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Sono aperte da oggi le selezioni per la nuova edizione 2022/23 del Job Master di IFOA Puglia in Management e sviluppo del personale, che si aggiunge al Job Master in Commercio estero e marketing internazionale, che si è concluso lo scorso 31 maggio.

L’evento Job Master Day di oggi, 15 giugno alle ore 16, online e ad accesso libero previa iscrizione, permette agli interessati di avere tutte le informazioni su questi percorsi, opportunità e sbocchi professionali, nonché le importanti possibilità di finanziamento. Oltre al voucher Pass Laureati 2022, esiste infatti un’ulteriore opportunità di sostegno economico che IFOA mette a disposizione degli allievi attraverso il “prestito con merito”.

Intanto gli allievi dell’edizione 2021/22 del Master in Commercio Estero e Marketing Internazionale di IFOA e Unioncamere Puglia hanno conseguito il Diploma di Master. Dopo una formazione di 1000 ore, che li ha visti impegnati in un percorso prima teorico e poi di training on the job, hanno presentato alla Commissione d’esame i risultati dei loro Project Work, articolati su temi differenti, relativi all’analisi e alle scelte strategiche di posizionamento su mercati esteri per aziende di riferimento per l’economia regionale: dal mercato del vino al fashion in chiave maschile, passando dall’agroalimentare al mercato dell’illuminazione residenziale e decorativa di design. USA, Canada, Brasile, Nord Europa, Svizzera, Vietnam e Sud Africa alcuni tra i paesi analizzati dal punto di vista del marketing internazionale.

Il curriculum di questi ragazzi si è così arricchito di conoscenze e competenze professionalizzanti, spendibili in diversi contesti lavorativi nel campo dell’internazionalizzazione d’impresa e del commercio estero.

Come ha detto Noemi Notarangelo, una degli allievi del corso: “Ringrazio tanto IFOA per il percorso di formazione svolto e per le competenze acquisite che mi sono e saranno utili nel mio futuro lavorativo. Questo master per me è stato una vera e propria svolta, oggi grazie allo stage finale, lavoro presso l’ufficio estero di un’importante azienda di esportazione di caffè…”. 

Professionisti esperti di settore, un’intensa collaborazione con gli attori del territorio, opportunità di training diretto in aziende locali, sono solo alcuni dei plus del percorso, a cui gli allievi hanno potuto accedere anche usufruendo del voucher Pass Laureati 2020-21, messo a disposizione dalla Regione Puglia, ovvero uno strumento di sostegno al reddito per permettere a chiunque di accedere ad un percorso di alta formazione come un master post-universitario. Per la maggior parte di loro, infatti, si è concretizzata subito l’opportunità di inserimento diretto nel mercato del lavoro. Grazie al loro impegno e al costante lavoro di rete di IFOA ed Unioncamere Puglia, sono stati inseriti in tempo reale in diversi contesti aziendali locali e non, in cui hanno iniziato a sperimentare il proprio ruolo relazionandosi con gli uffici export e i vari project manager.

Stefania Cocorullo, Vice Direttrice di IFOA: “Ifoa realizza in Puglia i Job Master perché è obiettivo numero uno della sua mission far incontrare talenti e opportunità e in questa regione in particolare, da tempo le imprese e il sistema pubblico investono in processi di innovazione e internazionalizzazione che vanno sostenuti da adeguate competenze professionali, affinchè la competitività del tessuto produttivo locale cresca stabilmente e in forma sostenibile. Perfezionare la formazione universitaria orientandola ai fabbisogni delle imprese del territorio è un’opportunità per i ragazzi pugliesi che vogliono far valere qui i loro talenti, ma anche per i non pugliesi che vogliano scegliere il south working”.

Angela Maria Gioino, Responsabile Linea Persone IFOA Area Puglia: “Il percorso master favorisce la crescita professionale e personale grazie al diretto e costante confronto con i docenti-consulenti d’azienda; la loro esperienza diretta nei settori di riferimento delle materie di insegnamento, anticipa e agevola la conoscenza del mondo azienda aumentando le possibilità di successo delle performance professionali degli allievi in fase di tirocinio”.

Parole che si aggiungono a quelle di Luigi Triggiani, Segretario generale di Unioncamere Puglia: “L'obiettivo non è soltanto quello di trattenere giovani preparati in Puglia, quanto quello di arricchire le piccole e medie imprese di competenze sempre necessarie per navigare in un mare sempre più grande e agitato. Nessuna impresa può evitare di crescere, se si ferma arretra. E si può crescere solo grazie all'unica risorsa che non si acquista su internet o in fiera. La risorsa umana”.

Si avvicina l’estate e, come ogni anno, ricominciano le denunce degli imprenditori circa la difficoltà di reperire mano d’opera nei settori del turismo e dell’agricoltura, con tanto di accuse a una misura come il reddito di cittadinanza.

Questo in estrema sintesi, quanto denunciato da Pino Gesmundo, segretario regionale della Cgil Puglia. Parla di “un accanimento quasi patologico nei confronti dei poveri”, ma la colpa, secondo Gesmundo, e lo dicono i numeri, non è del Rdc ma “è in primis nello sfruttamento, nel sommerso e nei bassi salari”. 

Oltre al turismo i guai, sempre secondo alcuni a causa del Rdc, avvengono nel settore agroalimentare: caporalato, cottimo, sfruttamento, lavoro nero, lavoratori stranieri costretti a ricoveri di fortuna che mettono a rischio salute e sicurezza.

Con l’1,5 di Pil in Puglia nel settore agroalimentare non si riesce a comprendere come si può parlare ancora di caporalato e sfruttamento in province dove l’ortofrutta è una produzione d’eccellenza con aziende che esportano ed operano in competizione sui mercati nazionali ed internazionali.

“Assolutamente si, dice Antonio Gagliardi, segretario regionale FLAI Cgil: non lo certifichiamo noi ma l’Ispettorato Nazionale del Lavorio con rapporti anche legati ai controlli che nel passato, per dirla tutta, non sono stati molto efficaci per la mancanza di personale ispettivo. Pensi che in alcune province vi è un solo ispettore. Il Ministero del Lavoro ha avviato quest’anno l’assunzione di oltre duemila ispettori in tutta Italia che andranno sul campo nei prossimi mesi”.

Dall’approvazione della legge 199/2016 sul caporalato sono stati avviati molti controlli con relative denunce, e numerose indagini/denunce condotte anche dalle forze di polizia. “Queste indagini, sottolinea Gagliardi, alcune stanno arrivando a conclusione e prossimamente a sentenza, altre indagini (e sono numerose) non si sono ancora concluse.

“Questi controlli puntano soprattutto verso le aziende che occupano lavoratori stranieri e soprattutto extracomunitari che è la mano d’opera più esposta e più debole. Poi c’è una parte della legge 199 che non funziona o non è stata ammessa ad operare. Faccio un esempio: lo scorso anno in provincia di Taranto, nell’ambito della Rete Agricola di Qualità (solo il 2,5% delle aziende in Puglia è iscritta), è stato emesso un bando per i trasporti degli operai agricoli. Bene nessuna azienda ha aderito facendo perdere 280mila euro di finanziamento. E’ chiaro il perché della mancata adesione: il rifiuto di comunicare e sottoscrivere i contratti, gli orari e i salari applicati agli operai”.

Ci sono imprenditori che in questi giorni si lamentano per la mancanza di mano d’opera per la raccolta delle ciliegie, e si pensa al peggio quando inizierà la campagna di raccolta dell’uva da tavola. 

