Sanità
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Dopo lunghi e stremanti anni di lotta sindacale ancora rimane inattuata la grande riforma dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, prevista dal D.lgs. 145/2015. Lo stesso, reca le disposizioni per la realizzazione della semplificazione delle attività ispettive in materia di lavoro e legislazione sociale, finalizzata ad evitare la sovrapposizione di interventi ispettivi al sistema economico e produttivo.

Ad oggi, la vigilanza è svolta dagli ispettori dall’ex Ministero del Lavoro, dell’Inps e dell’Inail in forma sperequativa sia sul piano economico che sul piano delle risorse strumentali, anche nelle competenze!

Infatti, come se non bastasse, ecco aprirsi il capitolo post Covid-19 che si presenta assai dibattuto sugli incarichi e competenze a carico del corpo degli Ispettori del Lavoro.

Si assiste impotenti all’inarrestabile stratificazione delle norme in antinomia conseguenza diretta di bassezze umane che pensavamo confinate nel limbo della storia italiana.

Infatti il Ministero degli Interni, e ci si chiede dove fosse il Ministero del Lavoro, emette una Circolare (sic!) ove si stabilisce che i Signori Prefetti possono avvalersi degli Ispettori del Lavoro per il monitoraggio circa il rispetto dei vari protocolli sui luoghi di lavoro per il contenimento del COVID-19.

NON SIAMO DACCORDO! E’ quanto denuncia Antonio Verri Coordinatore Territoriale FLP - ITL di Lecce e componente del Direttivo Nazionale della FLP - INL, la Federazione dei Lavoratori Pubblici.

Gli Ispettori del Lavoro della Puglia chiedono in primis un confronto con la Signora Ministra del Lavoro per chiarire il quadro normativo vigente e le competenze sulla vigilanza in materia di sicurezza sul lavoro e, successivamente con i Signori Prefetti e con i Dirigenti territoriali, prima di avviare il personale ispettivo sul fronte di guerra!!!

   Non è sufficientemente noto – spiega Verri - che la modifica del Titolo V della Costituzione italiana ha spostato le suddette competenze tecnico professionali agli SPESAL regionali e che, il personale dell’Ispettorato del Lavoro ha competenze “residuali”, per campo di applicazione e oramai per numero di ispettori tecnici (su Lecce sono solo 2), e riguardanti i controlli dei cantieri edili, ferrovie e radiazioni ionizzanti.

Ma non finisce qui. Secondo Verri, infatti, l’Ispettorato del Lavoro vergognosamente non ha nella sua organizzazione interna una struttura di VIGILANZA TECNICA IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO (smantellata dalle ultima improvvide riorganizzazioni) e ora si chiede di svolgere proprio su questa materia una nuova attività ad alto rischio e senza competenze, senza formazione, senza know-how, ed in mancanza di tutte le tutele di protezione e di prevenzione normativamente previste.

I Prefetti devono preventivamente accertare che il personale ispettivo incaricato abbia gli idonei Dispositivi di Protezione Individuali in misura quantitativa e qualitativa, e a tal proposito l’ispettore deve far uso della propria autovettura che diviene un’attrezzatura da lavoro, peraltro ad uso anche della propria famiglia, che pertanto dovrà essere sottoposta a pulizia giornaliera e sanificazione periodica.

La FLP con la propria Confederazione CSE - conclude Verri - davanti a una presunta operazione di facciata del Governo, non permetterà che gli ispettori siano trattati come carne da macello e il “NON SIAMO D’ACCORDO” non sta a significare che non siamo disponibili a fare la nostra parte in questo momento difficile per il nostro Paese, ma che lo faremo sulla base delle imprescindibili condizioni di sicurezza dei lavoratori e dei cittadini nonché con la risoluzione dei conflitti normativi.