"Il Pnrr si traduce sulle future generazioni. Questo straordinario sforzo della Ue ha preso non a caso il nome Next   generation, un nome che richiama la solidarietà generazionale. Risorse che vanno usate in modo attento e responsabile. Si tratta di cogliere un'opportunità straordinaria”, dichiara il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che aggiunge: "L'Italia ha avuto 209 miliardi per perseguire un obiettivo di riequilibrio territoriale dal punto di  vista delle infrastrutture, sociale, di genere. Queste risorse sono arrivate per questo. Vorrei che fosse più chiaro l'interesse comune alla crescita del Nord e del Sud. Abbiamo un interesse a crescere insieme”.

"Faremo di tutto, con i fondi del Pnrr – afferma il ministro dell'Università Maria Cristina Messa - con le riforme che vogliamo fare e con i fondi dello Stato, perché anche in legge di bilancio abbiamo messo moltissimi fondi, per fare in modo che ci sia questo circolo virtuoso nelle regioni del Mezzogiorno”.

“La transizione ecologica e il rispetto dell'ambiente passano anche da nuovi modelli di realizzazione delle infrastrutture”, sostiene il ministro delle infrastrutture e della mobilità Enrico Giovannini

“Nell'ambito delle risorse del Pnrr – spiega Giovannini - si è scelto di destinare il 765 per finanziare ferrovie e non strade e rinnovare il parco autobus in senso ecologico per eliminare il diesel”.

L'Unione europea chiede di mitigare il danno ambientale. “Per esempio – spiega Giovannini - si chiede alle imprese che realizzano per esempio strade, ponti ed altre infrastrutture di ripristinare la biodiversità nei luoghi interessati. Il Mezzogiorno è al centro di questa trasformazione. Infatti - sottolinea Giovannini - dei 62 miliardi assegnati al nostro ministero dal Pnrr circa il 56 per cento andrà alle regioni meridionali”.

Mara Carfagna, ministro per il Sud e la Coesione territoriale, rileva che “nell'ambito del ciclo di programmazione dei fondi strutturali 2021/2027 dedicheremo una quota importante del PON "Competitività, ricerca e innovazione" agli interventi per l'internazionalizzazione, grazie anche alla collaborazione col ministro Di Maio che si è dimostrato molto sensibile all'argomento. Per quanto concerne i fondi europei si dovrà anzitutto continuare a investire, come abbiamo già iniziato a fare, nella formazione e messa a disposizione delle aziende degli "export manager", figure professionali sempre più necessarie, capaci di analizzare i mercati esteri, mappare le potenzialità e i rischi e offrire all'imprenditore un quadro chiaro del Paese dove intende esportare”.

Per Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari Regionali, ci sono alcuni errori che “non dobbiamo fare e il primo sarebbe quello di cedere al campanilismo. Io sono

convinta che serva una grande collaborazione trasversale con le Regioni le Province e i Comuni”, siamo consapevoli – aggiunge Gelmini - che “il Pnrr non si può costruire a palazzo Chigi senza ascoltare e condividere le progettualità con gli enti locali, ma dobbiamo utilizzare questa straordinaria opportunità per superare il divario nord e sud e non per accentuare lo scontro. Dobbiamo avere una volontà di andare a ricucire le diseguaglianze e le lacune che ci sono, avendo anche la capacita di costruire buone politiche con progettualità concreta”.
"Il dato che è stato rilanciato parecchie volte, - dichiara il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca - cioè che il 40% delle risorse del Pnrr va al Sud, è molto aleatorio. Se volessimo ragionare alla tedesca, dovremmo dire che, per recuperare il divario, avremmo bisogno del 60% di risorse vere”. (Regioni-it 4188 del 23.11.2021)

Si è tenuto a Lecce il primo tavolo di   progettazione agro-ambientale per la ricostruzione della bellezza paesaggistica e dell’economia agricola dell'intero Salento. 

“È stata una giornata - ha spiegato l’Assessora regionale all’Ambiente Anna Grazia Maraschio - in cui abbiamo raccontato cosa stiamo facendo, ma soprattutto abbiamo ascoltato le istanze dei territori attraverso la voce delle associazioni di categoria, dei sindacati, degli ordini professionali, delle associazioni ambientaliste, di tutti i portatori di interesse. Insieme al prezioso lavoro dell'assessore Pentassuglia stiamo provando a fare sintesi tra richieste, proposte e soluzioni incisive per rendere immediatamente cantierabili le azioni poste sull'odierno tavolo. Le istanze avanzate riguardano competenze e visioni diverse ed anche con gli assessori Delli Noci e Leo metteremo in campo tutta la forza politica necessaria per preservare questo scrigno di bellezza chiamato Salento”.