Non ci sarà, secondo Gagliardi, una mano d’opera sufficiente e regolare per la raccolta dell’uva da tavola, Secondo la Cgil poi non c’è alcun riconoscimento professionale: dei 437mila rapporti di lavoro attivati tra agricoltura, silvicoltura e pesca in Puglia nel 2021, 348mila hanno avuto durata inferiore ai 30 giorni, e oltre 402mila sono stati inquadrati come operai non specializzati.

Le imprese non sono disposte a confrontarsi sul potenziamento dei Centri per l’impiego per favorire un incontro legale tra domanda e offerta di lavoro perché secondo il sindacato non intendono applicare i contratti soprattutto con i lavoratori stranieri ed extracomunitari.

 

Dopo pandemia, guerra in Ucraina, inflazione, mancanza di materie prime: la Puglia agroalimentare c’è la farà a superare questo momento? “Certamente si, afferma Gagliardi anche se il 50% delle aziende naviga ancora, per quanto riguarda il lavoro e la mano d’opera, nella irregolarità più diffusa”.

“Ringrazio la CGIL per aver ospitato questo primo tavolo bilaterale dedicato alle organizzazioni sindacali e datoriali che, nei prossimo giorni, continuerò ad incontrare ciascuna singolarmente.

L’esigenza di questi confronti - fa sapere l’assessore all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Regione Puglia– nasce dai profondi mutamenti che stanno attraversando il mondo del lavoro, gravato dagli effetti post-covid e della guerra in Ucraina, ma anche stimolato dalle nuove sfide e dalle nuove opportunità rappresentate dalle risorse comunitarie e dai nuovi settori della produzione legati alla transizione digitale ed ecologica, ma anche di una rinnovata spinta del turismo di qualità e della cultura”.

“Questi tavoli – spiega – rappresentano il momento di chiusura del percorso di Agenda per il Lavoro 2021-2027 che, dal confronto con le organizzazioni informali che ha caratterizzato gli ultimi mesi, passa ai tavoli con il consueto partenariato economico e sociale. Contestualmente stiamo incontrando i colleghi assessori regionali: abbiamo gia dialogato con l’assessore al Turismo Gianfranco Lopane e oggi abbiamo incontrato la consigliera regionale delegata alla Cultura Grazia Di Bari. È nostra intenzione essere di supporto ai fabbisogni formativi dei diversi settori e alle politiche messe in campo dai diversi assessorati”.

“Ora – ha concluso l’assessore – stiamo trasformando in azioni e misure concrete questo sapere costruito e condiviso durante questo percorso: la nuova Garanzia Giovani, l’alta formazione, il programma GOL, strumenti formativi più snelli nei settori prioritari in grade di offrire pronte risposte ai fabbisogni delle imprese, un potenziamento dello strumento dell’apprendistato, rinnovati modelli di inclusione socio-lavorativa e di riqualificazione del personale già occupato. E poi la scuola. Punto di partenza di ogni politica per la persona e la sua piena consapevolezza in ogni campo”.

 

“Un Avviso pubblico per selezionare le agenzie per il lavoro accreditate alla Regione Puglia che a loro volta potranno erogare azioni di accoglienza, presa in carico ed orientamento ai giovani pugliesi nell’ambito del nuovo programma Garanzia Giovani. Il bando è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia lo scorso giovedì”, fa sapere l’assessore all’istruzione, alla formazione e al lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo. 

“Queste azioni come l’accesso alla Garanzia Giovani, la presa in carico, il colloquio individuale e il profiling, la consulenza orientativa, potranno essere erogate non solo dai centri per l’impiego ma anche dai servizi privati per il lavoro. Grazie a questo Avviso, con cui selezioneremo le agenzie per il lavoro accreditate, i giovani pugliesi avranno maggiore scelta e quindi maggiori opportunità”.

“Siamo orientati – spiega l’assessore – verso un modello di gestione dei servizi per il lavoro che pone al centro il servizio pubblico, garantito da ARPAL e dalle articolazioni dei centri per l’impiego, affiancati dalla rete dei servizi per il lavoro privati accreditati. L’obiettivo finale è quello di fornire ai pugliesi una differenziazione e una molteplicità di modalità di accesso alle opportunità. È cosi che stiamo strutturando la nuova fase di Garanzia Giovani ma anche e soprattutto il programma GOL, la sezione del PNRR dedicata alle politiche attive del Lavoro. 

“Le risorse – conclude Leo – che abbiamo impegnato per il presente Avviso sono pari a 8,4 milioni di euro”.

“Per cogliere al meglio le opportunità offerte dalla Missione 5 del PNRR Componente 2, Sottocomponente 1, quella che riguarda “Servizi sociali, disabilità e marginalità sociale”, come assessorato al Welfare abbiamo avviato un apposito tavolo di lavoro con gli Ambiti territoriali. Non ci siamo quindi limitati alla sola raccolta delle manifestazioni di interesse da presentare al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ma abbiamo dato vita ad un confronto, che ha condotto all’elaborazione di una proposta sinergica atta a ricondurre ad organicità i progetti da presentare tenuto anche conto della disponibilità dei fondi stanziati dal Ministero”. Lo dichiara l’assessora al Welfare, Rosa Barone.

Il Decreto Direttoriale n. 450 del 9 dicembre 2021 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha approvato il Piano Operativo per la presentazione, da parte degli Ambiti territoriali di tutta Italia, delle proposte di adesione alle progettualità previste dalla Missione 5 del PNRR Componente 2, Sottocomponente 1. Si tratta di un'opportunità di sviluppo anche per la Puglia perché consente di utilizzare le risorse del PNRR per potenziare alcune precise politiche di welfare quali sostegno alle persone vulnerabili e prevenzione dell’istituzionalizzazione degli anziani non autosufficienti; i percorsi di autonomia per persone con disabilità; l’housing temporaneo e stazioni di posta. Alla Puglia il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha destinato 86 milioni di euro, una cifra che in riferimento ai costi delle azioni da mettere in campo, non consente di finanziare tutte le 7 linee di azione previste a tutti i 45 Ambiti territoriali pugliesi. In tutto erano state presentate 180 manifestazioni di interesse, a fronte delle 130 finanziabili.

“Per poter ottimizzare al meglio le risorse a disposizione - continua Barone -, in accordo con gli Ambiti e dopo la somministrazione di appositi questionari, sono stati trasmessi al Ministero due prospetti riassuntivi delle varie manifestazioni di interesse: un primo prospetto che riesce a sistematizzare le proposte rispetto alle risorse disponibili; un secondo che contiene le ulteriori candidature da tenere in considerazione nell’ipotesi di rifinanziamento della Misura. Nelle prossime settimane la Regione Puglia continuerà ad affiancare gli Ambiti, fornendo il supporto necessario ad ottimizzare il più possibile le opportunità offerte dal PNRR, con l’obiettivo di evitare qualsiasi dispersione dei finanziamenti pubblici. Il modello proposto dalla Regione Puglia mira a riportare ad un unicum le progettualità dei diversi Ambiti territoriali, incentivando la collaborazione tra gli stessi e la realizzazione di attività anche con dimensione sovra-ambito. Forme di collaborazione stabile tra Ambiti, soprattutto se contigui, possono infatti garantire una copertura dei servizi sul territorio regionale uniforme. Auspichiamo quindi che il modello adottato in sede regionale sia replicato nei vari territori”.

