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Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge Infrastrutture. Il ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna spiega così il complesso di norme varato oggi dal Governo: “Il capitolo Sud del Dl Infrastrutture è una svolta nel superamento delle diseguaglianze tra Nord e Sud e nel riscatto delle regioni meridionali: con le misure approvate oggi cominciamo a demolire il Muro invisibile che divide il Mezzogiorno dal resto del Paese in materia di infrastrutture, edilizia scolastica, progettazione territorial

Carfagna spiega che sono quattro i punti di interesse per il Sud: "La nuova norma sulla perequazione, concordata in sede di Conferenza Stato Regioni, consentirà finalmente di sbloccare il Fondo perequativo infrastrutturale con una dotazione di 4,6 miliardi di euro per gli anni 2022-33, al fine di assicurare il recupero del divario tra le diverse aree geografiche del territorio nazionale. L'inserimento del Ministro per il Sud e la Coesione territoriale nella cabina di regia per l'edilizia scolastica - aggiunge Carfagna - garantirà un riparto di risorse più equo sul piano territoriale per la costruzione di scuole dell'infanzia e asili nido. Le nuove disposizioni sulla progettazione territoriale, con la dotazione di 120 milioni di euro, consentiranno a 4.600 Comuni italiani (tutti quelli sotto i 30mila abitanti nel Sud e nelle aree interne) di dotarsi di un 'parco progetti' adeguato alle tante opportunità che ai Comuni stessi vengono offerte in questi anni, con il PNRR, con il FSC, con i fondi strutturali. Inoltre la misura agevolativa 'Resto al Sud' è estesa ai territori insulari dei comuni localizzati nelle isole minori (Campo nell'Elba, Capoliveri, Capraia, Giglio, Marciana, Marciana Marina, Ponza, Porto Azzurro, Portoferraio, Portovenere, Rio e Ventotene)". 
"Troppo spesso in passato - aggiunge Carfagna- abbiamo visto destinare al Sud dotazioni solo 'di facciata', che in realtà venivano assorbite altrove: ringrazio il premier Mario Draghi e tutti i colleghi per la sensibilità con cui hanno preso atto di questo problema e per la determinazione con cui hanno deciso di affrontarlo senza ulteriori rinvii".

Intanto da un'analisi di Confcommercio su economia e occupazione al Sud emerge la fuga dei giovani tra il 1995 e il 2020. Dal 1995 ad oggi l'Italia nel complesso "perde 1,4 milioni di giovani" una "perdita dovuta ai giovani meridionali". Nel Mezzogiorno si registra "un crollo": rispetto al 1995, mancano nel Sud "oltre 1,6 milioni di giovani". il peso percentuale della ricchezza prodotta dal Mezzogiorno sul totale Italia "si è ridotto", passando da poco più del 24% al 22%, mentre il Pil pro capite è rimasto "intorno alla metà" di quello del Nord. (regioni.it 4132)

 “Dopo tanti anni di battaglie e di grandi difficoltà per i produttori, finalmente avremo un’arma efficace per contrastare tutto ciò contro cui abbiamo lottato”. Con queste parole, è Raffaele Carrabba, presidente di CIA Agricoltori Italiani della Puglia, a commentare l’approvazione - da parte del Consiglio dei Ministri – del decreto legislativo che porta all’attuazione della direttiva UE contro le pratiche sleali nel settore agroalimentare.

“E’ una legge importantissima per gli agricoltori pugliesi”, ha aggiunto Carrabba, “in essa abbiamo visto accolte molte delle nostre richieste degli ultimi anni”.

ORDINI E PAGAMENTI. Saranno denunciabili, e verranno sanzionati, i ritardi nei pagamenti dovuti ai produttori e gli annullamenti di ordini effettuati fuori tempo massimo, soprattutto riguardo a prodotti alimentari deperibili. Il decreto legge di attuazione della direttiva UE, infatti, vieta espressamente tutta una serie di pratiche che, in modo crescente negli ultimi anni, hanno penalizzato i produttori che spesso hanno dovuto combattere contro modifiche unilaterali o retroattive ai contratti.

PREZZI E ASTE AL DOPPIO RIBASSO. Saranno vietati prezzi palesemente al di sotto dei costi di produzione e il decreto legge recepisce anche le norme che vietano le aste al doppio ribasso. “La battaglia per salvaguardare la redditività delle nostre aziende agricole dovrà continuare, naturalmente”, ha dichiarato Carrabba. “Queste norme ci aiutano, ma occorre ugualmente favorire le aggregazioni, la nascita di nuove OP, la digitalizzazione e il ringiovanimento delle imprese per assicurare ai produttori un maggiore potere contrattuale”. L’Ispettorato Centrale Repressione Frodi, organismo dipendente dal Ministero delle Politiche Agricole, avrà potere di vigilanza e facoltà di sanzionare in base alle norme che entrano in vigore con il decreto legislativo.

LE REAZIONI IN PUGLIA. Nell’ultimo anno e mezzo, proprio nel momento di massima sofferenza per tutto il comparto primario, la questione dei prezzi si è imposta in modo anche drammatico all’attenzione dei media e della politica, basti pensare a quanto accaduto con le ciliegie, con un valore corrisposto ai produttori inferiore anche di 10-15 volte rispetto al prezzo imposto ai consumatori dalla Grande Distribuzione Organizzata. Ma il problema dei prezzi è generale, riguarda ogni tipologia di produzione, dall’uva all’olio, dal grano ai pomodori e alle altre colture. Per questo motivo, il decreto legislativo approvato in questi giorni è accolto con favore in tutta la Puglia. “Occorrerà muoversi avendo piena coscienza dei contenuti delle nuove norme, per questo organizzeremo una serie di iniziative a partire dall’autunno”, ha dichiarato Nicola Cantatore, direttore di CIA Capitanata. “Lo faremo anche a Bari e nella Bat”, ha aggiunto Giuseppe Creanza, direttore di CIA Levante, “dove sono tante le questioni su cui lottare e le produzioni che necessitano di essere valutate per quello che meritano”. “Nell’area di Cia Due Mari (Taranto-Brindisi) – ha spiegato il direttore Vito Rubino – la questione dei prezzi ha riguardato in particolar modo gli agrumi, ma anche le ciliegie e altri tipi di produzioni. Bisogna garantire redditività alle aziende agricole”. “Tutto il territorio salentino”, ha aggiunto Emanuela Longo, direttore di CIA Salento, “sta soffrendo da anni per le conseguenze della Xylella, occorre invertire la tendenza e ripartire anche negli altri settori. L’auspicio è che l’applicazione delle nuove normative dia più forza alla nostra agricoltura”.

