Vissuto tra il 1265 (nacque a Firenze tra il 21 maggio ed il 21 giugno) ed il 1321 (morì a Ravenna nella notte tra il 13 ed il 14 settembre) Dante Alighieri si trovato a trascorrere la sua vita in pieno Basso Medioevo, com’è noto datato tra l'anno 1000 circa e la scoperta dell'America nel 1492, che è stato un periodo molto dinamico rispetto a quello dell'Alto Medioevo, durante il quale l'Europa aveva vissuto una profonda crisi, per cui nelle campagne prevaleva un'economia agricola feudale, le città erano spopolate, soltanto monasteri e castelli erano centri importanti, ma basati su un sistema di auto-sostentamento, cioè producevano beni per autoconsumo; infatti, a partire dall’XI secolo si verificò un po’ in tutta l'Europa una forte crescita economica che comportò lo sviluppo delle città ed una rinascita culturale, l’aumento della popolazione, come pure del commercio. Fattori rilevanti furono l'incremento demografico ed il rinnovamento dell’agricoltura, una vera e propria “rivoluzione agricola; pertanto, le produzioni aumentarono grandemente, favorite anche dalle migliorate condizioni climatiche, in quanto dopo un periodo molto freddo, tra il 1000 ed il 1300 si verificò una fase tanto calda al punto che i Vichinghi realizzarono delle fattorie addirittura in Groenlandia!

La Rivoluzione agricola.

Determinanti furono le innovazioni di carattere tecnico che permisero l’aumento della produttività delle maggiori superfici coltivabili che furono rese disponibili grazie ai disboscamenti e alle bonifiche delle aree acquitrinose effettuate per iniziativa dei proprietari terrieri. Tra l’altro furono ideati diversi strumenti, come l’aratro pesante e l’erpice, per lavorare meglio i terreni, ed il giogo frontale per i buoi, il collare a spalla e la ferratura dei teneri zoccoli dei cavalli, per proteggerne l’integrità, per aumentare l’efficienza del lavoro animale. Grazie alle innovazioni furono ideati nuovi modelli di gestione delle coltivazioni, come la “rotazione triennale” e la “Piantata”. La Rotazione triennale sostituì un po’ dappertutto il sistema della rotazione biennale, in uso nel mondo romano; in concreto, diviso in tre parti, invece di due, il terreno assicurava durante l’anno la produzione di due tipi di cereale, spesso frumento ed orzo, e quella di una leguminosa come la fava, i ceci, i piselli, ecc. Tra l’altro, all’epoca i contadini avevano notato che un cereale seminato dopo una leguminose produceva maggiormente; più tardi, nel XVII secolo, fu scoperto il ruolo dell’azoto nell’aumento della produzione. I benefici per i contadini ed i consumatori erano la riduzione del rischio che un cattivo raccolto di un’annata provocasse una carestia e l’introduzione nella dieta delle proteine dei legumi. Insieme, poi, ad un migliore sfruttamento del terreno, questa soluzione permetteva una maggiore disponibilità di foraggio utile per alimentare buoi e cavalli adibiti ai lavori agricoli. La “Piantata” fu un’altra innovazione tecnica di esemplare rilievo; diffusasi soprattutto nel settentrione, si tratta (ancora oggi è presente specie nella valle padana) di un’alberatura, circondata da un fossato, allineata ai bordi dei campi, cui si appoggia le piante di vite che hanno perciò la possibilità di allungare i propri tralci da un albero all'altro. Le viti, perciò, risultavano “maritate” ad un sostegno vivo, in genere all’olmo, all’acero, al salice, al pioppo, ai gelsi e più raramente ad alberi da frutto, come il ciliegio ed il pero. I vantaggi di questo sistema erano quelli di potere coltivare nello stesso campo diverse specie; in pratica tra i filari venivano seminati cereali, leguminose o altre colture erbacee, mentre lungo i filari l’uva, i frutti degli alberi tutori e le foglie che spesso venivano raccolte ancora verdi per essere destinate all’alimentazione invernale degli animali della stalla o ai bachi da seta, nel caso del gelso. 

