Alimentazione
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Si è discusso di salute a tavola, ad Atella, nel corso del seminario ”Viviamo il cibo…il nostro benessere comincia dall’alimentazione?” ospitato all’interno dell’azienda “Fattorie Donna Giulia”, che ha organizzato l’evento assieme a Coldiretti Basilicata, all’Ordine dei Tecnologi Alimentari e al Potenza Calcio.

La tavola rotonda, moderata da Aldo Mattia, direttore regionale di Coldiretti Basilicata, ha preso il via dopo i saluti di Luca Braia, assessore regionale alle politiche agricole, Piergiorgio Quarto, presidente regionale Coldiretti Basilicata e Maurizio Fontana, vice presidente del Potenza Calcio. Ad introdurre ai lavori del seminario è stato Marco Saraceno, delle “Fattorie Donna Giulia”, azienda capofila del progetto Coldiretti per la filiera lattiero- casearia di Basilicata, che ha ribadito l’importanza delle filiere agro-alimentari ed ha presentato l’idea progettuale di un “ Hub “ di latte lucano ( vaccino, bufalino ed ovi-caprino) che vedrà coinvolte imprese zootecniche impegnate nella produzione primaria ed altrettante aziende trasformazione. “C’è bisogno di un patto tra società ed imprese per comunicare che in Lucania si producono eccellenze - ha sottolineato Saraceno- questa giornata ha lo scopo di avviare un’operazione trasparenza nei confronti degli operatori della filiera tutta e, ancor di più, nei confronti del consumatore finale. Troppe volte false etichette, falso made in  Basilicata,  viene proposto al mercato, anche nel  settore latte e derivati. Quello che Coldiretti e Donna Giulia possono raccontare, invece,  è da riferirsi ad un settore che in Basilicata fa della qualità e della trasparenza  il suo principale punto di forza”. La tavola rotonda è poi proseguita con l’intervento  di Laura Mongiello, presidente dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari di Basilicata e Calabria, che ha relazionato sul  tema “Educare ad una corretta alimentazione”, seguito da Giovanni Battista Bochicchio, direttore generale dell’Asp che ha parlato, invece, dei controlli a tutela del consumatore. A Michele Aieta, direttore dell’unità operativa di Oncologia presso l’Irccs Crob di Rionero sono state affidate le conclusioni sul ruolo giocato nelle patologie neoplastiche da alimenti e stili di vita. Atteso ospite del seminario è stato il  professor Giorgio Calabrese, dietologo di fama internazionale, noto al grande pubblico televisivo, docente di Dietetica e Nutrizione Umana presso le Università di Torino e Napoli e considerato  uno dei maggiori esperti in materia di diete. Il nutrizionista ha discusso della dieta mediterranea e degli effetti benefici per la salute degli alimenti a chilometro zero. “Buona alimentazione significa in termini assoluti dieta mediterranea, ovvero mangiare un po’ di tutto che provenga rigorosamente dal nostro territorio- ha spiegato ieri il professor Calabrese - il concetto di chilometro zero e di filiera corta sono stati alla base del benessere degli italiani negli ultimi cinquant’anni, ‘mamma Coldiretti’ ha avuto ragione nel carpire e tramandare questo segreto che ha dato per anni la possibilità a noi italiani di vivere più a lungo rispetto agli abitanti degli altri paesi del mondo”. Nel corso del suo intervento il dietologo non ha mancato di condividere con i presenti qualche riflessione sull’importanza del latte, dettata anche dal luogo scelto per ospitare il convegno, quello appunto delle “Fattorie donna Giulia”, unica centrale del latte di Basilicata. “Togliere il buon latte dalla dieta significa depauperare l’organismo delle proteine nobili, della vitamina D del calcio e degli amminoacidi ramificati essenziali per il suo sviluppo e mantenimento- ha concluso il nutrizionista - latte e latticini sono vere e proprie armi a