Approvata in Giunta la delibera con gli indirizzi operativi per predisporre l’Avviso Pubblico PugliaCapitaleSociale 3.0, del valore complessivo di  8.626.880,00 euro. Una misura per sostenere le attività promosse da Organizzazioni di Volontariato e Associazioni di Promozione Sociale e per fronteggiare la situazione di difficoltà connessa alla sospensione o all'implementazione delle attività per effetto delle disposizioni legate alla pandemia da COVID-19. 

“Si tratta - spiega l’assessora al Welfare Rosa Barone - della cifra più alta stanziata dalla Regione Puglia per il Terzo Settore, che riteniamo fondamentale per la nostra regione perché contribuisce in maniera insostituibile alla crescita e all’espansione delle comunità locali. Abbiamo voluto innanzitutto aiutare chi aiuta e quindi prioritariamente riconoscere lo sforzo che tante associazioni pugliesi hanno fatto in quest’ultimo anno. Con il precedente Avviso PugliaCapitaleSociale 2.0  sono stati finanziati 72 i progetti di innovazione sociale in Puglia, per questo con gli uffici abbiamo lavorato al nuovo avviso di PugliaCapitaleSociale 3.0, cercando di migliorarlo ulteriormente”. 

I beneficiari saranno, come per la precedente edizione, esclusivamente Associazioni di Promozione Sociale e Organizzazioni di Volontariato. Due le linee. La linea A prevede la possibilità di presentare progetti anche per le organizzazioni che abbiano già ottenuto un finanziamento nell’ambito del Programma PugliaCapitaleSociale 2.0, a condizione che le relative attività progettuali siano state concluse e rendicontate. Quindi non un prosieguo delle attività, ma lo sviluppo, sempre nel segno dell’innovazione, dei progetti precedenti e che ovviamente si siano definitivamente conclusi. Ogni progetto potrà ricevere un contributo finanziario regionale nella dimensione massima di Euro 40.000,00 e in ogni caso la quota di finanziamento regionale non potrà superare il 90% del costo totale ammissibile del progetto approvato. La linea B con cui la Regione vuole sostenere associazioni e organizzazioni di volontariato che nel corso del 2020, per effetto delle disposizioni legate all’esigenza di contenere la diffusione del contagio da COVID-19, abbiano faticato ad avere continuità. La finalità è proprio  quella di sostenere le attività volte a fronteggiare le emergenze sociali ed assistenziali determinate dall’epidemia di COVID-19, dal momento che queste organizzazioni hanno avuto un ruolo rilevante nella tenuta di moltissime comunità locali. Per  la linea B il rimborso sarà riconosciuto nella misura massima dell'80% delle spese effettivamente sostenute e documentate, considerate ammissibili, e comunque entro il limite massimo di 8.000,00 euro per soggetto richiedente. 

“Molte associazioni - continua  Barone - hanno addirittura incrementato le attività per sostenere le fasce più fragili della popolazione e sostenuto numerose spese ma, per effetto della pandemia, non hanno avuto alcuna entrata. A queste associazioni vogliamo trasmettere il messaggio che la Regione c’è e riconosce il loro ruolo. Ma non può bastare: vogliamo lanciare una sfida alle associazioni, la sfida del futuro, di pensarsi in un orizzonte temporale più ampio, in cui scommettere sulle proprie capacità, competenze, abilità, per realizzare un sogno nel cassetto e contribuire a generare nelle nostre comunità capitale sociale critico, consapevole e realmente innovativo”. 

 

Si è svolta, in Sala Verde a Palazzo Chigi, la cerimonia di firma del "Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale" con il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta e i Segretari generali Maurizio Landini (Cgil), Luigi Sbarra (Cisl) e Pierpaolo Bombardieri (Uil).

Di seguito una sintesi dei contenuti del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale.

Contesto e obiettivi del Patto

Il Patto si colloca nel solco di un’azione di rilancio del Paese, volta a realizzare gli obiettivi cruciali della modernizzazione del “sistema Italia” e dell’incremento della coesione sociale, a partire dalla straordinaria opportunità offerta dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). 
Innovazione e coesione sono obiettivi centrali dello storico programma Next Generation EU e saranno perseguiti simultaneamente. Un Paese più moderno, infatti, può offrire servizi migliori e maggiori opportunità di sviluppo ai propri cittadini; al contempo, un Paese più coeso assicura che ogni persona possa sentirsi parte del processo innovativo e che ciascuno possa trarre beneficio dagli sforzi comuni.

I pilastri fondamentali di ogni riforma e ogni investimento pubblico contenuti nel PNRR saranno la coesione sociale e la creazione di buona occupazione.

Tali priorità – cruciali per superare l’emergenza sanitaria, economica e sociale, ricordata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – richiedono uno straordinario impegno finanziario, progettuale e attuativo, che verte sul ruolo propulsivo delle donne e degli uomini della Pubblica Amministrazione.
In questa prospettiva, il Patto intende potenziare la Pubblica Amministrazione attraverso la semplificazione dei processi e un massiccio investimento nel capitale umano. Tali strumenti sono fondamentali per attenuare le storiche disparità del Paese, per ridurre il dualismo fra settore pubblico e privato, nonché per fornire risposte ai nuovi e mutati bisogni dei cittadini.

Il Patto individua la flessibilità organizzativa delle Pubbliche Amministrazioni e l’incremento della loro rapidità di azione come obiettivi fondamentali di un processo di rinnovamento che le parti si impegnano a perseguire, con particolare riferimento a tre dimensioni: il lavoro, l’organizzazione e la tecnologia.
L’individuazione di una disciplina del lavoro agile (smart working) per via contrattuale è un elemento qualificante di questa strategia e va nella direzione auspicata dalle organizzazioni sindacali sin dall’inizio della crisi pandemica.

Il successo di ogni percorso di innovazione e riforma della Pubblica Amministrazione dipende non soltanto da opportuni investimenti nella digitalizzazione, ma anche da una partecipazione attiva delle lavoratrici e dei lavoratori.

A tal proposito, il Patto individua la necessità di avviare una nuova stagione di relazioni sindacali, fondata sul confronto con le organizzazioni, e di portare a compimento i rinnovi contrattuali del triennio 2019-2021, ritenendoli un fondamentale investimento politico e sociale.

Inoltre, la costruzione di una nuova e moderna Pubblica Amministrazione si fonda sulla valorizzazione delle persone, attraverso percorsi di crescita e aggiornamento professionale, e sulla definizione di un piano delle competenze su cui costruire la programmazione dei fabbisogni e le assunzioni del personale.

In questa ottica, il Patto afferma che ogni pubblico dipendente dovrà essere titolare di un diritto/dovere soggettivo alla formazione continua, al fine di essere realmente protagonista del cambiamento, e che la Pubblica Amministrazione dovrà utilizzare percorsi formativi di eccellenza, adatti alle persone e certificati.

