l’Unione Europea e la sua autonomia strategica e il suo ruolo per rafforzare il multilateralismo.

Sono stati questi gli argomento trattati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso di un incontro con alcuni capi di stato europei del gruppo Arraiolos.

Ho realmente apprezzato, ha detto Matarella, lo scambio di idee che abbiamo avuto, uno scambio di idee che ha consentito a ciascuno di noi di verificare sensibilità e punti di vista rispettivi. Tutto è avvenuto nel consueto stile del gruppo di Arraiolos: l’ascolto reciproco e il dialogo sempre amichevole e costruttivo per far maturare opinioni e soluzioni convergenti e condivise.

Ci troviamo a un punto di svolta molto importante per l’Unione europea, un punto nel quale, a mio avviso, senza remore e senza temi intoccabili, dobbiamo prima di tutto impegnarci per completare tanti cantieri aperti nella nostra integrazione.

La nuova fase ha bisogno di basi molto solide: lo dobbiamo alle nuove generazioni di europei.

Come la pandemia ci ha dimostrato, nella drammatica tristezza del suo sopravvenire, le sfide di questi anni ci chiamano ad alzare il nostro livello di ambizione. Il Next Generation è il nostro orizzonte, la nostra strategia per il futuro. E il percorso per realizzarlo è l’autonomia strategica dell’Unione.

Sul fronte della politica estera di difesa, la recente vicenda in Afghanistan sprona e dimostra ulteriormente quanto sia ineludibile compiere un passo avanti per costruire una credibilità maggiore dell’Unione in termini di sicurezza; una credibilità ovviamente complementare con la Nato e tesa al rafforzamento della cornice del reciproco sostegno e rispetto tra gli Stati.

Il nostro impegno deve essere, allora, ha concluso Mattarella, colmare questo divario tra le attese e la risposta che l’Unione europea è capace di dare per costruire un futuro nel quale l’Unione sia protagonista e possa parlare autorevolmente, con un’identità precisa.

Il Consiglio dei Ministri si è riunito giovedì 5 agosto 2021, alle ore 17.10 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Mario Draghi. Segretario, il Sottosegretario alla Presidenza Roberto Garofoli.

COVID-19

Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, in materia di università e dei trasporti (decreto-legge)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi, del Ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, del Ministro dell’università e della ricerca Maria Cristina Messa, del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, in materia di università e dei trasporti a partire dal 1° settembre 2021.

Scuola e Università

Nell’anno scolastico 2021-2022, l’attività scolastica e didattica della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della secondaria di primo e secondo grado e universitaria sarà svolta in presenza. La misura è derogabile esclusivamente in singole istituzioni scolastiche o in quelle presenti in specifiche aree territoriali e con provvedimenti dei Presidenti delle Regioni, delle province autonome di Trento e Bolzano e dei sindaci, adottabili nelle zone arancioni e rosse e in circostanze di eccezionale e straordinaria necessità dovuta all’insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti.

In linea con l’avviso del Comitato tecnico-scientifico, in tutte le istituzioni del sistema nazionale di istruzione sono adottate alcune misure di sicurezza minime:

  • è fatto obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai sei anni, per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, per i soggetti impegnati nelle attività sportive. Le linee guida possono derogare all’obbligo di mascherina se alle attività partecipano solo studenti vaccinati o guariti;
  • è vietato accedere o permanere nei locali scolastici ai soggetti con sintomatologia respiratoria o temperatura corporea oltre i 37,5°.

Tutto il personale scolastico e universitario e gli studenti universitari (che potranno essere sottoposti a controlli a campione) devono possedere il green pass. Il mancato rispetto del requisito è considerato assenza ingiustificata e a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso.

Si prevede inoltre una maggiore tutela legale per il personale scolastico e universitario a condizione che rispetti le norme del decreto e le misure stabilite dalle linee guida e dai protocolli.

Le Università possono derogare alle misure solo per le attività a cui partecipino solo studenti vaccinati o guariti.