disposizione della nostra salute”.Si è discusso di salute a tavola, ad Atella, nel corso del seminario ”Viviamo il cibo…il nostro benessere comincia dall’alimentazione?” ospitato all’interno dell’azienda “Fattorie Donna Giulia”, che ha organizzato l’evento assieme a Coldiretti Basilicata, all’Ordine dei Tecnologi Alimentari e al Potenza Calcio. La tavola rotonda, moderata da Aldo Mattia, direttore regionale di Coldiretti Basilicata, ha preso il via dopo i saluti di Luca Braia, assessore regionale alle politiche agricole, Piergiorgio Quarto, presidente regionale Coldiretti Basilicata e Maurizio Fontana, vice presidente del Potenza Calcio. Ad introdurre ai lavori del seminario è stato Marco Saraceno, delle “Fattorie Donna Giulia”, azienda capofila del progetto Coldiretti per la filiera lattiero- casearia di Basilicata, che ha ribadito l’importanza delle filiere agro-alimentari ed ha presentato l’idea progettuale di un “ Hub “ di latte lucano ( vaccino, bufalino ed ovi-caprino) che vedrà coinvolte imprese zootecniche impegnate nella produzione primaria ed altrettante aziende trasformazione. “C’è bisogno di un patto tra società ed imprese per comunicare che in Lucania si producono eccellenze - ha sottolineato Saraceno- questa giornata ha lo scopo di avviare un’operazione trasparenza nei confronti degli operatori della filiera tutta e, ancor di più, nei confronti del consumatore finale. Troppe volte false etichette, falso made in  Basilicata,  viene proposto al mercato, anche nel  settore latte e derivati. Quello che Coldiretti e Donna Giulia possono raccontare, invece,  è da riferirsi ad un settore che in Basilicata fa della qualità e della trasparenza  il suo principale punto di forza”. La tavola rotonda è poi proseguita con l’intervento  di Laura Mongiello, presidente dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari di Basilicata e Calabria, che ha relazionato sul  tema “Educare ad una corretta alimentazione”, seguito da Giovanni Battista Bochicchio, direttore generale dell’Asp che ha parlato, invece, dei controlli a tutela del consumatore. A Michele Aieta, direttore dell’unità operativa di Oncologia presso l’Irccs Crob di Rionero sono state affidate le conclusioni sul ruolo giocato nelle patologie neoplastiche da alimenti e stili di vita. Atteso ospite del seminario è stato il  professor Giorgio Calabrese, dietologo di fama internazionale, noto al grande pubblico televisivo, docente di Dietetica e Nutrizione Umana presso le Università di Torino e Napoli e considerato  uno dei maggiori esperti in materia di diete. Il nutrizionista ha discusso della dieta mediterranea e degli effetti benefici per la salute degli alimenti a chilometro zero. “Buona alimentazione significa in termini assoluti dieta mediterranea, ovvero mangiare un po’ di tutto che provenga rigorosamente dal nostro territorio- ha spiegato ieri il professor Calabrese - il concetto di chilometro zero e di filiera corta sono stati alla base del benessere degli italiani negli ultimi cinquant’anni, ‘mamma Coldiretti’ ha avuto ragione nel carpire e tramandare questo segreto che ha dato per anni la possibilità a noi italiani di vivere più a lungo rispetto agli abitanti degli altri paesi del mondo”. Nel corso del suo intervento il dietologo non ha mancato di condividere con i presenti qualche riflessione sull’importanza del latte, dettata anche dal luogo scelto per ospitare il convegno, quello appunto delle “Fattorie donna Giulia”, unica centrale del latte di Basilicata. “Togliere il buon latte dalla dieta significa depauperare l’organismo delle proteine nobili, della vitamina D del calcio e degli amminoacidi ramificati essenziali per il suo sviluppo e mantenimento- ha concluso il nutrizionista - latte e latticini sono vere e proprie armi a disposizione della nostra salute”.