dagli Stati membri dell'UE il 13 ottobre 2020, e modificata il 28 gennaio 20212 e 14 giugno 20213.

1 https://ec.europa.eu/info/live-work-travel-eu/coronavirus-response/travel-during-coronavirus-pandemic/common-approach-travel-measures-eu_en

2 https://www.consilium.europa.eu/media/48122/st05716-en21-public.pdf

3 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:32021H0961

4 https://reopen.europa.eu/en

La mappa, pubblicata anche sulla piattaforma web "R_e_-_o_p_e_n_ _E_U_"4, fornisce ai viaggiatori informazioni generali sul livello di rischio della destinazione.

Le diverse aree sono contrassegnate con i seguenti colori (dal 17 giugno 2021 le regioni sono classificate secondo i criteri dell'ultima modifica della raccomandazione del Consiglio):

? _Verde:

- se il tasso di notifica a 14 giorni è inferiore a 50 e il tasso di positività al test è inferiore al 4%; oppure

- se il tasso di notifica a 14 giorni è inferiore a 75 e il tasso di positività al test è inferiore all'1%

? _Arancione:

- se il tasso di notifica a 14 giorni è inferiore a 50 e il tasso di positività al test è pari o superiore al 4%; oppure

- se il tasso di notifica a 14 giorni è pari o superiore a 50 e inferiore a 75 e il tasso di positività al test è pari o superiore all'1%; oppure

- se il tasso di notifica a 14 giorni è compreso tra 75 e 200 e il tasso di positività al test è inferiore al 4%

? _Rosso:

- se il tasso di notifica cumulativo di casi COVID-19 di 14 giorni varia da 75 a 200 e il tasso di positività al test dei test per l'infezione da COVID-19 è del 4% o più, oppure

- se il tasso di notifica cumulativo dei casi COVID-19 di 14 giorni è superiore a 200 ma inferiore a 500

5

 

 

? _Rosso scuro:

- se il tasso di notifica cumulativo dei casi COVID-19 di 14 giorni è 500 o più

? _Grigio:

- se le informazioni sono insufficienti o se il tasso di test è inferiore a 300 casi per 100.000.

 

Figura 1. Indicatore combinato: tasso di notifica, tasso di test e positività al test per 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni, aggiornato all'8 luglio 2021. NOTE SUI DATI: Nella settimana 25, la regione italiana del Friuli Venezia Giulia ha aggiornato il proprio sistema informatico e rivisto i propri dati, il che ha portato a un numero negativo di nuovi casi. Le regioni con un numero negativo di casi sono classificate come grigie nelle mappe.

Sulla base delle ultime evidenze disponibili5, si prevede che in Europa il 70% delle nuove infezioni da SARS-CoV-2 sarà dovuto alla variante Delta (B.1.617.2) entro l'inizio di agosto ed il 90% entro la fine di agosto. Qualsiasi allentamento durante i mesi estivi della severità delle misure non farmacologiche in atto nell'UE/SEE all'inizio di giugno, senza un contemporaneo aumento dei livelli di vaccinazioni complete nella popolazione, potrebbe portare ad un repentino e significativo aumento dei casi COVID-19 giornalieri in tutte le fasce d'età, e soprattutto in quelle < 50 anni, con un incremento associato dei ricoveri e decessi.

5 European Centre for Disease Prevention and Control. Implications for the EU/EEA on the spread of the SARSCoV-2 Delta (B.1.617.2) variant of concern - 23 June 2021. ECDC: Stockholm; 2021.

6 La situazione aggiornata sulla diffusione delle varianti in Italia è consultabile online al bollettino “P_r_e_v_a_l_e_n_z_a_ _e_ _d_i_s_t_r_i_b_u_z_i_o_n_e_ _d_e_l_l_e_ _v_a_r_i_a_n_t_i_ _d_e_l_ _v_i_r_u_s_ _S_A_R_S_-_C_o_V_-_2_ _d_i_ _i_n_t_e_r_e_s_s_e_ _p_e_r_ _l_a_ _s_a_n_i_t_à _p_u_b_b_l_i_c_a_ _i_n_ _I_t_a_l_i_a_”, redatto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e consultabile al link https://www.iss.it/cov19- cosa-fa-iss-varianti/.