Elementi del Patto

  1. Il Governo emanerà all’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) gli atti di indirizzo di propria competenza per il riavvio della stagione contrattuale. I rinnovi contrattuali relativi al triennio 2019-2021 interessano oltre 3 milioni di dipendenti pubblici e vedranno confluire l’elemento perequativo delle retribuzioni all’interno della retribuzione fondamentale. Il Governo, poi, individuerà le misure legislative utili a promuovere la contrattazione decentrata e a superare il sistema dei tetti ai trattamenti economici accessori.
  2. Con riferimento al lavoro agile, nei futuri contratti collettivi nazionali dovrà essere definita una disciplina normativa ed economica che garantisca condizioni di lavoro trasparenti, che favorisca la produttività e l’orientamento ai risultati, conciliando le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori con le esigenze organizzative delle pubbliche amministrazioni. Saranno quindi disciplinati aspetti di tutela dei diritti sindacali, delle relazioni sindacali e del rapporto di lavoro quali il diritto alla disconnessione, le fasce di reperibilità, il diritto alla formazione specifica, la protezione dei dati personali, il regime dei permessi e delle assenze.
  3. Attraverso i contratti collettivi del triennio 2019-2021, si procederà alla successiva rivisitazione degli ordinamenti professionali del personale, ricorrendo a risorse aggiuntive con la legge di bilancio per il 2022 e adeguando la disciplina contrattuale ai fabbisogni di nuove professionalità e competenze. È necessario, inoltre, valorizzare specifiche professionalità non dirigenziali dotate di competenze specialistiche ed estendere i sistemi di riconoscimento delle competenze acquisite negli anni, anche tramite opportune modifiche legislative.
  4. Il Governo si impegna a definire politiche formative di ampio respiro, con particolare riferimento al miglioramento delle competenze digitali e di specifiche competenze avanzate di carattere professionale. Formazione e riqualificazione assumeranno il rango di investimento strategico e non saranno più considerati come mera voce di costo.
  5. Nell’ambito dei nuovi contratti collettivi saranno adeguati i sistemi di partecipazione sindacale, valorizzando gli strumenti di partecipazione organizzativa e il ruolo della contrattazione integrativa.
  6. Le parti concordano sulla necessità di implementare gli istituti di welfare contrattuale, con riferimento al sostegno alla genitorialità e all’estensione al pubblico impiego di agevolazioni fiscali già riconosciute al settore privato, relative alla previdenza complementare e ai sistemi di premialità diretti al miglioramento dei servizi.

“Grazie ad un ulteriore impegno pari a 20 milioni di euro ed  alla proroga delle attività fino al 15 maggio 2021, abbiamo garantito la continuità temporale tra le attività del vecchio Garanzia Giovani e il nuovo programma”, fa sapere l’assessore all’istruzione, alla formazione e al lavoro Sebastiano Le

“La Giunta Regionale infatti, su mia proposta, ha approvato la proroga relativa alle attività della passata edizione di Garanzia Giovani: i giovani NEET pugliesi potranno quindi continuare a beneficiare dell’orientamento, dei percorsi formativi e dei tirocini fino alla data del 15 maggio 2021. Il termine delle attività era fissato al 30 novembre 2020”, continua l’assessore.

“Questo risultato è reso possibile grazie all’ulteriore impegno di spesa pari a 20 milioni di euro, che garantirà le attività fino all’avvio effettivo delle azioni del nuovo programma Garanzia Giovani, previsto nella primavera del 2021. Dato lo straordinario successo del Piano, negli ultimi due anni, oltre alla dotazione del programma europeo Youth Guarantee da tempo esauritasi, la Regione Puglia ha investito ulteriori 77,6 milioni di euro a valere sul POR Puglia 2014-2020 e sul Patto per la Puglia FSC 2014-2020. Con questi ulteriori 20 milioni di euro, la cifra complessiva sale a 97,6 milioni di euro oltre la dotazione standard del programma europeo Garanzia Giovani”, commenta Leo.

“Nel frattempo – conclude l’assessore – gli uffici regionali saranno impegnati nella valutazione dei soggetti erogatori dei servizi a valere sul nuovo programma, le cui istanze potranno essere presentate a partire dal 16 dicembre prossimo fino al 22 gennaio 2021. L’obiettivo finale è rendere operativo il nuovo programma e le nuove attività in assoluta continuità con il vecchio. Garanzia Giovani rappresenta una delle migliori esperienze messe in campo dal Governo regionale, in grado di offrire risposte dirette ed efficaci a quella platea di giovani pugliesi, i cosiddetti NEET, senza occupazione e non inseriti in nessun percorso di istruzione formale e della formazione professionale. Con la passata edizione di Garanzia Giovani, dal 2014 al 2019, la Regione Puglia ha preso in carico 112.248 giovani, sono state realizzate 24.179 misure di formazione, 2.421 azioni di accompagnamento al lavoro, 36.327 tirocini extra-curriculari, 526 servizio civile, 159 azioni di sostegno all’auto-impiego e all’auto-imprenditorialità, stanziando oltre 11 milioni di euro in incentivi all’assunzione”.

Si è svolto a Bari in video conferenza, un interessante e intenso tavolo di confronto promosso dall'Assessorato allo Sviluppo Economico della Regione per affrontare, con i diversi stakeholder del territorio, a cominciare da sistema delle imprese e organizzazioni sindacali, il tema del contributo che può fornire l'innovazione tecnologica per la crescita economica della Puglia.

Il Governo regionale ha dimostrato in questi anni di saper guardare con grande attenzione alla creazione di un Polo di eccellenza per lo sviluppo digitale e informatico, un sistema ICT policentrico di attrazione per gli investimenti e l’occupazione nelle telecomunicazioni, coinvolgendo gli attori del comparto.

A questo proposito l'esperienza di questi mesi, con la diffusione di modalità di lavoro "agile", sia nel comparto pubblico che in quello privato, e l'ampio ricorso allo smartworking dovuto alle necessarie misure di contenimento dell'epidemia da Covid-19, ci ha consentito di toccare con mano le immense prospettive che la tecnologia offre per migliorare il modo stesso di lavorare e di produrre, con grandi benefici per il sistema produttivo ma anche per i lavoratori che riescono ad organizzare meglio il loro tempo e a conciliare le esigenze di vita e di lavoro.

Ovviamente esistono ancora molte criticità da superare come, per esempio, il "digitale divide" e la carenza di infrastrutture tecnologiche che escludono ancora alcune aree del nostro Paese dalla possibilità di usufruire di connessioni veloci e performanti.

Da questo punto di vista il Governo regionale è impegnato a investire in una vera e propria "rivoluzione tecnologica e digitale", con il supporto di aziende e sindacati, per rendere la Puglia sempre più innovativa e competitiva, nella consapevolezza che indietro non si potrà tornare e che sia questa la sfida più importante per il nostro futuro”. Lo dice l’assessore Borraccino.