Il Commissario straordinario organizzerà e realizzerà un piano di screening della popolazione scolastica.

Trasporti

Sempre a decorrere dal primo settembre prossimo, si introducono nuove norme per l’accesso e l’utilizzo ai mezzi di trasporto. In questo caso il criterio guida è la distinzione tra trasporti di medio-lunga percorrenza e trasporto pubblico a breve percorrenza, ad eccezione degli aerei per i quali non si prevede alcuna differenziazione.

In base a questa suddivisione sarà consentito esclusivamente ai soggetti muniti di Green Pass l’accesso e l’utilizzo dei seguenti mezzi di trasporto:

  1. aeromobili adibiti a servizi commerciali di trasporto di persone;
  2. navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale, ad esclusione di quelli impiegati per i collegamenti marittimi nello Stretto di Messina;
  3. treni impiegati nei servizi di trasporto ferroviario passeggeri di tipo Inter City, Inter City Notte e Alta Velocità;
  4. autobus adibiti a servizi di trasporto di persone, ad offerta indifferenziata, effettuati su strada in modo continuativo o periodico su un percorso che collega più di due regioni ed aventi itinerari, orari, frequenze e prezzi prestabiliti;
  5. autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente, ad esclusione di quelli impiegati nei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale.

L’utilizzo degli altri mezzi di trasporto può avvenire anche senza green pass, fatta salva l’osservanza delle misure anti contagio.

L’obbligo di green pass non si applica ai soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale e alle persone che, per motivi di salute e in base alle indicazioni del CTS, non possono vaccinarsi.

Eventi sportivi

Per questa categoria, per gli eventi all’aperto, è possibile prevedere modalità di assegnazione dei posti alternative al distanziamento interpersonale di almeno un metro; per gli eventi al chiuso, il limite di capienza già previsto è innalzato al 35%.

San Marino

Per i soggetti residenti nella Repubblica di San Marino, già sottoposti a un ciclo vaccinale, non si applicano le disposizioni relative al Green Pass fino al 15 ottobre. Per questa categoria sarà adottata una circolare che disciplinerà un nuovo percorso vaccinale compatibile in coerenza con le indicazioni dell’Agenzia Europea per i medicinali.

Altre norme

Infine il decreto prevede la proroga del contingente impegnato nelle operazioni Strade Sicure impegnato in compiti di contenimento di diffusione del virus; sospensione dei termini dei procedimenti amministrativi e degli effetti degli atti amministrativi pendenti dal primo agosto al 15 settembre 2021 gestiti dalla Regione Lazio in seguito all’attacco subito ai sistemi informatici.

La Giunta Regionale ha approvato il documento tecnico recante le osservazioni regionali relative al progetto preliminare del Deposito Nazionale e del Parco Tecnologico dei rifiuti radioattivi, ai sensi dell’art. 27 del d.lgs. n. 31/2010 e smi.

L’avviso per la consultazione pubblica sulla localizzazione del deposito nazionale, già pubblicato il 5 gennaio 2021, prevedeva che nei sessanta giorni successivi alla pubblicazione (prolungati con il Decreto “Milleproroghe” a 180 giorni), le Regioni, gli Enti Locali, nonché i soggetti portatori di interessi qualificati, potessero formulare osservazioni e proposte tecniche.

Lo scorso 18 gennaio la Giunta Regionale con propria delibera ha istituito un Tavolo di Coordinamento Regionale presieduto dal Presidente della Regione Puglia, dall’Assessora all’Ambiente, al Territorio e Urbanistica, dai Sindaci dei Comuni di Gravina in Puglia, Altamura, Laterza e dagli ulteriori Comuni che intendessero aderire, per definire una strategia comune, fornire il supporto tecnico ai Comuni interessati e coordinare le proprie attività con quelle della Regione Basilicata, interessata dalla proposta di CNAPI.