In definitiva, l’agricoltura che si praticava ai tempi di Dante apportò notevoli benefici un po’ per tutti gli europei. I cambiamenti che avvennero furono molto importanti e mutarono fortemente la situazione presente nell’Alto medioevo, durante il quale, con riferimento all’Italia, le produzioni agricole, anche a causa delle invasioni barbariche, poggiavano essenzialmente sulla cerealicoltura (con prevalenza di cereali inferiori quali il miglio, il panico, l’orzo e la segale), su una viticoltura localizzata su piccoli spazi e su una presenza sporadica dell’olivo ovviamente esteso soprattutto nel meridione, il tutto destinata quasi esclusivamente a soddisfare il fabbisogno locale; in quei secoli un ruolo importante per l’alimentazione umana spettava alla caccia, alla pesca, allo sfruttamento delle risorse dei terreni incolti e dei boschi, in cui bovini e suini venivano portati a pascolare; specialmente da parte delle famiglie contadine che risiedevano nei villaggi, lo sfruttamento di quelle zone era di vitale importanza per lottare contro la fame e la povertà.

Nel Basso Medioevo, invece, si verificarono trasformazioni non di poco conto; anche le colture tradizionali quali il frumento, la vite, l’olivo, gli alberi da frutta furono gestite più modernamente pure e soprattutto per andare incontro alle maggiori esigenze dei mercati. Venne decisamente meno il ruolo egemone del frumento, che in età romana aveva goduto di attenzioni preferenziali, finalizzate al rifornimento dei mercati urbani, ed incontrarono un maggior favore la segale, l’orzo, l’avena, il farro, la spelta, il miglio, il panìco ed il sorgo: straordinario fu in particolare il successo della segale, vera «invenzione» medievale, che gli agronomi latini conoscevano solo come erba infestante; analoga fu la vicenda dell’avena, messa a coltura nei primi secoli del Medioevo. Al Sud, aumentano le superfici coltivate al frumento della varietà dura (Triticum durum) che di preferenza cresce sui suoli mediterranei e che nei secoli successivi diventerà la preziosa materia prima per confezionare pasta secca a lunga conservazione. Cambiò la destinazione dell’orzo: utilizzato in età romana prevalentemente come foraggio, esso entra con regolarità anche nella dieta degli umani, almeno quelli di ceto inferiore ossia i contadini. Furono anche introdotte nuove colture o se ne potenziarono alcune altre quasi del tutto scomparse: dal sorgo al grano saraceno, alle piante introdotte dal mondo bizantino e arabo in Sicilia e nel Mezzogiorno (riso, canna da zucchero, cotone, agrumi); e poi più tardi il gelso e la bachicoltura che conobbero un forte diffusione a partire dal XIV secolo. Lo stesso si può dire di una serie di piante tessili (lino e canapa) e tintorie (guado, zafferano) che si svilupparono per effetto della grande crescita della manifattura urbana. Inoltre si fece strada il fagiolo cosiddetto «dall’occhio», della varietà Dòlico, unica autoctona dell’area mediterranea, il piccolo fagiolo con macchia nera, a cui sul finire del XV secolo si affiancheranno i più grandi fagioli di origine americana. La viticoltura si arricchì di vitigni pregiati e cominciò a produrre per l’esportazione sulle medie distanze; l’olivicoltura iniziò un periodo di lenta ma costante espansione. In alcune aree del Mezzogiorno si sviluppò una frutticoltura (soprattutto frutta secca) destinata all’esportazione. In particolare nella zona della Puglia mediana, si andò a delineare un’agricoltura tendenzialmente specializzata, che puntava sulla costa (Trani, Barletta, Bisceglie) per la produzione di vino e in Capitanata sul grano. Nell’entroterra barese, da Bitonto fino al limite delle Murge, l’olivo si avviò a divenire la coltura dominante, così come in terra d’Otranto. Non mancarono altre colture di pregio: orti in settori specializzati alle porte di Bari, cotone e lino più a sud ad Alimini, gelsi e zafferano a Gallipoli mentre l’allevamento ovino rinnova i ritmi antichi della transumanza che lega il Tavoliere e le Murge alle montagne abruzzesi, molisane, lucane. Sul progressivo arricchimento del ventaglio dei prodotti coltivati influirono in larga misura, le richieste della commercializzazione sempre più differenziata dei mercati urbani.

Ovviamente, la Rivoluzione agricola non si sviluppò in modo esteso, in quanto in varie parti d’Italia, Sicilia, Sardegna e le aree montagnose del Mezzogiorno, il sistema colturale continuò ad essere per esempio quello dell’alternanza grano-maggese, come pure perdurò l’uso del tradizionale aratro-chiodo.