In Italia al 22 giugno scorso, in base alle segnalazioni pervenute al Sistema di Sorveglianza Integrata COVID-196, la prevalenza della cosiddetta ‘variante Delta’ (B.1.167.2) aveva una prevalenza pari al 22,7% ed è stata identificata in 16 Regioni/PA, con un range tra lo 0 e il 70,6%. Dall’indagine si evince che la variante Delta (B.1.167.2) è in aumento. 6

 

L'allentamento delle misure di controllo nelle ultime settimane ha generato un aumento della mobilità delle persone a livello nazionale e internazionale, portando a un aumento delle interazioni sociali della popolazione. Nel contesto italiano, in cui la campagna di vaccinazione non ha ancora raggiunto coperture sufficienti in tutte le fasce di età, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante.

Al fine di contenerne ed attenuarne l’impatto, è importante mantenere l’incidenza a valori che permettano il sistematico tracciamento della maggior parte dei casi positivi e il sequenziamento massivo di SARS-CoV-2 per individuare precocemente e controllare l’evoluzione di varianti genetiche nel nostro Paese.

Alla luce di quanto sopra riportato, vista l’attuale distribuzione delle varianti del virus SARS-CoV-2, si raccomanda pertanto di:

? _continuare a monitorare con grande attenzione la circolazione delle varianti del virus SARS-CoV-2;

? _rafforzare le attività di tracciamento dei casi e dei contatti di caso;

? _applicare tempestivamente e scrupolosamente sia le previste misure di contenimento della trasmissione, che le misure di isolamento e quarantena in caso di VOC Delta sospetta o confermata, per le quali si rimanda alla Circolare n. 22746 del 21/05/2021

? _applicare le indicazioni della circolare del Ministero della Salute n. 3787 del 31/01/2021, sequenziando prioritariamente i campioni provenienti da: soggetti vaccinati contro SARS-CoV-2 che successivamente si infettano nonostante lo sviluppo di una risposta immunitaria al vaccino; da soggetti in contesti ad alto rischio, quali ospedali nei quali vengono ricoverati pazienti immunocompromessi positivi a SARS-CoV-2 per lunghi periodi; da casi di reinfezione; da soggetti in arrivo da Paesi con alta incidenza di varianti SARS-CoV-2; in caso di aumento dell’incidenza o cambiamento nella trasmissibilità e/o virulenza dell’infezione in un’area; da soggetti appartenenti a cluster per valutare la catena di trasmissione e/o l'efficacia di strategie di contenimento dell'infezione

? _garantire strategie vaccinali che tengano conto della possibile minore protezione contro le infezioni da variante Delta dopo una sola dose di vaccino, dell’efficacia sostenuta della vaccinazione completa e della necessità di effettuare una vaccinazione completa contro COVID-19 il prima possibile, se è disponibile, negli individui a rischio di grave infezione.

 

Si prega di dare la massima diffusione alla presente nota circolare.

Il DIRETTORE GENERALE

*F.to Dott. Giovanni REZZA

Il Direttore dell’Ufficio 05

Dott. Francesco Maraglino

R_e_f_e_r_e_n_t_i_/_R_e_s_p_o_n_s_a_b_i_l_i_ _d_e_l_ _p_r_o_c_e_d_i_m_e_n_t_o_:_ _

Anna Caraglia

Alessia D’Alisera

Federica Ferraro

Alessia Mammone

*_“f_i_r_m_a_ _a_u_t_o_g_r_a_f_a_ _s_o_s_t_i_t_u_i_t_a_ _a_ _m_e_z_z_o_ _s_t_a_m_p_a_,_ _a_i_ _s_e_n_s_i_ _d_e_l_l_’a_r_t_._ _3_,_ _c_o_m_m_a_ _2_,_ _d_e_l_ _d_._ _L_g_s_._ _N_._ _3_9_/_1_9_9_3_” _

È stato diffuso il Piano del Commissario straordinario, generale Francesco Paolo Figliuolo, per l’esecuzione della campagna vaccinale nazionale.Il documento, elaborato in armonia con il Piano strategico nazionale del Ministero della Salute, fissa le linee operative per completare al più presto la campagna vaccinale. La governance sarà accentrata a fronte di una esecuzione decentrata, con una catena di controllo snella.