“Questo è un provvedimento reso possibile dalla totale assenza di criticità nel bilancio regionale. Veniamo da un quinquennio dove la Giunta regionale ha esaurito tutte le graduatorie, fornendo così a tanti giovani assunti una certezza lavorativa definitiva”.

È la soddisfazione espressa in una nota congiunta dal Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e dal Vice presidente e Assessore al Personale Antonio Nunziante, dopo l’approvazione da parte della Giunta della Programmazione triennale del fabbisogno del personale dell’ente Regionale 2020-2022, dando atto dello stato di attuazione delle assunzioni programmate per gli anni 2018 e 2019 ed approvando altresì le priorità assunzionali rappresentate.

“Il nuovo piano assunzionale - prosegue la nota di Emiliano e Nunziante - riguarda 661 unità suddivise nelle varie categorie B, C, D e Dirigenti. Si tratta di numeri importanti giacché provvediamo anche alle ultime stabilizzazioni dei CoCoCo. Abbiamo previsto di coprire quasi tutte le uscite per pensionamenti naturali e per ex Legge n. 100”.

Nel piano non mancano le progressioni verticali per il personale interno, “le abbiamo programmate - scrivono Emiliano e Nunziante - per riservare dei posti per i dipendenti in servizio, così come abbiamo previsto che dei quaranta posti che metteremo a concorso per i dirigenti, otto saranno assunti per mobilità esterna e il 50 per cento delle altre 32 unità sarà riservato al personale interno”.

“Ci teniamo infine a sottolineare - concludono - che nella programmazione sono state assunte 80 persone diversamente abili”.

L’Esecutivo ha quindi approvato, con la medesima delibera, il Piano assunzionale 2020 come appresso definito:

a)             n. 125 unità di categoria B1 di cui:

  1. n. 45 Operatori telefonici per implementazione 112;
  2. n. 20 Autisti;
  3. n. 60 esecutori.

b)             n. 223 unità di categoria C di cui:

  1. n. 66 unità per progressioni verticali da B a C art. 22 comma 15 d. lgs. n. 75/2017;
  2. n. 24 unità per mobilità ex art. 30 d. lgs. n. 165/2001;
  3. n. 133 unità mediante procedure concorsuali.

c)              n. 243 unità di categoria D di cui:

  1. n. 72 unità per progressioni verticali da C a D art. 22 comma 15 d. lgs. n. 75/2017;
  2. n. 28 unità per mobilità ex art. 30 d. lgs. n. 165/2001;
  3. n. 143 unità mediante procedure concorsuali.

d)             n. 30 unità di categoria D da stabilizzare mediante apposita procedura concorsuale riservata ex art. 20 comma 2 d. lgs. n. 75/2017.

e)             n. 40 unità dirigenziali di cui:

  1. n. 8 unità per mobilità ex art. 30 d. lgs. n. 165/2001;
  2. n. 32 unità mediante procedura concorsuale (con riserva del 50% al personale interno);

f)               n. 5 unità di categoria D a valere sul bilancio vincolato con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato nell’ambito dell’attività della Sezione sicurezza del cittadino, politiche per le migrazioni e antimafia sociale di cui:

  1. n. 2 esperti nel settore delle politiche per le migrazioni;
  2. n. 1 esperto in gestione dei progetti di sviluppo locale;
  3. n. 2 esperti in materia economico/finanziaria e di controllo della spesa della pubblica amministrazione;

g)              n. 8 unità di categoria D a valere sul bilancio vincolato con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato nell’ambito dell’attività dell’Autorità di Audit con profilo di funzionario amministrativo.      

L’Esecutivo ha stabilito che per gli anni 2018, 2019 e 2020 le progressioni verticali saranno espletate per i profili amministrativo/contabile e tecnico rispettivamente nella misura complessiva del 70 per cento e 30 per cento ed ha dato mandato al dirigente della Sezione Personale ed Organizzazione di predisporre apposita convenzione con il FORMEZ PA - Commissione RIPAM, per la quale è delegato alla sottoscrizione, per lo svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso alle categorie C e D.

“I prezzi dell’ortofrutta sono in balìa di un andamento di mercato schizofrenico: appena un prodotto manca i prezzi salgono, quando invece abbiamo 1 chilo di merce in più i prezzi scendono, ma questa è la naturale legge della domanda e dell’offerta. Inutile spaventare i consumatori con una cattiva informazione su presunti aumenti esorbitanti dei prezzi al dettaglio che vanno valutati caso per caso, in relazione ai diversi prodotti e a seconda dei vari canali distributivi”. È il commento di Giacomo Suglia, vicepresidente nazionale Fruitimprese e presidente APEO (l’Associazione dei Produttori e degli Esportatori Ortofrutticoli) sulle polemiche di questi giorni circa i presunti aumenti medi dei prezzi dell’ortofrutta.

“Quello che invece è certo – aggiunge Suglia – è che stanno aumentando e aumenteranno i costi perché le aziende si devono attrezzare con mascherine, guanti per i dipendenti e devono cambiare organizzazione aziendale e sistemi di lavoro con il necessario distanziamento sociale, senza contare la necessità di sanificare i magazzini e gli altri luoghi di lavoro. Gli aumenti di costi sono certi, così come è certo il minor potere di acquisto dei consumatori, mentre i prestiti del DL Liquidità sono in balìa delle banche e della burocrazia per cui le aziende agricole e commerciali dell’ortofrutta, vivono nell’incertezza e nella confusione”. In una lettera inviata al commissario europeo all'Agricoltura Janusz Wojciechowski, l'associazione di categoria Freshfel Europe ha quantificato l’aumento dei costi per il mondo produttivo dell’ortofrutta in almeno 500 milioni di euro al mese, per il necessario adeguamento delle imprese e dei lavoratori alle norme di sicurezza, per la chiusura del settore Horeca (alberghi, ristoranti, bar e catering) che vale almeno il 25-30% dell'offerta di mercato, per gli aggravi di costi nei trasporti. E anche per le difficoltà delle esportazioni di frutta e verdura fresche dell'UE verso Paesi terzi, che valgono 5 miliardi di euro all'anno.