La Conferenza delle Regioni, riunita ieri in seduta straordinaria, ha dato parere favorevole allo schema di decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di adozione del programma Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (GOL), l’iniziativa che costituisce il perno dell’azione di riforma e rilancio delle politiche attive per il lavoro contenuta nel PNRR.
Il programma può contare su una dote complessiva di 4,4 miliardi, a cui si aggiungono i 500 milioni di React-UE.
La prima tranche nazionale è pari a 880 milioni di Euro, alla Puglia sono destinate risorse pari a circa 69 milioni di euro.

“L’accordo, siglato ieri in sede di Conferenza delle Regioni, rappresenta una tappa fondamentale per l’attuazione del Piano Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (GOL). Stiamo parlando del più importante programma di politiche attive del lavoro della storia recente, che si pone l’ambizioso obiettivo di rilanciare l’occupazione nel contesto nazionale e in Puglia, a seguito dell’emergenza sanitaria ed economica che ha sconvolto le nostre vite”, fa sapere l’assessore all’istruzione, alla formazione e al lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo.

“Per mesi – continua Leo – di concerto con gli altri assessori regionali al lavoro, con il Ministro del Lavoro e con ANPAL, abbiamo lavorato ad una intesa che definisse i macro obiettivi del programma, gli step attuativi e i criteri di riparto di una dotazione economica così importante. È stato un lavoro complesso ma che si è svolto in un clima di grande collaborazione”.

“Il programma GOL – spiega l’assessore regionale al lavoro – pone al centro il potenziamento dei servizi per l’impiego e delle politiche attive del lavoro e della formazione attuate a livello regionale, coerenti con le caratteristiche ed i fabbisogni del mercato territoriale del lavoro e delle specificità dei diversi contesti locali, all’interno di un quadro unitario tale da garantire l’erogazione di livelli essenziali delle prestazioni omogenei su tutto il territorio nazionale. Beneficiari delle misure saranno i lavoratori in CIG, ma anche i beneficiari di Naspi e Dis-coll, del Reddito di cittadinanza, i lavoratori fragili o vulnerabili (Neet, disabili, donne in condizioni di svantaggio, over 55), i disoccupati senza sostegno al reddito, e i cosiddetti 'working poor' cioè coloro che, pur lavorando, versano in condizione di precarietà e non dispongono di salari dignitosi”.

“Anche dal punto di vista della definizione dei criteri di riparto – continua Leo – riteniamo di aver trovato un buon punto di mediazione capace di tenere in considerazione i diversi fabbisogni regionali e, al contempo, individuando per le successive tranche un ulteriore criterio di ripartizione calcolato sulla capacità dei sistemi regionali di prendere in carico i destinatari e attuare misure nei loro confronti”.

“Nelle prossime settimane – ha concluso l’assessore – ogni Regione, e quindi anche la Puglia, dovrà presentare un piano regionale per l’attuazione del programma GOL, che sarà validato da ANPAL e dal Ministero. Quindi si tratterà di rendere effettivamente disponibili a cittadine, cittadini e imprese le prestazioni finanziate dal programma. E siamo certi che la riposta della Regione Puglia e del nostro sistema di servizi per l’impiego sarà all’altezza della grande opportunità a cui siamo chiamati”.

 

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha telefonato oggi al Segretario Generale della CGIL, Maurizio Landini, per esprimere a lui e a tutto il sindacato la piena solidarietà del Governo per l’assalto avvenuto oggi alla sede di Roma. I sindacati sono un presidio fondamentale di democrazia e dei diritti dei lavoratori. Qualsiasi intimidazione nei loro confronti è inaccettabile e da respingere con assoluta fermezza. 

Il Presidente condanna inoltre le violenze che sono avvenute oggi in varie città italiane. Il diritto a manifestare le proprie idee non può mai degenerare in atti di aggressione e intimidazione. Il Governo prosegue nel suo impegno per portare a termine la campagna di vaccinazione contro il COVID-19 e ringrazia i milioni di italiani che hanno già aderito con convinzione e senso civico.

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge Infrastrutture. Il ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna spiega così il complesso di norme varato oggi dal Governo: “Il capitolo Sud del Dl Infrastrutture è una svolta nel superamento delle diseguaglianze tra Nord e Sud e nel riscatto delle regioni meridionali: con le misure approvate oggi cominciamo a demolire il Muro invisibile che divide il Mezzogiorno dal resto del Paese in materia di infrastrutture, edilizia scolastica, progettazione territorial

Carfagna spiega che sono quattro i punti di interesse per il Sud: "La nuova norma sulla perequazione, concordata in sede di Conferenza Stato Regioni, consentirà finalmente di sbloccare il Fondo perequativo infrastrutturale con una dotazione di 4,6 miliardi di euro per gli anni 2022-33, al fine di assicurare il recupero del divario tra le diverse aree geografiche del territorio nazionale. L'inserimento del Ministro per il Sud e la Coesione territoriale nella cabina di regia per l'edilizia scolastica - aggiunge Carfagna - garantirà un riparto di risorse più equo sul piano territoriale per la costruzione di scuole dell'infanzia e asili nido. Le nuove disposizioni sulla progettazione territoriale, con la dotazione di 120 milioni di euro, consentiranno a 4.600 Comuni italiani (tutti quelli sotto i 30mila abitanti nel Sud e nelle aree interne) di dotarsi di un 'parco progetti' adeguato alle tante opportunità che ai Comuni stessi vengono offerte in questi anni, con il PNRR, con il FSC, con i fondi strutturali. Inoltre la misura agevolativa 'Resto al Sud' è estesa ai territori insulari dei comuni localizzati nelle isole minori (Campo nell'Elba, Capoliveri, Capraia, Giglio, Marciana, Marciana Marina, Ponza, Porto Azzurro, Portoferraio, Portovenere, Rio e Ventotene)". 
"Troppo spesso in passato - aggiunge Carfagna- abbiamo visto destinare al Sud dotazioni solo 'di facciata', che in realtà venivano assorbite altrove: ringrazio il premier Mario Draghi e tutti i colleghi per la sensibilità con cui hanno preso atto di questo problema e per la determinazione con cui hanno deciso di affrontarlo senza ulteriori rinvii".

Intanto da un'analisi di Confcommercio su economia e occupazione al Sud emerge la fuga dei giovani tra il 1995 e il 2020. Dal 1995 ad oggi l'Italia nel complesso "perde 1,4 milioni di giovani" una "perdita dovuta ai giovani meridionali". Nel Mezzogiorno si registra "un crollo": rispetto al 1995, mancano nel Sud "oltre 1,6 milioni di giovani". il peso percentuale della ricchezza prodotta dal Mezzogiorno sul totale Italia "si è ridotto", passando da poco più del 24% al 22%, mentre il Pil pro capite è rimasto "intorno alla metà" di quello del Nord. (regioni.it 4132)

 “Dopo tanti anni di battaglie e di grandi difficoltà per i produttori, finalmente avremo un’arma efficace per contrastare tutto ciò contro cui abbiamo lottato”. Con queste parole, è Raffaele Carrabba, presidente di CIA Agricoltori Italiani della Puglia, a commentare l’approvazione - da parte del Consiglio dei Ministri – del decreto legislativo che porta all’attuazione della direttiva UE contro le pratiche sleali nel settore agroalimentare.

“E’ una legge importantissima per gli agricoltori pugliesi”, ha aggiunto Carrabba, “in essa abbiamo visto accolte molte delle nostre richieste degli ultimi anni”.