“Abbiamo ribadito in questi mesi - hanno dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e l’Assessore all’Ambiente Anna Grazia Maraschio - che ci opporremo con tutte le nostre forze alla scelta di individuare l’Alta Murgia come possibile sito per lo smaltimento di rifiuti nucleari. Ribadiamo il nostro NO e siamo pronti a mettere in campo qualunque azione, politica e legale, a tutela della salute dei cittadini e della bellezza e biodiversità di un Parco Nazionale, che rappresenta uno dei luoghi più singolari del Mediterraneo”.

“Su indicazione della Giunta - ha continuato la Maraschio – sono stati raccolti in un unico documento i contributi specialistici inerenti alle varie questioni individuate. Queste osservazioni tecniche rappresentano le motivazioni scientifiche sulla scorta delle quali è emerso che la verifica dei criteri di esclusione e dei criteri di approfondimento utilizzati da SOGIN per dichiarare idonei i cinque siti individuati nel nostro territorio regionale non ha tenuto conto degli studi di ricerca più? recenti. Dalla ricognizione scientifica svolta, è emerso che tutti i criteri di esclusione ed i criteri di approfondimento per i cinque siti ricadenti nel territorio regionale risultano “non verificati””.

“Abbiamo definito in un percorso condiviso – ha ribadito l’Assessora - insieme alle comunità interessate, alle strutture tecniche dell’Amministrazione Regionale, alle Agenzie regionali, all’Aqp, alle Università e agli Ordini professionali tutti i rilievi finalizzati a far desistere il Governo da ogni possibilità di allocare sul territorio regionale il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. “Il documento che oggi la Giunta ha condiviso ed approvato è dunque il risultato di un importante e corposo lavoro svolto nei tempi stabiliti e in modo efficace da parte del Tavolo Tecnico che ringrazio per l’importante contributo. Un lavoro che ha dimostrato scientificamente e sulla base di dati, analisi e recenti studi, la inadeguatezza delle valutazioni di SOGIN, spesso non riferibili all’attuale conoscenza scientifica delle caratteristiche idrogeomorfologiche e sismiche dei siti individuati. Gli approfondimenti svolti sono i risultati di tanti anni di lavoro, di ricerca, di analisi, di conoscenza del nostro territorio che, messi a sistema, hanno permesso alla Regione di contribuire e supportare i Comuni interessati dall’ipotesi di deposito ad esprimere in maniera tecnica e scientifica la propria contrarietà. Mi preme sottolineare che a questo lavoro non è mancata la presenza e il supporto di numerosi Comuni pugliesi che, seppur non interessati direttamente dal Deposito, hanno espresso con atti consiliari la propria posizione di contrarietà a detto intervento”.

In conclusione “Riteniamo che l’insediamento del Depositi e del Parco Tecnologico inficerebbe irrimediabilmente la vocazione di questo angolo straordinario della Puglia, di un turismo sostenibile, figlio di un lento, faticoso e incisivo impegno della Regione Puglia, degli enti e delle comunità locali”.

Dopo la pubblicazione sulla Rete Rurale Nazionale della Tabella Agea che riporta i dati provvisori relativi all’avanzamento della spesa (pubblica e quota Feasr) programmata ed effettivamente sostenuta dalle Regioni e dalle Province autonome al 31 dicembre 2020, si sono levati numerosi malumori e motivate proteste.

Dalla Tabella pubblicata emerge infatti che la Puglia è l’unica, fra le Regioni e Province autonome italiane, a non aver raggiunto il target di spesa previsto al 31/12/2020. Il disimpegno è pari ad euro 95.632.500,24 di quota FEASR, corrispondente ad una spesa pubblica di euro 158.070.248,33.

La Regione Puglia, si apprende, chiederà una deroga alla Commissione Europea per il secondo anno consecutivo, perché già l'anno scorso non aveva speso tutte le risorse, ben 82 milioni di risorse FEASR pari a 142 milioni complessivi di risorse pubbliche, sottolineando che la Regione Puglia sta avviando la procedura con Bruxelles per scongiurare il disimpegno automatico e restituire le risorse, decisione sulla quale la Commissione Ue dovrà compiere proprie valutazioni di merito, godendo di evidenti margini di discrezionalità.