I due pilastri per condurre una rapida campagna sono la distribuzione efficace e puntuale dei vaccini e l’incremento delle somministrazioni giornaliere.
L’obiettivo è di raggiungere a regime il numero di 500 mila somministrazioni al giorno su base nazionale, vaccinando almeno l’80% della popolazione entro il mese di settembre, triplicando così il numero giornaliero medio di vaccinazioni delle scorse settimane, pari a circa 170 mila.
Tre sono le linee operative della campagna:

  1. Approvvigionamento e distribuzione, attraverso costante contatto della struttura commissariale con tutti gli stakeholder. Ad oggi sono state approvvigionate 7,9 milioni di dosi, che si raddoppieranno entro le prossime tre settimane. Entro la fine di giugno è previsto l’arrivo di altre 52 milioni di dosi circa, mentre ulteriori 84 milioni sono previsti prima dell’autunno.
  2. Monitoraggio costante dei fabbisogni con interventi mirati, selettivi e puntiformi sulla base degli scostamenti dalla pianificazione. Verrà costituita una riserva vaccinale pari a circa l’1,5% delle dosi, per poter fronteggiare con immediatezza esigenze impreviste, indirizzando le risorse nelle aree interessate da criticità, prevedendo l’impiego di rinforzi del Dipartimento di Protezione Civile e della Difesa. Si interverrà inoltre anche secondo il principio del punto di accumulo, concentrando le risorse necessarie verso aree cluster e di piccoli dimensioni in stato di particolare necessità. Il monitoraggio comprenderà anche l’analisi coordinata delle disponibilità manifestate da numerose realtà del Sistema Paese, al fine di indirizzare al meglio le risorse.
  3. Capillarizzazione della somministrazione, incrementando la platea dei vaccinatori e il numero di punti vaccinali. Verrà dato impulso all’accordo per impiegare medici di medicina generale (fino a 44 mila), odontoiatri (fino a 60 mila), medici specializzandi (fino a 23 mila). Si potrà far ricorso – tramite accordi in via di finalizzazione - anche ai medici della Federazione Medico Sportiva Italiana, ai medici competenti dei siti produttivi e della grande distribuzione, oltre che ai medici convenzionati ambulatoriali e ai farmacisti. Proseguirà, se necessario, l’assunzione di medici e infermieri a chiamata, in aggiunta agli oltre 1700 già operativi. In caso di emergenza scenderanno in campo anche team mobili. Capitolo a parte è quello del potenziamento della rete vaccinale esistente che conta attualmente 1733 punti vaccinali (dato in crescita). Per l’allestimento di nuovi centri potranno eventualmente essere utilizzati siti produttivi, le aree della grande distribuzione, le palestre, le scuole, le strutture di associazioni e della Conferenza Episcopale Italiana.

?????Verrà inoltre potenziata l’infologistica, con l’adozione in tempi brevi di soluzioni informatiche per l’ampliamento delle funzioni di prenotazione e somministrazione dei vaccini, garantendo la circolarità delle informazioni e dando così impulso alla campagna. A livello operativo è stato istituito un tavolo permanente per verificare quotidianamente l’andamento delle attività sul terreno. Al tavolo, coordinato dalla Struttura Commissariale, partecipano la Protezione Civile, le Regioni e le Province autonome, con l’eventuale partecipazione di altri attori istituzionali e delle associazioni.

"Dopo 24 ore abbiamo già avuto 500mila download significa che l'applicazione è stata apprezzata nella sua semplicità e i cittadini ne hanno capito l'utilità". Così il ministro per l'innovazione Paola Pisano sull'utilizzo della app Immuni per il tracciamento del Coronavirus. "Siamo tra i primi Paesi al mondo" e "il primo tra i grandi Paesi Ue" ad usare simili tecnologie. La app, ha ricordato, "è stata sviluppata nel pieno rispetto della privacy".

Molti italiani hanno quindi deciso di scaricare la app, nonostante il fatto che al momento non sia funzionante. Immuni sarà infatti testata solo a partire dall'8 giugno e solo in 4 regioni italiane - Abruzzo, Liguria, marche e Puglia - prima di essere resa operativa su scala nazionale. 

Intanto cambiano le immagini usate per descrivere il funzionamento dell'app Immuni sul sito istituzionale dedicato all'applicazione. Ora il neonato non è più in braccio alla mamma ma al papà ed è la donna e non l'uomo che sta davanti al computer. La modifica è arrivata dopo critiche bipartisan per l'uso degli stereotipi del maschio lavoratore e la donna che resta a casa con i figli.