“Quanto alla manodopera per le grandi raccolte - osserva Suglia - Germania e Gran Bretagna stanno già organizzando voli charter per fare arrivare i lavoratori stagionali dai paesi dell’Est Europa. Mentre noi ancora discutiamo e siamo bloccati da veti e pregiudizi ideologici, altrove si danno risposte immediate alla mancanza di lavoratori stagionali nelle campagne, garantendo la loro e la nostra sicurezza contro il diffondersi del Coronavirus. Mi associo all’appello rivolto alla ministra Bellanova dai due europarlamentari italiani Paolo De Castro ed Herbert Dorfmann per la 'quarantena attiva' che può contribuire a salvaguardare un quarto del made in Italy e la sopravvivenza di molte aziende agricole italiane, ormai in ginocchio per la mancanza di manodopera.” “Sarebbe inoltre opportuno – conclude Suglia – che nel prossimo ‘DL aprile’ si affrontasse anche la questione del costo del lavoro, un fattore che da sempre penalizza la competitività delle nostre imprese. Intervenire con una decontribuzione previdenziale (il gettito si recupererebbe dal Fisco e dalle Accise); agevolare l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro in agricoltura ricorrendo a piattaforme digitali pubbliche e trasparenti; coinvolgere subito alcune categorie come disoccupati, cassaintegrati e percettori del reddito di cittadinanza: così si affrontano e si risolvono i problemi che incalzano, perché le grandi raccolte di frutta e ortaggi a pieno campo stanno per iniziare”. Infine, “resto perplesso sui potenziali rischi penali a carico delle imprese e chiedo lumi sull’art. 42 del Decreto Cura Italia (comma 2): Il contagio da Covid-19 è da considerarsi infortunio sul lavoro?”

Questa mattina, presso la Presidenza del Consiglio, Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto con il Governo e le parti datoriali un “protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.

 È un risultato molto importante in una fase che impone a tutti massima responsabilità nel garantire, prima di ogni altra cosa, la sicurezza e la salute dei avoratori e delle lavoratrici. La salute di chi lavora è per noi un’assoluta priorità che deve precedere qualunque altra considerazione economica o produttiva.

L’accordo che questa mattina abbiamo sottoscritto consentirà alle imprese di tutti i settori, attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali e la riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro.

 Nell’accordo è stato previsto il coinvolgimento dei lavoratori e delle loro rappresentanze a livello aziendale o territoriale per garantire una piena ed effettiva tutela della loro salute. Per questo è importante che in tutti i luoghi di lavoro si chieda una piena effettività dell’intesa che è stata raggiunta.

Sappiamo che il momento è difficile e sappiamo che i lavoratori e le lavoratrici italiane sapranno agire e contribuire, con la responsabilità che hanno sempre saputo dimostrare, nell’adeguare l’organizzazione aziendale e i ritmi produttivi per garantire la massima sicurezza possibile e la continuazione produttiva essenziale per non fermare il Paese.

Importante è la sottoscrizione del testo da parte del Governo che, per quanto di sua competenza, favorirà la piena attuazione del protocollo.

“Come organizzazione di rappresentanza dei lavoratori del settore agroalimentare - dichiara il Segretario Generale della UILA di Puglia, Pietro Buongiorno - ribadiamo che un settore come quello agroalimentare rimane strategico per il Nostro paese, in particolar modo in questo momento in cui i lavoratori impegnati sia nel settore agricolo che in quello della trasformazione stanno dando un grande supporto. Durante questa emergenza epidemiologica, con il loro lavoro stanno garantendo la produzione e la trasformazione dei prodotti agroalimentari, contribuendo di fatto a garantire approvvigionamenti e scorte necessari per rispondere alle esigenze di tutti. I lavoratori ci chiedevano informazioni in particolar modo sui dispositivi di protezione individuale, sulla gestione degli spazi comuni come la mensa e gli spogliatoi, l’entrata e l’uscita dalle aziende”. 

I sindacati in una nota congiunta, diffusa stamane a latere della sigla del protocollo, spiegano che il documento contiene misure che seguono la logica della precauzione, misure che seguono e attuano le prescrizioni del legislatore e le indicazioni dell’Autorità sanitaria. È obiettivo prioritario coniugare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative. Nell’ambito di tale obiettivo, si può prevedere anche la riduzione o la sospensione temporanea delle attività.

“Il Protocollo siglato – continua Buongiorno - fa chiarezza al fine di evitare eventuali difformità di comportamento costituendo in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione, che vede la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS. Nella nostra regione sono presenti gruppi importanti che hanno messo in atto tutte le misure al fine di prevenire la diffusione del contagio, dobbiamo però anche segnalare che sono presenti in Puglia molte aziende di medie e piccole dimensioni, in cui non abbiamo sindacalizzazione e dalla quali non riceviamo feedback ed un ritorno di informazione su quanto sta avvenendo. Auspichiamo quindi un pieno rispetto delle regole, rimanendo come organizzazione sindacale a disposizione dei lavoratori. Abbiamo, infatti, diffuso sui nostri canali social e sul nostro sito web i numeri di cellulare dell’intera segreteria Regionale per fornire informazioni e ricevere segnalazioni da parte dei lavoratori.”

 

 

È lo sviluppo dell’agricoltura irrigua, una risposta concreta alla difficile congiuntura dell’economia del Paese (160 tavoli di crisi aperti al Ministero dello Sviluppo Economico, 60.000 lavoratori a rischio disoccupazione, +57,6% nella Cassa Integrazione Straordinaria a Gennaio rispetto a Dicembre): ad affermarlo è l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI), analizzando i dati sugli investimenti in infrastrutture irrigue, previsti dal Piano di Sviluppo Rurale Nazionale (P.S.R.N.); si tratta di 35 progetti, che prevedono interventi sulla rete esistente per 47.000 chilometri e nuove realizzazioni per 70 chilometri, a servizio di una superficie di 395.000 ettari, corrispondente al 13% della superficie attrezzata per l’irrigazione nel nostro Paese.

Il risparmio irriguo stimato dopo la realizzazione delle opere progettuali è pari a circa 120 milioni di metri cubi all’anno. “È stato realizzato con progetti esecutivi, finanziati con risorse comunitarie, fatti dai Consorzi di bonifica capaci di garantire migliaia di posti di lavoro ed i cui cantieri sono in fase di apertura. Non solo: il miglioramento e l’ampliamento della rete irrigua, oltre ad importanti valori ambientali, permette lo sviluppo di un’agricoltura di qualità, aumentando reddito ed occupazione” commenta Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI.

“La capacità progettuale dei Consorzi di bonifica e quella operativa dei propri operai – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – sarà rilanciata e presto presentata nel Piano Straordinario Manutenzione Italia utile anche a ridurre il gap infrastrutturale fra Nord e Sud del Paese.”

Intervento congiunto del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, del direttore del Dipartimento regionale delle Politiche della salute e benessere sociale Vito Montanaro e del direttore generale della ASL BA Antonio Sanguedolce sulla indizione dei bandi di concorso e mobilità per assumere nel Servizio Sanitario Regionale n. 1132 collaboratori sanitari professionali infermieri.