 

Ma in questa circostanza, secondo il presidente di Coldiretti Puglia Savino Muraglia, necessita un pressing serrato dei deputati pugliesi bipartisan al Parlamento Europeo per non perdere fondi europei preziosi per lo sviluppo rurale che la Puglia rischia di restituire all’UE, a causa delle difficoltà nell’utilizzarli e farli arrivare alle aziende agricole strette in questo momento nella morsa della crisi causata dall’emergenza Covid-19.

 

“La Puglia è l’unica Regione d’Italia a non aver speso tutte le risorse del PSR a disposizione entro il 31 dicembre 2020. Restituire anche un solo euro a Bruxelles sarebbe in questo momento inaccettabile, considerato lo scenario di crisi aggravato dall’emergenza Covid, un inequivocabile segnale di inadeguatezza e un danno per i nostri agricoltori, che legittimamente aspirano con queste risorse ad investire e a lavorare in agricoltura”, afferma Muraglia.

 

Ad oggi risultano erogati solo 636 milioni di euro rispetto al complessivo di 1,6 miliardi di euro, con la burocrazia e gli errori di programmazione che hanno rubato tempo e risorse al lavoro e agli investimenti delle aziende agricole e ha impedito con le inefficienze l’avvio di nuove attività e l’ingresso dell’80% dei giovani nell’attività di impresa.

La Puglia ha speso solo il 41,7% delle risorse del Psr con un livello di spesa di molto inferiore alla media nazionale che si attesta su oltre il 50% e del 62% della spesa a livello comunitario.

E’ mancata finora una strategia chiara per uscire dal pantano dei ricorsi e risolvere le criticità di attuazione – insiste Coldiretti Puglia - con la beffa subita dagli imprenditori agricoli che non hanno potuto investire ed il fallimento sul fronte dello storico ritorno alla terra che ha portato a finanziare solo il 20% delle domande presentate dai giovani under 40.

E’ significativo, e paradossale nello stesso tempo, il fatto che nel PSR 2014-2020 la Regione Puglia è tra le regioni italiane che dispone di maggiori risorse ed è l’ultima nella spesa delle stesse risorse.

120 milioni per il sostegno al reddito delle imprese agricole colpite dalla diffusione della xylella. Sono quelli del Decreto firmato dalla Ministra Teresa Bellanova e condiviso con la Regione Puglia che sarà il soggetto attuatore.Dopo l’avvio della misura (35 milioni) a regia nazionale destinata ai frantoi e gestita da Agea, si avvia dunque tutta la procedura per gli interventi compensativi a favore  degli agricoltori. Le risorse sono infatti finalizzate a ristorare costi e sui danni che saranno riconosciuti, secondo le procedure contemplate nel Decreto e gestite dalla Regione Puglia che dovrà predisporre la proposta di declaratoria da inviare al Ministero delle Politiche Agricole.

“Con il Decreto diamo il via libera ad un altro pezzo importante, direi fondamentale, del Piano di rigenerazione olivicola della Puglia, intervenendo a favore di tutte quelle imprese che hanno subito danni rilevanti dal diffondersi del batterio. Mi auguro naturalmente che la Regione Puglia voglia procedere quanto prima all’attuazione del Decreto, perché gli agricoltori, dopo anni e anni di difficoltà, possano ricevere i contributi dovuti fino a un massimo di tre anni, e in questo modo essere sostenuti anche nella pianificazione di investimenti che guardino al futuro delle attività d’impresa e dell’olivicoltura salentina”, dice la Ministra Teresa Bellanova.