“Sono convinto che insieme possiamo dare nuove chance di rinascita  a un territorio, il Salento,  dalle potenzialità straordinarie – ha commentato l'Assessore regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia - messe purtroppo a rischio da una fitopatia, la Xylella, che ci induce a riprogrammare misure e risorse. Oggi, tutti insieme, istituzioni, associazioni, imprese, abbiamo dimostrato di  avere una visione comune, unica strada percorribile per sanare un’economia e un paesaggio rurale che meritano immediati interventi di rilancio. Come Regione abbiamo costituito un qualificato e valido comitato scientifico di supporto ad azioni e politiche di investimento innovative per l’agricoltura salentina. E stiamo lavorando alacremente per risarcire gli olivicoltori colpiti dalla Xylella impegnando quante più risorse possibili al fine di garantire liquidità per una loro ripresa. L’aumento della dotazione finanziaria fino a 60 milioni di euro, per esempio, ci ha consentito di fare scorrere la graduatoria della sottomisura 4.1c del PSR Puglia dedicata agli investimenti strutturali per le aziende olivicole salentine. Gli agricoltori ci chiedono a buon diritto risposte concrete e solo una strategia efficace può garantirci risultati nel medio lungo periodo. Il dialogo con il territorio deve essere costante e diretto come accaduto questa mattina. L’interlocuzione con il Ministero, per la parte agricola, sarà utile  per riuscire a soddisfare le nostre  istanze perché siano destinati ulteriori 700 milioni di euro che ci consentano di dare piena attuazione al Piano di rigenerazione olivicola”.

 

 

Si è tenuto oggi a Lecce il primo tavolo di   progettazione agro-ambientale per la ricostruzione della bellezza paesaggistica e dell’economia agricola dell'intero Salento. 

“È stata una giornata - ha spiegato l’Assessora regionale all’Ambiente Anna Grazia Maraschio - in cui abbiamo raccontato cosa stiamo facendo, ma soprattutto abbiamo ascoltato le istanze dei territori attraverso la voce delle associazioni di categoria, dei sindacati, degli ordini professionali, delle associazioni ambientaliste, di tutti i portatori di interesse. Insieme al prezioso lavoro dell'assessore Pentassuglia stiamo provando a fare sintesi tra richieste, proposte e soluzioni incisive per rendere immediatamente cantierabili le azioni poste sull'odierno tavolo. Le istanze avanzate riguardano competenze e visioni diverse ed anche con gli assessori Delli Noci e Leo metteremo in campo tutta la forza politica necessaria per preservare questo scrigno di bellezza chiamato Salento”.

“Sono convinto che insieme possiamo dare nuove chance di rinascita  a un territorio, il Salento,  dalle potenzialità straordinarie – ha commentato l'Assessore regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia - messe purtroppo a rischio da una fitopatia, la Xylella, che ci induce a riprogrammare misure e risorse. Oggi, tutti insieme, istituzioni, associazioni, imprese, abbiamo dimostrato di  avere una visione comune, unica strada percorribile per sanare un’economia e un paesaggio rurale che meritano immediati interventi di rilancio. Come Regione abbiamo costituito un qualificato e valido comitato scientifico di supporto ad azioni e politiche di investimento innovative per l’agricoltura salentina. E stiamo lavorando alacremente per risarcire gli olivicoltori colpiti dalla Xylella impegnando quante più risorse possibili al fine di garantire liquidità per una loro ripresa. L’aumento della dotazione finanziaria fino a 60 milioni di euro, per esempio, ci ha consentito di fare scorrere la graduatoria della sottomisura 4.1c del PSR Puglia dedicata agli investimenti strutturali per le aziende olivicole salentine. Gli agricoltori ci chiedono a buon diritto risposte concrete e solo una strategia efficace può garantirci risultati nel medio lungo periodo. Il dialogo con il territorio deve essere costante e diretto come accaduto questa mattina. L’interlocuzione con il Ministero, per la parte agricola, sarà utile  per riuscire a soddisfare le nostre  istanze perché siano destinati ulteriori 700 milioni di euro che ci consentano di dare piena attuazione al Piano di rigenerazione olivicola”.