ORDINI E PAGAMENTI. Saranno denunciabili, e verranno sanzionati, i ritardi nei pagamenti dovuti ai produttori e gli annullamenti di ordini effettuati fuori tempo massimo, soprattutto riguardo a prodotti alimentari deperibili. Il decreto legge di attuazione della direttiva UE, infatti, vieta espressamente tutta una serie di pratiche che, in modo crescente negli ultimi anni, hanno penalizzato i produttori che spesso hanno dovuto combattere contro modifiche unilaterali o retroattive ai contratti.

PREZZI E ASTE AL DOPPIO RIBASSO. Saranno vietati prezzi palesemente al di sotto dei costi di produzione e il decreto legge recepisce anche le norme che vietano le aste al doppio ribasso. “La battaglia per salvaguardare la redditività delle nostre aziende agricole dovrà continuare, naturalmente”, ha dichiarato Carrabba. “Queste norme ci aiutano, ma occorre ugualmente favorire le aggregazioni, la nascita di nuove OP, la digitalizzazione e il ringiovanimento delle imprese per assicurare ai produttori un maggiore potere contrattuale”. L’Ispettorato Centrale Repressione Frodi, organismo dipendente dal Ministero delle Politiche Agricole, avrà potere di vigilanza e facoltà di sanzionare in base alle norme che entrano in vigore con il decreto legislativo.

LE REAZIONI IN PUGLIA. Nell’ultimo anno e mezzo, proprio nel momento di massima sofferenza per tutto il comparto primario, la questione dei prezzi si è imposta in modo anche drammatico all’attenzione dei media e della politica, basti pensare a quanto accaduto con le ciliegie, con un valore corrisposto ai produttori inferiore anche di 10-15 volte rispetto al prezzo imposto ai consumatori dalla Grande Distribuzione Organizzata. Ma il problema dei prezzi è generale, riguarda ogni tipologia di produzione, dall’uva all’olio, dal grano ai pomodori e alle altre colture. Per questo motivo, il decreto legislativo approvato in questi giorni è accolto con favore in tutta la Puglia. “Occorrerà muoversi avendo piena coscienza dei contenuti delle nuove norme, per questo organizzeremo una serie di iniziative a partire dall’autunno”, ha dichiarato Nicola Cantatore, direttore di CIA Capitanata. “Lo faremo anche a Bari e nella Bat”, ha aggiunto Giuseppe Creanza, direttore di CIA Levante, “dove sono tante le questioni su cui lottare e le produzioni che necessitano di essere valutate per quello che meritano”. “Nell’area di Cia Due Mari (Taranto-Brindisi) – ha spiegato il direttore Vito Rubino – la questione dei prezzi ha riguardato in particolar modo gli agrumi, ma anche le ciliegie e altri tipi di produzioni. Bisogna garantire redditività alle aziende agricole”. “Tutto il territorio salentino”, ha aggiunto Emanuela Longo, direttore di CIA Salento, “sta soffrendo da anni per le conseguenze della Xylella, occorre invertire la tendenza e ripartire anche negli altri settori. L’auspicio è che l’applicazione delle nuove normative dia più forza alla nostra agricoltura”.

Approvata in Giunta la delibera con gli indirizzi operativi per predisporre l’Avviso Pubblico PugliaCapitaleSociale 3.0, del valore complessivo di  8.626.880,00 euro. Una misura per sostenere le attività promosse da Organizzazioni di Volontariato e Associazioni di Promozione Sociale e per fronteggiare la situazione di difficoltà connessa alla sospensione o all'implementazione delle attività per effetto delle disposizioni legate alla pandemia da COVID-19. 

“Si tratta - spiega l’assessora al Welfare Rosa Barone - della cifra più alta stanziata dalla Regione Puglia per il Terzo Settore, che riteniamo fondamentale per la nostra regione perché contribuisce in maniera insostituibile alla crescita e all’espansione delle comunità locali. Abbiamo voluto innanzitutto aiutare chi aiuta e quindi prioritariamente riconoscere lo sforzo che tante associazioni pugliesi hanno fatto in quest’ultimo anno. Con il precedente Avviso PugliaCapitaleSociale 2.0  sono stati finanziati 72 i progetti di innovazione sociale in Puglia, per questo con gli uffici abbiamo lavorato al nuovo avviso di PugliaCapitaleSociale 3.0, cercando di migliorarlo ulteriormente”. 

I beneficiari saranno, come per la precedente edizione, esclusivamente Associazioni di Promozione Sociale e Organizzazioni di Volontariato. Due le linee. La linea A prevede la possibilità di presentare progetti anche per le organizzazioni che abbiano già ottenuto un finanziamento nell’ambito del Programma PugliaCapitaleSociale 2.0, a condizione che le relative attività progettuali siano state concluse e rendicontate. Quindi non un prosieguo delle attività, ma lo sviluppo, sempre nel segno dell’innovazione, dei progetti precedenti e che ovviamente si siano definitivamente conclusi. Ogni progetto potrà ricevere un contributo finanziario regionale nella dimensione massima di Euro 40.000,00 e in ogni caso la quota di finanziamento regionale non potrà superare il 90% del costo totale ammissibile del progetto approvato. La linea B con cui la Regione vuole sostenere associazioni e organizzazioni di volontariato che nel corso del 2020, per effetto delle disposizioni legate all’esigenza di contenere la diffusione del contagio da COVID-19, abbiano faticato ad avere continuità. La finalità è proprio  quella di sostenere le attività volte a fronteggiare le emergenze sociali ed assistenziali determinate dall’epidemia di COVID-19, dal momento che queste organizzazioni hanno avuto un ruolo rilevante nella tenuta di moltissime comunità locali. Per  la linea B il rimborso sarà riconosciuto nella misura massima dell'80% delle spese effettivamente sostenute e documentate, considerate ammissibili, e comunque entro il limite massimo di 8.000,00 euro per soggetto richiedente. 

“Molte associazioni - continua  Barone - hanno addirittura incrementato le attività per sostenere le fasce più fragili della popolazione e sostenuto numerose spese ma, per effetto della pandemia, non hanno avuto alcuna entrata. A queste associazioni vogliamo trasmettere il messaggio che la Regione c’è e riconosce il loro ruolo. Ma non può bastare: vogliamo lanciare una sfida alle associazioni, la sfida del futuro, di pensarsi in un orizzonte temporale più ampio, in cui scommettere sulle proprie capacità, competenze, abilità, per realizzare un sogno nel cassetto e contribuire a generare nelle nostre comunità capitale sociale critico, consapevole e realmente innovativo”. 

 

Si è svolta, in Sala Verde a Palazzo Chigi, la cerimonia di firma del "Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale" con il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta e i Segretari generali Maurizio Landini (Cgil), Luigi Sbarra (Cisl) e Pierpaolo Bombardieri (Uil).

Di seguito una sintesi dei contenuti del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale.

Contesto e obiettivi del Patto

Il Patto si colloca nel solco di un’azione di rilancio del Paese, volta a realizzare gli obiettivi cruciali della modernizzazione del “sistema Italia” e dell’incremento della coesione sociale, a partire dalla straordinaria opportunità offerta dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). 
Innovazione e coesione sono obiettivi centrali dello storico programma Next Generation EU e saranno perseguiti simultaneamente. Un Paese più moderno, infatti, può offrire servizi migliori e maggiori opportunità di sviluppo ai propri cittadini; al contempo, un Paese più coeso assicura che ogni persona possa sentirsi parte del processo innovativo e che ciascuno possa trarre beneficio dagli sforzi comuni.