“Con la indizione dei bandi di concorso e di mobilità dei 1132 Infermieri – ha detto  il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – è stata mantenuta un’altra promessa volta a garantire i livelli di assistenza sanitaria nella nostra Regione. Forze lavorative che saranno in grado di soddisfare le esigenze sanitarie ospedaliere, territoriali e di prevenzione di tutti gli Enti Pubblici del Servizio Sanitario Regionale”

“Siamo certi – ha spiegato il Direttore del Dipartimento Politiche della Salute Vito Montanaro - che con il reclutamento di questi 1132 CPS Infermieri tutti i Direttori Generali potranno rafforzare l’organizzazione sanitaria delle proprie aziende nello spirito comune di migliorare i servizi ai cittadini pugliesi. Il concorso è affidato alla ASL Bari, con l’appoggio tecnico del Policlinico di Bari e dell’Irccs di Castellana Grotte”.

“Il concorso unico regionale – ha affermato il Direttore Generale della ASL Bari Antonio Sanguedolce - rappresenta lo spirito unitario con il quale il Dipartimento Regionale alle Politiche della Salute sta coordinando le azioni di tutti i Direttori Generali degli Enti Pubblici del SSR. Le procedure amministrative accorpate non solo consentono una velocizzazione dei tempi amministrativi ma determinano anche un innalzamento della qualità dei percorsi amministrativi poiché più professionisti sanitari si incontrano e si confrontano”.

 

“Un ringraziamento – ha concluso il Direttore Generale della ASL Bari Antonio Sanguedolce – va rivolto a tutto il gruppo di lavoro, coordinato dal Dirigente di Sezione S.G.O. dott. Giovanni Campobasso, che sapientemente ha lavorato, raccogliendo anche i preziosi spunti delle OO.SS., al fine di elaborare bandi conformi alle norme vigenti ma che al tempo stesso rispondessero anche alle esigenze di ogni Ente del Servizio Sanitario Regionale”-

Con la deliberazione del Direttore Generale della ASL di Bari n. 2141 del 31.10.2019 sono stati indetti i bandi per il reclutamento degli Infermieri nel numero espresso dalle esigenze assunzionali degli Enti/Aziende del S.S.R. assicurando, in merito alle modalità di reclutamento tra concorso e mobilità, un’equa distribuzione dei posti da ricoprire presso ciascuna Azienda, ossia il 50% mediante procedura concorsuale, per titoli e prove d’esame, ai sensi del D.P.R. 220/2001, e il 50% mediante procedura di mobilità volontaria, ai sensi dell’art. 52 del CCNL dell’Area del Comparto del 21/05/2018, prevedendo nell’ambito di quest’ultima una medesima distribuzione dei posti tra la mobilità regionale e quella extraregionale con formulazione di due distinte graduatorie per soli titoli. 

Le procedure attivate consentiranno di assumere un totale complessivo pari a 1132 unità, in coerenza con le esigenze assunzionali espresse da ciascuna Azienda/Ente del S.S.R., che saranno assegnate, tra mobilità e concorso pubblico nel modo seguente:

Azienda/Ente del S.S.R.

CONCORSO

MOBILITA'

Totale complessivo posti

  1. posti

Regionale          n. posti

Extraregionale   n. posti

ASL BA

160

80

80

320

ASL BAT

22

11

11

44

ASL BR

42

21

21

84

ASL LE

120

60

60

240

ASL FG

45

23

23

91

ASL TA

59

30

30

119

  1. O.U. - OO.RR. FOGGIA

76

37

37

150

  1. O.U. - POLICLINICO DI BARI

10

5

5

20

  1. R.C.C.S. "GIOVANNI PAOLO II"

14

7

7

28

  1. R.C.C.S. "SAVERIO DE BELLIS"

18

9

9

36

TOTALE

566

283

283

1132

 

Sulla base della ripartizione di cui sopra è stato predisposto il bando di concorso per titoli ed esami, ai sensi del D.P.R. 220/2001, per la copertura di n. 566 posti con le riserve di legge, stabilendo che ciascun candidato dovrà esprimere obbligatoriamente, in sede di domanda di partecipazione, l’ordine di preferenza presso ciascuna Azienda Sanitaria (max n. 10 opzioni); tali opzioni dovranno essere accolte nel rispetto dell’ordine di graduatoria dei vincitori e nel limite dei posti messi a concorso da ciascuna Azienda.

 

Nell’ambito dei posti a concorso il 40% dei posti è riservato, ai sensi della lettera a), co. 3-bis, Art. 35 del D.lgs 165/2001 e s.m.i., (226 unità) in favore di titolari di rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato presso le ASL/A.O./I.R.C.C.S. della Regione Puglia che, alla data di pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale, hanno maturato almeno tre anni di servizio alle dipendenze delle stesse Aziende, risultati idonei al termine della procedura concorsuale.

 

E’ stato, altresì, predisposto il bando di mobilità volontaria, per soli titoli, ai sensi dell’art. 52 del CCNL dell’Area del Comparto del 21/05/2018, per la copertura di n. 566 posti, equamente suddivisi tra mobilità regionale e mobilità extraregionale, stabilendo le seguenti modalità di partecipazione:

per la mobilità extraregionale: ciascun candidato dovrà esprimere, in sede di domanda di partecipazione, l’ordine di preferenza presso ciascuna Azienda Sanitaria (max n. 10 opzioni); tali opzioni dovranno essere accolte nel rispetto dell’ordine di graduatoria dei vincitori e nel limite dei posti messi a bando da ciascuna Azienda secondo la ripartizione riportata nella tabella di cui sopra;

 

per la mobilità regionale: ciascun candidato dovrà esprimere, in sede di domanda di partecipazione, l’ordine di preferenza presso le Aziende o Enti del S.S.R. (max n. 10opzioni); tali opzioni dovranno essere accolte nel rispetto dell’ordine di collocazione dei candidati medesimi nella graduatoria regionale e nel limite dei posti messi a bando da ciascuna Azienda; secondo la ripartizione riportata nella tabella di cui sopra;

 

Considerata, inoltre, la composizione unitaria del 50% del fabbisogno assunzionale da reclutare mediante procedura di mobilità volontaria, eventuali posti che risulteranno non coperti dalla mobilità regionale presso ciascuna azienda o ente del S.S.R. saranno coperti dalla mobilità extraregionale. Pertanto l’eventuale utilizzo di entrambe le graduatorie di mobilità potrà operare esclusivamente in presenza della suindicata condizione. Solo in esito alla predetta operazione, nel caso residuino dei posti vacanti dalla mobilità gli stessi potranno essere coperti mediante utilizzo della graduatoria concorsuale degli idonei.

 

  1. I CANDIDATI INTERESSATI POTRANNO PRESENTARE LE DOMANDE SOLAMENTE DOPO LA PUBBLICAZIONE DEI BANDI SULLA GAZZETTA UFFICIALE CHE OVVIAMENTE VERRÀ TEMPESTIVAMENTE COMUNICATA A TUTTI GLI ORGANI DI STAMPA.