 

 

“5 anni per l’Ambiente. Scenari per il futuro verde della Puglia”. Un convegno per sintetizzare le attività svolte da Arpa Puglia negli ultimi cinque anni si terrà venerdì 15 ottobre dalle ore 9.15 alle 13.30 a Villa Romanazzi Carducci a Bari.

Dopo i saluti istituzionali del prefetto di Bari, Antonia Bellomo, e del sindaco di Bari, Antonio De Caro, interverranno il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, l’assessore regionale all’Ambiente, Anna Grazia Maraschio, l’assessore regionale alla Salute, Pierluigi Lopalco, il direttore generale di Ispra, Alessandro Bratti, il Commissario unico per la bonifica delle discariche abusive, Giuseppe Vadalà, il comandante della Guardia di Finanza, Francesco Mattana, il presidente di Confindustria Puglia, Sergio Fontana, il presidente di Legambiente Puglia, Ruggero Ronzulli, il presidente di Wwf Puglia, Nicolò Carnimeo, il direttore generale di Arpa Puglia, Vito Bruno.

A moderare l’incontro saranno Paolo di Giannantonio e Francesca Lombardi.

 ________________

Oggi tutti, e aggiungerei finalmente, parlano di ambiente e di sostenibilità – sottolinea Vito Bruno - . Arpa Puglia se ne occupa concretamente, tutti i giorni, da oltre 20 anni, raccogliendo una mole enorme di dati e informazioni, acquisite mediante monitoraggi, controlli e pareri a disposizione della comunità scientifica, della ricerca, dei decisori politici e dei cittadini pugliesi”.

 “Era il 1992 quando Severn Cullis-Suzuki, una ragazzina canadese di soli 12 anni, zittì per diversi minuti i delegati presenti al Vertice della Terra delle Nazioni Unite a Rio de Janeiro con un accorato discorso sulla necessità di proteggere l’ambiente per salvaguardare le generazioni future – prosegue il direttore generale di Arpa Puglia -. Da allora di tempo ne è passato e tanti sono stati i discorsi e gli appelli che hanno favorito il cambiamento culturale e i processi decisionali. In questi cambiamenti e di questi cambiamenti sono state e sono parte integrante le Agenzie ambientali, che da decenni lavorano per fornire una rappresentazione sempre più completa dello stato dell’ambiente al fine di supportare, nel migliore dei modi, i decisori politici e garantire ai cittadini una sempre più chiara e approfondita conoscenza del contesto territoriale in cui vivono.

Dal 2016 l’istituzione del Sistema Nazionale Protezione Ambiente, grazie alla Legge 132/2016, ha poi ulteriormente consolidato e rafforzato il ruolo delle Agenzie e ha rappresentato, in particolar modo per Arpa Puglia che ne ha saputo cogliere l’opportunità, una occasione per confermare e rafforzare il proprio ruolo sia nel panorama regionale che in quello nazionale. Ed è proprio dal 2016 che l’Agenzia ha iniziato a caratterizzare il proprio mandato istituzionale oltre che su competenza, professionalità e specializzazione anche su innovazione, partnership e comunicazione. L’innovazione dei processi lavorativi, l’attivazione di sinergie con le istituzioni operanti sul territorio e una comunicazione semplice e trasparente dei dati ambientali sono state le leve attivate in questi ultimi cinque anni per migliorare la percezione dell’Agenzia e del suo operato – aggiunge Vito Bruno - . Ora guardiamo al futuro per continuare a “proteggere” il nostro territorio con accresciuta ambizione e rinnovata passione”.

“La Regione Puglia chieda lo Stato di Calamità al MIPAAF per l’apicoltura pugliese, secondo quanto previsto dal D.L. 25 MAGGIO 2021, N. 73  ART 71 SOSTEGNI – BIS, e lo Stato di calamità anche per tutte le altre colture danneggiate dalla siccità”. A sollecitare la Regione Puglia è Raffaele Carrabba, presidente di CIA Agricoltori Italiani della Puglia. In tutta la regione, la combinazione di una serie di fattori negativi – gelate, incendi, siccità e infine grandine e nubifragi – hanno causato un drammatico calo della produzione di miele e il conseguente crollo della redditività dal 30% al 50%.

