Agricoltura
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Al via gli interventi compensativi per i frantoi oleari salentini per gli anni 2020 e 2021, una delle misure ‘Salva Frantoi’ dopo lo tsunami che si è abbattuto in Salento a causa della Xylella con strutture dismesse, vendute all’estero e oltre 100 frantoi che non riapriranno più i battenti nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto negli ultimi 6 anni. E’ quanto dichiara Coldiretti Puglia, a seguito della pubblicazione del Decreto del Ministero delle Politiche Agricole con gli interventi compensativi in favore dei frantoi oleari previsti dal Piano per la Rigenerazione Olivicola da 300 milioni di euro.

“In fase di rimodulazione abbiamo chiesto procedure semplificate per gli interventi sui frantoi oleari che hanno riguardato 271 frantoi per 5,7 milioni per la prima annualità ed è stato stabilito di attivare la misura anche per i 2 anni successivi, richiesta avanzata da Coldiretti Puglia che ha chiesto di lasciare le risorse sulla misura per assorbirla completamente considerati i danni subiti dai frantoi”, spiega Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Intanto, Coldiretti Puglia torna a chiedere una stretta decisa alla Regione Puglia sulle procedure per gli svellimenti, con gli ulivi secchi sui terreni abbandonati pieni di sterpaglie che ogni estate trasformano il Salento in un enorme rogo con danni irreparabili sull’ambiente e sul turismo.

Ai danni incalcolabili all’agricoltura si sommano quelli d’immagine con gravi ripercussioni anche sul turismo – denuncia Coldiretti Puglia - in un territorio come il Salento ricco di luoghi di straordinaria bellezza che hanno attirato negli anni un numero crescente di vacanzieri italiani e stranieri per ammirare le bellezze naturali.

I ritardi nell’autorizzazione degli espianti degli ulivi secchi colpiti dalla Xylella in Salento, a rischio desertificazione e incendi, perché dopo 9 anni la provincia di Lecce continua a morire di burocrazia, impone l’autorizzazione regionale che consenta di eliminare gli ulivi secchi, senza aspettare l’esito delle istruttorie delle domande dell’articolo 6, con l’inaccettabile paralisi amministrativa che sta facendo slittare di un altro anno la rigenerazione del territorio salentino, dopo che la Xylella ha fatto seccare 21 milioni di ulivi, provocando effetti più disastrosi di un terremoto con ripercussioni drammatiche di natura produttiva, ambientale, economica, lavorativa.

Gli agricoltori chiedono di espiantare gli impianti olivicoli danneggiati e non più produttivi e di eseguire le operazioni colturali utili al reimpianto, perché gli strumenti per la verifica del numero di piante  di olivo danneggiate da eliminare e da ripiantare sono già in possesso della pubblica amministrazione, come le ortofoto 2019, il catasto olivicolo e le banche dati Agea.

Serve di dare immediata e piena attuazione al piano con decreti attuativi e bandi ad hoc che si tradurrebbe in una boccata d’ossigeno essenziale per le aziende agricole e gli agriturismi – conclude Coldiretti Puglia - che stanno affrontando l’ennesima crisi economica a causa dei costi di produzioni balzati alle stelle a causa del conflitto in Ucraina.