 

Stretta sulla semplificazione per 100mila operai agricoli pugliesi, con il Decreto Interministeriale dei Ministeri della Salute e dell’Agricoltura, capofila il Ministero del Lavoro. Ad annunciarlo alla platea degli agricoltori di Coldiretti Puglia riuniti a ‘Casa Coldiretti Puglia’ alla Fiera del Levante il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate che ha partecipato all’incontro voluto da Coldiretti sul mercato del lavoro, con l’avvio di una strategia a 4 mani con Uila Uil Puglia, Flai Cgil Puglia e Fai Cisl Puglia, affinché le imprese agricole sane e virtuose, che sono la maggioranza in Puglia ha precisato il Sottosegretario, non siano ingiustamente tartassate da controlli interforze e costi eccessivi, tutelando al contempo i lavoratori, parte fondante dell’attività delle aziende agricole.

“È quanto mai necessaria una nuova trattativa sul rinnovo dei contratti di lavoro. È necessario investire sul futuro competitivo delle imprese agricole, percorrendo insieme ai lavoratori l’unica strada possibile della crescita, tenendo conto dello scenario europeo. Le nostre imprese sono spesso penalizzate dai costi di burocrazia e lavoro, con una tassazione sul lavoro stagionale più alta che in Paesi come Francia e Spagna. Occorre rafforzare la catena della legalità in agricoltura, minacciata e indebolita dalle distorsioni lungo la filiera, dalla distribuzione all’industria fino alle campagne, dove i prodotti agricoli sono pagati sottocosto pochi centesimi”, ha detto il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

La Puglia rappresenta il 22% delle giornate di lavoro in agricoltura sul totale nazionale, sottolinea Coldiretti Puglia, un mercato del lavoro di grande valenza da tutelare. “Due le anticipazioni decisive che ha illustrato il Sottosegretario L’Abbate, su cui ha garantito un’accelerazione, che alleggeriscono tempi, costi e peso della burocrazia, le visite mediche che diventeranno biennali per i lavoratori agricoli e saranno fatte presso le ASL o gli enti bilaterali e la semplificazione degli adempimenti legati alla formazione, allentando costi e tempi, anche in considerazione dei tanti lavoratori stranieri stagionali impiegati nelle aziende agricole pugliesi”, ha spiegato Romano Magrini Responsabile Relazioni Sindacali Lavoro Immigrazione di Coldiretti Nazionale. “I contenuti della bozza di Decreto è stato condivisa dal mondo delle imprese agricole e dai sindacati dei lavoratori ed è un grande passo avanti – ha continuano Magrini -  lungo il percorso di semplificazione e sussidiarietà necessarie a recuperare lo spread di competitività delle imprese agricole pugliesi in Europa, considerato che l’attività legislativa rimanda spesso a provvedimenti amministrativi che alimentano una tecnocrazia insopportabile”.

Per questo occorre affiancare le norme sulla legalità e sui corretti rapporti di lavoro all’approvazione delle proposte di riforma dei reati alimentari presentate dall’apposita commissione presieduta da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti. Esiste un evidente squilibrio nella distribuzione del valore lungo la filiera favorito anche da pratiche commerciali sleali – aggiunge Coldiretti- nonostante il codice etico firmato dal Ministero delle Politiche Agricole e dalle principali catene della grande distribuzione, che avrebbe dovuto evitare questo fenomeno che spinge a prezzi di aggiudicazione che non coprono neanche i costi di produzione.

Si aggravano così i pesanti le distorsioni dal campo alla tavola, insiste Coldiretti Puglia, visto che per ogni euro di spesa in prodotti agroalimentari freschi come frutta e verdura solo 22 centesimi arrivano al produttore agricolo ma il valore scende addirittura a 2 centesimi nel caso di quelli trasformati dal pane ai salumi fino ai formaggi.

Vanno bloccate le aste capestro on line al doppio ribasso che strangolano gli agricoltori con prezzi al di sotto dei costi di produzione e alimentano nelle campagne la dolorosa piaga del caporalato, conclude Coldiretti Puglia, ricordando l’approvazione alla Camera della proposta di legge che introduce il divieto della vendita sottocosto dei prodotti agroalimentari e in particolare delle aste elettroniche a doppio ribasso.

Sul fronte degli infortuni, continua il trend positivo del calo che in agricoltura in Puglia segna -11,16% dei casi denunciati, decisamente più alto anche del dato nazionale, segnala Coldiretti Puglia, con una riduzione delle denunce di infortunio in campagna. “E’ il risultato del grande sforzo nell’ottica della formazione degli imprenditori agricoli- ha concluso Magrini - sempre più coscienti del ruolo multifunzionale dell’agricoltura e della difficoltà di adempiere all’importante compito di tutelare ambiente e salute pubblica. Importante, però, che vengano avviati reali sistemi di prevenzione degli infortuni, superando inutili vincoli burocratici e sostenendo le imprese, anche grazie alle risorse dei Bandi INAIL che hanno messo a disposizione delle imprese agricole risorse a fondo perduto per rinnovare ed ammodernare il parco macchine attualmente in circolazione”.

Intanto, continua ininterrotto il flusso dall’estero di prodotti agroalimentari in Italia e in Puglia, di cui sono sconosciute la qualità, le regole e soprattutto l’etica del lavoro, denuncia Coldiretti Puglia.

“Si stima che siano coltivati o allevati all’estero oltre il 30% dei prodotti agroalimentari acquistati dai consumatori – ha concluso il Direttore regionale, Angelo Corsetti – con un deciso aumento negli ultimi decenni delle importazioni da paesi extracomunitari dove non valgono gli stessi diritti sociali dell’Unione Europea”. Riso, conserve di pomodoro, olio d’oliva, ortofrutta fresca e trasformata, zucchero di canna, rose, olio di palma, sono solo alcuni dei prodotti stranieri che arrivano in Italia che sono spesso il frutto di un “caporalato invisibile” che passa inosservato – conclude Coldiretti Puglia - solo perché avviene in Paesi lontani, dove viene sfruttato il lavoro minorile, che riguarda in agricoltura circa 100 milioni di bambini secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), di operai sottopagati e sottoposti a rischi per la salute, di detenuti o addirittura di veri e propri moderni “schiavi”. 

 

Sarà l'installazione collettiva "Terra al cubo - noixnoixnoi" a inaugurare, presso la Camera di Commercio di Bari, venerdì  13 settembre 2019 alle ore 19.30, il primo Fuori Salone #nonabbiamounpianetaB della 83^ Fiera del Levante, che quest'anno pone al centro dell'attenzione il tema della sostenibilità ambientale, economica e sociale e del futuro del Pianeta.