APICOLTURA PROVINCIA PER PROVINCIA. Gli alveari censiti in Puglia ammontano a quasi 19mila e gli apicoltori professionisti sono circa 400. L’apicoltura in Puglia conta molti appassionati che gestiscono quasi 13mila sciami. La maggior parte delle apicolture sono destinate all’autoconsumo, mentre solo 366 sono incentrate sulla commercializzazione. Circa il 16 per cento degli apiari è gestito secondo il disciplinare del biologico.

“Nel Salento – ha spiegato Benedetto Accogli, presidente di CIA Salento - alle conseguenze di lungo corso della Xylella sulla desertificazione del paesaggio, quest’anno si sono sommati i devastanti effetti degli estesi roghi estivi e della siccità, mentre le grandinate e i nubifragi delle ultime settimane hanno dato il colpo di grazia. L’apicoltura salentina ha registrato perdite produttive fino al 50%”. “Nei territori di Brindisi e Taranto, purtroppo, non è andata meglio – ha aggiunto Pietro De Padova, presidente di CIA Due Mari -, soprattutto per i problemi riscontrati negli ultimi mesi sui mieli d’agrumi, penalizzati anch’essi da una lunga serie di calamità, tra cui prima le gelate, poi le temperature di fuoco e, infine, grandinate e nubifragi”.   

Situazione critica anche nella BAT e nell’area metropolitana di Bari, dove è attiva “APICOLTURA”, sezione di CIA Levante nata a gennaio 2021 per sostenere il settore e promuoverne rafforzamento e innovazione: “Anche nel Barese e nei territori della provincia Barletta-Andria-Trani gli apicoltori stanno affrontando una crisi rilevante, aggravata anche da chi inquina e penalizza il settore con frodi e immissione sul mercato di mieli di bassa qualità provenienti dall’estero”, ha spiegato Felice Ardito. “E’ stata un’annata molto difficile anche in provincia di Foggia”, ha dichiarato Michele Ferrandino, presidente di CIA Capitanata, “a causa di problemi analoghi a quelli vissuti in tutte le altre province: la qualità è altissima, come sempre, ma le quantità si sono drasticamente ridotte, con danni economici davvero ingenti”.

FIORITURE COMPROMESSE. Gli eventi atmosferici avversi hanno gravemente compromesso le fioriture di mandorli, ciliegia, asfodelo, trifoglio ed agrumi, azzerando di fatto le produzioni di nettare necessario per permettere alle api di colonizzarsi e svilupparsi per i raccolti successivi. 

Le avverse condizioni atmosferiche degli ultimi mesi hanno reso difficoltosa la raccolta e l’immagazzinamento del nettare, che è servito innanzitutto per il nutrimento delle api ed in molti casi gli allevatori sono stati costretti a costosi interventi di nutrizione artificiale degli alveari per evitare che morissero di fame e per salvare gli allevamenti.

Le avverse condizioni atmosferiche hanno inoltre compromesso le fecondazioni delle api regine che si sono ridotte a circa il 20%, con grave compromissione dell'utile di aziende apistiche dedite alla vendita di api regine. E’ nota a tutti l’importanza produttiva del comparto apistico, fondamentale nell’equilibrio della nostra agricoltura e per garantire l’equilibrio del nostro ecosistema. “Occorre intervenire subito”, ha concluso Raffaele Carrabba, presidente di CIA Agricoltori Italiani della Puglia.

La lotta al cambiamento climatico è una priorità per il Parlamento. Di seguito troverai i dettagli delle soluzioni su cui stanno lavorando l'UE e il Parlamento.

Limitare il riscaldamento globale: questione di 2 ° C di aumento

Le temperature medie globali sono aumentate in modo significativo dalla rivoluzione industriale e l'ultimo decennio (2009-2018) è stato il decennio più caldo mai registrato . Dei 18 anni più caldi, 17 si sono verificati dal 2000.

I dati del Copernicus Climate Change Service mostrano che il 2019 è stato anche l' anno più caldo mai registrato per l'Europa. La maggior parte delle prove indica che ciò è dovuto all'aumento delle emissioni di gas serra prodotte dall'attività umana.