I pilastri fondamentali di ogni riforma e ogni investimento pubblico contenuti nel PNRR saranno la coesione sociale e la creazione di buona occupazione.

Tali priorità – cruciali per superare l’emergenza sanitaria, economica e sociale, ricordata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – richiedono uno straordinario impegno finanziario, progettuale e attuativo, che verte sul ruolo propulsivo delle donne e degli uomini della Pubblica Amministrazione.
In questa prospettiva, il Patto intende potenziare la Pubblica Amministrazione attraverso la semplificazione dei processi e un massiccio investimento nel capitale umano. Tali strumenti sono fondamentali per attenuare le storiche disparità del Paese, per ridurre il dualismo fra settore pubblico e privato, nonché per fornire risposte ai nuovi e mutati bisogni dei cittadini.

Il Patto individua la flessibilità organizzativa delle Pubbliche Amministrazioni e l’incremento della loro rapidità di azione come obiettivi fondamentali di un processo di rinnovamento che le parti si impegnano a perseguire, con particolare riferimento a tre dimensioni: il lavoro, l’organizzazione e la tecnologia.
L’individuazione di una disciplina del lavoro agile (smart working) per via contrattuale è un elemento qualificante di questa strategia e va nella direzione auspicata dalle organizzazioni sindacali sin dall’inizio della crisi pandemica.

Il successo di ogni percorso di innovazione e riforma della Pubblica Amministrazione dipende non soltanto da opportuni investimenti nella digitalizzazione, ma anche da una partecipazione attiva delle lavoratrici e dei lavoratori.

A tal proposito, il Patto individua la necessità di avviare una nuova stagione di relazioni sindacali, fondata sul confronto con le organizzazioni, e di portare a compimento i rinnovi contrattuali del triennio 2019-2021, ritenendoli un fondamentale investimento politico e sociale.

Inoltre, la costruzione di una nuova e moderna Pubblica Amministrazione si fonda sulla valorizzazione delle persone, attraverso percorsi di crescita e aggiornamento professionale, e sulla definizione di un piano delle competenze su cui costruire la programmazione dei fabbisogni e le assunzioni del personale.

In questa ottica, il Patto afferma che ogni pubblico dipendente dovrà essere titolare di un diritto/dovere soggettivo alla formazione continua, al fine di essere realmente protagonista del cambiamento, e che la Pubblica Amministrazione dovrà utilizzare percorsi formativi di eccellenza, adatti alle persone e certificati.

Elementi del Patto

  1. Il Governo emanerà all’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) gli atti di indirizzo di propria competenza per il riavvio della stagione contrattuale. I rinnovi contrattuali relativi al triennio 2019-2021 interessano oltre 3 milioni di dipendenti pubblici e vedranno confluire l’elemento perequativo delle retribuzioni all’interno della retribuzione fondamentale. Il Governo, poi, individuerà le misure legislative utili a promuovere la contrattazione decentrata e a superare il sistema dei tetti ai trattamenti economici accessori.
  2. Con riferimento al lavoro agile, nei futuri contratti collettivi nazionali dovrà essere definita una disciplina normativa ed economica che garantisca condizioni di lavoro trasparenti, che favorisca la produttività e l’orientamento ai risultati, conciliando le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori con le esigenze organizzative delle pubbliche amministrazioni. Saranno quindi disciplinati aspetti di tutela dei diritti sindacali, delle relazioni sindacali e del rapporto di lavoro quali il diritto alla disconnessione, le fasce di reperibilità, il diritto alla formazione specifica, la protezione dei dati personali, il regime dei permessi e delle assenze.
  3. Attraverso i contratti collettivi del triennio 2019-2021, si procederà alla successiva rivisitazione degli ordinamenti professionali del personale, ricorrendo a risorse aggiuntive con la legge di bilancio per il 2022 e adeguando la disciplina contrattuale ai fabbisogni di nuove professionalità e competenze. È necessario, inoltre, valorizzare specifiche professionalità non dirigenziali dotate di competenze specialistiche ed estendere i sistemi di riconoscimento delle competenze acquisite negli anni, anche tramite opportune modifiche legislative.
  4. Il Governo si impegna a definire politiche formative di ampio respiro, con particolare riferimento al miglioramento delle competenze digitali e di specifiche competenze avanzate di carattere professionale. Formazione e riqualificazione assumeranno il rango di investimento strategico e non saranno più considerati come mera voce di costo.
  5. Nell’ambito dei nuovi contratti collettivi saranno adeguati i sistemi di partecipazione sindacale, valorizzando gli strumenti di partecipazione organizzativa e il ruolo della contrattazione integrativa.
  6. Le parti concordano sulla necessità di implementare gli istituti di welfare contrattuale, con riferimento al sostegno alla genitorialità e all’estensione al pubblico impiego di agevolazioni fiscali già riconosciute al settore privato, relative alla previdenza complementare e ai sistemi di premialità diretti al miglioramento dei servizi.

“Grazie ad un ulteriore impegno pari a 20 milioni di euro ed  alla proroga delle attività fino al 15 maggio 2021, abbiamo garantito la continuità temporale tra le attività del vecchio Garanzia Giovani e il nuovo programma”, fa sapere l’assessore all’istruzione, alla formazione e al lavoro Sebastiano Le

“La Giunta Regionale infatti, su mia proposta, ha approvato la proroga relativa alle attività della passata edizione di Garanzia Giovani: i giovani NEET pugliesi potranno quindi continuare a beneficiare dell’orientamento, dei percorsi formativi e dei tirocini fino alla data del 15 maggio 2021. Il termine delle attività era fissato al 30 novembre 2020”, continua l’assessore.

“Questo risultato è reso possibile grazie all’ulteriore impegno di spesa pari a 20 milioni di euro, che garantirà le attività fino all’avvio effettivo delle azioni del nuovo programma Garanzia Giovani, previsto nella primavera del 2021. Dato lo straordinario successo del Piano, negli ultimi due anni, oltre alla dotazione del programma europeo Youth Guarantee da tempo esauritasi, la Regione Puglia ha investito ulteriori 77,6 milioni di euro a valere sul POR Puglia 2014-2020 e sul Patto per la Puglia FSC 2014-2020. Con questi ulteriori 20 milioni di euro, la cifra complessiva sale a 97,6 milioni di euro oltre la dotazione standard del programma europeo Garanzia Giovani”, commenta Leo.

“Nel frattempo – conclude l’assessore – gli uffici regionali saranno impegnati nella valutazione dei soggetti erogatori dei servizi a valere sul nuovo programma, le cui istanze potranno essere presentate a partire dal 16 dicembre prossimo fino al 22 gennaio 2021. L’obiettivo finale è rendere operativo il nuovo programma e le nuove attività in assoluta continuità con il vecchio. Garanzia Giovani rappresenta una delle migliori esperienze messe in campo dal Governo regionale, in grado di offrire risposte dirette ed efficaci a quella platea di giovani pugliesi, i cosiddetti NEET, senza occupazione e non inseriti in nessun percorso di istruzione formale e della formazione professionale. Con la passata edizione di Garanzia Giovani, dal 2014 al 2019, la Regione Puglia ha preso in carico 112.248 giovani, sono state realizzate 24.179 misure di formazione, 2.421 azioni di accompagnamento al lavoro, 36.327 tirocini extra-curriculari, 526 servizio civile, 159 azioni di sostegno all’auto-impiego e all’auto-imprenditorialità, stanziando oltre 11 milioni di euro in incentivi all’assunzione”.