"L'app immuni ha due grandi limiti - afferma il presidente della regione Veneto, Luca Zaia -  il primo è che non sa dove finisce il gran bagaglio di dati, il secondo che rischia di mettere in crisi l'ossatura della sanità. L'aspetto mi inquieta, non si è detto agli addetti ai lavori cosa accadrà - spiega Zaia -. Nel momento che arriva al cittadino la segnalazioni di probabile positività con l'invito di andare dal medico di base noi non sappiamo cosa in effetti succede, di qui il rischio per l'ossatura della sanità, uno può fare a meno perché non vuole finire in quarantena o non vuole perdere il lavoro, ed ancora i medici che si trovano il cittadino che si presenta dicendo che ha ricevuto il messaggio cosa fanno. Noi che siamo la sanità come possiamo controllare quanto accade non avendo contezza di quanto c'è nei telefonini dei nostri cittadini". "Non è irrilevante - sottolinea Zaia - perché significa focolaio, significa isolamento, significa tampone e noi non avendo gli elementi non siamo in grado di gestire perché non sappiamo nulla di ciò che accade: un grande lavoro digitale ma poco pratico per chi deve gestire la sanità".

"Su Immuni non c'è alcuna contrapposizione di natura politica da parte della Regione Friuli Venezia Giulia ma solo una diversa valutazione sull'efficacia dell'app, che riteniamo insufficiente nel momento in cui si prevede un'adesione su base volontaria", rileva il vicepresidente con delega alla Salute e alla Protezione civile, Riccardo Riccardi. "Noi abbiamo ritenuto fin dall'inizio dell'epidemia che il tracciamento con app fosse una misura utile  e ci siamo immediatamente attivati, pronti anche a mettere le nostre risorse a disposizione del Paese. Se ora, come sembra, il Governo obbligherà le Regioni ad applicare Immuni in ogni territorio e non autorizzerà iniziative autonome di singole Regioni, noi ci adegueremo". 

Da oggi tutte le persone che si spostano, si trasferiscono o fanno ingresso, in Puglia, da altre regioni o dall'estero, con mezzi di trasporto pubblici o privati devono segnalare lo spostamento, il trasferimento o l'ingresso compilando il modello di auto-segnalazione disponibile sul sito istituzionale della Regione Puglia. Lo dispone l'ordinanza n.245 emanata ieri sera dal presidente, Michele Emiliano. Le persone dovranno dichiarare  il luogo di provenienza ed il comune in cui soggiornano, conservare per un periodo di trenta giorni l'elenco dei luoghi visitati e delle persone incontrate durante il soggiorno. In pieno spirito di collaborazione, e' consigliato di scaricare l'app "Immuni". E' esclusa l'applicabilita' della nuova ordinanza agli spostamenti per esigenze lavorative, per motivi di salute, per ragioni di assoluta urgenza, nonche' al transito e trasporto merci e a tutta la filiera produttiva da e per la Puglia.

Il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, afferma: "noi ci siamo fatti avanti e siamo molto convinti del valore di questa app, che protegge la privacy delle persone ma le informa dei contatti che hanno avuto con delle persone potenzialmente positive. Questo e' molto importante in questa fase e ci aiuta nel cercare gli ultimi positivi. L'obiettivo e' raggiungere quel numero necessario perche' l'app funzioni: l'unico dato che abbiamo sono i contatti sulla pagina della Regione, 15.000, con molti che scrivevano 'fatto". (Regioni.it 3853)

Le nazioni ed i paesi che aderiscono illuminano un monumento di viola così da attirare l’attenzione sulla nostra realtà. Una realtà non facile da comprendere, spesso invalidante e molto spesso uno stato psicofisico che conduce all’isolamento.

L’importanza dell’iniziativa è stata riconosciuta anche dal Capo dello Stato Sergio Mattarella che ha conferito al World IBD Day la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica Italiana per l’alto valore sociale e morale.

Per l’occasione l’Associazione M.I.Cro.Italia ODV ha deciso di lanciare la campagna “Puglia Viola”, un’iniziativa che aiuterà tantissime Amministrazioni Pubbliche e cittadini a prendere coscienza sulle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali.

Una giornata dove illuminare di Viola un monumento o simbolo della comunità di appartetenza. La necessità di far comprendere con questa iniziativa cosa sono le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali che negli ultimi anni colpiscono sempre più persone anche in età pediatrica. Una patologia non facile da raccontare e spesso celata per le difficoltà di vita e di relazione che accomunano chi ne soffre.