La temperatura media globale è oggi di 0,91-0,96 ° C in più rispetto alla fine del XIX secolo. Gli scienziati considerano un aumento di 2 ° C rispetto ai livelli preindustrializzati come una soglia con conseguenze pericolose e catastrofiche per il clima e l'ambiente.

Questo è il motivo per cui la comunità internazionale concorda sul fatto che il riscaldamento globale deve rimanere ben al di sotto di un aumento di 2 ° C.

Perché è importante una risposta dell'UE?

Secondo l'Agenzia europea dell'ambiente, l'UE è il terzo più grande emettitore di gas a effetto serra al mondo dopo Cina e Stati Uniti. Il settore energetico è stato responsabile dell'80,7% delle emissioni di gas a effetto serra dell'UE nel 2017. Gli sforzi comuni di mitigazione sono fondamentali poiché il cambiamento climatico colpisce tutti i paesi dell'UE, anche se non allo stesso modo.

La regione mediterranea può aspettarsi più temperature estreme e meno piogge, mentre i paesi della regione continentale devono affrontare un rischio maggiore di inondazioni fluviali e incendi boschivi.

Gli sforzi dell'UE stanno dando i loro frutti. Nel 2008 l'UE ha fissato l'obiettivo di ridurre le emissioni del 20% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020 . È sulla buona strada per raggiungere questo obiettivo: nel 2015 il livello di emissioni di gas a effetto serra nell'UE ha rappresentato una diminuzione del 22% rispetto ai livelli del 1990.

Dai un'occhiata alla nostra infografica sui cambiamenti climatici in Europa .

L'UE e la politica climatica internazionale

L'UE è un attore chiave nei negoziati sul clima delle Nazioni Unite . Nel 2015 ha ratificato l'Accordo di Parigi, il primo accordo universale per combattere il cambiamento climatico. Il suo obiettivo è mitigare il cambiamento climatico mantenendo l'aumento della temperatura globale a 1,5 ° C rispetto ai tempi preindustrializzati.

In base all'accordo di Parigi , l'UE si è impegnata a ridurre le emissioni di gas a effetto serra nell'UE di almeno il 40% al di sotto dei livelli del 1990 entro il 2030.Inoltre, l'UE si è impegnata a raggiungere zero emissioni nette entro il 2050 nell'ambito del Green Deal europeo. Ha messo in atto diverse misure per raggiungere questo obiettivo.

Il Green Deal europeo

Il Parlamento ha dichiarato un'emergenza climatica nel novembre 2019, invitando la Commissione ad allineare tutte le sue proposte con l'obiettivo di limitare il riscaldamento globale a meno di 1,5 ° C e garantire che le emissioni di gas a effetto serra siano significativamente ridotte.

In risposta, la Commissione ha proposto il Green Deal europeo , una tabella di marcia affinché l'Europa diventi un continente climaticamente neutro entro il 2050. Uno dei suoi obiettivi è un quadro giuridico per il clima: la legge sul clima dell'UE.

Il piano dell'UE per un'Europa più verde e più sostenibile copre un'ampia gamma di settori e include obiettivi come preservare la biodiversità, garantire un sistema alimentare più sano, stimolare l'economia circolare, nonché promuovere investimenti verdi e responsabilizzare le industrie per una transizione verde alleviando nel contempo l'impatto socioeconomico della transizione sui lavoratori e sulle comunità.

Ulteriori informazioni sul Green Deal.

Finanziamenti dell'UE per il clima

Al fine di finanziare il Green Deal, la Commissione europea ha presentato nel gennaio 2020 il Piano di investimenti per l'Europa sostenibile , che mira ad attrarre almeno 1.000 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati ??nel prossimo decennio.

Nell'ambito del piano di investimenti, il meccanismo per una transizione giusta è progettato per sostenere le regioni e le comunità più colpite da una transizione verde, ad esempio le regioni fortemente dipendenti dal carbone.

L'UE ha introdotto nuove regole per definire ciò che si qualifica come attività verde o sostenibile. L'obiettivo è incoraggiare gli investimenti in attività sostenibili dal punto di vista ambientale e impedire che i finanziamenti vadano ai cosiddetti progetti di greenwashing che dichiarano di essere rispettosi dell'ambiente, ma in realtà non lo sono,

Riduzione delle emissioni di gas serra

L'UE ha messo in atto diversi tipi di meccanismi a seconda del settore.