Si è svolto a Bari in video conferenza, un interessante e intenso tavolo di confronto promosso dall'Assessorato allo Sviluppo Economico della Regione per affrontare, con i diversi stakeholder del territorio, a cominciare da sistema delle imprese e organizzazioni sindacali, il tema del contributo che può fornire l'innovazione tecnologica per la crescita economica della Puglia.

Il Governo regionale ha dimostrato in questi anni di saper guardare con grande attenzione alla creazione di un Polo di eccellenza per lo sviluppo digitale e informatico, un sistema ICT policentrico di attrazione per gli investimenti e l’occupazione nelle telecomunicazioni, coinvolgendo gli attori del comparto.

A questo proposito l'esperienza di questi mesi, con la diffusione di modalità di lavoro "agile", sia nel comparto pubblico che in quello privato, e l'ampio ricorso allo smartworking dovuto alle necessarie misure di contenimento dell'epidemia da Covid-19, ci ha consentito di toccare con mano le immense prospettive che la tecnologia offre per migliorare il modo stesso di lavorare e di produrre, con grandi benefici per il sistema produttivo ma anche per i lavoratori che riescono ad organizzare meglio il loro tempo e a conciliare le esigenze di vita e di lavoro.

Ovviamente esistono ancora molte criticità da superare come, per esempio, il "digitale divide" e la carenza di infrastrutture tecnologiche che escludono ancora alcune aree del nostro Paese dalla possibilità di usufruire di connessioni veloci e performanti.

Da questo punto di vista il Governo regionale è impegnato a investire in una vera e propria "rivoluzione tecnologica e digitale", con il supporto di aziende e sindacati, per rendere la Puglia sempre più innovativa e competitiva, nella consapevolezza che indietro non si potrà tornare e che sia questa la sfida più importante per il nostro futuro”. Lo dice l’assessore Borraccino.

“Questo è un provvedimento reso possibile dalla totale assenza di criticità nel bilancio regionale. Veniamo da un quinquennio dove la Giunta regionale ha esaurito tutte le graduatorie, fornendo così a tanti giovani assunti una certezza lavorativa definitiva”.

È la soddisfazione espressa in una nota congiunta dal Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e dal Vice presidente e Assessore al Personale Antonio Nunziante, dopo l’approvazione da parte della Giunta della Programmazione triennale del fabbisogno del personale dell’ente Regionale 2020-2022, dando atto dello stato di attuazione delle assunzioni programmate per gli anni 2018 e 2019 ed approvando altresì le priorità assunzionali rappresentate.

“Il nuovo piano assunzionale - prosegue la nota di Emiliano e Nunziante - riguarda 661 unità suddivise nelle varie categorie B, C, D e Dirigenti. Si tratta di numeri importanti giacché provvediamo anche alle ultime stabilizzazioni dei CoCoCo. Abbiamo previsto di coprire quasi tutte le uscite per pensionamenti naturali e per ex Legge n. 100”.

Nel piano non mancano le progressioni verticali per il personale interno, “le abbiamo programmate - scrivono Emiliano e Nunziante - per riservare dei posti per i dipendenti in servizio, così come abbiamo previsto che dei quaranta posti che metteremo a concorso per i dirigenti, otto saranno assunti per mobilità esterna e il 50 per cento delle altre 32 unità sarà riservato al personale interno”.

“Ci teniamo infine a sottolineare - concludono - che nella programmazione sono state assunte 80 persone diversamente abili”.

L’Esecutivo ha quindi approvato, con la medesima delibera, il Piano assunzionale 2020 come appresso definito:

a)             n. 125 unità di categoria B1 di cui:

  1. n. 45 Operatori telefonici per implementazione 112;
  2. n. 20 Autisti;
  3. n. 60 esecutori.

b)             n. 223 unità di categoria C di cui:

  1. n. 66 unità per progressioni verticali da B a C art. 22 comma 15 d. lgs. n. 75/2017;
  2. n. 24 unità per mobilità ex art. 30 d. lgs. n. 165/2001;
  3. n. 133 unità mediante procedure concorsuali.

c)              n. 243 unità di categoria D di cui:

  1. n. 72 unità per progressioni verticali da C a D art. 22 comma 15 d. lgs. n. 75/2017;
  2. n. 28 unità per mobilità ex art. 30 d. lgs. n. 165/2001;
  3. n. 143 unità mediante procedure concorsuali.

d)             n. 30 unità di categoria D da stabilizzare mediante apposita procedura concorsuale riservata ex art. 20 comma 2 d. lgs. n. 75/2017.

e)             n. 40 unità dirigenziali di cui:

  1. n. 8 unità per mobilità ex art. 30 d. lgs. n. 165/2001;
  2. n. 32 unità mediante procedura concorsuale (con riserva del 50% al personale interno);

f)               n. 5 unità di categoria D a valere sul bilancio vincolato con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato nell’ambito dell’attività della Sezione sicurezza del cittadino, politiche per le migrazioni e antimafia sociale di cui:

  1. n. 2 esperti nel settore delle politiche per le migrazioni;
  2. n. 1 esperto in gestione dei progetti di sviluppo locale;
  3. n. 2 esperti in materia economico/finanziaria e di controllo della spesa della pubblica amministrazione;

g)              n. 8 unità di categoria D a valere sul bilancio vincolato con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato nell’ambito dell’attività dell’Autorità di Audit con profilo di funzionario amministrativo.      

L’Esecutivo ha stabilito che per gli anni 2018, 2019 e 2020 le progressioni verticali saranno espletate per i profili amministrativo/contabile e tecnico rispettivamente nella misura complessiva del 70 per cento e 30 per cento ed ha dato mandato al dirigente della Sezione Personale ed Organizzazione di predisporre apposita convenzione con il FORMEZ PA - Commissione RIPAM, per la quale è delegato alla sottoscrizione, per lo svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso alle categorie C e D.

“I prezzi dell’ortofrutta sono in balìa di un andamento di mercato schizofrenico: appena un prodotto manca i prezzi salgono, quando invece abbiamo 1 chilo di merce in più i prezzi scendono, ma questa è la naturale legge della domanda e dell’offerta. Inutile spaventare i consumatori con una cattiva informazione su presunti aumenti esorbitanti dei prezzi al dettaglio che vanno valutati caso per caso, in relazione ai diversi prodotti e a seconda dei vari canali distributivi”. È il commento di Giacomo Suglia, vicepresidente nazionale Fruitimprese e presidente APEO (l’Associazione dei Produttori e degli Esportatori Ortofrutticoli) sulle polemiche di questi giorni circa i presunti aumenti medi dei prezzi dell’ortofrutta.