In ogni modo, è indubbio che il forte aumento della produzione dovuto alla Rivoluzione agricola generò un forte incremento nel commercio ed un grande benessere nella popolazione al punto che tra il 1000 ed il 1300 la popolazione italiana si raddoppiò, in Francia, Germania ed Inghilterra addirittura triplicò, ed in tutta l’Europa crebbe da circa 38 a 73 milioni di abitanti.

 

Pasquale Montemurro

Accademico dei Georgofili

già Professore Ordinario Uniba

Su proposta dell’Assessore alla Cultura e al Turismo Massimo Bray, la Giunta regionale ha approvato un ulteriore pacchetto di misure finalizzate ad accompagnare la ripartenza del comparto Cultura che sta conoscendo in questa estate una straordinaria vitalità sull’intero territorio regionale.

Si tratta di un mix bilanciato di integrazione alle misure di aiuto e sostegno a fondo perduto per far fronte alla crisi e di co-finanziamento ad attività culturali, artistiche e di spettacolo, nonché di investimenti nella produzione cinematografica e audiovisiva. Per un valore complessivo di 10 milioni di euro.

  1. In particolare, d’intesa con l’Assessorato allo Sviluppo economico, nell’ambito della nuova misura “Custodiamo le imprese”da 50 milioni di euro complessivi, finalizzata a sovvenzionare le PMI pugliesi costrette dalla pandemia alla chiusura, è stata stanziata una dotazione di 5 milioni di euro da destinare ad integrazione degli avvisi “Custodiamo la Cultura 2.0” e “Custodiamo il Turismo 2.0” per far fronte alle grandi richieste già pervenute e introdurre ulteriori codici ATECO.

 

  1. In collaborazione poi con l’Autorità di Gestione del POR Puglia 2014-2020, sono state recuperate risorse rivenienti da economie della programmazione 2007-2013, per complessivi 1,3 milioni di euro, che saranno destinate, nella fase di ripartenza del comparto, ad un programma di interventi, in coerenza con il Piano Strategico della Cultura PiiiL Cultura in Pugliae con il Piano Strategico del Turismo Puglia365, tesi alla:

 

 

  • valorizzazione e fruizione degli attrattori culturali attraverso interventi di promozione dei prodotti cinematografici e audiovisivi all’interno di rassegne e festival anche di carattere internazionale (Apulia Cinefestival Network);

 

  • valorizzazione dei talenti e delle eccellenze della filiera della musica, attraverso interventi di sviluppo, sostegno e consolidamento della presenza del sistema culturale e creativo pugliese nel panorama nazionale e internazionale, anche mediante la commercializzazione e la distribuzione sul mercato delle produzioni originali pugliesi (PugliaSounds).

 

 

  1. Dopo i 10 milioni investiti solo nell’ultimo anno, sono stati stanziati altri 4 milioni di € per riaprire l’Apulia Film Fund - il fondo regionale gestito dall’Apulia Film Commission per il sostegno alle produzioni cinematografiche e audiovisive realizzate in Puglia. È già convocato il tavolo partenariale per concordare la nuova versione dell’Avviso pubblico che vedrà un abbassamento dei massimali di finanziamento e delle percentuali di rimborso, per favorire le produzioni di qualità e le PMI del Territorio che, negli ultimi anni, anche grazie al Film Fund, sono assai cresciute in competenze e professionalità

 

“Prosegue la strategia per traghettare il comparto pugliese della Cultura verso il rilancio e la ripartenza” - commenta soddisfatto l’Assessore alla Cultura e al Turismo Massimo Bray - “Dopo la robusta dotazione di ristori e sostegni erogati e in corso di erogazione a tutta la filiera della Cultura, della Creatività e dello Spettacolo per compensare le pesanti perdite di fatturato connesse alle chiusure causa COVID, ripartiamo con il co-finanziamento alle attività e alle produzioni, spaziando dalla musica, al cinema, all’audiovisivo, ai festival. Ma anche a bande da giro, luminaristi, fuochisti. Continuiamo in questo modo a custodire e prenderci cura della Cultura in Puglia nel modo migliore: facendo lavorare gli operatori, le imprese e i lavoratori del comparto. E contribuendo così attivamente alla ripartenza del sistema economico regionale”

 