Per ridurre le emissioni delle centrali elettriche e dell'industria, l'UE ha creato il primo grande mercato del carbonio. Con l'Eission Trading System (ETS) le aziende devono acquistare permessi per emettere CO2, quindi meno inquinano, meno pagano. Questo sistema copre il 45% delle emissioni totali di gas serra dell'UE.

Per altri settori come l'edilizia o l'agricoltura, le riduzioni saranno raggiunte attraverso obiettivi di emissioni nazionali concordati , calcolati sulla base del prodotto interno lordo pro capite dei paesi.

Per quanto riguarda il trasporto su strada, all'inizio del 2019, il Parlamento europeo ha appoggiato le legislazioni per ridurre le emissioni di CO2 del 37,5% per le nuove auto, del 31% per i furgoni e del 30% per i nuovi camion entro il 2030

L'UE vuole anche utilizzare il potere di assorbimento di CO2 delle foreste per combattere cambiamento climatico. Nel 2017 i deputati hanno votato a favore di un regolamento per prevenire le emissioni derivanti dalla deforestazione e dal cambio di destinazione d'uso del suolo.

Scopri maggiori dettagli sulle misure dell'UE per ridurre le emissioni di gas serra .

Affrontare la sfida energetica


L'UE combatte anche il cambiamento climatico con una nuova politica per l'energia pulita adottata dal Parlamento nel 2018. L'obiettivo è aumentare la quota di energia rinnovabile consumata al 32% entro il 2030 e creare la possibilità per le persone di produrre la propria energia verde.

Inoltre l'UE vuole migliorare l'efficienza energetica del 32,5% entro il 2030 e ha adottato la legislazione sugli edifici e gli elettrodomestici.

Il mare più bello di Italia è in Puglia. La Puglia, ex aequo con la Sardegna, possiede il 99,7% di chilometri di coste balneabili definite eccellenti dal Sistema nazionale per la prevenzione dell’ambiente che ha pubblicato lo studio. Sono i dati più positivi registrati dalle ARPA regionali (raccolti poi dal Sistema nazionale) che svolgono attività di controllo e monitoraggio delle acque di balneazione.

La Puglia, con i suoi 800 chilometri di costa, e la Sardegna, con i suoi 1200 chilometri di costa, rappresentano il top per questo 2020.

“Un risultato splendido – commenta il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – che potrà incoraggiare quanti sono ancora alla ricerca di mete estive dove poter trascorrere le vacanze. La qualità, e la balneabilità, del nostro mare viene infatti ancora una volta confermata da studi autorevoli e minuziosi come questo, pubblicato dal Sistema nazionale per la prevenzione dell’Ambiente”.

“Certo non è stato facile raggiungere questi risultati. Se da un lato infatti la Puglia è territorio naturalmente meraviglioso, quest’anno la nostra regione ha conquistato ben 15 bandiere blu (Isole Tremiti, Peschici, Zapponeta, Margherita di Savoia, Polignano a Mare, Fasano, Ostuni, Carovigno, Castro, Salve, Melendugno, Otranto, Castellaneta, Maruggio, Ginosa), due in più rispetto allo scorso anno, dall’altro è anche vero che abbiamo fatto un grande e prezioso lavoro in tema di sostenibilità ambientale. Le nostre battaglie per la difesa dell’ambiente e del nostro mare, a cominciare da quella NoTriv, sono entrate nell’immaginario collettivo e hanno fatto la differenza”.

 “La tutela dell’ambiente è un aspetto fondamentale – conclude Emiliano - per una terra come la Puglia orientata allo sviluppo turistico e agroalimentare. È d’obbligo quindi, soprattutto in questo momento, operare affinché queste risorse naturali e paesaggistiche vengano preservate. Vorrei ricordare solo l’ultima decisione, in ordine di tempo, della Giunta regionale che ha stanziato oltre 100 milioni di euro per 15 interventi, già programmati, sul sistema depurativo-fognario così come nel 2019 il gruppo Acquedotto Pugliese ha investito 65 milioni per il comparto depurativo e 42 milioni per le opere fognarie. I risultati di queste politiche si vedono”.