Sono state tantissime le Amministrazioni Comunali che hanno aderito: la Città di Aprilia che illuminerà la statua di San Michele, la chiesa di Materdomini in piazza Vittorio Veneto a Matera, il Palazzo Granafei-Nervegna a Brindisi, la Torre degli Sciri a Perugia, la sede del Consiglio Regionale a Bari, il Sedile a Lecce, la Fontana Monumentale di Piazza Moro a Bari, il palazzo di città di Gravina in Puglia, di Barletta, di Locorotondo, di Cassano delle Murge, ed altri Comuni che a breve ci comunicheranno cosa verrà illuminato.

Tra le iniziative di Puglia Viola anche l’importante momento che si é tenuta martedì 19 maggio erano presenti: Vincenzo Florio, Presidente M.I.Cro. Italia ODV;il Prof. Gianluca M. Sampietro, Primario della UO di Chirurgia Generale, specializzato in chirurgia oncologica dell’apparato digerente e malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) c/o ospedale di Rho (Milano), Presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione M.I.Cro. Italia ODV;il Dott. Mauro Mastronardi, dirigente medico U.O.C. Gastroenterologia presso IRCCS S De Bellis Castellana Grotte – Socio Onorario del Comitato Scientifico dell’Associazione M.I.Cro. Italia ODV.

Sono intervenuti inoltre per la salute il Prof Gabriele Bianchi Porro, professore ordinario di gastroenterologia presso l’Università di Milano. Tra glia altri per due anni Presidente Europeo dell’European Association for Gastroenterologo and Endoscopy, segretario Aigo per due anni e sempre per due anni presidente Sige. Per 10 anni Editore Capo della rivista Digesrive Disease and Science; Stefania Canarecci, Presidente A.M.I.C.I.Lazio e A.M.I.C.I.Marche.

Come moderatrice Irene Di Liberto, pubblicista e scrittrice. Cura per la rivista “GPMagazine”, distribuita in Italia, Gran Bretagna e Germania una rubrica letteraria “Leggi con Irene”, ha pubblicato vari libri, il più recente è la raccolta poetica “Versi in volo”. Vive a Corciano in provincia di Perugia, ma di origine siciliana. Ambasciatrice della lingua e della cultura siciliana nel mondo. Mamma di un ragazzo di 11 anni.

 

Sempre in questo mese sono stati attivati i termoscanner di ultima generazione che l’Associazione M.I.Cro. Italia ODV ha donato a 5 Ospedali della Puglia: l’Ospedale della Murgia, San Paolo di Bari e “Di Venere” di Bari, l’IRCCS S De Bellis di Castellana Grotte e l’Ospedale “Vittorio Emanuele II” di Bisceglie.

 

In un momento storico in cui la pandemia del Covid-19 ha spazzato via molte delle nostre certezze, mettendo in ginocchio la sanità pubblica, l’Associazione M.I.Cro. Italia OdV ha voluto ancora una volta essere presente, destinando importanti sue risorse derivanti dalle donazioni del 5 x 1000, questa volta anche per i nosocomi pugliesi.

Dopo lunghi e stremanti anni di lotta sindacale ancora rimane inattuata la grande riforma dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, prevista dal D.lgs. 145/2015. Lo stesso, reca le disposizioni per la realizzazione della semplificazione delle attività ispettive in materia di lavoro e legislazione sociale, finalizzata ad evitare la sovrapposizione di interventi ispettivi al sistema economico e produttivo.

Ad oggi, la vigilanza è svolta dagli ispettori dall’ex Ministero del Lavoro, dell’Inps e dell’Inail in forma sperequativa sia sul piano economico che sul piano delle risorse strumentali, anche nelle competenze!

Infatti, come se non bastasse, ecco aprirsi il capitolo post Covid-19 che si presenta assai dibattuto sugli incarichi e competenze a carico del corpo degli Ispettori del Lavoro.

Si assiste impotenti all’inarrestabile stratificazione delle norme in antinomia conseguenza diretta di bassezze umane che pensavamo confinate nel limbo della storia italiana.

Infatti il Ministero degli Interni, e ci si chiede dove fosse il Ministero del Lavoro, emette una Circolare (sic!) ove si stabilisce che i Signori Prefetti possono avvalersi degli Ispettori del Lavoro per il monitoraggio circa il rispetto dei vari protocolli sui luoghi di lavoro per il contenimento del COVID-19.