In questa prospettiva, è attivo inoltre dal 30 luglio l’avviso “Promozione integrata del territorio attraverso la valorizzazione di tratti identitari / luminarie” che punta a sostenere - con una dotazione finanziaria pari a complessivi 730 mila euro - la realizzazione di installazioni di luminarie quale espressione di un artigianato artistico e di qualità particolarmente caratterizzante l’identità del Territorio e delle comunità pugliesi. Le luminarie potranno essere realizzate tra agosto 2021 e gennaio 2022, a fronte di un contributo regionale compreso tra 8.200 e 40.000 euro, a seconda del numero di Comuni coinvolti. Le proposte progettuali potranno pervenire entro le ore 13 del 10/8/2021, in modo da poter avviare subito le installazioni

 

“Nonostante il lavoro senza sosta svolto dagli Uffici nell’ultimo anno e mezzo per salvaguardare imprese e lavoro, agli inizi di Agosto continuiamo a sfornare avvisi pubblici e nuove misure per accompagnare la ripresa vorticosa delle attività culturali che sta caratterizzando in modo assai netto la ripartenza della Puglia, dopo la fase più drammatica della pandemia” sottolinea il Direttore del Dipartimento Turismo e Cultura della Regione Aldo Patruno “Misure che valgono oltre 11 milioni di euro e presuppongono a monte una grande sinergia con il Dipartimento dello Sviluppo Economico e con l’Autorità di Gestione del POR Puglia 2014-2020, oltre che un ottimo lavoro di squadra con gli Enti partecipati Teatro Pubblico Pugliese e Apulia Film Commission. A tutte queste strutture e ai loro lavoratori e lavoratrici va il mio più sentito ringraziamento”

 

"La cultura si fa strada" in  Puglia diventa a tutti gli effetti un asset strategico nella visione di una Regione che, se da un lato punta a incidere sulla bellezza e la competitività, dall'altro mira a creare occupazione stabile e a far vivere ogni territorio, dal più piccolo al più grande, 365 giorni l'anno.

La cultura si fa strada, avviata a giugno 2019, è la strategia regionale rivolta al potenziamento, alla diffusione, della conoscenza ma soprattutto della fruibilità dei propri attrattori culturali secondo una logica di partecipazione, condivisione e coinvolgimento territoriale.

A pochi mesi dalla sua presentazione, si è già fatta strada dimostrando di essere contenitore ideale per i contenuti culturali dei pugliesi, provando a rispondere all'esigenza diffusa di valorizzazione dei luoghi ai margini sociali, come le periferie che tanto hanno da dire ma che spesso non hanno gli strumenti giusti per farlo, e di quelli che, invece, pur essendo considerati "attrattori culturali", come per esempio i musei, non riescono ancora a pervadere l'anima delle comunità, non riescono a parlare con i giovani.

Oltre 15 progetti finanziati, cinque nuovi hub culturali, 11 istituti scolastici e 1120 bambini coinvolti, per un totale di oltre 800mila euro di investimento, questi i risultati dei primi sei mesi di attività della Cultura si fa strada.

"Con La cultura si fa strada - ha detto l'assessore regionale Loredana Capone - abbiamo voluto mettere insieme la pluralità delle voci di Puglia, facendo attenzione alle esigenze specifiche di ciascuna comunità, con un unico comune denominatore: lavorare insieme su un progetto di Puglia migliore, una Puglia di tutti e più forte, dinamica, competitiva. I risultati sono straordinari, la risposta di chi ha raccolto la nostra sfida ancora di più, e arrivano anche i dati a confermarlo: negli ultimi tre anni sono 5000 gli occupati in più in cultura. Ma questo, seppure ci riempia di gioia e soddisfazione, è per noi solo un punto di partenza. Stiamo già guardando alle nuove opportunità, abbiamo approvato proprio in questi giorni  la delibera che detta le linee programmatiche per un nuovo intervento. Si chiamerà Sthar-Lab e il primo passo sarà quello di recuperare, grazie ai Fondi Fesr, i 79 bellissimi progetti rimasti fuori per carenza di risorse nell'ambito del bando Street Art. E poi ancora – ha continuato la Capone - laboratori di fruizione per la valorizzazione  dei teatri storici e degli Habitat rupestri. E in cantiere ci sono altri nuovi progetti che punteranno ad avvicinare sempre più i Musei ai bambini, con attività che possano attrarre la loro attenzione come gli esperimenti, la scienza, la magia. Insomma, in un tempo e in una società in cui sono cambiate le aspettative sulla qualità della vita, i bisogni, i mercati, la domanda, e quindi, l'offerta, per la Puglia la cultura è l'ancora per costruire appartenenza, cittadinanza attiva ma anche economia e lavoro".

