Bilancio dei quattro anni del Comitato Regionale INPS TUTTO POSITIVO, O QUASI, TRANNE IL CAPORALATO

Lavoro
Typography

La presentazione nei giorni scorsi del rendiconto sociale INPS 2022 ha assunto un particolare significato soprattutto come rendiconto di fine mandato del Comitato Regionale Puglia guidato da Giuseppe Deleonardis.

“Senz’altro positivo - sottolinea Deleonardis – di questi quattro anni in cui ci siamo trovati, in due di essi, in una fase molto delicata per la pandemia.

E’ un bilancio positivo al di là di alcune… chiacchiere che hanno tentato negli anni scorsi di demonizzare spesso l'Istituto, invece abbiamo riversate sull'INPS tutta una serie di importanti prestazioni a cominciare dalla cassa integrazione.

Il mio giudizio è fortemente positivo anche se è rimasto il cruccio su un’attività che avevamo chiesto alla Regione Puglia, l'internalizzazione o la convenzione sulle prestazioni delle invalidità civili affinché i servizi venissero svolti direttamente non più dalle ASL, che oggi lo svolgono con le Commissioni di lavoro esterno, ma dall’INPS con evidenti riduzioni economici ma soprattutto di tempi”.

Ma dopo l’attività positiva dell'Inps parliamo di migranti, extracomunitari e caporalato. La domanda è: ma il caporalato è stato sconfitto, se ne parla sempre di meno.

“No, il caporalato c’è, è forte ed è aumentato. Si è allentata invece l'attenzione da parte delle istituzioni anche a livello regionale: la legge 28 

non ha funzionato e non sta funzionando anche in termini di controllo. La legge 28 prevedeva il blocco dei finanziamenti a chi non ha il contratto nazionale integrativo. Noi abbiamo in giro una diffusione delle evasioni contrattuali ai salari contrattuali. Abbiamo salari che non vanno oltre i 35/40€ mediamente con i soggetti più fragili come donne e immigrati a fronte di 7/8 ore di lavoro nel migliore dei casi.

No, confermo  - continua Deleonardis - che la situazione è peggiorata perché se noi vediamo il quadro complessivamente con la 199 con i primi cinque articoli che riguardano i vari interventi della legge, sono pochissime le aziende che sono state denunciate dal punto di vista penale o hanno avuto arresti o hanno avuto condanne sono proprio pochissime. Eppure i dati ispettivi parlano chiaro: l'agricoltura la fa da padrona quindi i dati dimostrano che l'attività ispettiva è molto esigua, parliamo neanche dell’1% delle imprese sulle 16.800 imprese che dai dati INPS abbiamo stimato registrate”.

Ma allora mancano le ispezioni ed i controlli, grandi sono le situazioni di inadempienze contrattuali e conseguentemente forte il  lavoro nero: quindi è un fenomeno principalmente culturale che va combattuto non solo con le leggi, ma va ripresa l'idea dei diritti dalla cultura dei diritti.