Agricoltura
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Il CREA, Centro di Viticoltura e di Enologia di Turi, dal proprio programma di miglioramento genetico ha portato alla selezione di 36 varietà che hanno incontrato l’interesse da parte del Consorzio NuVAUT.

Al consorzio Nuvaut aderiscono 23 aziende dislocate nei diversi areali di produzione delle uve da tavola. Sin dal primo anno dell’accordo (2018) sono stati realizzati i primi trasferimenti ed ad oggi, presso le imprese del Consorzio sono in produzione circa 20 campi di valutazione, dove testare le varietà in diverse condizioni di coltivazione. Dalle prime osservazioni sono stati poi realizzati i primi campi per la produzione di uva in quantitativi significativi e nel 2021 sono stati realizzati r realizzare i primi test commerciali.

Sulle 36 varietà di uve da tavola è in corso l’iter di protezione vegetale presso l’Ufficio comunitario delle varietà vegetali CPVO (Community Plant Variety Office). A conclusione di tale periodo il Nuvaut potrà procedere all’acquisizione dei diritti di privativa per le varietà di cui all’accordo mediante la stipula di un contratto di cessione da parte del CREA oppure di continuare la moltiplicazione e commercializzazione di tutte o una parte delle varietà al termine dell’Accordo, mediante la stipula di un successivo contratto di licenza in esclusiva con il CREA. Per 12 delle 36 varietà, sarà possibile già nel 2022 esercitare tale acquisizione. Concluso il percorso europeo, si passerà alla fase di registrazione degli incroci più interessanti, presso il Registro Nazionale delle Varietà di Vite, dopo tale fase sarà possibile la commercializzazione del materiale vegetale.

Le 36 varietà sono state tutte ottenute e selezionate in Puglia. Al momento, le varietà che sembrano essere più promettenti sono la Maula N. per la spiccata precocità di maturazione, l’Egnazia per produttività e capacità di conservazione sulla pianta, la Daunia per la particolare versatilità di produzione. Le valutazioni in campo sono solo agli inizi, pertanto ci aspettiamo che le osservazioni in corso portino alla definizione di ulteriori interessanti varietà.

Nei campi di valutazione realizzati presso le imprese del consorzio sono in corso le osservazioni che ci permetteranno di individuare gli aspetti colturali critici per ogni varietà e permetteranno di individuare le tecniche colturali in grado di esaltare le caratteristiche qualitative delle differenti varietà. Dalle prime osservazioni è emerso che per la Maula N. in alcuni contesti, potrebbe essere utile effettuare un diradamento degli acini, mentre per la Genusia B. e la Mesania B., che presentano grappoli molto lunghi, potrebbe essere utile intervenire con la cimatura dei grappoli, intervento che potrebbe garantire una maggiore uniformità dei grappoli anche per altre varietà.

Attualmente non ci sono vigneti in produzione, ma soltanto vigneti in valutazione sperimentale. Al termine delle attività di valutazione sarà quindi possibile realizzare i primi impianti in coltivazione estensiva.

Nei prossimi anni le attività saranno volte a valutare e valorizzare le selezioni in osservazione ed alla prosecuzione delle attività di miglioramento genetico. Le attività di valutazione saranno implementate anche attraverso lo studio delle interazioni fra nesto e portinnesto e fra disponibilità idrica e risposta produttiva (attività previste nel progetto VALNUVAUT finanziato dalla Regione Puglia su PSR 2014-2020).

Il programma continua, ovviamente, anche con la produzione di varietà apirene resistenti alle malattie crittogamiche più importanti, prevalentemente oidio ma anche peronospora, aumentando così anche la sostenibilità ambientale.

Altre 4 varietà sono in corso di registrazione, altre seguiranno fino al raggiungimento della quantità accordata. Le attività di miglioramento genetico proseguiranno considerando gli aspetti qualitativi come la forma degli acini, aromaticità, assenza di pigmentazioni antiestetiche. Importante nelle attività fra CREA e Nuvaut è la collaborazione per la realizzazione di un programma volto al miglioramento genetico, realizzato in Puglia, con la intensa partecipazione del mondo imprenditoriale, che ha l’esperienza necessaria per valutare le preferenze del consumatore, con prodotti legati al territorio. Il CREA, che dispone della tecnologie e delle conoscenze inerenti la trasmissione dei caratteri d’interesse e con un’esperienza maturata negli ultimi 20 anni garantirà la prosecuzione delle attività di breeding orientando la selezione verso nuove varietà di uve da tavola d’interesse per la filiera.

Rocco Perniola

CREA Viticoltura ed Enologia