"La cultura si fa strada – ha aggiunto il consigliere regionale Enzo Colonna – potrebbe rappresentare in qualche modo un grande test collettivo e partecipato che abbiamo voluto fare per verificare la bontà dell'idea, dell'azione proposta. Siamo partiti con pochi soldi del bilancio autonomo per sondare la risposta dei territori e i loro bisogni. Beh si può dire che la risposta è stata, come più volte ribadito oggi, più che soddisfacente. Oggi ripartiamo con una spinta e una convinzione maggiore, consapevoli che la politica deve significare anche contaminazione di linguaggi diversi perché solo così si possono generare progresso e ritrovarsi in una comunità".

Hanno partecipato alla conferenza stampa Silvia Pellegrini, dirigente regionale Sezione valorizzazione del Territorio, Simonetta Dellomonaco, presidente di Apulia Film Commission Puglia che ha contribuito alla realizzazione della strategia e i rappresentanti istituzionali e delle Fondazioni coinvolti a vario titolo nei progetti.

La strategia della Cultura si fa strada è composta da quattro misure:

dal bando rivolto ai Comuni, alle scuole e alle Università per la promozione e il sostegno della street art come occasione per rigenerare e riqualificare in chiave culturale i luoghi; al progetto "I Musei raccontano la Puglia", per fare dei musei un prodotto culturale in grado di coinvolgere attivamente le comunità a partire dai bambini; a "I Musei che portano a Matera attraversando il Salento" che con un suggestivo viaggio che percorre le ferrovie locali dalla Murgia al Salento punta a promuovere sempre più la conoscenza dei beni culturali che questi luoghi custodiscono;  all'avviso "I luoghi della memoria" finalizzato a diffondere la conoscenza e la fruizione di beni e luoghi della cultura che hanno segnato la storia del Novecento in Puglia.

Vocabolari, tesi di laurea, racconti leggendari, poesie e testi teatrali ispirati a fatti realmente accaduti: sono queste alcune delle opere vincitrici del premio letterario nazionale “Salva la tua lingua locale”; fra gli argomenti temi classici quali, la giovinezza, lo scorrere inesorabile del tempo, l’emigrazione, ma anche commedie scanzonate ed un viaggio alla scoperta della capitale.

La cerimonia di premiazione della settima edizione del concorso si è celebrata, stamane, nella sala della Protomoteca del Campidoglio a Roma. Complessivamente sono 500 le opere presentate, 250 i partecipanti e 55 i finalisti selezionati.

Nel corso della manifestazione sono stati svelati i vincitori delle sezioni (poesia e prosa edita, poesia e prosa inedita, teatro inedito e musica) e della prima edizione del premio “Tullio De Mauro” che, fino alla sua scomparsa, ha ricoperto il ruolo di presidente onorario del concorso. Il riconoscimento, dedicato a lavori scientifici editi o inediti (saggi, tesi di laurea, studi su dialetti e/o lingue locali e dizionari), è stato consegnato alla presenza della prof.ssa Silvana Ferreri. L’edizione 2019 si contraddistingue anche per l’istituzione della sezione “Teatro inedito” .

Intervenendo nel corso della cerimonia, il presidente dell’Unpli, Antonino La Spina ha sottolineato l’importanza dei dialetti e delle lingue locali che “rappresentano l’identità culturale ed un legame inscindibile con i territori” evidenziando anche la “continua crescita, anche nella qualità, di un premio che è sempre più ambito”. “L’istituzione di una sezione dedicata a De Mauro “rappresenta – ha proseguito - un sentito riconoscimento per l’opera compiuta da grande linguista ed anche per il prezioso contributo nel ruolo di presidente onorario di Salva la tua lingua locale”.

Per Bruno Manzi, presidente del Consiglio nazionale di Ali Autonomie Locali Italiane: “Il premio, nella sua evoluzione, si conferma un'opportunità per le comunità locali di misurarsi con il loro grado di coesione e di integrazione. La crescita della partecipazione e le nuove sezioni, il teatro inedito ed il premio dedicato a De Mauro, testimoniano l'importanza dell'iniziativa”.