NON SIAMO DACCORDO! E’ quanto denuncia Antonio Verri Coordinatore Territoriale FLP - ITL di Lecce e componente del Direttivo Nazionale della FLP - INL, la Federazione dei Lavoratori Pubblici.

Gli Ispettori del Lavoro della Puglia chiedono in primis un confronto con la Signora Ministra del Lavoro per chiarire il quadro normativo vigente e le competenze sulla vigilanza in materia di sicurezza sul lavoro e, successivamente con i Signori Prefetti e con i Dirigenti territoriali, prima di avviare il personale ispettivo sul fronte di guerra!!!

   Non è sufficientemente noto – spiega Verri - che la modifica del Titolo V della Costituzione italiana ha spostato le suddette competenze tecnico professionali agli SPESAL regionali e che, il personale dell’Ispettorato del Lavoro ha competenze “residuali”, per campo di applicazione e oramai per numero di ispettori tecnici (su Lecce sono solo 2), e riguardanti i controlli dei cantieri edili, ferrovie e radiazioni ionizzanti.

Ma non finisce qui. Secondo Verri, infatti, l’Ispettorato del Lavoro vergognosamente non ha nella sua organizzazione interna una struttura di VIGILANZA TECNICA IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO (smantellata dalle ultima improvvide riorganizzazioni) e ora si chiede di svolgere proprio su questa materia una nuova attività ad alto rischio e senza competenze, senza formazione, senza know-how, ed in mancanza di tutte le tutele di protezione e di prevenzione normativamente previste.

I Prefetti devono preventivamente accertare che il personale ispettivo incaricato abbia gli idonei Dispositivi di Protezione Individuali in misura quantitativa e qualitativa, e a tal proposito l’ispettore deve far uso della propria autovettura che diviene un’attrezzatura da lavoro, peraltro ad uso anche della propria famiglia, che pertanto dovrà essere sottoposta a pulizia giornaliera e sanificazione periodica.

La FLP con la propria Confederazione CSE - conclude Verri - davanti a una presunta operazione di facciata del Governo, non permetterà che gli ispettori siano trattati come carne da macello e il “NON SIAMO D’ACCORDO” non sta a significare che non siamo disponibili a fare la nostra parte in questo momento difficile per il nostro Paese, ma che lo faremo sulla base delle imprescindibili condizioni di sicurezza dei lavoratori e dei cittadini nonché con la risoluzione dei conflitti normativi.

 

 

Il Cordinamento tecnico della Commissione Speciale Digitale della Conferenza delle Regioni ha predisposto un dossier sulle "Buone pratiche e soluzioni digitali per affrontare l'emergenza Covid-19".

Il monitoraggio (che sarà aggiornato periodicamente ) riporta in modo sintetico le diverse azioni intraprese (o in fase di realizzazione) in "chiave digitale" dalle Regioni e dalle Province autonome.

Il quadro sinottico è stato pubblicato sul sito www.regioni.it , nella sezione "Dossier", dove peraltro è possibile consultare i diversi monitoraggi realizzati relativi all'impegno costante delle Regioni per affronattare l'emergenza Covid-19 e per predisporre gli interventi necessari per la "fase 2".

Il quadro fornito dal Coordinamento tecnico della Commissione speciale Agenda Digitale della Conferenza delle Regioni riguarda molteplici interventi: da App e piattaforme informatiche a portali dedicati al supporto dell’emergenza; dal telesupporto psicologico a sistemi di Teleconsulto a supporto dei medici e dei presidi ospedalieri; da  servizi di supporto verso anziani fragili, ad azioni informative e di supporto alla partecipazione alle opportunità di finanziamento; dal potenziamento delle dotazioni informatiche delle scuole per didattica a distanza,  a sistemi di Televisita;  da Misure per la promozione di startup innovative a strumenti per l'e-learning; dalla Digitalizzazione processi amministrativi, alla procedura informatica per la ricezione, istruttoria e autorizzazione della Cassa integrazione in deroga; da Contact center, a Servizi online per presentazione delle domande di Sussidio a piccole imprese; dalle “Domande per bonus alimentare” ai sistemi per il contributo a sostegno dei nuclei familiari in difficoltà economica per il Covid  19. (Regioni.it 3825)

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