“Quello che invece è certo – aggiunge Suglia – è che stanno aumentando e aumenteranno i costi perché le aziende si devono attrezzare con mascherine, guanti per i dipendenti e devono cambiare organizzazione aziendale e sistemi di lavoro con il necessario distanziamento sociale, senza contare la necessità di sanificare i magazzini e gli altri luoghi di lavoro. Gli aumenti di costi sono certi, così come è certo il minor potere di acquisto dei consumatori, mentre i prestiti del DL Liquidità sono in balìa delle banche e della burocrazia per cui le aziende agricole e commerciali dell’ortofrutta, vivono nell’incertezza e nella confusione”. In una lettera inviata al commissario europeo all'Agricoltura Janusz Wojciechowski, l'associazione di categoria Freshfel Europe ha quantificato l’aumento dei costi per il mondo produttivo dell’ortofrutta in almeno 500 milioni di euro al mese, per il necessario adeguamento delle imprese e dei lavoratori alle norme di sicurezza, per la chiusura del settore Horeca (alberghi, ristoranti, bar e catering) che vale almeno il 25-30% dell'offerta di mercato, per gli aggravi di costi nei trasporti. E anche per le difficoltà delle esportazioni di frutta e verdura fresche dell'UE verso Paesi terzi, che valgono 5 miliardi di euro all'anno.

“Quanto alla manodopera per le grandi raccolte - osserva Suglia - Germania e Gran Bretagna stanno già organizzando voli charter per fare arrivare i lavoratori stagionali dai paesi dell’Est Europa. Mentre noi ancora discutiamo e siamo bloccati da veti e pregiudizi ideologici, altrove si danno risposte immediate alla mancanza di lavoratori stagionali nelle campagne, garantendo la loro e la nostra sicurezza contro il diffondersi del Coronavirus. Mi associo all’appello rivolto alla ministra Bellanova dai due europarlamentari italiani Paolo De Castro ed Herbert Dorfmann per la 'quarantena attiva' che può contribuire a salvaguardare un quarto del made in Italy e la sopravvivenza di molte aziende agricole italiane, ormai in ginocchio per la mancanza di manodopera.” “Sarebbe inoltre opportuno – conclude Suglia – che nel prossimo ‘DL aprile’ si affrontasse anche la questione del costo del lavoro, un fattore che da sempre penalizza la competitività delle nostre imprese. Intervenire con una decontribuzione previdenziale (il gettito si recupererebbe dal Fisco e dalle Accise); agevolare l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro in agricoltura ricorrendo a piattaforme digitali pubbliche e trasparenti; coinvolgere subito alcune categorie come disoccupati, cassaintegrati e percettori del reddito di cittadinanza: così si affrontano e si risolvono i problemi che incalzano, perché le grandi raccolte di frutta e ortaggi a pieno campo stanno per iniziare”. Infine, “resto perplesso sui potenziali rischi penali a carico delle imprese e chiedo lumi sull’art. 42 del Decreto Cura Italia (comma 2): Il contagio da Covid-19 è da considerarsi infortunio sul lavoro?”

Questa mattina, presso la Presidenza del Consiglio, Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto con il Governo e le parti datoriali un “protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.

 È un risultato molto importante in una fase che impone a tutti massima responsabilità nel garantire, prima di ogni altra cosa, la sicurezza e la salute dei avoratori e delle lavoratrici. La salute di chi lavora è per noi un’assoluta priorità che deve precedere qualunque altra considerazione economica o produttiva.

L’accordo che questa mattina abbiamo sottoscritto consentirà alle imprese di tutti i settori, attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali e la riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro.

 Nell’accordo è stato previsto il coinvolgimento dei lavoratori e delle loro rappresentanze a livello aziendale o territoriale per garantire una piena ed effettiva tutela della loro salute. Per questo è importante che in tutti i luoghi di lavoro si chieda una piena effettività dell’intesa che è stata raggiunta.

Sappiamo che il momento è difficile e sappiamo che i lavoratori e le lavoratrici italiane sapranno agire e contribuire, con la responsabilità che hanno sempre saputo dimostrare, nell’adeguare l’organizzazione aziendale e i ritmi produttivi per garantire la massima sicurezza possibile e la continuazione produttiva essenziale per non fermare il Paese.

Importante è la sottoscrizione del testo da parte del Governo che, per quanto di sua competenza, favorirà la piena attuazione del protocollo.

“Come organizzazione di rappresentanza dei lavoratori del settore agroalimentare - dichiara il Segretario Generale della UILA di Puglia, Pietro Buongiorno - ribadiamo che un settore come quello agroalimentare rimane strategico per il Nostro paese, in particolar modo in questo momento in cui i lavoratori impegnati sia nel settore agricolo che in quello della trasformazione stanno dando un grande supporto. Durante questa emergenza epidemiologica, con il loro lavoro stanno garantendo la produzione e la trasformazione dei prodotti agroalimentari, contribuendo di fatto a garantire approvvigionamenti e scorte necessari per rispondere alle esigenze di tutti. I lavoratori ci chiedevano informazioni in particolar modo sui dispositivi di protezione individuale, sulla gestione degli spazi comuni come la mensa e gli spogliatoi, l’entrata e l’uscita dalle aziende”. 

I sindacati in una nota congiunta, diffusa stamane a latere della sigla del protocollo, spiegano che il documento contiene misure che seguono la logica della precauzione, misure che seguono e attuano le prescrizioni del legislatore e le indicazioni dell’Autorità sanitaria. È obiettivo prioritario coniugare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative. Nell’ambito di tale obiettivo, si può prevedere anche la riduzione o la sospensione temporanea delle attività.

“Il Protocollo siglato – continua Buongiorno - fa chiarezza al fine di evitare eventuali difformità di comportamento costituendo in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione, che vede la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS. Nella nostra regione sono presenti gruppi importanti che hanno messo in atto tutte le misure al fine di prevenire la diffusione del contagio, dobbiamo però anche segnalare che sono presenti in Puglia molte aziende di medie e piccole dimensioni, in cui non abbiamo sindacalizzazione e dalla quali non riceviamo feedback ed un ritorno di informazione su quanto sta avvenendo. Auspichiamo quindi un pieno rispetto delle regole, rimanendo come organizzazione sindacale a disposizione dei lavoratori. Abbiamo, infatti, diffuso sui nostri canali social e sul nostro sito web i numeri di cellulare dell’intera segreteria Regionale per fornire informazioni e ricevere segnalazioni da parte dei lavoratori.”

 

 

È lo sviluppo dell’agricoltura irrigua, una risposta concreta alla difficile congiuntura dell’economia del Paese (160 tavoli di crisi aperti al Ministero dello Sviluppo Economico, 60.000 lavoratori a rischio disoccupazione, +57,6% nella Cassa Integrazione Straordinaria a Gennaio rispetto a Dicembre): ad affermarlo è l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI), analizzando i dati sugli investimenti in infrastrutture irrigue, previsti dal Piano di Sviluppo Rurale Nazionale (P.S.R.N.); si tratta di 35 progetti, che prevedono interventi sulla rete esistente per 47.000 chilometri e nuove realizzazioni per 70 chilometri, a servizio di una superficie di 395.000 ettari, corrispondente al 13% della superficie attrezzata per l’irrigazione nel nostro Paese.

Il risparmio irriguo stimato dopo la realizzazione delle opere progettuali è pari a circa 120 milioni di metri cubi all’anno. “È stato realizzato con progetti esecutivi, finanziati con risorse comunitarie, fatti dai Consorzi di bonifica capaci di garantire migliaia di posti di lavoro ed i cui cantieri sono in fase di apertura. Non solo: il miglioramento e l’ampliamento della rete irrigua, oltre ad importanti valori ambientali, permette lo sviluppo di un’agricoltura di qualità, aumentando reddito ed occupazione” commenta Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI.

“La capacità progettuale dei Consorzi di bonifica e quella operativa dei propri operai – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – sarà rilanciata e presto presentata nel Piano Straordinario Manutenzione Italia utile anche a ridurre il gap infrastrutturale fra Nord e Sud del Paese.”