Per il senatore questore Antonio De Poli, che ha fatto pervenire un indirizzo di saluto: "il Premio 'Salva la tua lingua locale' intende restituire il giusto valore a questo grande patrimonio immateriale che sono le lingue e dei dialetti locali, del nostro Paese. I nostri dialetti sono tanti quanti i campanili e le piazze dei nostri bellissimi borghi e rappresentano la nostra cultura".

La cerimonia di premiazione è stata presentata dalla conduttrice e giornalista Rai, Veronica Gatto.

Alle prime sette edizioni del concorso letterario hanno partecipato oltre 2500 autori. “Salva la tua lingua locale” è stato istituito dall’Unione Nazionale delle Pro Loco (Unpli) e Legautonomie Lazio ed è organizzato in collaborazione con il Centro Internazionale Eugenio Montale e l’Ong “Eip-Scuola Strumento di Pace”.

Nel corso della manifestazione sono state attribuite anche le menzioni ad associazioni Pro Loco Unpli per la diffusione del premio.

Di seguito i vincitori delle singole sezioni.

PREMIO DE MAURO. Lina Cavallo Conversano, “Le rècule e lle palòre”. Grammatica e vocabolario del vernacolo di Sandonaci, Galatina, Mario Congedo 2012. Puglia.

POESIA EDITA. Ornella Fiorini, Daniela Raimondi, “Forestér”. Ed. Punto a Capo, 2019. Lombardia – mantovano/ostigliese.

PROSA EDITA. Filippo Di Giacomo, “M?skìgli?”, Ed. Gedi, 2019. Basilicata – francavillese.

POESIA INEDITA. Aldo Ronchin (veneto-trevigiano), “Co ‘e man vode”. Veneto.

PROSA INEDITA. Benedetto Bagnani (dialetto di Subiaco – RM), “la cercia ‘e pampanu”. Lazio

TEATRO INEDITO. Francesco Marcorelli, “Elvira la levatrice”, Compagnia teatrale dialettale “i teatrandi” (dialetto di Rignano Flaminio – RM). Lazio.

MUSICA - Eleonora Bordonaro, “Cuttuni e lamé” (siciliano e galloitalico di San Fratello – ME). Sicilia.

 

Le giurie. Il presidente onorario del premio è Giovanni Solimine, docente universitario, direttore del dipartimento di “Scienze documentarie, linguistico-filologiche e librarie e geografiche” de La Sapienza di Roma e presidente della Fondazione “Maria e Goffredo Bellonci” che si occupa di promozione della lettura e organizza il “Premio Strega”.

Le opere delle sezioni “prosa”, “poesia” e per il premio “Tullio De Mauro” sono state valutate dalla giuria composta da docenti e linguisti, presieduta dal docente universitario Salvatore Trovato e composta da: Franco Brevini, Patrizia Del Puente, Luca Lorenzetti, Luigi Manzi, Plinio Perilli, Giovanni Ruffino, Giancarlo Schirru, Giovanni Tesio, Angelo Zito.

La selezione della sezione musica è stata curata dalla giuria presieduta da Toni Cosenza e composta da: Andrea Carpi, Marco Rho, Pasquale Menchise, Sonia Meurer, Matteo Persica, Paolo Portone, Elisa Tonelli, Tonino Tosto.

“Salva la tua lingua locale” nel corso delle edizioni ha ricevuto il patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati e un premio di rappresentanza della Presidenza della Repubblica.

 

 

 

 

 

 

Francigena: Via per Roma, Santiago, Gerusalemme” è il titolo del convegno in programma dall' 11 al 13 ottobre Monte Sant'Angelo a 25 anni dalla certificazione della Via Francigena ad “Itinerario culturale del Consiglio d'Europa” (1994), alla vigilia dell'estensione della certificazione sino in Puglia verso Gerusalemme e all'inizio dell'iter di candidatura a patrimonio UNESCO, il convegno rappresenta un momento cruciale nella storia della Via Francigena e nella riscoperta del suo valore universale.