Al via i numerosi interventi previsti dal Programma SU.PR.EME. Italia, nell'ambito dei fondi AMIF – Emergency Funds (AP2019) che la Commissione Europea – DG Migration and Home Affairs ha messo a disposizione di un ampio partenariato guidato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale Immigrazione (Lead partner) coadiuvato dalla Regione Puglia (Lead assistant) insieme alle Regioni Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia e l'Ispettorato Nazionale del Lavoro, l‘Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e Nova consorzio nazionale.

E, anche in relazione alla accresciuta emergenza legata al COVID-19, è la Regione Puglia a fare da apripista.

Si sono aperte nei giorni scorsi le porte della nuova Foresteria allestita presso l'Azienda agricola della Regione Puglia in località Fortore, dando ospitalità a oltre 260 cittadini provenienti da Paesi terzi impegnati nel lavoro agricolo stagionale nell'area del foggiano, i quali hanno provveduto autonomamente anche allo smontaggio delle tende nelle quali risiedevano precedentemente all'intervento. Si crea così una condizione di sicurezza sanitaria rispetto all'emergenza coronavirus.

Quello del miglioramento delle condizioni abitative è uno dei diversi interventi avviati, a partire dalla Regione Puglia: si sta provvedendo all'approvvigionamento idrico presso tutti gli insediamenti presenti nel territorio della Capitanata (attraverso interventi di AQP – Acquedotto Pugliese), allo smaltimento dei rifiuti insistenti nelle stesse aree (attraverso AGER – Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti), alla fornitura di energia elettrica, di effetti letterecci e di pasti, nonché alla gestione operativa e funzionale della struttura di accoglienza prevista presso località Fortore.

Anche sotto il profilo della salute, il risultato deriva da uno sforzo congiunto tra istituzioni e di utilizzo versatile e precoce di diversi strumenti finanziari: dalla prossima settimana e per un periodo iniziale – prorogabile a necessità – otto insediamenti che ospitano lavoratori migranti avranno un presidio di supporto clinico e socio-sanitario stabile in provincia di Foggia.

I soggetti che hanno cooperato all'operazione sono la sezione Politiche Migratorie della Regione Puglia, AReSS Puglia, la ASL Foggia, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la Prefettura di Foggia e gli enti del Terzo Settore.

Gli interventi sanitari previsti sono azioni integrate di assistenza, trattamento, tutela e prevenzione in favore di cittadini di paesi terzi (a oggi circa 2500 presenze) in condizione di vulnerabilità, che trovano impiego nel lavoro intensivo nei campi e che, a causa delle loro condizioni di "soggiorno", sono particolarmente esposti ai rischi legati al Covid-19.

Gli otto siti di insediamento dei migranti della Capitanata - ricompresi nelle municipalità di Manfredonia, Rignano Garganico, San Severo, Cerignola, Foggia, Lucera, Poggio Imperiale, Orta Nova, San Marco in Lamis, - sono distribuiti su un'area geografica di 60 km di ampiezza nelle località di: Borgo Mezzanone, Gran Ghetto, Borgo Tre Titoli, Fabbrica ex Daunialat, Palmori, Poggio Imperiale, Borgo Cicerone, Contrada San Matteo.

Sotto il coordinamento strategico di AReSS Puglia e con l'intervento sul campo della ASL Foggia, coadiuvata da tre organizzazioni del terzo settore – InterSOS, CUAMM e SoliDaunia – si realizzeranno specifici interventi articolati su:

  • campagna di screening periodico a tappeto, allo scopo di individuare precocemente gli eventuali casi sospetti di infezione da Covid19 attraverso una valutazione delle condizioni cliniche e proposizione di isolamento in quarantena o (nei casi più gravi) ricovero;
  • supporto delle attività di triage che MMG/PLS/Continuità assistenziale/SCAP e Dipartimenti di Prevenzione stanno svolgendo, anche fornendo supporto attraverso mediatori;
  • azioni di alfabetizzazione sociale e sanitaria rivolta alla popolazione target per veicolare informazioni di base sulle attività di tutela e promozione della salute, sulle misure di prevenzione da adottare nella attuale situazione epidemica, sulla organizzazione del sistema sanitario regionale.