La Transumanza è stata dichiarata patrimonio dell’Umanità dal Comitato intergovernativo dell’Unesco riunito a Bogotà, una grande opportunità di tutela e promozione dell’antica pratica ancora viva sul Gargano. E’ quanto annuncia la Coldiretti Puglia nel commentare positivamente la decisione dell'Unesco con il voto positivo che certifica il valore della tradizionale migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie e dei pastori che, insieme ai loro cani e ai loro cavalli, si spostano dalla pianura alla montagna, percorrendo le vie semi-naturali dei tratturi, con viaggi di giorni e soste in luoghi prestabiliti, noti come "stazioni di posta".

“Per noi è un riconoscimento importante che vuole affermare il valore sociale, economico, storico e ambientale della pastorizia e della transumanza in un momento di difficoltà per gli allevamenti ed il settore zootecnico. Un mestiere ricco di tradizione, ma molto duro con gli allevatori che accompagnano per lunghi percorsi tra gli antichi tratturi le mandrie che beneficiano di clima, alimentazione e uno ‘stile di vita’ tornato alle origini”, commenta il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

In provincia di Foggia rappresentativa è la storia da 5 generazioni della famiglia Colantuono, dice Coldiretti Puglia, un racconto di tradizioni ed emozioni centenarie, narrato da Carmelina, una donna forte e appassionata che tratta come familiari le sue mucche di razza podolica e marchigiana. Una transumanza antica – racconta Coldiretti Puglia - risalente al 1800 che parte dalla Puglia per arrivare in Molise, con una mandria di 300 mucche che camminano lente senza sosta da San Marco in Lamis (Foggia) fino a raggiungere Frosolone (Isernia), attraversando 2 regioni, 3 province e 20 comuni per raggiungere gli alpeggi molisani. “La transumanza avviene a maggio – spiega Carmelina Colantuono - perché gli animali hanno bisogno di partire, avvertono il caldo, lo patiscono, abbisognano di temperature più fresche dell’alpeggio. Sarebbero capaci di muoversi autonomamente. Inizia il nostro viaggio di 4 giorni con 3 soste per riposare a San Paolo Civitate, Santa Croce di Magliano, Ripalimosani e Frosolone. Restano a casa solo gli animali più piccoli, perché non ce la farebbero. La transumanza si snoda attraverso i vecchi tratturi de L’Aquila-Foggia, il famoso ‘tratturo del re’, incrociato a San Paolo di Civitate, del Celano-Foggia e del Lucera-Castel di Sangro, con tratturelli e bracci tratturali da raccordo e tratti di strade statali, provinciali e comunali”. Per questo il camminamento è scortato dalla Polizia stradale preallertata, perché la mandria invade le strade, ricreando scenari da amarcord, aggiunge Coldiretti.

“Il percorso è segnato dalle mucche più anziane che con i grandi campanacci guidano l’intera mandria. I nostri animali sono abituati a vivere allo stato brado e la transumanza produce benefici non da poco. E’ un appuntamento che aspettano – conclude Carmelina - ce ne accorgiamo, vivono liberamente secondo le stagioni e secondo i ritmi della natura, non hanno alcun problema a camminare, brucano erbe spontanee che riconoscono lungo il cammino”.

  

“Il fatto di avere da oggi un regolamento della Sezione Regionale di Vigilanza che ne stabilisce struttura, organizzazione interna e modalità di funzionamento per lo svolgimento dei compiti di controllo e tutela del territorio, aiuterà non solo ad ottimizzare il lavoro di questo importante organo, ma ci permetterà anche di strutturare al meglio, con la preziosa collaborazione delle guardie ambientali, l’operazione di pulizia delle strade provinciali dai rifiuti abbandonati, che abbiamo iniziato a condividere con Ager e province”. Così l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente Gianni Stea all’indomani dell’approvazione in via definitiva da parte dell’esecutivo pugliese del regolamento della sezione regionale di vigilanza, istituita con legge regionale n. 37 del 2015 con funzioni di controllo, tutela e rappresentanza del territorio.

Infatti, grazie proprio al corpo di vigilanza ambientale regionale che ha agenti distribuiti su tutto il territorio pugliese, vengono pattugliate e passate al setaccio le aree più soggette al fenomeno dell’abbandono illecito dei rifiuti.  La sezione di vigilanza ambientale ad oggi è costituita da 83 unità lavorative, passate per effetto della Legge Delrio dalle province in capo alla Regione con funzioni di polizia amministrativa e ambientale. Entrato in attività nel luglio del 2018, il corpo di vigilanza ambientale della Regione Puglia solo nel 2019 ha svolto attività di controllo sui siti estrattivi, monitoraggio del rispetto dell’ordinanza del Presidente della giunta in materia di rifiuti, vigilanza nei siti della Rete Natura 2000, vigilanza rurale e presidio del territorio da cui sono emersi episodi di abbandoni di rifiuti segnalati ai Comuni e alle Province per gli adempimenti di competenza.