Il convegno, organizzato da Regione Puglia, Associazione Europea Vie Francigene (AEVF)Centro Italiano di Studi Compostellani e Università degli Studi di  Bari, si apre venerdì 11 ottobre alle 15.30 nella biblioteca comunale Angelillis, con Loredana Capone , Assessore regionale Industria turistica e culturale, Raffaele Piemontese, Assessore al Bilancio della Regione Puglia, Pierpaolo D'Arienzo , sindaco di Monte Sant'Angelo e Padre L. Suchy, Rettore del Santuario di San Michele Arcangelo,. Dopo i saluti istituzionali, seguiranno le introduzioni di Aldo Patruno Direttore Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio Regione Puglia, Paolo Ponzio, Università degli Studi di Bari – Coordinatore Piano strategico regionale “PiiiLCulturainPuglia” e Massimo Tedeschi per l'Associazione Europea delle Vie Francigene.

Tra i relatori in apertura dei lavori è previsto l'intervento di: Paolo Caucci Von Saucken della Confraternita di San Jacopo di Compostela con un focus sul tema “La Francigena e le peregrinationes maiores”, Giorgio Otranto “Il cammino di San Michele dall’Oriente al Gargano, all’Europa centro settentrionale” e Renato Stopani “La Via Francigena: punto di incontro e saldatura degli itinerari delle peregrinationes majores”.

I momenti di dibattito scientifico previsti, sono mirati a riflettere sulla natura stessa dell'Itinerario, culturale europeo della Via Francigena che si riscopre rete di itinerari storici che collegano Santiago di Compostela, Roma e Gerusalemme, le tre Peregrinationes Maiores per eccellenza.

La tre giorni vede la partecipazione di esperti, studiosi internazionali e istituzioni che animeranno il convegno incentrato sulle giornate di studio e lavoro con un focus sul tema: “Le vie di pellegrinaggio: per Santiago, per Roma, per Gerusalemme” e una Tavola rotonda sugli itinerari culturali: dalla storia uno sviluppo per il presente. com.

Multidisciplinarietà, Innovazione, internazionalizzazione, partecipazione, accessibilità. Tornano, si ripetono come un bel mantra le parole chiave per il Festival Castel dei Mondi che si presenta anche quest’anno come piattaforma che “esplora la scena contemporanea nelle arti, osserva e presenta quanto di più nuovo e originale che la creatività internazionale produce. Cercare, insomma, dove gli altri non guardano”.

 Si annuncia così la 23ma edizione del Festival Internazionale di Andria Castel dei Mondi, fino al 22 settembre, rassegna della Città di Andria, sostenuta da Regione Puglia – Assessorato Industria turistica e culturale, Gestione e valorizzazione dei beni culturali e organizzato dal Teatro Pubblico Pugliese. Un Festival che osserva e presenta quanto di più nuovo e originale la creatività internazionale produce, da Collectif berlin, a I sacchi di sabbia, alla prima europea di The Hex di Karma Fields https://youtu.be/dyC7L_dtScI , Museum of the Moon (quarta tappa in Puglia), a Federico Sacchi (progetto Rediscovery), Lucido Sottile e altre produzioni che possono essere osservate scorrendo il programma. Diverse le location scelte in città, Mater Gratiae, Palazzo Ducale, Chiesa di San Domenico, Piazza Catuma, Chiostro San Francesco,

Apre il Festival, Perhaps all the dragons, il lavoro di Collectif berlin, capolavoro di

di Berlin (Bart Baele, Yves Degryse), 4/5/6 settembre (Andria Mater Gratiae 17.30/19.00/20.30/22.00), lavoro che è valso al duo belga riconoscimenti unanimi di pubblico e critica (e ha superato ad oggi le 600 repliche in tutto il mondo) – racconta trenta storie, raccolte in diversi paesi e trasformate in altrettanti monologhi video e inserite in una costruzione drammaturgica che le mette in relazione tra di loro.

 Seguirà I Sacchi di Sabbia, con il testo scritto insieme a Massimiliano Civica I dialoghi degli dei (6/7 settembre, Palazzo Ducale) un divertissement squisitamente