"Il Governo è impegnato al massimo per affrontare l'emergenza Covid -19. In un complesso di situazioni da monitorare non tralasciamo i lavoratori impegnati nel settore agricolo" - spiega il sottosegretario al Lavoro, Steni Di Piazza. "Il Lavoro fatto con il Tavolo sul Caporalato non si ferma e queste sono le azioni concrete che derivano dall'impegno degli ultimi mesi per favorire percorsi di integrazione del lavoro agricolo."

"La Puglia è una famiglia grande ed è casa di tutti non solo in tempi tranquilli ma anche e soprattutto in emergenze come queste – dice Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia – aggiungere le restrizioni governative a situazioni allocative non ottimali come quelle di questi otto insediamenti comporta un aggravio di disagio e una minore agilità di tutela sanitaria. Proprio per questo abbiamo voluto intensificare le attività di supporto sociale e sanitario".

"La pandemia sta colpendo con più durezza i cittadini con limitata inclusione sociale, fisicamente più fragili e con ridotto accesso ai servizi sanitari – dice Giovanni Gorgoni, Direttore Generale di AReSS Puglia – il nostro timore è che possa avere impatto ancora più pesante proprio nelle comunità dei migranti; il nostro intervento è volto a mappare le condizioni di salute degli ospiti e far arrivare quei messaggi che la comunicazione di crisi ufficiale non è riuscita far passare".

"INTERSOS è a Foggia da due anni per dare risposte ai grandi bisogni della zona, lavorando al fianco delle istituzioni locali. Nella fase di emergenza in cui ci troviamo, la firma di questa convenzione con la AReSS Puglia rappresenta un passo fondamentale per scongiurare il diffondersi dell'epidemia negli insediamenti informali - commenta Cesare Fermi, Direttore Programma Italia INTERSOS - la battaglia tuttavia va avanti - sottolinea Fermi - il nostro obiettivo è dare risposte definitive a chi vive qui".

SU.PR.EME. Italia rientra tra le prime azioni concrete del Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato recentemente approvato in seno allo specifico Tavolo Caporalato promosso dalla Direzione Generale Immigrazione del Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale.

E 'stasto pubblicato il volume su "La nuova Normativa Vitivinicola" tracciabilità semplificazione autocontrollo dopo il Testo unico del vino di S. Sequino, L. Bonifazi e M. Apollonio.

Il volume offre lo stato dell’arte della legislazione vitivinicola e può essere utile anche a coloro che intendono aggiornare le proprie conoscenze o formarsi professionalmente per stare al passo con i tempi.

Oltre 500 pagine di facile lettura e ricche di casi pratici, nelle quali sono argomentate le più recenti norme del settore vitivinicolo, ponendo in risalto i punti di cambiamento che, dal vigneto alla bottiglia, sono stati introdotti a livello europeo e nazionale.

Si tratta di un contesto, ancora mutevole, che vede al centro del sistema normativo la legge 12 dicembre 2016, n. 238, il cd. Testo unico del vino, punto di partenza e non di arrivo di questa riforma disciplinare: sono tanti infatti i decreti attuativi che negli ultimi mesi hanno approfondito, sotto il profilo tecnico-operativo, singole tematiche e spazi di lavoro. Altre norme hanno inoltre modificato il tessuto normativo, a partire dai processi di dematerializzazione fino alla attesa disciplina dell'enoturismo.

Un testo completo che, accanto alle regole e alle disposizioni cogenti, concede uno spazio agli standard volontari, strumenti di miglioramento delle performance aziendali, di autocontrollo e di maggiore consapevolezza dei sistemi e dei processi d’impresa.

In Appendice, la stesura completa del Testo Unico, il quadro delle disposizioni sanzionatorie rispetto alle possibili violazioni e un quadro di alcune etichette-tipo relative ai principali casi pratici che più frequentemente possono verificarsi nell’etichettatura e nella presentazione dei prodotti vitivinicoli.