 

In particolare nelle province di Foggia e Barletta Andria Trani sono 53 le istruttorie concluse relative a siti estrattivi, di cui 4 si sono concluse con sanzioni amministrative e 2 con segnalazioni alla Procura della Repubblica; 60 sono le sanzioni amministrative elevate ad Aqp su impianti di depurazione degli scarichi reflui urbani. Particolarmente attenzionati dai vigili ambientali i territori di Spinazzola, Deliceto, Cerignola e Andria per accertare il rispetto delle ordinanze sui rifiuti.   Nella provincia di Lecce l’attività dei vigili ambientali ha totalizzato 801 controlli nei siti della Rete Natura 2000, 31 nei siti estrattivi, di cui 8 cave controllate a seguito di segnalazioni, 14 verbali ammnistrativi, 7 segnalazioni di abbandono rifiuti, 4 sequestri e 6 comunicazioni di notizie di reato. Il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti è decisamente più evidente nelle province di Brindisi e nell’area metropolitana di Bari dove solo nei siti della Rete Natura 2000 ci sono state 92 segnalazioni. Sui siti estrattivi, invece, solo 3 le comunicazioni delle notizie di reato. Nella provincia di Taranto sono, invece complessivamente 24 i verbali amministrativi emessi per violazioni ambientali. 

Un’agenda di lavoro per un progetto di valorizzazione del sistema delle aree naturali protette regionali e per un percorso condiviso di riforma della legge istitutiva.

Sono i due temi affrontati dall’assessore alla Pianificazione Territoriale, Alfonso Pisicchio, durante l’incontro con il coordinatore pugliese di Federparchi Enzo Lavarra.

Dall’incontro è emersa la necessità di fare il punto sull’attuale situazione regionale, anche alla luce delle nuove nomine ai vertici dei siti nazionali, Parco Nazionale dell’Alta Murgia e Parco Nazionale del Gargano.

“Vogliamo avviare nuove strategie sulla tutela e sulla fruizione dei parchi e delle aree naturali protette – spiegano Pisicchio e Lavarra – potenziando le loro prerogative e sostenendone la programmazione con strumenti normativi più adeguati e con maggiori risorse gestionali”.

Da qui, quindi, l’ipotesi di una rimodulazione della legge n.19 del 1997 che istituisce le aree naturali protette.

“Ma sarà un percorso – sottolineano Pisicchio e Lavarra - che ovviamente si fonderà sul massimo coinvolgimento dal basso degli enti di gestione. Anche con l’ausilio delle sinergie e dei preziosi contributi dai nuovi presidenti dei parchi della Murgia e del Gargano.

Perché i parchi hanno una mission fondata sull’economia sostenibile nel campo agricolo, della pesca e del turismo”.

Temi che l’assessorato regionale alla Pianificazione Territoriale presenterà con Federparchi in un workshop in programma durante la 83esima edizione della Fiera del Levante, quest’anno dedicata alla difesa dell’ambiente. 

 

Il 30 e 31 Gennaio 2018 si svolgerà a Milano, presso il Centro Congressi FAST un Corso di aggiornamento professionale (16 ore). Il corso propone un approfondimento pratico sulla identificazione, classificazione e gestione dei rifiuti pericolosi secondo le norme di riferimento aggiornate nel 2017 e un’analisi dei profili di responsabilità e sanzionatori alla luce dei nuovi reati ambientali e della 231/01.

Con l’intervento dell’assessore regionale ai Lavori pubblici, Anna Maria Curcuruto, dell’assessore all’Ambiente, Filippo Caracciolo, del presidente dell’Autorità idrica pugliese, Nicola Giorgino, della sindaca di Minervino Murge, Maria Laura Mancini, e del presidente dell’Acquedotto Pugliese, Nicola De Sanctis sono stati inaugurati i lavori dell’Aqp per il potenziamento dell'impianto di depurazione di Minervino Murge.

meteo

 

Banner NAVA
mediapresstv
PIANETA TERRA