Intervento congiunto del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, del direttore del Dipartimento regionale delle Politiche della salute e benessere sociale Vito Montanaro e del direttore generale della ASL BA Antonio Sanguedolce sulla indizione dei bandi di concorso e mobilità per assumere nel Servizio Sanitario Regionale n. 1132 collaboratori sanitari professionali infermieri.

“Con la indizione dei bandi di concorso e di mobilità dei 1132 Infermieri – ha detto  il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – è stata mantenuta un’altra promessa volta a garantire i livelli di assistenza sanitaria nella nostra Regione. Forze lavorative che saranno in grado di soddisfare le esigenze sanitarie ospedaliere, territoriali e di prevenzione di tutti gli Enti Pubblici del Servizio Sanitario Regionale”

“Siamo certi – ha spiegato il Direttore del Dipartimento Politiche della Salute Vito Montanaro - che con il reclutamento di questi 1132 CPS Infermieri tutti i Direttori Generali potranno rafforzare l’organizzazione sanitaria delle proprie aziende nello spirito comune di migliorare i servizi ai cittadini pugliesi. Il concorso è affidato alla ASL Bari, con l’appoggio tecnico del Policlinico di Bari e dell’Irccs di Castellana Grotte”.

“Il concorso unico regionale – ha affermato il Direttore Generale della ASL Bari Antonio Sanguedolce - rappresenta lo spirito unitario con il quale il Dipartimento Regionale alle Politiche della Salute sta coordinando le azioni di tutti i Direttori Generali degli Enti Pubblici del SSR. Le procedure amministrative accorpate non solo consentono una velocizzazione dei tempi amministrativi ma determinano anche un innalzamento della qualità dei percorsi amministrativi poiché più professionisti sanitari si incontrano e si confrontano”.

 

“Un ringraziamento – ha concluso il Direttore Generale della ASL Bari Antonio Sanguedolce – va rivolto a tutto il gruppo di lavoro, coordinato dal Dirigente di Sezione S.G.O. dott. Giovanni Campobasso, che sapientemente ha lavorato, raccogliendo anche i preziosi spunti delle OO.SS., al fine di elaborare bandi conformi alle norme vigenti ma che al tempo stesso rispondessero anche alle esigenze di ogni Ente del Servizio Sanitario Regionale”-

Con la deliberazione del Direttore Generale della ASL di Bari n. 2141 del 31.10.2019 sono stati indetti i bandi per il reclutamento degli Infermieri nel numero espresso dalle esigenze assunzionali degli Enti/Aziende del S.S.R. assicurando, in merito alle modalità di reclutamento tra concorso e mobilità, un’equa distribuzione dei posti da ricoprire presso ciascuna Azienda, ossia il 50% mediante procedura concorsuale, per titoli e prove d’esame, ai sensi del D.P.R. 220/2001, e il 50% mediante procedura di mobilità volontaria, ai sensi dell’art. 52 del CCNL dell’Area del Comparto del 21/05/2018, prevedendo nell’ambito di quest’ultima una medesima distribuzione dei posti tra la mobilità regionale e quella extraregionale con formulazione di due distinte graduatorie per soli titoli. 

Le procedure attivate consentiranno di assumere un totale complessivo pari a 1132 unità, in coerenza con le esigenze assunzionali espresse da ciascuna Azienda/Ente del S.S.R., che saranno assegnate, tra mobilità e concorso pubblico nel modo seguente:

Azienda/Ente del S.S.R.

CONCORSO

MOBILITA'

Totale complessivo posti

  1. posti

Regionale          n. posti

Extraregionale   n. posti

ASL BA

160

80

80

320

ASL BAT

22

11

11

44

ASL BR

42

21

21

84

ASL LE

120

60

60

240

ASL FG

45

23

23

91

ASL TA

59

30

30

119

  1. O.U. - OO.RR. FOGGIA

76

37

37

150

  1. O.U. - POLICLINICO DI BARI

10

5

5

20

  1. R.C.C.S. "GIOVANNI PAOLO II"

14

7

7

28

  1. R.C.C.S. "SAVERIO DE BELLIS"

18

9

9

36

TOTALE

566

283

283

1132

 

Sulla base della ripartizione di cui sopra è stato predisposto il bando di concorso per titoli ed esami, ai sensi del D.P.R. 220/2001, per la copertura di n. 566 posti con le riserve di legge, stabilendo che ciascun candidato dovrà esprimere obbligatoriamente, in sede di domanda di partecipazione, l’ordine di preferenza presso ciascuna Azienda Sanitaria (max n. 10 opzioni); tali opzioni dovranno essere accolte nel rispetto dell’ordine di graduatoria dei vincitori e nel limite dei posti messi a concorso da ciascuna Azienda.

 

Nell’ambito dei posti a concorso il 40% dei posti è riservato, ai sensi della lettera a), co. 3-bis, Art. 35 del D.lgs 165/2001 e s.m.i., (226 unità) in favore di titolari di rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato presso le ASL/A.O./I.R.C.C.S. della Regione Puglia che, alla data di pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale, hanno maturato almeno tre anni di servizio alle dipendenze delle stesse Aziende, risultati idonei al termine della procedura concorsuale.

 

E’ stato, altresì, predisposto il bando di mobilità volontaria, per soli titoli, ai sensi dell’art. 52 del CCNL dell’Area del Comparto del 21/05/2018, per la copertura di n. 566 posti, equamente suddivisi tra mobilità regionale e mobilità extraregionale, stabilendo le seguenti modalità di partecipazione:

per la mobilità extraregionale: ciascun candidato dovrà esprimere, in sede di domanda di partecipazione, l’ordine di preferenza presso ciascuna Azienda Sanitaria (max n. 10 opzioni); tali opzioni dovranno essere accolte nel rispetto dell’ordine di graduatoria dei vincitori e nel limite dei posti messi a bando da ciascuna Azienda secondo la ripartizione riportata nella tabella di cui sopra;

 

per la mobilità regionale: ciascun candidato dovrà esprimere, in sede di domanda di partecipazione, l’ordine di preferenza presso le Aziende o Enti del S.S.R. (max n. 10opzioni); tali opzioni dovranno essere accolte nel rispetto dell’ordine di collocazione dei candidati medesimi nella graduatoria regionale e nel limite dei posti messi a bando da ciascuna Azienda; secondo la ripartizione riportata nella tabella di cui sopra;

 

Considerata, inoltre, la composizione unitaria del 50% del fabbisogno assunzionale da reclutare mediante procedura di mobilità volontaria, eventuali posti che risulteranno non coperti dalla mobilità regionale presso ciascuna azienda o ente del S.S.R. saranno coperti dalla mobilità extraregionale. Pertanto l’eventuale utilizzo di entrambe le graduatorie di mobilità potrà operare esclusivamente in presenza della suindicata condizione. Solo in esito alla predetta operazione, nel caso residuino dei posti vacanti dalla mobilità gli stessi potranno essere coperti mediante utilizzo della graduatoria concorsuale degli idonei.

 

  1. I CANDIDATI INTERESSATI POTRANNO PRESENTARE LE DOMANDE SOLAMENTE DOPO LA PUBBLICAZIONE DEI BANDI SULLA GAZZETTA UFFICIALE CHE OVVIAMENTE VERRÀ TEMPESTIVAMENTE COMUNICATA A TUTTI GLI ORGANI DI STAMPA.

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