 

L’Indice

Il contesto normativo comunitario e nazionale - L’evoluzione della disciplina nazionale fino al Testo unico del vino - I protagonisti del sistema vitivinicolo - Il sistema di tracciabilità lungo la filiera vitivinicola - L’impatto del Testo unico sulla gestione colturale e sui processi di produzione - La classificazione merceologica dei prodotti vitivinicoli - La classificazione territoriale: i vini DOP, IGP e varietali - I processi di cantina - Le pratiche ed i trattamenti enologici - L’etichettatura e la presentazione dei prodotti vitivinicoli - Le verifiche di conformità ed il piano dei controlli - L’esame chimico-fisico ed organolettico dei vini DOP e IGP - I vini biologici - Il ruolo dei consorzi di tutela - Gli schemi di certificazione volontaria - Il ruolo degli organi di controllo ed il valore dell’autocontrollo.

 

 

Novità nell’ambito della vertenza della ex Om.

 

L'azienda che subentrerà nello stabilimento della zona industriale di Bari-Modugno ha presentato al tavolo convocato dalla Task force per l’occupazione della Regione Puglia, il piano industriale.

Davanti al sindaco di Bari Antonio Decaro, al sindaco di Modugno Nicola Magrone, al presidente della Task Force Leo Caroli e al consigliere del Presidente Domenico De Santis e ai sindacati, i rappresentanti della Selektika hanno illustrato il piano secondo cui ci sarà un investimento di 20 milioni di euro e l’impiego di 128 lavoratori, con un inizio delle attività tra 12-18 mesi.

Durante la riunione di oggi in Presidenza è stato poi raggiunto l’accordo sulla mobilità in deroga dopo l’approvazione dell’emendamento al Dl imprese, recentemente convertito in legge.

 

Entro la fine di settembre lo stabilimento Saicaf di Bari cesserà la produzione: per i lavoratori attualmente occupati nel reparto produzione, ad oggi, non c’è nessuna certezza lavorativa.

Questa la doccia fredda che gli operai della nota torrefazione barese hanno ricevuto nella riunione del 6 agosto 2019, attraverso una comunicazione ufficiale della proprietà. Una notizia che arrivava dopo mesi di tentennamenti del management sul futuro dell’azienda. Nell’incontro di agosto tra le rappresentanze sindacali e la direzione aziendale la proprietà aveva resa nota per la prima volta, nonostante i reiterati solleciti di Flai e Uila, la dismissione dello stabilimento di Bari tra il mese di agosto e quello di settembre, con relativa cessione del terreno.

La storica torrefazione, fondata nel 1932, ad oggi conta in organico più di 40 unità. Tutti gli addetti alla produzione sono, quindi, interessati dalla cessazione delle attività nello stabilimento barese.

Dal mese di agosto ha, infatti, avuto luogo il trasferimento degli uffici e del relativo personale impiegatizio presso i nuovi uffici ubicati nel centro città, trasferimento di cui le organizzazioni sindacali non hanno ricevuto comunicazione alcuna.

Alla luce di tutto ciò le organizzazioni sindacali – scrivono Anna Lepore e Pietro Buongiorno, Segretari Generali di Flai e Uila - hanno inoltrato richiesta di incontro urgente alla direzione aziendale Saicaf, nella quale si specificava la necessità di essere ricevuti entro il giorno 6 settembre al fine di ricevere comunicazioni relative agli intendimenti aziendali in merito alla tutela e alla salvaguardia dei posti di lavoro messi in discussione. A tale richiesta l’azienda ha risposto il 4 settembre  convocando tale incontro per il giorno 30 del corrente mese. A seguito di ciò Flai e Uila, ritenendo tardiva la suddetta convocazione e quindi del tutto ininfluente rispetto agli sviluppi della situazione aziendale, che sicuramente si verificheranno nelle prossime ore, hanno indetto lo sciopero ad oltranza a partire da giovedì 12 settembre. Si sciopererà fino a quando dall’azienda non giungeranno gli opportuni chiarimenti e non si darà garanzia sul futuro dei lavoratori attualmente occupati”.