letterario, in cui l'autore, attingendo dal patrimonio del mito, offre una rappresentazione originale, ironica, sorprendentemente quotidiana della cosmogonia classica. Gli scontri familiari tra Zeus e Era, le continue lagnanze per le malefatte di Eros, i pettegolezzi tra Dioniso, Ermes ed Apollo resistono alla sfida del tempo. Per la prima volta I Sacchi di Sabbia e Massimiliano Civica – con il sostegno della Compagnia Lombardi-Tiezzi – si interrogano proprio sul senso profondo della parola "intrattenimento”. Da segnalare il documentario dal vivo del musicteller Federico Sacchi: Talk Talk Before the Silence che racconta una delle più affascinanti meteore del rock: la band di Mark Hollis. Un gruppo di culto (It’s My Life, Such a Shame) che ha vissuto una breve, intensa parabola inversa dalle vette del pop dei primi anni ’80 alla scomparsa dalle scene (11 settembre Palazzo Ducale). Da non perdere il 12 e 13 settembre in Piazza Catuma la Festa finale del Festival con lo spettacolo The Hex del dj performer Karma Fields. In esclusiva europea. Una serata dance electro dance all'interno di un pentagono sulle cui pareti vengono ritratte in 3d algoritmi e sistemi informatici.

E dal 9 al 22 settembre nella Chiesa di San Domenico (my-moon.org): Museum of the Moon, la nuova opera dell’artista britannico Luke Jerram. Una mega installazione che permette di osservare la luna, un diametro di 7 metri, esternamente costituita dal “linguaggio figurato” dettagliato della superficie lunare in 120 dpi, fornito dalla NASA, su scala 1:500,000. L’installazione audio surround è il frutto della fusione tra l’immaginario lunare, la luce lunare ed una composizione musicale del compositore Dan Jones, vincitore dei premi BAFTA e Ivor Novello.

Tra le altre proposte (undici spettacoli) anche la nostra Roberta Ferrara (Equilibrio Dinamico): Young heart run free (8 settembre Chiostro di San Francesco) e, stesso giorno, ma in Piazza Catuma, Stupor, di Opera Teatro di Melfi, diretta da Giampiero Francese, allestito nell’ambito dei progetti per Matera Capitale Europea della Cultura. Tra un quadro e l’altro, le immagini e la danza di Elisa Barucchieri.

Ci sarà una OFF edition dal 9 al 13 settembre anche a Trani e Barletta, oltre che ad Andria: il Southsidestory/The B-side of Casteldeimondi a cura di Piergiorgio Guarini; dal 9 al 13 settembre (Se Boon – Andria/Salto dell'Acciuga – Trani/Il Vecchio e il Mare – Trani/ ¿Qué tal? Tapas & Drinks – Andria/ Summer White Beach – Barletta). Una sorta di dopofestival, un format all'insegna del divertimento, della musica e dei sapori esotici per promuovere i valori di contaminazione e integrazione tra culture diverse e valorizzare la creatività del nostro territorio. Poi, Khuan met Vendelie + Pledge con Dismembered, il 9 settembre a Palazzo Ducale, un progetto musicale nel quale convergono le esperienze di musicisti, cantanti ed autori provenienti da diverse latitudini formative.

 

Per la quattordicesima edizione del Women’s Fiction Festival, il premio letterario “La Baccante”, attribuito ogni anno a un personaggio di fama internazionale per il suo apporto alla narrativa femminile in Italia e nel mondo, verrà assegnato a Beatrice Masini. È un premio alla profondità del suo sguardo, alla cura con cui anima il mondo editoriale, all’eclettismo della sua professionalità.

Il settore "attività culturali e sport" della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha analizzato le disposizioni contenute nella Legge di Bilancio 2018.  Un lavoro che ha portato all'elaborazione di un quadro sinottico delle norme che in diversa misura incidono su tali settori. La tabella identifica i diversi passaggi del dsipositivo della manovra , indicando il riferimento di legge , articolo e comma, e l'oggetto della norma, proponendo poi una sintesi espèlicativa del suo contenuto. 

Riflettori sui dialetti e lingue locali d’Italia, dal Trentino alla Sicilia, passando per l’intera penisola; li ha accesi il premio letterario nazionale “Salva la tua lingua locale” con l'ufficializzazione dei vincitori delle cinque categorie (poesia edita e inedita, prosa edita e inedita, musica). La cerimonia si è svolta oggi nella sala della Protomoteca, in Campidoglio a Roma.

Il 26 Ottobre prende il via la rassegna  “Grazie Italia” che intende trasformare l’Italia in un “Paradiso terrestre”, patrocinata dal Padiglione Guatemala - 57^ Biennale di Venezia, curata da Stefania Pieralice e Gianni Dunil,  presso le Gallerie del Piano Nobile dello storico Palazzo Albrizzi Capello a Venezia sede dello stesso Padiglione.

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