«E' un tema che non può restare sul piano intellettuale del dibattito - spiega il presidente dell'ente Alessandro Ambrosi - ma deve entrare concretamente nella nostra vita, orientando le azioni di tutti, indistintamente, in modo sostenibile. Da qui la necessità di coinvolgere l'intera città e ben oltre lo spazio fieristico. La Camera di Commercio di Bari diventa così, grazie alla mostra, l'epicentro della campagna di sensibilizzazione. Si tratta di una vera e propria chiamata alle arti, in collaborazione con l’assessorato al Welfare del Comune di Bari, la rete Bari Social Book e moltissime realtà del capoluogo di regione».

 

Nel Salone "San Nicola" dell'ente camerale barese, diciotto artisti daranno vita a "Terra al cubo - noixnoixnoi". Ciascuno di loro lo farà avendo a disposizione un metro cubo per la propria opera. La terra sarà elemento di connessione fra le tante creazioni, il loro humus - non solo ideale; le nutrirà e le spingerà ad evolversi, a moltiplicarsi e soprattutto a interagire. Terra elevato al cubo, appunto, come recita il titolo dell'installazione.

«Ci sono questioni - continua Ambrosi - che gli individui, anche se armati di buona volontà, non possono affrontare, né cercare di risolvere, da soli. E cosa sono le istituzioni se non fari che illuminano il cammino dei singoli, dando al loro agire un valore e una finalità collettiva? E' la ragione che ci ha mosso a ideare il fuori salone e questa mostra, tanto che la singola opera parte dell'installazione, esaltando l’individualità creatrice nella dimensione collettiva, diventerà ricerca di riequilibrio e di riconciliazione con gli elementi della natura attraverso la formula NOI x NOI x NOI, ricalcando la formula del metro cubo: V= L x L x L.

Il pianeta terra è di tutti e NOI tutti dobbiamo prendercene cura».

 

Gli artisti coinvolti: Macrohabita; Francesco Poli; Francesco Mangini; Michele Carnimeo; Delia Sforza; Marialuisa Dilillo; Luca Cascella; Pino Incredix; Angela Consoli; Paolo Tinella; Manlio Epifania; Giovanni Ponzetta; Sergio Scarcelli; Elisabetta Liddi; Massimo De Lillo; Marco Pontrelli; Vito Moccia; Luca Cianciotta/Massimo Di Lillo. La curatrice è: Sibilla Potenza.

 

Inoltre, sempre nel salone della Camera di Commercio, ci sarà in contemporanea un'altra installazione, realizzata dal Punto Impresa Digitale - il progetto dell'ente barese dedicato al mondo dell’innovazione e della tecnologia. Il messaggio: grazie all’intelligenza artificiale e all’energia solare è possibile un nuovo tipo di tecnologia al servizio dell’ambiente, capace di riconoscere la spazzatura, raccoglierla e ripulirla.

 

Serve una strategia per lo sviluppo del territorio,

altrimenti nella crescita sempre ombre

“A novembre 2017 la stima degli occupati torna a crescere (+0,3% rispetto a ottobre, pari a +65 mila). Il tasso di occupazione sale al 58,4% (+0,2 punti percentuali)”. Sono gli ultimi dati Istat sull’occupazione, che dimostrano una significativa risalita.

In Puglia aumentano del 6,2% i posti di lavoro in agricoltura, più del doppio dell’industria (2,9%) e il settore stacca di quasi 6 punti percentuali i servizi (0,4%), a conferma della vivacità dell’agricoltura pugliese, commenta Coldiretti Puglia riferendosi al Rapporto Svimez 2017 sull'economia del Mezzogiorno.
“L’agroalimentare pugliese si rivela il traino dell’economia regionale – dice il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - perché offre formidabili occasioni di inserimento e imprenditorialità. Una dimostrazione della capacità dell’agricoltura di offrire prospettive di lavoro sia a chi vuole intraprendere con idee innovative sia a chi vuole trovare una occupazione anche temporanea. E’ cresciuto, infatti, nel primo semestre del 2017 di un ulteriore 6,6% in Puglia il numero delle imprese agroalimentari under 35 sul totale delle aziende agricole, secondo i dati di Unioncamere, con 5544 giovani ‘innovatori’ che in agricoltura sono riusciti a rappresentare prospettive future e ne hanno fatto un mondo di pionieri, rivoluzionari e attivisti impegnati nel costruire un mondo migliore per se stessi e per gli altri perché dai campi non viene solo una risposta alla disoccupazione e alla crescita del Paese, ma anche una speranza rispetto ai tanti giovani costretti a cercare lavoro all’estero”.
Nota dolente è il valore aggiunto del settore agricolo in Puglia, secondo il Rapporto Svimez 2017. “E’ calato del 5,2% il valore aggiunto dell’agricoltura pugliese – commenta il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – soprattutto a cuasa delle calamità che già hanno falcidiato le campagne pugliesi nel 2016, determinando il calo della PLV agricola del 4,62% rispetto all’anno precedente. E i dati del 2017 non andranno certamente meglio, considerate gelate e nevicate d’inizio anno a cui è seguita la perdurante siccità nei mesi estivi. Ciononostante i giovani sono sempre più attratti dalle opportunità offerte dal settore agricolo, grazie anche al fatto che, a 15 anni dall’approvazione delle legge di orientamento in agricoltura, fortemente sostenuta da Coldiretti che ha rivoluzionato le campagne, i giovani hanno interpretato in chiave innovativa le opportunità offerte dal mondo rurale e oggi il 70 per cento delle imprese under 35 opera in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative come la cura dell’orto e i corsi di cucina in campagna, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili”
E’ ragguardevole il valore delle principali filiere agroalimentari pugliesi, pari a 542.000.000 euro per la pasta e i prodotti da forno, 576.000.000 euro per quella olearia e 462.000.000 euro per la filiera vinicola e il pomodoro da industria, di cui la sola provincia di Foggia è leader – aggiunge Coldiretti Puglia - con 3.500 produttori che coltivano mediamente una superficie di 26 mila ettari, per una produzione di 22 milioni di quintali ed una P.L.V. (Produzione Lorda Vendibile) di quasi 190.000.000 euro.
Indiscussi i primati produttivi dell’agricoltura pugliese rispetto ai quantitativi nazionali – conclude Coldiretti Puglia - di uva da tavola 68%, pomodoro 35%, ciliegie 30%, mandorle 35%, olive 35%, grano duro 21,   carciofo 31%, mandorle 30% e uva da vino 14%.

Sono state superate le ultime difficoltà tecniche che avevano di fatto impedito fino ad ora la possibilità di utilizzare i nuovi “voucher” in agricoltura.

In pieno caldo ferragostano, dopo diciotto mesi di trattativa, la Uila-Uil e la Fai-Cisl hanno sottoscritto con le associazione datoriali il Contratto provinciale degli operai agricoli delle province di Bari e Bat.

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