Dal canto loro le Organizzazioni Sindacali Flai Cgil e Uila Uil evidenziano quanto comunicatogli dall'azienda nell'incontro sindacale del 6 agosto ove veniva dichiarata la cessazione della produzione del caffè nello stabilimento barese con relativa cessione del terreno ove ora insiste l’opificio di proprietà Saicaf ed il conseguente spostamento dei soli uffici in Via Oberdan che avrebbe riguardato il personale impiegatizio. Nessuna garanzia era stata data per gli addetti del reparto produzione e magazzino che dà occupazione a circa 15 persone.

Ci auspicavamo nell'incontro richiesto il 29 agosto di ricevere dall'azienda le informazioni necessarie a comprenderne gli intendimenti, anche in merito al percorso di riorganizzazione in atto già in queste settimane, contrariamente a quanto apparso ieri sulla stampa ove si dichiarava che tale processo sarebbe iniziato a far data dal 30 settembre 2019.

Quanto affermato oggi in un comunicato di Confindustria Bari e Bat smentisce in parte quanto affermato dal Presidente della stessa Saicaf nelle dichiarazioni riprese dai media, in cui si sosteneva che la riorganizzazione avrebbe interessato pochissime unità e si paventava anche la cassa integrazione. Questo ieri, oggi, invece, si dice a chiare lettere che il reparto produzione non chiude. 

Flai e Uila precisano che i sindacati hanno sempre dichiarato che su un organico complessivo di 40 unità, le posizioni lavorative messe in discussione riguardano gli operai impegnati nel reparto produzione e magazzino.

Pertanto respingiamo fermamente le accuse di aver innescato effetti dannosi attraverso toni allarmistici, essendoci limitati a motivare le cause che portavano le organizzazioni sindacali ad indire uno sciopero ad oltranza, indizione che è avvenuta su mandato conferito dagli stessi lavoratori in una assemblea sindacale avvenuta pochi giorni prima dello svolgimento della manifestazione stessa.

Tuttavia rimaniamo allarmati dalla situazione venutasi a creare: non siamo ancora riusciti a comprende nè dall'azienda nè dai comunicati diffusi a mezzo stampa, se i 15 lavoratori avranno un futuro in Saicaf ed in cosa si estrinsechi la riorganizzazione aziendale e quali siano i tempi di un possibile varo di un nuovo o rilevato insediamento produttivo.

Apprendiamo con altrettanto stupore come alcuni Tg abbiano sottolineato che ad oggi l'azienda non sia stata informata della convocazione presso la task force regionale per l’occupazione, prevista per il 18 p.v. alle 14:30. Nella convocazione giunta alle organizzazioni sindacali l'azienda risulta presente con indirizzi e riferimenti mail che combaciano con quelli aziendali pubblicizzati sul sito web ufficiale. 

Ci auspichiamo, vista la presenza di Confindustria, che vi sia una immediata convocazione da parte dell’azienda al fine di evidenziare e condividere anche con le forze sociali gli intendimenti aziendali sino ad ora diffusi solo a mezzo stampa.

 

È stato presentato in conferenza stampa l’innovativo progetto agricolo e agroindustriale “LoMe Super fruit”, un brand di Masseria Fruttirossi, azienda ubicata in Contrada Terzo Dieci a Castellaneta.

Il Console onorario della Lituania in Puglia e Basilicata, Dottor Giuseppe Saracino, è stato in visita all’azienda agricola Masseria Fruttirossi nell’agro di Castellaneta Marina.

La Ermes è stata fondata nel 1985 in seguito alla magistrale esperienza di Giacomo Suglia che insieme ai suoi fratelli ha dato vita ad un'azienda forte e dinamica.

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